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Bertocchi C
Emanuele, 20 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Intervento complessivo di reinserimento domiciliare di un giovane a seguito di un coma post trauma cranico,utilizzando un letto, un materasso antidecubito, ausili per la postura seduta e la stazione eretta, ausili per fare la doccia.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: aprile 2003
Cacciatori B
Andrea, 45 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con Sclerosi Multipla
Portale SIVA FondazioneDon Carlo Gnocchi
Andrea è un uomo di 47 anni, a cui nel 1991, è stata diagnosticata la Sclerosi Multipla; nel 1998 c’è stato un aggravamento delle condizioni cliniche che lo ha costretto al cammino con ausilio delle stampelle canadesi. Ha dovuto lasciare il lavoro (riceve pensione per inabilità lavorativa) e nel 2005 si è trasferito in un appartamento senza barriere architettoniche. Questo progetto vuole sottolineare il percorso fatto sia da Andrea sia dai vari operatori coinvolti per riuscire ad avere una vita autonoma a domicilio, nonostante la progressione della malattia. L’aspetto più difficile è stato, ed è, accompagnare Andrea durante le fasi del peggioramento delle capacità funzionali proponendo, e poi attuando strategie (servizi ed ausili) che gli permettessero di avere la sua autonomia mantenendo una buona qualità di vita. Dalla presa in carico di Andrea da parte del nostro servizio di Riabilitazione Territoriale (2005) sono stati prescritti molti ausili. La progressione della malattia ed il variare dei bisogni di Andrea mi hanno indotto a proporre una nuova carrozzina elettronica che soddisfi le richieste di Andrea, al quale, prima e dopo la fornitura, è stato proposto l’IPPA per verificare se l’ausilio fornito ha risposto positivamente alle aspettative dell’utente continuando a renderlo l’attore principale delle proprie scelte.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Castellano G
Alessio, 33 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con tetraparesi spastica
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Alessio è un giovane di 33 anni con grave tetraparesi spastica, afasia espressiva, nistagmo, quali esiti di danno perinatale. Questo studio intende documentare il percorso compiuto dal giovane e dagli operatori che lo hanno seguito; l’esperienza vissuta con Alessio ha coinvolto l’equipe del Centro, i genitori e l’assistente domiciliare che segue il giovane da sei anni. Era necessario un impegno multiprofessionale per affrontare l’insieme delle problematiche di vita di Alessio, costruendo una solida rete e un’alleanza terapeutica prima di tutto con i familiari, tale che permettesse quelle azioni volte a far evolvere la situazione del giovane, nonostante la severità del quadro clinico stabilizzato, da una situazione di dipendenza anche sul piano della comunicazione alla sua partecipazione attiva. Alessio ha conservato un buon livello cognitivo con capacità simboliche lievemente al disotto della norma: pur non potendo utilizzare il linguaggio verbale ha una elevata comprensione e complessivamente un buon funzionamento cognitivo. Il suo carattere, la sua disponibilità e la sua volontà lo hanno reso via via protagonista nella scelta non solo di soluzioni tecnologiche, ma anche riguardanti il suo futuro in generale.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
Cernigoi G
Gaia, 72 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Gaia è colpita da un evento vascolare acuto con compromissione grave delle funzioni vitali e motorie ma non cognitive. In questa esperienza si tratterà dell’organizzazione del rientro a domicilio di Gaia e della sua assistenza finalizzata a garantirle una buona qualità di vita all’interno della sua famiglia. E’ stato fondamentale ricercare in ogni soluzione studiata dei punti di accordo con i famigliari che avrebbero gestito Gaia tra le mura domestiche. La strutturazione del domicilio, inizialmente privo di qualsiasi ausilio, dovrà essere adeguata alle esigenze di Gaia e dei famigliari che si occuperanno poi della sua assistenza. Inoltre ogni cosa dovrà essere realizzata in tempi brevi dato l’imminente dimissione dall’ospedale senza periodi intermedi di ricovero in altre strutture protette. La fornitura dei primi ausili e l’addestramento dei famigliari che l’assistono all’uso degli stessi, oltre ad una valutazione complessiva dell’ambiente, sono solo il primo passaggio di un progetto di vita che poi andrà ampliato, riveduto e corretto in relazione alle necessità del momento e del decorso clinico.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: febbraio 2005
