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Andrich R
Educazione all'autonomia: la metodologia Eustat
Europa Medocophysica 37/1
La conoscenza, da parte dell’utente, delle tecnologie di ausilio oggi disponibili e la consapevolezza del loro ruolo nel processo di riabilitazione e d’integrazione sociale rappresentano un importante fattore di empowerment della persona con disabilità. La motivazione e la partecipazione attiva nella scelta dell’ausilio spesso costituiscono un fattore-chiave per l’efficacia dell’ausilio stesso. Basandosi sui risultati dello studio EUSTAT ( condotto nell’ambito del Programma Applicazioni Telematiche della Commissione Europea ) questa relazione presenta una serie di Linee-Guida per coloro che all’interno dei Servizi di Riabilitazione, associazioni di persone disabili, gruppi di mutuo aiuto e attività di peer-counselling organizzano iniziative di formazione di persone disabili agli ausili, e più in generale all’autonomia
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Articoli pubblicati su rivista
Data ultima modifica: maggio 2003
Andrich R
Misurare l'outcome degli ausili
MR Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa 31(4): 213-221
La misura dell’outcome di un programma protesico — termine che qui usiamo in senso lato per indicare quella parte del progetto riabilitativo che riguarda la valutazione, la scelta, la prescrizione, la fornitura, la personalizzazione, l’istruzione all’uso e il follow-up dei facilitatori ambientali necessari all’utente (ausili, ma anche adattamenti della casa, accomodamenti ragionevoli dell’ambiente di lavoro ecc.) — è un tema complesso, per il quale disponiamo di deboli conoscenze. La letteratura scientifica, pur ancora scarsa in materia, ha messo in luce l’effetto “sistemico” dell’ausilio: l’introduzione di un ausilio “perturba” il sistema costituito dalla persona (con la sua condizione clinica, personalità, aspirazioni), dall’ambiente (fisico, umano e organizzativo) e dall’occupazione (attività, ruoli, stili di vita) riportandolo a un nuovo equilibrio; si ha un outcome positivo quando questo nuovo equilibrio incide positivamente sulla qualità di vita della persona e della sua rete primaria. Su questo sistema insiste una molteplicità di attori e fattori, alcuni prevedibili e altri imprevedibili. Nell’ambito del progetto riabilitativo, una misura veritiera dell’outcome sarà dunque possibile una volta esaurito il transitorio della “perturbazione”: non quindi “nell’ambulatorio” ma “nell’ambiente abituale di vita”; non “qui e ora” ma “lì e domani”. Quest’articolo presenta in anteprima i risultati di alcuni progetti di ricerca in cui la Fondazione Don Gnocchi è impegnata da tempo, per mettere a punto metodi efficaci (nonché efficienti e sostenibili dal punto di vista organizzativo) di condurre e tracciare in modo misurabile l’intervento protesico. L’utilizzo sperimentale di un nuovo strumento di lavoro appositamente sviluppato e perfezionato a più riprese — la Relazione di Valutazione, Verifica e Follow-up Ausili — su una casistica di 120 utenti distribuiti in cinque regioni italiane ha permesso di ricavare misure di efficacia degli interventi protesici somministrati, e ha confermato la validità e la generalizzabilità della metodologia.
Anno di pubblicazione: 2018
Tipo di documento: Articoli pubblicati su rivista
Data ultima modifica: aprile 2018
Andrich R, Gower V, Milo A,
Alberto, 23 anni: autonomia nella scrittura e nella comunicazione
Portale SIVA Fondazione Don Gnocchi - Banca Dati dei Casi di Studio
Alberto è un giovane di 23 anni, con un quadro clinico complesso. Nel corso del programma riabilitativo presso il nostro Centro affrontiamo con un team interdiscisplinare le sue principali esigenze di autonomia nella mobilità e nella scrittura, comunicazione e controllo dell'ambiente. Grazie agli ausili presenti nell'ausilioteca del Centro, opportunamente configurati in base alle sue abilità motorie e cognitive, Alberto gradualmente sviluppa le abilità e le competenze necessarie al loro uso. Nel frattempo il suo progetto di vita cambia per circostanze esterne, essendosi aperta la possibilità di iniziare a frequentare un Centro Diurno e di trascorrere quindi gran parte del suo tempo fuori casa. Alla fine del percorso suggeriamo un elenco di ausili e delle relative personalizzazioni, che la famiglia decide di acquistare per collocarli nel Centro Diurno. Un successivo nostro sopralluogo in loco ci permette di correggere alcuni errori e disattenzioni fatti nella fase di installazione e di confrontarsi con la famiglia e il personale del Centro per sfruttare al meglio le potenzialità di tali ausili per un più soddisfacente autonomia di ausili. Nella valutazione finale del percorso tutti gli attori coinvolti (Alberto, famiglia, educatori) hanno espresso buona soddisfazione per il lavoro svolto e le scelte effettuate.
Anno di pubblicazione: 2015
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: marzo 2016
Baroni K
Marisa, 76 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con esiti di ischemia cerebrale
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Marisa ha 76 anni, pensionata, vedova, prima dell’evento patologico viveva da sola. In seguito a lesioni ischemiche cerebrali nel territorio dell’arteria cerebrale media di destra presenta un’emisindrome piramidale sinistra con un’importante compromissione della funzionalità all’arto superiore. Figlio e nipoti non comprendono la necessità di un recupero dell’autonomia in quanto vogliono prendersi pieno carico assistenziale di Marisa non permettendole, perciò, di rientrare nella sua adorata casa in collina dove vivrebbe da sola. Concretamente le soluzioni adottate sono state finalizzate all’organizzazione dell’ambiente di vita, alla cura della propria persona ed alle attività della vita quotidiana che richiedono manipolazioni bimanuali. Nello specifico sono state adottate strategie sostitutive, ausili tecnici a bassa tecnologia (pettine ergonomico, limetta per unghie con impugnatura adattata, infila calze, tagliere multiuso, carrello portavivande, etc etc…), ed infine è stato effettuato un parziale adattamento della casa cambiando l’arredamento della cucina (per creare un ambiente il più ergonomico possibile) ed apportando lievi modifiche al bagno (specchio a filo lavabo con aggiunta di specchio avvicinabile e con ingrandimento, maniglione a muro sulla parete della vasca). Il progetto vuole inoltre mettere in evidenza come la motivazione psicologica dell’individuo sia di fondamentale importanza nel percorso riabilitativo.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Beltrami L
Nataly, 56 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Intervento complessivo per mantenere la migliore autonomia possibile in presenza di una grave disabilità progressiva, utilizzando ausili per la mobilità,per la postura seduta, per il bagno e per la comunicazione interpersonale.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: aprile 2003
Bertocchi C
Emanuele, 20 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Intervento complessivo di reinserimento domiciliare di un giovane a seguito di un coma post trauma cranico,utilizzando un letto, un materasso antidecubito, ausili per la postura seduta e la stazione eretta, ausili per fare la doccia.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: aprile 2003
Betto A
Francesco, 9 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa e inserimento a scuola