Clemente C
Andrea, 6 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con paralisi cerebrale infantile
Portale SIVA FondazioneDon Carlo Gnocchi
Andrea è un bimbo di 6 anni, affetto da paralisi cerebrale infantile e la sua mamma è il genitore che più da vicino si prende cura di lui. Nel 2007 inizia una frequentazione dell’asilo, seppur non assidua, per via delle notevoli difficoltà di spostamento. Al momento della presa in carico, infatti, per spostarsi all’esterno della sua abitazione, Andrea si affidava completamente alla sua mamma. All’interno dell’abitazione Andrea utilizzava un sistema di seduta ormai decisamente troppo piccolo (prescritto già da 2 anni), mentre all’asilo utilizzava lo stesso passeggino adoperato per gli spostamenti esterni, in quanto la scuola non possedeva alcun sistema di postura. Il nostro lavoro è stato, pertanto, incentrato sulla ricerca di soluzioni volte al miglioramento di tale situazione, al fine di alleggerire il carico assistenziale della madre, offrire ad Andrea una migliore postura e di conseguenza aprirgli nuove prospettive. Le soluzioni adottate al termine della valutazione ausili hanno riguardato la postura, l’autonomia nell’alimentazione, la riduzione del carico assistenziale e la prevenzione dello stabilizzarsi di deformità agli arti inferiori. In particolare, sono stati proposti due sistemi di postura, tutori e scarpe ortopediche, un bicchiere con ferma-cannuccia, la ristrutturazione della sala da bagno e l’installazione di una piattaforma elevatrice.
Anno di pubblicazione: 2007
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
D'Amato C
Filomena, 102 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Filomena ha superato i 102 anni. Dopo una vita di lavoro (è stata collaboratrice domestica in una famiglia di cui ha conosciuto cinque generazioni) durante la quale non ha mai accusato seri problemi di salute, vedova e senza figli, all’età di 98 anni, ha lasciato la casa in cui si era ritirata da pensionata per trasferirsi presso la più giovane della famiglia presso la quale aveva sempre lavorato. Questo elaborato riguarda il progetto di vita messo a punto per Filomena, da lei condiviso, quale considerato in relazione al prevedibile progressivo degrado delle funzioni motorie nel processo biologico di senescenza ed al manifestarsi, nel tempo, anche di deficit cognitivi. Sensibilizzata la famiglia che aveva inteso avere cura dell’anziana ai problemi cui sarebbe andata incontro, è stato necessario adottare degli accorgimenti pratici sulla sistemazione del nuovo habitat e fornire alcuni ausili essenziali. Gli ausili indicati sono stati: il letto ortopedico regolabile in altezza a due snodi, il materasso antidecubito ad aria compressa, la carrozzina ad autospinta, poi dotata di cuscino antidecubito, la sedia a comoda e, successivamente, lo sgabello per il box doccia ed il supporto per alzarsi dal letto
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: dicembre 2005
De Marchi C
Ermanno, 61 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona emodializzata
ESPERIENZE
Ermanno è in emodialisi da circa 25 anni ed ha alle spalle due trapianti di reni. Anche se negli ultimi dieci anni il quadro motorio è peggiorato, non si è mai perso d’animo e per raggiungere l’autonomia ha utilizzato svariate strategie con lo scopo di migliorare le sue funzioni e rendere l’ambiente più favorevole all’interazione sociale. L’uso della carrozzina manuale è ormai permanente da tre anni. Modifiche ambientali dell’appartamento in affitto non sono state risolutive ed hanno agevolato soprattutto l’ambiente bagno. Nel quartiere gli spazi esterni sono stati parzialmente modificati per consentire il passaggio di una sedia a ruote sui marciapiedi in seguito ad una richiesta al Comune del luogo di residenza. Questo elaborato ha come progetto la realizzazione di ulteriori miglioramenti all’interno della casa per facilitare sia l’accesso, che l’attuazione delle attività legate alla vita quotidiana (ADL). Inoltre per favorire il bisogno di autonomia di Ermanno negli spostamenti esterni, appena la viabilità del quartiere lo renderà possibile, si procederà alla prescrizione della carrozzina elettronica, valida anche per preservare la poca funzionalità residua degli arti superiori. Attualmente solo parte di questo progetto è stata realizzata, ma le modifiche effettuate finora hanno già consentito a Ermanno un miglioramento della sua qualità di vita e una diminuzione del carico assistenziale.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
Diozzi L
Mario, 63 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con Sclerosi Laterale Amiotrofica
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Nel marzo del 2004 a Mario viene diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Dal momento in cui è stata comunicata la diagnosi, Mario e la moglie si attivano per l’installazione di una piattaforma elevatrice utilizzando le agevolazioni della Legge Nazionale abbattimento barriere architettoniche 13/89; eseguono modifiche parziali dell’appartamento come l’installazione dell’aria condizionata per affrontare l’estate ed il rifacimento parziale del bagno con sostituzione di vasca e installazione di piatto doccia. Si alternano nella storia di Mario e di sua moglie l’utilizzo di ausili di fornitura ASL e di “ausili non ausili” caratterizzati da accorgimenti creativi e intelligenti. Tutto ciò che è stato possibile fare ha portato Mario nel suo percorso di malattia al compimento del suo sommo desiderio, quello di vivere in modo confortevole in famiglia e nel quartiere fino al momento della morte, che sopraggiunge nel luglio del 2006.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
Farina E
Fabrizio, 31 anni, disabilità motoria: autonomia nello sport
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Fabrizio ha 31 anni, è paraplegico da quattro, è autonomo, lavora e a breve andrà a vivere da solo… ma vorrebbe qualcosa di più. Desidera infatti mettersi alla prova, riprovare il gusto della competizione dell’esercizio fisico. Questo lavoro presenta un’esperienza di consulenza professionale sostenuta da un rapporto di stima e fiducia reciproca, che ha poi portato Fabrizio ad una progressiva presa di coscienza di nuovi bisogni di autonomia personale sviluppatisi attorno alle attività sportive proposte: il Monosci e l’ Handybike. Al fine di rispondere adeguatamente alle richieste che mi venivano poste è stato importante seguire un percorso metodologico che ha previsto, in successione, l’esame dell’attività residua, l’analisi dei bisogni e delle aspettative, l’individuazione delle attività più consone, la definizione di un percorso di attuazione del progetto ed utilizzo degli ausili individuati, la verifica a distanza delle attività e della loro ricaduta sulla qualità di vita mediante questionari quali il Q.U.E.S.T e il P.I.A.D.S.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: dicembre 2005
Festi C
Roberta, 43 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con Sclerosi Multipla
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Roberta è una giovane donna, affetta da Sclerosi Multipla, caratterizzata da una forte impronta ipertonica, con tetraparesi, disartria e disfagia. Da alcuni mesi, Roberta si esprime a fatica e i familiari hanno preso in considerazione la proposta di un’eventuale programma di potenziamento del linguaggio: abbiamo così intrapreso in collaborazione con il Centro di competenza territoriale per gli Ausili un percorso finalizzato alla valutazione di un sistema di comunicazione alternativo. Parallelamente l’ambito di intervento si è progressivamente allargato anche alla mobilità ed alla postura, al fine di ricercare soluzioni assistive volte ad alleggerire il carico assistenziale e migliorare il comfort. Roberta attualmente è dipendente in tutte le attività della vita quotidiana e non è più in grado di collaborare alle sequenze di trasferimento che sono a carico totale del marito e dell’assistente personale. Anche il sistema di postura non appare più idoneo e Roberta preferisce rimanere sdraiata nel divano per gran parte della giornata. Obiettivo di questo elaborato è illustrare il percorso intrapreso con Roberta per potenziare la sua partecipazione nell’ambito delle relazioni e, se possibile, prevenire il rischio dell’isolamento. Attraverso l’integrazione delle diverse professionalità e la rete dei Servizi, vorremmo proporre un approccio globale non più orientato alla sola erogazione di prestazioni, ma al raggiungimento della massima autonomia possibile.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Ghirardelli M