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Francesco è un bambino come tanti, la sua una famiglia come tante. L’ho scelto come protagonista di questo elaborato perché nonostante la pesante diagnosi che l’accompagna e che potrebbe far pensare all’inutilità di qualsiasi obiettivo, dimostra come sia importante nei suoi confronti che tutte le persone coinvolte continuino a pensare alla realizzazione di interventi che aiutino la famiglia nelle fatiche quotidiane e che favoriscano in lui l’affiorare delle capacità residue di relazionarsi con l’ambiente circostante e con gli altri. Attraverso la ricostruzione dell’itinerario percorso dalla famiglia e dai tanti operatori coinvolti, attraverso l’elenco delle soluzioni che sono state adottate, si intravede come sia possibile influire positivamente sui vissuti personali e sulle motivazioni che aiutano a ricercare con caparbietà dei risultati che per quanto piccoli possono cambiare la propria visione della vita futura. Una carrozzina posturale che oltre ad offrirgli una posizione confortevole gli permette di esplorare con lo sguardo e di osservare lo spazio circostante, un deambulatore che lo facilita nell’esplorazione dell’ambiente, un progetto studiato per eliminare le barriere architettoniche dell’abitazione, una sedia da doccia che rende meno faticosa alla mamma la cura della sua persona, una sedia ed un tavolo che gli permettono di stare seduto a scuola come gli altri compagni sono ausili di semplice reperibilità ma che si rilevano importanti per raggiungere obiettivi di vita comuni a tutti noi.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Bozzolini G
Marina, 50 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona paraplegica
Portale SIVA FondazioneDon Carlo Gnocchi
L’Autore, in questa esperienza, si è occupato della riqualificazione ambientale dell’appartamento di Marina, paraplegica di 41 anni, la quale ha espresso il forte bisogno di vivere in piena autonomia la sua casa. Successivamente, dopo aver valutato le sue istanze e le sue aspettative, è stato analizzato il complesso abitativo da riqualificare. Il programma è stato orientato su quattro principali tipologie di intervento utilizzando il supporto normativo fornito dalle leggi vigenti in materia: 1) architettura d’ambiente 2) design ed impiantistica 3) arredamento accessibile e 4) ausili per l’autonomia personale. Sebbene la letteratura non abbia fornito supporti univoci in materia di ristrutturazione degli spazi abitativi, il risultato dell’operazione è stato quanto mai positivo sia in termini di obiettivi strutturali raggiunti sia in termini di soddisfazione ed autonomia da parte di Marina.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
Cacciatori B
Andrea, 45 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con Sclerosi Multipla
Portale SIVA FondazioneDon Carlo Gnocchi
Andrea è un uomo di 47 anni, a cui nel 1991, è stata diagnosticata la Sclerosi Multipla; nel 1998 c’è stato un aggravamento delle condizioni cliniche che lo ha costretto al cammino con ausilio delle stampelle canadesi. Ha dovuto lasciare il lavoro (riceve pensione per inabilità lavorativa) e nel 2005 si è trasferito in un appartamento senza barriere architettoniche. Questo progetto vuole sottolineare il percorso fatto sia da Andrea sia dai vari operatori coinvolti per riuscire ad avere una vita autonoma a domicilio, nonostante la progressione della malattia. L’aspetto più difficile è stato, ed è, accompagnare Andrea durante le fasi del peggioramento delle capacità funzionali proponendo, e poi attuando strategie (servizi ed ausili) che gli permettessero di avere la sua autonomia mantenendo una buona qualità di vita. Dalla presa in carico di Andrea da parte del nostro servizio di Riabilitazione Territoriale (2005) sono stati prescritti molti ausili. La progressione della malattia ed il variare dei bisogni di Andrea mi hanno indotto a proporre una nuova carrozzina elettronica che soddisfi le richieste di Andrea, al quale, prima e dopo la fornitura, è stato proposto l’IPPA per verificare se l’ausilio fornito ha risposto positivamente alle aspettative dell’utente continuando a renderlo l’attore principale delle proprie scelte.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Castellano G
Alessio, 33 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con tetraparesi spastica
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Alessio è un giovane di 33 anni con grave tetraparesi spastica, afasia espressiva, nistagmo, quali esiti di danno perinatale. Questo studio intende documentare il percorso compiuto dal giovane e dagli operatori che lo hanno seguito; l’esperienza vissuta con Alessio ha coinvolto l’equipe del Centro, i genitori e l’assistente domiciliare che segue il giovane da sei anni. Era necessario un impegno multiprofessionale per affrontare l’insieme delle problematiche di vita di Alessio, costruendo una solida rete e un’alleanza terapeutica prima di tutto con i familiari, tale che permettesse quelle azioni volte a far evolvere la situazione del giovane, nonostante la severità del quadro clinico stabilizzato, da una situazione di dipendenza anche sul piano della comunicazione alla sua partecipazione attiva. Alessio ha conservato un buon livello cognitivo con capacità simboliche lievemente al disotto della norma: pur non potendo utilizzare il linguaggio verbale ha una elevata comprensione e complessivamente un buon funzionamento cognitivo. Il suo carattere, la sua disponibilità e la sua volontà lo hanno reso via via protagonista nella scelta non solo di soluzioni tecnologiche, ma anche riguardanti il suo futuro in generale.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
Cernigoi G
Gaia, 72 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Gaia è colpita da un evento vascolare acuto con compromissione grave delle funzioni vitali e motorie ma non cognitive. In questa esperienza si tratterà dell’organizzazione del rientro a domicilio di Gaia e della sua assistenza finalizzata a garantirle una buona qualità di vita all’interno della sua famiglia. E’ stato fondamentale ricercare in ogni soluzione studiata dei punti di accordo con i famigliari che avrebbero gestito Gaia tra le mura domestiche. La strutturazione del domicilio, inizialmente privo di qualsiasi ausilio, dovrà essere adeguata alle esigenze di Gaia e dei famigliari che si occuperanno poi della sua assistenza. Inoltre ogni cosa dovrà essere realizzata in tempi brevi dato l’imminente dimissione dall’ospedale senza periodi intermedi di ricovero in altre strutture protette. La fornitura dei primi ausili e l’addestramento dei famigliari che l’assistono all’uso degli stessi, oltre ad una valutazione complessiva dell’ambiente, sono solo il primo passaggio di un progetto di vita che poi andrà ampliato, riveduto e corretto in relazione alle necessità del momento e del decorso clinico.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: febbraio 2005
Ciot C
Pietro, 7 anni, disabilità motoria: autonomia nella comunicazione