Gio, 61 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
A causa di un duplice intervento chirurgico sono residuate varie problematiche sia a livello motorio che di coordinazione; grazie ad un recupero di questi deficit e all'utilizzo di specifici ausili vi è stata una ripresa graduale ma costante di varie attività sia nell'ambito domiciliare/familiare che con gli amici.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2003
Lazzarich C
Emanuele, 10 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con Distrofia Muscolare Duchenne
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Emanuele è un bambino di 10 anni, affetto da Distrofia Muscolare progressiva tipo Duchenne; vive con la mamma, fisioterapista, che fino ad oggi ha coordinato tutti gli interventi specialistici (fisiatri, neuropsichiatria infantile, pneumologo, cardiologo, tecnici ortopedici,ecc.) da sola, valutando lei di volta in volta i bisogni del suo bambino e proponendo lei, ad ogni controllo, le questioni da affrontare; ora le problematiche sono diventate maggiori, sia per numero che per importanza, e la mamma non riesce più a gestirle tutte autonomamente, dunque si è cercato di affiancarla e supportarla nel focalizzare ed affrontare cinque grandi temi relativi all’autonomia del suo bambino: la carrozzina elettronica, la ristrutturazione del bagno di casa, l’accessibilità del giardino di casa, il controllo ambiente e l’accesso al personal computer. Per ogni tema è stato formulato un progetto articolato in quattro fasi, dall’identificazione del bisogno, alla formulazione di un obiettivo, alla definizione di un progetto fino alla realizzazione del progetto. La consulenza tecnica è stata preziosa per questa mamma. Altrettanto importante è stato il percorso che l’ha portata a prendere atto sia dei problemi emergenti che dell’urgenza di affrontarli, grazie al suggerimento di soluzioni rispettose del “modus vivendi di madre e figlio, il loro sentire emotivo e il senso di smarrimento che è subentrato con il progredire della malattia.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2016
Marrocco F
Laura, 23 anni, disabilità motoria: autonomia nella mobilità
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Laura è una ragazza di 22 anni, nel 1992 le è stata diagnosticata l’Atassia di Friedreich. Il progressivo peggioramento dei sintomi ha causato nel 1996 la perdita totale della deambulazione e la necessità di utilizzare una carrozzina. Nell’ottobre 2004 ha iniziato il trattamento in Terapia Occupazionale con lo scopo di valutarne il grado di autonomia, ma date le visibili necessità posturali l’obiettivo primario è diventato la sostituzione della carrozzina e l’individuazione di un adeguato sistema di postura. Dalle valutazioni motorie e dalle valutazioni funzionali sono emerse problematiche posturali che riguardano il tronco, il bacino e gli arti sia inferiori che superiori. Si ipotizza perciò la scelta di una carrozzina e di un sistema posturale che possano risolvere o compensare queste problematiche, che siano facilmente gestibili da Laura e dai suoi assistenti e che rispondano ai principi ergonomici. Una volta raccolte tutte le informazioni necessarie si è presentato il momento di scegliere l’ausilio più idoneo. Oltre alle conoscenze personali ed alle nozioni ricavate da varie ricerche, per rendere la scelta il più soddisfacente e responsabile possibile, si è chiesta la collaborazione del SIVA (Servizio di Informazione e Valutazione Ausili) della Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano.. Dopo una serie di consulenze ed incontri caratterizzati da diverse prove, modifiche e riprove, si è arrivati ad una soluzione