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Pietro ha sei anni e mezzo ed una diagnosi di tetraparesi distonica ed anartria, una funzionalità ridotta agli arti superiori e riesce ad articolare solo alcune parole, ma dimostra buona capacità di comprensione. Il presente elaborato ricostruisce l’itinerario verso l’autonomia percorso dal bambino, insieme ai suoi familiari ed agli operatori del Centro di riabilitazione che lo ha in carico. Un’esperienza segnata inizialmente dalla fatica di separarsi dalla madre che si esprimeva col rifiutare ogni persona ed ambiente non familiari. Poi, lentamente, l’instabilità emotiva si è ridotta, Pietro ha iniziato a percepirsi come capace di fare, ha conosciuto la gratificazione che ne deriva, i suoi interessi si sono ampliati. Da qui ha preso avvio il progetto finalizzato a definire le modalità per individuare gli ausili che permettessero a Pietro di interagire con l’ambiente circostante e di partecipare attivamente alle attività didattiche. Una volta verificato che, pur compromesso, l’arto superiore destro era il segmento corporeo più funzionale, a Pietro è stata prescritta un’ortesi per mantenere l’allineamento del polso e del dito indice. In questo modo egli, che già era in grado di gestire un dispositivo a scansione automatica, può ora utilizzare un comunicatore con uscita in voce azionabile mediante la selezione diretta dei tasti. Inoltre per la realizzazione di unità didattiche personalizzate è stato individuato un software “aperto” multimediale. Infine è stata proposta una carrozzina posturale che, fra le altre cose, gli permetterà di portare con sé il comunicatore nonché di svolgere l’attività al computer evitando affaticanti spostamenti dal passeggino alla sedia come accadeva in precedenza.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: febbraio 2005
Clemente C
Andrea, 6 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con paralisi cerebrale infantile
Portale SIVA FondazioneDon Carlo Gnocchi
Andrea è un bimbo di 6 anni, affetto da paralisi cerebrale infantile e la sua mamma è il genitore che più da vicino si prende cura di lui. Nel 2007 inizia una frequentazione dell’asilo, seppur non assidua, per via delle notevoli difficoltà di spostamento. Al momento della presa in carico, infatti, per spostarsi all’esterno della sua abitazione, Andrea si affidava completamente alla sua mamma. All’interno dell’abitazione Andrea utilizzava un sistema di seduta ormai decisamente troppo piccolo (prescritto già da 2 anni), mentre all’asilo utilizzava lo stesso passeggino adoperato per gli spostamenti esterni, in quanto la scuola non possedeva alcun sistema di postura. Il nostro lavoro è stato, pertanto, incentrato sulla ricerca di soluzioni volte al miglioramento di tale situazione, al fine di alleggerire il carico assistenziale della madre, offrire ad Andrea una migliore postura e di conseguenza aprirgli nuove prospettive. Le soluzioni adottate al termine della valutazione ausili hanno riguardato la postura, l’autonomia nell’alimentazione, la riduzione del carico assistenziale e la prevenzione dello stabilizzarsi di deformità agli arti inferiori. In particolare, sono stati proposti due sistemi di postura, tutori e scarpe ortopediche, un bicchiere con ferma-cannuccia, la ristrutturazione della sala da bagno e l’installazione di una piattaforma elevatrice.
Anno di pubblicazione: 2007
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
Colantoni M F
Bruna, 60 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con ritardo mentale
Portale SIVA FondazioneDon Carlo Gnocchi
Era il 1959 quando a soli 10 anni Bruna, primogenita di una famiglia di umili origini, venne ricoverata con diagnosi di “oligofrenia medio grave” presso un Istituto di Assistenza, in cui trascorse 30 anni. A 55 anni compare un Erpes zoster che tende a cronicizzare ed evolve in algoneurodistrofia dell’arto inferiore sinistro. Il dolore continuo ed insopportabile in breve tempo costringe Bruna in carrozzina e per lei inizia un lungo calvario che la vedrà protagonista di continui ricoveri ospedalieri e rinnovati programmi terapeutico-riabilitativi. Questo elaborato riguarderà il progetto di riorganizzazione assistenziale volto a garantire una buona qualità di vita per Bruna all’interno dell’Istituto. Partendo da una valutazione complessiva dell’ambiente, in collaborazione con il personale di assistenza e con Bruna stessa, si è sviluppato un programma che è stato via via ampliato, riveduto e corretto in relazione alle necessità dettate dal decorso clinico. Sono state studiate, ricercate ed adottate soluzioni sia strutturali (rampe di accesso, adattamenti del bagno, ecc.), sia per ciò che concerne la dotazione di ausili (carrozzina, calzature ortopediche).
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
D'Amato C
Filomena, 102 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Filomena ha superato i 102 anni. Dopo una vita di lavoro (è stata collaboratrice domestica in una famiglia di cui ha conosciuto cinque generazioni) durante la quale non ha mai accusato seri problemi di salute, vedova e senza figli, all’età di 98 anni, ha lasciato la casa in cui si era ritirata da pensionata per trasferirsi presso la più giovane della famiglia presso la quale aveva sempre lavorato. Questo elaborato riguarda il progetto di vita messo a punto per Filomena, da lei condiviso, quale considerato in relazione al prevedibile progressivo degrado delle funzioni motorie nel processo biologico di senescenza ed al manifestarsi, nel tempo, anche di deficit cognitivi. Sensibilizzata la famiglia che aveva inteso avere cura dell’anziana ai problemi cui sarebbe andata incontro, è stato necessario adottare degli accorgimenti pratici sulla sistemazione del nuovo habitat e fornire alcuni ausili essenziali. Gli ausili indicati sono stati: il letto ortopedico regolabile in altezza a due snodi, il materasso antidecubito ad aria compressa, la carrozzina ad autospinta, poi dotata di cuscino antidecubito, la sedia a comoda e, successivamente, lo sgabello per il box doccia ed il supporto per alzarsi dal letto
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: dicembre 2005
De Lauso L
Alberto, 72 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Identificazione degli ausili più idonei per consentire un reinserimento presso il proprio domicilio mantenendo un buon grado di autonomia così da poter mantenere le attività quotidiane e i rapporti sociali.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2003
De Luca D
Robertina, 38 anni, disabilità motoria: autonomia nella vita di relazione
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Roberta ha 38 anni e da sette convive con gli esiti di una meningoencefalomielite. Si muove lentamente e tutto ciò che svolge le risulta faticoso. Vive in una casa scarsamente accessibile, dalla quale esce pochissimo perché è posta al terzo piano e senza ascensore. Nel corso degli anni le sue condizioni cliniche sono peggiorate e hanno messo in luce alcuni problemi in molte delle attività che svolge: si affatica velocemente nel cammino, nel fare le scale, nel lavarsi e nell’esecuzione di molte delle faccende di casa. Ha dovuto diminuire le sue attività del tempo libero e vorrebbe trovare delle soluzioni per poter andare a fare la spesa o per girare più autonomamente per la città ed il centro storico, vorrebbe conoscere meglio gli ausili che potrebbero servirle, vorrebbe trovare delle soluzioni per lavarsi nella vasca con meno dispendio di energie, per usare più comodamente i fornelli, il lavello e il lavandino. Possiede una carrozzina manuale, ma non riesce a usarla nell’appartamento perché i locali sono troppo stretti, ha conseguito la patente speciale e possiede un’automobile con adattamenti per la guida che non riesce a sfruttare appieno dal momento che non conosce bene le strade. Partendo dall’analisi delle richieste da lei formulate e considerando gli ausili di cui già dispone, si percorrono le tappe per giungere a trovare delle soluzioni ai suoi problemi domestici, di mobilità e conoscenza. L’obiettivo del progetto è molteplice e consiste nel fornire una maggiore autonomia a Roberta, dando una risposta alle sue richieste, ottimizzando le sue capacità residue e fornendo nuove risorse.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: febbraio 2005
De Marchi C