e l’ausilio indicato è stato richiesto attraverso la fornitura diretta del Servizio Sanitario Nazionale. Dopo la fornitura degli ausili si è proceduto all’addestramento all’uso ed alla gestione del sistema da parte di Laura e dei suoi Assistenti. I risultati ottenuti si sono dimostrati più che soddisfacenti ma il lavoro non si può considerare concluso. Sarà necessario continuare l’opera di addestramento per trovare sempre nuove strategie tali da poter utilizzare e gestire in modo ottimale il sistema. Si prevedono valutazioni di controllo che verifichino nel tempo l’efficacia del sistema in termini di funzionalità ed autonomia. È anche importante verificare che vanga effettuata un’attenta manutenzione in modo tale che l’ausilio possa sempre rispondere ai requisiti di sicurezza, efficacia e stabilità ed è fondamentale verificare che, nel tempo, le aspettative di Laura e dei suoi assistenti rispetto al sistema affidato rimangano soddisfacenti.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: settembre 2006
Martinelli M
Paola, 38 anni, disabilità motoria: autonomia nella mobilità e nella comunicazione
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
A seguito di un grave incidente stradale che ha causato un importante trauna cranico si sono dovuti individuare degli ausili per consentire una corretta e funzionale postura seduta e una valida comunicazione interpersonale per facilitare il reinserimento all'interno dell'ambito familiare.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2003
Proverbio L
Lando, 35 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Pur in presenza di una patologia progressiva e gravemente invalidante si è riusciti, grazie all'adozione di idonei ausili e all'addestramento di familiari ed assistenti, ad evitare ospedalizzazioni e garantire un adeguato inserimento domiciliare.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: giugno 2003
Roggiani N
Emiliano, 19 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
A causa di un trauma cranico e di una lesione midollare a seguito di un incidente stradale si sono dovuti individuare gli ausili più idonei per consentire il mantenimento di una corretta postura seduta al fine di garantire un buon livello di autonomia personale.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2003
Russolo F
Gabriella, 51 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con esiti di aneurisma cerebrale
Portale SIVA FondazioneDon Carlo Gnocchi
Gabriella è una donna di 50 anni. Nell’ottobre del 2007 viene colpita da emorragia cerebrale da rottura di aneurisma carotido-oftalmnico destro. I danni motori e cognitivi che seguono all’evento appaiono da subito molto gravi: Gabriella rimane paretica ai 4 arti, con importante rallentamento psico-motorio, inizialmente portatrice di PEG. Questo progetto ha lo scopo di evidenziare il percorso di reinserimento domiciliare effettuato dalla nostra Struttura Ospedaliera in collaborazione con il Distretto Sanitario. Il rientro a domicilio rappresenta sempre, per il malato ed il suo nucleo familiare, un momento di grande tensione; dall’ambiente protetto dell’ospedale si ritorna alla vita quotidiana nella quale si teme di incontrare molti ostacoli e poco aiuto dalle strutture di riferimento. Dopo la prescrizione degli ausili durante la degenza ospedaliera ed una attenta valutazione complessiva del caso, si è cercato di “accompagnare” la famiglia al momento del rientro a casa. Nell’ottica di cercare di garantire a Gabriella un’assistenza a lungo termine, si sono attivate risorse specifiche a livello territoriale al fine di personalizzare il supporto dato a lei ad alla sua famiglia, sia per quanto riguarda la richiesta di ulteriori ausili e l’assistenza, se saranno necessari, sia per quel che concerne il supporto psicologico del principale caregiver.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
Tovo B
Roberta, 61 anni, disabilità motoria: mobilità e postura
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
L’adozione di ausili idonei ha consentito, nonostante le gravi difficoltà motorie, di mantenere un buon livello di autonomia e di prevenire l’insorgenza di piaghe da decubito. Gli ausili hanno anche permesso di ridurre il livelli di assistenza.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2003