Ermanno, 61 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona emodializzata
ESPERIENZE
Ermanno è in emodialisi da circa 25 anni ed ha alle spalle due trapianti di reni. Anche se negli ultimi dieci anni il quadro motorio è peggiorato, non si è mai perso d’animo e per raggiungere l’autonomia ha utilizzato svariate strategie con lo scopo di migliorare le sue funzioni e rendere l’ambiente più favorevole all’interazione sociale. L’uso della carrozzina manuale è ormai permanente da tre anni. Modifiche ambientali dell’appartamento in affitto non sono state risolutive ed hanno agevolato soprattutto l’ambiente bagno. Nel quartiere gli spazi esterni sono stati parzialmente modificati per consentire il passaggio di una sedia a ruote sui marciapiedi in seguito ad una richiesta al Comune del luogo di residenza. Questo elaborato ha come progetto la realizzazione di ulteriori miglioramenti all’interno della casa per facilitare sia l’accesso, che l’attuazione delle attività legate alla vita quotidiana (ADL). Inoltre per favorire il bisogno di autonomia di Ermanno negli spostamenti esterni, appena la viabilità del quartiere lo renderà possibile, si procederà alla prescrizione della carrozzina elettronica, valida anche per preservare la poca funzionalità residua degli arti superiori. Attualmente solo parte di questo progetto è stata realizzata, ma le modifiche effettuate finora hanno già consentito a Ermanno un miglioramento della sua qualità di vita e una diminuzione del carico assistenziale.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
Dibenedetto M
Franco, 16 anni, disabilità motoria: autonomia nella mobilità e nella comunicazione
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Francesco è un ragazzo di sedici anni con esiti di Paralisi Cerebrale Infantile e con notevoli problemi visivi, situazione che ha influito in maniera decisiva nello sviluppo delle sue capacità cognitive. È’ dotato di notevole voglia di vivere e relazionarsi con gli altri. Ha raggiunto attualmente una discreta autonomia deambulatoria. In questo periodo è inserito in una prima superiore e frequenta un Centro Socio Educativo. Il progetto mira alla conquista di una maggiore autonomia, prevede l’uso di ausili atti a rendergli la vita più soddisfacente in tre settori: 1) mobilità esterna attraverso l’individuazione di una carrozzina maneggevole per lui, per i familiari e gli operatori.. Compiuta un’analisi dettagliata della numerose proposte offerte, aventi ognuna notevoli vantaggi in un senso o nell’altro, è stata operata una scelta oculata tenendo d’occhio anche il risvolto economico.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: febbraio 2005
Diozzi L
Mario, 63 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con Sclerosi Laterale Amiotrofica
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Nel marzo del 2004 a Mario viene diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Dal momento in cui è stata comunicata la diagnosi, Mario e la moglie si attivano per l’installazione di una piattaforma elevatrice utilizzando le agevolazioni della Legge Nazionale abbattimento barriere architettoniche 13/89; eseguono modifiche parziali dell’appartamento come l’installazione dell’aria condizionata per affrontare l’estate ed il rifacimento parziale del bagno con sostituzione di vasca e installazione di piatto doccia. Si alternano nella storia di Mario e di sua moglie l’utilizzo di ausili di fornitura ASL e di “ausili non ausili” caratterizzati da accorgimenti creativi e intelligenti. Tutto ciò che è stato possibile fare ha portato Mario nel suo percorso di malattia al compimento del suo sommo desiderio, quello di vivere in modo confortevole in famiglia e nel quartiere fino al momento della morte, che sopraggiunge nel luglio del 2006.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
Farina E
Fabrizio, 31 anni, disabilità motoria: autonomia nello sport
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Fabrizio ha 31 anni, è paraplegico da quattro, è autonomo, lavora e a breve andrà a vivere da solo… ma vorrebbe qualcosa di più. Desidera infatti mettersi alla prova, riprovare il gusto della competizione dell’esercizio fisico. Questo lavoro presenta un’esperienza di consulenza professionale sostenuta da un rapporto di stima e fiducia reciproca, che ha poi portato Fabrizio ad una progressiva presa di coscienza di nuovi bisogni di autonomia personale sviluppatisi attorno alle attività sportive proposte: il Monosci e l’ Handybike. Al fine di rispondere adeguatamente alle richieste che mi venivano poste è stato importante seguire un percorso metodologico che ha previsto, in successione, l’esame dell’attività residua, l’analisi dei bisogni e delle aspettative, l’individuazione delle attività più consone, la definizione di un percorso di attuazione del progetto ed utilizzo degli ausili individuati, la verifica a distanza delle attività e della loro ricaduta sulla qualità di vita mediante questionari quali il Q.U.E.S.T e il P.I.A.D.S.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: dicembre 2005
Ferraro M
Paolo, 23 anni, disabilità motoria; autonomia nella propria casa e reinserimento al lavoro
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
A causa di un incidente sul lavoro, che ha causato l'amputazione di ambedue gli arti superiori, si sono dovuti affrontare i problemi relativi a come permettere, con l'utilizzo di protesi ed ausili adeguati, un reinserimento socio/lavorativo.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2003
Festi C
Roberta, 43 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con Sclerosi Multipla
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Roberta è una giovane donna, affetta da Sclerosi Multipla, caratterizzata da una forte impronta ipertonica, con tetraparesi, disartria e disfagia. Da alcuni mesi, Roberta si esprime a fatica e i familiari hanno preso in considerazione la proposta di un’eventuale programma di potenziamento del linguaggio: abbiamo così intrapreso in collaborazione con il Centro di competenza territoriale per gli Ausili un percorso finalizzato alla valutazione di un sistema di comunicazione alternativo. Parallelamente l’ambito di intervento si è progressivamente allargato anche alla mobilità ed alla postura, al fine di ricercare soluzioni assistive volte ad alleggerire il carico assistenziale e migliorare il comfort. Roberta attualmente è dipendente in tutte le attività della vita quotidiana e non è più in grado di collaborare alle sequenze di trasferimento che sono a carico totale del marito e dell’assistente personale. Anche il sistema di postura non appare più idoneo e Roberta preferisce rimanere sdraiata nel divano per gran parte della giornata. Obiettivo di questo elaborato è illustrare il percorso intrapreso con Roberta per potenziare la sua partecipazione nell’ambito delle relazioni e, se possibile, prevenire il rischio dell’isolamento. Attraverso l’integrazione delle diverse professionalità e la rete dei Servizi, vorremmo proporre un approccio globale non più orientato alla sola erogazione di prestazioni, ma al raggiungimento della massima autonomia possibile.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Gambino L
Chiara, 27 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Intervento nei vari ambienti domestici per consentire la maggiore autonomia possibile nonostante la presenza di difficoltà sia ambientali che legate alla patologia.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2016
Ghirardelli M
Gio, 61 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
A causa di un duplice intervento chirurgico sono residuate varie problematiche sia a livello motorio che di coordinazione; grazie ad un recupero di questi deficit e all'utilizzo di specifici ausili vi è stata una ripresa graduale ma costante di varie attività sia nell'ambito domiciliare/familiare che con gli amici.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2003
Gilardi A
Tiresia, 70 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona anziana ipovedente
Portale SIVA FondazioneDon Carlo Gnocchi
Tiresia è un uomo di settant’anni, che ben rappresenta tutti gli anziani che trascorrono parte della loro vita con le difficoltà dovute al decadimento della funzione visiva. I costi sociali delle disabilità visive in Italia ammontano a circa 12,069 milioni di euro l’anno. Dopo consulenza oftalmologica sono stati analizzati i bisogni dell’utente attraverso lo strumento IPPA, che ci ha permesso di definire gli obiettivi dell’intervento: permettere a Tiresia di mantenere il codice alfabetico nella letto-scrittura, in tutte quelle attività in casa e fuori, che lui riteneva importanti. Abbiamo studiato soluzioni originali, utilizzando sia tecnologie Hardware (HW) e Software (SW) commerciali, con prodotti “a scaffale”, sia dedicate per l’ipovisione. In particolare si sono trovate soluzioni nel “Modding” dell’interfaccia utente, attraverso adattamenti nel Sistema Operativo (OS) o con SW di terze parti. Abbiamo così ottenuto una soluzione molto personalizzata e funzionale, individuando uno spazio ed una metodologia per queste consulenze ad alto contenuto tecnologico. L’analisi dei costi utilizzando lo strumento SCAI ha permesso di evidenziare il risparmio sui costi sociali utilizzando la soluzione assistiva proposta. I risultati a livello utente e network primario hanno fatto emergere come fondamentale l’alleanza della famiglia nella condivisione delle scelte.
Anno di pubblicazione: 2007
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
Groppo G
Gabri, 20 anni, disabilità motoria e cognitiva: autonomia nella propria casa e nel proprio ambiente di vita
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
L'ausilio come strumento che permette di superare i limiti imposti dal quadro patologico e quindi di migliorare la coscienza di sè per l'acquisizione di una maggiore autonomia.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2003
Guerri M
Francesca, 12 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa e inserimento a scuola
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
L'importanza di una corretta individuazione degli ausili per facilitare l'assistenza e consentire un idoneo e corretto posizionamento durante le attivià della vita quotidiana
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2003
Lazzarich C
Emanuele, 10 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con Distrofia Muscolare Duchenne
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Emanuele è un bambino di 10 anni, affetto da Distrofia Muscolare progressiva tipo Duchenne; vive con la mamma, fisioterapista, che fino ad oggi ha coordinato tutti gli interventi specialistici (fisiatri, neuropsichiatria infantile, pneumologo, cardiologo, tecnici ortopedici,ecc.) da sola, valutando lei di volta in volta i bisogni del suo bambino e proponendo lei, ad ogni controllo, le questioni da affrontare; ora le problematiche sono diventate maggiori, sia per numero che per importanza, e la mamma non riesce più a gestirle tutte autonomamente, dunque si è cercato di affiancarla e supportarla nel focalizzare ed affrontare cinque grandi temi relativi all’autonomia del suo bambino: la carrozzina elettronica, la ristrutturazione del bagno di casa, l’accessibilità del giardino di casa, il controllo ambiente e l’accesso al personal computer. Per ogni tema è stato formulato un progetto articolato in quattro fasi, dall’identificazione del bisogno, alla formulazione di un obiettivo, alla definizione di un progetto fino alla realizzazione del progetto. La consulenza tecnica è stata preziosa per questa mamma. Altrettanto importante è stato il percorso che l’ha portata a prendere atto sia dei problemi emergenti che dell’urgenza di affrontarli, grazie al suggerimento di soluzioni rispettose del “modus vivendi di madre e figlio, il loro sentire emotivo e il senso di smarrimento che è subentrato con il progredire della malattia.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2016
Marrocco F
Laura, 23 anni, disabilità motoria: autonomia nella mobilità
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Laura è una ragazza di 22 anni, nel 1992 le è stata diagnosticata l’Atassia di Friedreich. Il progressivo peggioramento dei sintomi ha causato nel 1996 la perdita totale della deambulazione e la necessità di utilizzare una carrozzina. Nell’ottobre 2004 ha iniziato il trattamento in Terapia Occupazionale con lo scopo di valutarne il grado di autonomia, ma date le visibili necessità posturali l’obiettivo primario è diventato la sostituzione della carrozzina e l’individuazione di un adeguato sistema di postura. Dalle valutazioni motorie e dalle valutazioni funzionali sono emerse problematiche posturali che riguardano il tronco, il bacino e gli arti sia inferiori che superiori. Si ipotizza perciò la scelta di una carrozzina e di un sistema posturale che possano risolvere o compensare queste problematiche, che siano facilmente gestibili da Laura e dai suoi assistenti e che rispondano ai principi ergonomici. Una volta raccolte tutte le informazioni necessarie si è presentato il momento di scegliere l’ausilio più idoneo. Oltre alle conoscenze personali ed alle nozioni ricavate da varie ricerche, per rendere la scelta il più soddisfacente e responsabile possibile, si è chiesta la collaborazione del SIVA (Servizio di Informazione e Valutazione Ausili) della Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano.. Dopo una serie di consulenze ed incontri caratterizzati da diverse prove, modifiche e riprove, si è arrivati ad una soluzione e l’ausilio indicato è stato richiesto attraverso la fornitura diretta del Servizio Sanitario Nazionale. Dopo la fornitura degli ausili si è proceduto all’addestramento all’uso ed alla gestione del sistema da parte di Laura e dei suoi Assistenti. I risultati ottenuti si sono dimostrati più che soddisfacenti ma il lavoro non si può considerare concluso. Sarà necessario continuare l’opera di addestramento per trovare sempre nuove strategie tali da poter utilizzare e gestire in modo ottimale il sistema. Si prevedono valutazioni di controllo che verifichino nel tempo l’efficacia del sistema in termini di funzionalità ed autonomia. È anche importante verificare che vanga effettuata un’attenta manutenzione in modo tale che l’ausilio possa sempre rispondere ai requisiti di sicurezza, efficacia e stabilità ed è fondamentale verificare che, nel tempo, le aspettative di Laura e dei suoi assistenti rispetto al sistema affidato rimangano soddisfacenti.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: settembre 2006
Martinelli M
Paola, 38 anni, disabilità motoria: autonomia nella mobilità e nella comunicazione
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
A seguito di un grave incidente stradale che ha causato un importante trauna cranico si sono dovuti individuare degli ausili per consentire una corretta e funzionale postura seduta e una valida comunicazione interpersonale per facilitare il reinserimento all'interno dell'ambito familiare.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2003
Menezello T; Andrich R