Vannini R
Nicoletta, 20 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Un incidente stradale causa una tetraplegia e l’amputazione di ambedue gli arti inferiori. E’ necessario un intervento globale, dal punto di vista riabilitativo, per consentire un reinserimento domiciliare ed un discreto grado di autonomia nella gestione delle attività della vita quotidiana. Fondamentale si è rivelata la corretta e attenta valutazione degli ausili e delle protesi più idonee per garantire una valida domiciliazione con un livello assistenziale non particolarmente elevato
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2003
Bertocchi C
Progetto di domiciliazione protetta per una persona con esiti di trauma cranio encefalico
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2001-2002
Il caso di studio riguarda un ragazzo di 20 anni affetto da esiti di TCE (trauma cranio encefalico) cui sono seguite disabilità sia di tipo motorio sia di tipo cognitivo. Vive con la sorella e la madre in un appartamento al primo piano senza ascensore. Diplomato presso una scuola alberghiera, svolgeva attività di barista in un chiosco di proprietà della famiglia. All'epoca del ricovero era in uno stato di minima responsività con quadro neuromotorio di tetraparesi. Gli obiettivi della presa in carico, oltre a quelli clinici, infermieristici e motori, sono stati rivolti ad una pianificazione della dimissione. Le aree d’intervento sono state: 1. L'individuazione di una carrozzina e di un sistema di postura 2. L'individuazione di ausili necessari alla domiciliazione (ausili per rieducazione, forza, equilibrio; per la cura personale; per l'incontinenza; per la prevenzione dei decubiti; apparecchiature per alimentazione) 3. L'addestramento della famiglia all’uso degli ausili a domicilio 4. L'attivazione dei servizi territoriali (assistenza di base, infermieristica, riabilitativa) 5. L'iter della prescrizione - autorizzazione - fornitura degli ausili presso l’Asl di appartenenza 6. Le modifiche ambientali, in particolare l'accessibilità del bagno
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Cernigoi G
Si torna a casa: il caso di Gaia
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
Gaia è un’ anziana donna, colpita da un evento vascolare acuto con compromissione grave delle funzioni vitali e motorie ma non cognitive. In questa tesi si tratterà dell’organizzazione del rientro a domicilio di Gaia e della sua assistenza finalizzata a garantirle una buona qualità di vita all’interno della sua famiglia. E’ stato fondamentale ricercare in ogni soluzione studiata dei punti di accordo con i famigliari che avrebbero gestito Gaia tra le mura domestiche. La strutturazione del domicilio, inizialmente privo di qualsiasi ausilio, dovrà essere adeguata alle esigenze di Gaia e dei famigliari che si occuperanno poi della sua assistenza. Inoltre ogni cosa dovrà essere realizzata in tempi limitati, dato l’imminente passaggio dall’ospedale al domicilio senza periodi intermedi di ricovero in altre strutture protette. La fornitura dei primi ausili e l’addestramento dei famigliari che l’assistono all’uso degli stessi, oltre ad una valutazione complessiva dell’ambiente, sono solo il primo passaggio di un progetto di vita che poi andrà ampliato, riveduto e corretto in relazione alle necessità del momento e del decorso clinico. Pertanto gli ausili ritenuti indispensabili per il rientro a domicilio saranno il letto ortopedico regolabile in altezza a due snodi, il materasso antidecubito ad aria, l’aspiratore e la pompa per nutrizione parenterale (fornito fin d’ora dal servizio infermieristico) e ancora il sollevatore elettrico con attacco a parete. Inoltre, nei tempi immediatamente successivi al rientro a domicilio, occorrerà procurare una carrozzina posturale con adeguato cuscino antidecubito.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2004
Ghiraldelli M
L'Autonomia va Sempre Ricercata? Il caso di Gilberto