Giuseppe, 68 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Adattamento di un piccolo ambiente bagno domestico (180x165cm) con limitati interventi sulla struttura edilizia e l'adozione di due ausili (sedia da doccia con ruote e sollevatore) per mantenere l'autonomia e facilitare l'assistenza da parte dei familiari.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: aprile 2003
Montrucchio L
Marco, 53 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa e nel proprio ambiente di vita
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Nonostante la presenza di una patologia evolutiva e gravemente invalidante si è potuto, grazie all'utilizzo di idonei ausili, garantire un buon grado di autonomia sia all'interno dell'abitazione che al suo esterno consentendo il mantenimento di rapporti sociali e familiari.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2003
Opezzo P
Gina, 71 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
A causa di una emiplegia provocata da una ischemia cerebrale si è dovuto riorganizzare l'ambiente di vita sia con modifiche architettoniche che con l'adozione di ausili; tutto ciò ha permesso un adeguato reinserimento domiciliare e una ripresa delle attività di vita quotidiana.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: giugno 2003
Pigini L
Domingo, 34 anni. Riadattamento del posto di lavoro per un conducente di autobus, con sindrome di De Quervain
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Domingo è un uomo di 34 anni; in seguito ad un incidente sul lavoro, riporta la malattia di De Quervain e una lieve mancanza di forza dell’arto superiore sinistro. Nonostante i postumi dell’incidente Domingo continua a lavorare per la stessa compagnia di trasporti. In questa breve presentazione vengono messi in luce i potenziali rischi derivanti dallo svolgimento della particolare attività lavorativa con particolare attenzione alle patologie sviluppate da Domingo a seguito dell’incidente e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa del luogo di lavoro in esame più sicuro e tutelativo.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Antonietta, 46 anni. Riadattamento del posto di lavoro per una persona impiegata in banca, con esiti di poliomelite infantile
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Antonietta è una donna di 46 anni con invalidità riconosciuta del 74% dovuta a poliomielite in età infantile. E’ affetta inoltre da tunnel carpale bilaterale. Attualmente utilizza un paio di stampelle per gli spostamenti e due tutori esterni che sostenendo le gambe sgravano le ginocchia del carico sopportato. Antonietta lavora come impiegata presso un istituto di credito. In questa breve presentazione vengono messi in luce i potenziali rischi derivanti dallo svolgimento della particolare attività lavorativa e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa del luogo di lavoro in esame più sicuro e tutelativo.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Bruno, 52 anni. Riadattamento del posto di lavoro per un insegnante di inglese, con mielopatia.
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Bruno è un uomo di 52 anni affetto da mielopatia con invalidità riconosciuta del 100%. Ad oggi Bruno utilizza una carrozzina manuale ad autospinta. Bruno è professore di inglese, lavora presso un’importante istituto linguistico internazionale; attualmente però a causa della patologia che lo costringe a rimanere in casa per molto tempo, impartisce lezioni di inglese nel suo domicilio insegnando teoria e tecniche del colloquio. La tipologia di mansione svolta, di per sé non è caratterizzata da un elevato livello di rischio lavorativo ma il caso evidenzia alcuni aspetti tipici del problema del riadattamento domiciliare dovuto all’incombenza di una situazione di disabilità. In questa breve presentazione vengono messi in luce i rischi e le inadeguatezze inerenti l’accessibilità del domicilio e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa dell’abitazione utilizzata anche come luogo di lavoro più sicura e tutelativa.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Carla, 33 anni. Prevenzione del rischio lavorativo per un'operaia tessile
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Carla è una donna di 33 anni che lavora dal 1991 come operaia per un’importante azienda tessile. Dal 2003 Carla a causa del lavoro, accusa dolori al collo, alle articolazioni delle dita della mano, del polso, dei gomiti e delle spalle. Inoltre dichiara di sentire scosse e fitte dolorose alle mani durante la manipolazione fine di oggetti con conseguente immobilizzazione delle stesse per alcuni minuti. Questo le comporta dei disagi e perdita di funzionalità nel compiere alcuni gesti quotidiani come aprire o chiudere barattoli, per cui deve chiedere aiuto ai familiari. In questa breve presentazione vengono messi in luce i potenziali rischi derivanti dallo svolgimento della particolare attività lavorativa e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa del luogo di lavoro in esame più sicuro e tutelativo. Nella messa in opera del progetto si prevede che i fattori di rischio, si modifichino in termini di abbassamento del rischio di contrarre patologie muscolo scheletriche degli arti superiori lavoro correlate con conseguente insorgenza di disabilità e rischio di perdere il lavoro.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Carlo, 57 anni. Riadattamento del posto di lavoro per una persona impiegata in officina, con malattia di Parkinson
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Carlo è un uomo di 57 anni affetto dalla malattia di Parkinson. Carlo è attualmente proprietario di un’officina presso la quale effettua riparazioni di elettroutensili, generatori, compressori e altri macchinari per l’agricoltura. A questa attività affianca quella di negozio, gestita in parte dalla moglie, che consiste nella vendita di elettroutensili nuovi. Dal 2007, a causa della malattia ha sviluppato iniziali fluttuazioni motorie in forma di wearing-off. Lamenta impaccio, talora severo, nell’esecuzione di movimenti fini con la mano destra, particolarmente invalidanti per l’attività di meccanico (ad esempio non riesce a maneggiare con accuratezza e sufficiente forza il cacciavite. In questa breve presentazione vengono messi in luce i potenziali rischi derivanti dallo svolgimento della particolare attività lavorativa in relazione alla patologia e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa del luogo di lavoro in esame più sicuro e tutelativo. Lo studio dell’attività di Carlo mette in luce una problematica che spesso si ritrova tra lavoratori in proprio, le piccole imprese di famiglia, gli artigiani, o gli artisti che regolano la propria attività in maniera totalmente autonoma e non sono a conoscenza delle normative vigenti in termini di sicurezza e dei rischi per la propria salute.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Clara, 25 anni. Riadattamento del posto di lavoro per una persona impiegata in banca, con ipotonia degli arti inferiori
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Clara è una ragazza di 25 anni affetta da una grave ipotonia degli arti inferiori con invalidità riconosciuta del 100%. Per la mobilità personale ha sempre bisogno di un supporto e non riesce a spostarsi se non per brevi tratte. Avvalendosi del servizio di collocamento mirato offerto dall’ente Provinciale in cui risiede, ha iniziato a lavorare presso un importante istituto di credito italiano. Oggi ricopre, per l’azienda, il ruolo di operatrice help-desk con compito di assistenza procedurale alle agenzie e agli uffici della banca. In questa breve presentazione vengono messi in luce i potenziali rischi derivanti dallo svolgimento della particolare attività lavorativa e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa del luogo di lavoro in esame più sicuro e tutelativo.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Domenico, 40 anni. Riadattamento del posto di lavoro per un operaio metalmeccanico, con esiti da trauma da incidente stradale