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Gilberto, 61 anni, è affetto da esiti di duplice intervento (1986-1993) d’asportazione di ependimoma cervico dorsale C4 - D2. Dal 1995 seguo il suo recupero motorio e durante questo periodo sono state fatte diverse proposte di ausili. IL lavoro si propone di analizzare le proposte e le soluzioni adottate e, alla luce delle nuove conoscenze acquisite in questo corso, programmare interventi che migliorino l'autonomia di Gilberto.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Martinelli M
C’è futuro nella vita di Paola
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Un incidente stradale ha cambiato definitivamente la vita di Paola. Il trauma cranico ha provocato una emiparesi dx e un deficit cognitivo moderato. L’espressione verbale è limitata a poche parole. Il desiderio di una comunicazione efficace con famigliari e amici è stato il motivo che ha portato a valutare l’ utilizzo di un personal computer. Inoltre le difficoltà nella gestione famigliare dell’utente ha portato a modificare il bagno, con un piatto-doccia adeguato, e a proporre l’utilizzo di una carrozzina basculante da trasporto.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Porcella B
In un batter d’occhio...quando per parlare basta una palpebra. Il caso di Gabriele
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
Lo sguardo rivolto verso l’alto per comunicare un assenso, le palpebre semi chiuse per esprimere un no, la mente lucida ed acuta imprigionata in un corpo che non risponde ai suoi comandi, una tabella di carta con 21 lettere gialle e verdi e Gabriele diventa “tiratore scelto dell’alfabeto”. Un ictus l’ha colpito relegandolo nell’immobilità ed in un silenzio ostinato dal quale vuole uscire per rimpossessarsi almeno della possibilità di soddisfare quel bisogno fondamentale per l’essere umano di comunicare, interagire con il mondo, esprimere sentimenti, idee, pensieri e rabbia. Può farlo solo con le palpebre, unica parte del corpo, sfuggita all’ammutinamento dopo la lesione. Alla fine l’ossimoro, paradossalmente creato da una sindrome che ha rubato il nome alla metrica classica ma che ha come effetto il silenzio, viene debellato dalla forza di volontà, dalla grande motivazione di Gabriele e dall’ingegno di chi crede nelle nuove tecnologie informatiche. L’elaborato presenta i risultati della sperimentazione – effettuata su Gabriele – di un nuovo sensore per personal computer da utilizzare con il movimento della palpebra.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2016
Proverbio L
Le piaghe da decubito "vanno bene... dal loro punto di vista": il caso di Lando
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Lando è un paziente affetto da sclerosi multipla diagnosticata vent’anni fa. Ne faccio la conoscenza dopo un ricovero durante il quale è stato sottoposto ad un intervento di resezione intestinale. L’elaborato racconterà la storia del rapporto tra l’utente e l’equipe del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata che lo ha seguito e che ha formulato il progetto di cura ed il percorso di scelta degli ausili. Il progetto ha riguardato gli ambiti della mobilità, della postura e della cura personale avendo come angolo di riferimento la prevenzione e la cura dei decubiti, andando incontro alle esigenze di autonomia di Lando e alleggerendo il carico di lavoro dei care-givers.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Riosa E
Ricomincio da qui: il caso di Dragan
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
L’elaborato presenta la storia di Dragan, un ragazzo di 27 anni, che quattro anni fa, in seguito ad un incidente in motocicletta, diventa paraplegico con una lesione a livello D1. Dopo un ricovero di circa un anno, nell’estate del 2009 ritorna a casa. Scopo del lavoro è quello di descrivere, a partire dal rientro a casa, il percorso di vita di Dragan. All’epoca Dragan viveva con i suoi genitori, in un appartamento con barriere architettoniche sia all’interno che all’esterno. A questo si sommava il rapporto conflittuale con i familiari, soprattutto con la madre, e la tendenza di quest’ultima a farsi carico di tutte le necessità del figlio. Inizia a questo punto per Dragan un progetto di vita indipendente che sarà un lungo e complesso cammino attraverso il quale avverrà la separazione dalla famiglia e la conquista di una vita indipendente sia dal punto di vista fisico che psicologico. Durante questo percorso è stato necessario dapprima trovare soluzioni e fornire ausili per rendere accessibile l’abitazione dei genitori e permettere l’autonomia nelle attività quotidiane di Dragan, successivamente costruire con lui un percorso che lo portasse all’emancipazione dalla famiglia, con la ricerca e la personalizzazione di una casa accessibile, la conquista dell’autonomia negli spostamenti e la possibilità di riprendere pieno possesso della sua vita.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Roggiani N