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Domenico è un uomo di 40 anni a cui è stata riconosciuta un’invalidità civile del 75% in seguito ai traumi riportati in due distinti incidenti stradali (1990, 2002), che lo hanno portato ad avere l’arto inferiore destro completamente rigido. La mansione che svolge all’interno di una azienda produttrice di congelatori lo espone a rischio da sovraccarico biomeccanico per gli arti superiori per entrambi gli arti. In questa breve presentazione vengono messi in luce questi rischi e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa del luogo di lavoro in esame più sicuro e tutelativo.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Francesco, 42 anni. Riadattamento del posto di lavoro per un informatico, con focomelia
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Francesco è un uomo di 42 anni a cui è stata riconosciuta una invalidità civile del 100% a seguito di una diagnosi di focomelia. Usufruisce dell’indennità di accompagnamento. Francesco si occupa di assistenza informatica da postazione remota per gli utenti del sistema informatico aziendale di una grande organizzazione, con ruolo di addetto al servizio Help-Desk e, in parte, di programmatore. Nonostante Francesco abbia bisogno di utilizzare una carrozzina elettronica per muoversi in autonomia, la sua postazione di lavoro non gli consente di utilizzarla e presenta inoltre numerose altre problematiche di tipo tecnico. In questa breve presentazione vengono messi in luce i potenziali rischi derivanti dallo svolgimento della particolare attività lavorativa, con particolare attenzione alla riprogettazione della postazione a pc atta alla resa del luogo di lavoro in esame più sicuro e tutelativo.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Giorgio, 57 anni. Riadattamento del posto di lavoro per un magazziniere con grave scoliosi dorso lombare
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Giorgio è un uomo di 57 anni affetto grave scoliosi dorso lombare cui è stata riconosciuta un’invalidità del 70%. Nonostante la grave disabilità, Giorgio ha sempre lavorato nel campo dell’agricoltura e della manutenzione del verde, mentre oggi lavora come magazziniere presso un ospedale, dove si occupa della preparazione del materiale da spedire ai diversi reparti dell’azienda ospedaliera. I maggiori fattori di rischio si collocano nella movimentazione di carichi, legata alla patologia del rachide, e nell’inadeguatezza ambientale. In questa breve presentazione vengono messi in luce i potenziali rischi derivanti dallo svolgimento della particolare attività lavorativa e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa del luogo di lavoro in esame più sicuro e tutelativo.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Mauro, 50 anni. Riadattamento del posto di lavoro per un sistemista con tetra paresi spastica
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Mauro è un uomo di 50 anni affetto da tetraparesi spastica con disabilità riconosciuta del 67%. In anamnesi patologica prossima riferisce di aver sofferto di seri problemi al rachide dovuti a problemi di spondilolistesi per i quali, lo scorso anno, è stato sottoposto a intervento chirurgico. A seguito dell’operazione sono sorte delle complicazioni a causa di un’infezione contratta in sala operatoria. Per questo motivo è stato costretto a rimanere a casa per sei mesi, dopo i quali è tornato a lavorare. Oltre al problema al rachide, nel 2000, è stato operato di tunnel carpale. Mauro lavora come sistemista main-frame all’interno dello staff dei servizi informativi presso un importante istituto di credito italiano. Durante la settimana Mauro lavora tre giorni in ufficio e i restanti due giorni lavora da casa. In questa breve presentazione vengono messi in luce i rischi e le inadeguatezze inerenti l’accessibilità del domicilio e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa dell’abitazione utilizzata anche come luogo di lavoro più sicura e tutelativa.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Nadia, 37 anni. Riadattamento del domicilio per una persona con paraplegia
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Nadia è una donna di 37 anni, insegnante di educazione fisica che, in seguito ad un incidente automobilistico di cui è stata vittima nel 2002, è rimasta paraplegica. Le è stata riconosciuta un’invalidità del 100%. Nadia ora non può più insegnare, perciò lavora part time come impiegata e vive in affitto in una casa di recente costruzione e da lei arredata e riadattata. Per quanto riguarda tutte le attività domestiche Nadia si è resa completamente indipendente anche se, per comodità, si fa aiutare nelle faccende da una domestica un paio di ore al giorno. Nonostante Nadia abbia già da sola introdotto una serie di accorgimenti atti a renderla indipendente nelle mansioni di casa, vengono di seguito messi in luce i rischi e le inadeguatezze inerenti il domicilio e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa dell’abitazione utilizzata anche come luogo di lavoro più sicura, tutelativa e accessibile
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Sonia, 37 anni. Riadattamento del posto di lavoro per un’operaia tessile con patologie lavoro correlate invalidanti
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Sonia è una donna di 37 anni con grave menomazione dell’arto superiore destro dovuta a patologia di tunnel carpale e sindrome di De Quervain contratta a causa della mansione lavorativa svolta. Con il progredire delle patologie e nonostante le operazioni chirurgiche, sopraggiunge anche la perdita della funzione che le impedisce di proseguire con la mansione svolta. Sonia viene ricollocata all’interno del reparto su di una differente postazione che, unitamente all’utilizzo di un tutore, le consente di poter continuare a lavorare presso la stessa azienda senza aggravare la propria condizione. Rimane però da risolvere il problema della riprogettazione del posto di lavoro critico che ha portato la signora allo sviluppo di tali patologie invalidanti, ora occupato da una nuova operaia esposta allo stesso rischio. In questa breve presentazione vengono messi in luce i potenziali rischi derivanti dallo svolgimento della particolare attività lavorativa e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa del luogo di lavoro in esame più sicuro e tutelativo.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Stefano, 46 anni. Riadattamento del posto di lavoro per impiegato con distrofia muscolare
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Stefano è un uomo di 46 anni affetto da una particolare forma di distrofia muscolare di tipo disferlinico, a cui è stata riconosciuta un’invalidità del 100% con accompagnamento. Ad oggi i maggiori problemi di Stefano sono il controllo degli arti inferiori, dell’equilibrio e la ridotta forza muscolare. Stefano lavora per una cooperativa sociale che opera nel settore dei servizi per persone con disabilità. In questa breve presentazione vengono messi in luce i rischi e le inadeguatezze che l’attività lavorativa svolta presso la sede della cooperativa comporta e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa del luogo di tale luogo di lavoro più sicura e tutelativo, considerando che , trattandosi di una cooperativa sociale, altri utenti disabili potrebbero contemporaneamente trovarne giovamento.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Vito, 39 anni. Riadattamento del posto di lavoro per ausiliario ospedaliero con ernie discali