Dalla ricerca di una corretta postura alla scoperta di una possibilità di autonomia: il caso di Emiliano
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
L’elaborato propone il caso di Emiliano, un ragazzo di 18 anni che l’anno scorso è rimasto vittima di un incidente stradale nel quale ha riportato un trauma cranico e una lesione midollare a livello dorsale, con conseguente coma e paraplegia. Quando, dopo un lungo periodo di ospedalizzazione in varie sedi, il ragazzo è giunto da noi, si pensava di dovere affrontare solo lo studio di una postura adeguata alle limitazioni muscolo-scheletriche conseguenti il trauma. In realtà, questo primo passo ha aperto la strada alla possibilità del conseguimento dell’autonomia negli spostamenti almeno in casa, mediante una carrozzina dotata di dispositivo monoguida. Si è reso, quindi, necessario il superamento delle barriere architettoniche all’interno della casa per renderla completamente accessibile ad Emiliano, e dalla casa verso l’esterno, per permettere il reinserimento sociale in un luogo protetto designato dalla A.S.L. di appartenenza e, se possibile, nel gruppo di amici. Gli obiettivi di questo progetto sono stati: il miglioramento della postura in carrozzina, la diminuzione del carico assistenziale da parte dei genitori, e il reinserimento sociale
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Tovo B
Storia di "ordinaria" sclerosi multipla: il caso di Roberta
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Il caso di studio riguarda Roberta, 61 anni, che ha presentato i primi disturbi motori e sensitivi a 31 anni e che dall'età di 43 anni si sposta esclusivamente in carrozzina. Ha conservato un discreto utilizzo funzionale dell'arto superiore sinistro. Ha uno spirito vivace e sensibile e ha affrontato la sua disabilità con coraggio e buon senso. Negli ultimi anni, anche in seguito ad una malattia del marito oltre che al proprio aggravamento motorio, ha perso entusiasmo e ha rinunciato poco per volta alle attività che comportano fatica per lei e per chi l'assiste. Il progetto si propone di migliorare la stazione seduta in carrozzina, migliorare i trasferimenti, migliorare l'accessibilità al bagno, migliorare l'accessibilità esterna. Allo scopo di ridurre il carico assistenziale e di utilizzare le energie risparmiate per attività più gratificanti
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Vannini R
Una nuova vita a vent’anni: va tutto bene!!! Il caso di Nicoletta
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Nicoletta ha 19 anni, da sei mesi fa l’assicuratrice, vive in famiglia, è fidanzata da tre anni e ha una vita attiva e piena di amici ed interessi. Il 03/10/01, in seguito a un incidente stradale, diviene tetraplegica e in seguito le vengono amputati entrambi gli arti inferiori. Giunge nel nostro centro di riabilitazione dopo cinque mesi di rianimazione. L’intervento riabilitativo ha come obiettivi la stabilizzazione delle condizioni cliniche, la ripresa della posizione seduta, la ricerca della maggior autonomia ed integrazione sociale possibili attraverso: 1) fornitura di una carrozzina manuale con sistema di postura e adattamenti necessari per consentire l’autospinta; 2) tutorizzazione per gli arti superiori per correggere la retrazione in flessione dei gomiti e l’atteggiamento in dorsiflessione dei polsi; 3) protesizzazione per gli arti inferiori; 4) ricerca di strategie per consentire le attività della vita quotidiana (a.d.l.); 5) ricerca di strategie per consentire l’uso del computer e la scrittura; 6) adattamento dell’abitazione; 7) ricerca di strategie per il controllo degli sfinteri.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
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