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Vito è un uomo di 39 anni con problemi di ernia lombare presumibilmente maturati con lo svolgimento dell’attività lavorativa, come operatore ausiliario ospedaliero. Ad oggi si occupa della movimentazione manuale di pazienti, in particolare di trasporto dei pazienti dai reparti al blocco operatorio e viceversa, e della movimentazione di materiale tecnico. In questa breve presentazione vengono messi in luce i potenziali rischi derivanti dallo svolgimento della particolare attività lavorativa e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa del luogo di lavoro in esame più sicuro e tutelativo per il caso particolare di Vito ma anche per i colleghi esposti al medesimo rischio.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Pigini L, Liverani G
Gigliola, 53 anni. Riadattamento del posto di lavoro per un’operaia metalmeccanica con patologie lavoro correlate agli arti superiori
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Gigliola è una donna di 53 anni, affetta da varie patologie lavoro correlate degli arti superiori, che comportano una riduzione della forza in prensione, soprattutto per gli oggetti di piccole dimensioni, e difficoltà nell’esecuzione di movimenti fini delle dita. Dal 2000 lavora presso una grande azienda produttrice di congelatori con differenti mansioni. La postazione occupata da Gigliola, ed in cui presumibilmente si è ammalata, prevede l’ assemblaggio ed il montaggio dei pannelli. Dal 2006, in seguito a controlli medici aziendali, e non essendo più in grado di effettuare la sua funzione a causa della riduzione delle sue capacità motorie , Gigliola è stata ricollocata, sempre all’interno dell’azienda, ad un’altra mansione. Tale soluzione, valida per Gigliola, non risolve il problema della riprogettazione del posto di lavoro critico che ha portato allo sviluppo di tali patologie; tale posto è infatti ora occupato da una nuova operaia soggetta agli stessi rischi. In questa breve presentazione vengono messi in luce i potenziali rischi derivanti dallo svolgimento della particolare attività lavorativa e viene presentata la soluzione progettuale atta alla resa del luogo di lavoro in esame più sicuro e tutelativo.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Porcella B
Gabriele, 56 anni, disabilità motoria: autonomia nella comunicazione tramite lo sguardo
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Lo sguardo rivolto verso l’alto per comunicare un assenso, le palpebre semi chiuse per esprimere un no, la mente lucida ed acuta imprigionata in un corpo che non risponde ai suoi comandi, una tabella di carta con 21 lettere gialle e verdi e Gabriele diventa “tiratore scelto dell’alfabeto”. Un ictus l’ha colpito relegandolo nell’immobilità ed in un silenzio ostinato dal quale vuole uscire per rimpossessarsi almeno della possibilità di soddisfare quel bisogno fondamentale per l’essere umano di comunicare, interagire con il mondo, esprimere sentimenti, idee, pensieri e rabbia. Può farlo solo con le palpebre, unica parte del corpo, sfuggita all’ammutinamento dopo la lesione.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: febbraio 2005
Proverbio L
Lando, 35 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Pur in presenza di una patologia progressiva e gravemente invalidante si è riusciti, grazie all'adozione di idonei ausili e all'addestramento di familiari ed assistenti, ad evitare ospedalizzazioni e garantire un adeguato inserimento domiciliare.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: giugno 2003
Rescigno L
Elena, 15 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con esiti di grave trauma cranico
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
L’elaborato presenta la storia di una ragazzina di 15 anni che in un giorno, apparentemente simile ad un altro, all’uscita da scuola ha un incidente stradale. Il risveglio dai quattro lunghi e agonizzanti giorni di coma è per la famiglia la quiete dopo la tempesta, ma per Elena rappresenta solo l’inizio di un lungo percorso pieno di trasformazioni, di presa di coscienza e di situazioni nelle quali è dura riconoscersi, in una realtà ed un corpo che non riconosce come suo e in situazioni che vede insormontabili. L’intento della tesi è quello di descrivere passo dopo passo, attimo dopo attimo, soluzione dopo soluzione il ritorno di Elena ad una vita ancora tutta da vivere ed al sentirsi parte attiva di una realtà che lei vive, nonostante tutto. Nello specifico si descriveranno le soluzioni scelte per gli spostamenti, per il rientro al domicilio, per l’autonomia personale e per la comunicazione, nella fattispecie la carrozzina con il sistema di postura, le soluzioni per l’eliminazione delle barriere architettoniche al domicilio e gli ausili per la comunicazione: il comunicatore alfabetico, in un primo momento, ed il software in un seguito.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Restano Magazzini L
Nazzareno, 52 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con Sclerosi Laterale Amiotrofica
Portale SIVA FondazioneDon Carlo Gnocchi
Nazzareno è un uomo di 52 anni al quale nel 2004 è stata fatta diagnosi di Sclerosi Laterale Amiotrofica. Portatore dal 2006 di gastrostomia percutanea endoscopica (PEG), dal 2007 è tracheostomizzato e sottoposto a ventilazione meccanica invasiva (VMI). Conosciuto dai servizi territoriali, che intervengono giornalmente per supportare il nucleo familiare nelle necessità socio sanitarie, è fortemente motivato a mantenere capacità comunicative con familiari, amici e operatori. Nel maggio 2005 è stato valutato presso il Laboratorio Aziendale Ausili per l’Apprendimento e la Comunicazione dell’Azienda USL di residenza, su richiesta del fisiatra della riabilitazione territoriale, per l’individuazione di ausili per la comunicazione. Il Laboratorio è divenuto punto di riferimento nei momenti critici (PEG,VMI) della malattia garantendo il coordinamento della presa in carico multidisciplinare e la gestione delle problematiche importanti che si sono via via presentate. Quando Nazzareno è arrivato al laboratorio comunicava usando ausili a bassa tecnologia e riferiva di disporre di Personal Computer (PC) che precedentemente utilizzava sia per la scrittura che per navigare in internet. Numerosissimi e costanti sono stati gli interventi prescrittivi di inserimento e di sostituzione di tecnologie software e hardware contestualmente al variare delle capacità motorie per la progressione della patologia.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
Robol E
Paoletto, 14 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con Malattia di Menkes
Portale SIVA FondazioneDon Carlo Gnocchi
Paoletto ha oggi 14 anni e dalla nascita è affetto dalla Malattia di Menkes, una malattia genetica rara e rapidamente progressiva. L’alterazione genetica si traduce in un deficit di assorbimento intestinale e di trasporto intracellulare del rame (coenzima essenziale all’uomo, soprattutto durante la crescita e lo sviluppo neuromotorio) che si estrinseca in importanti danni a livello neurologico, muscolosheletrico e viscerale. La presentazione clinica è in genere precoce (2-3 mesi) e la prognosi infausta solitamente entro i primi anni di vita. La presa in carico da parte del nostro Servizio Riabilitativo è stata precoce (primi mesi di vita), con approccio integrato (neuromotorio e logopedico). Gli ambiti di intervento hanno riguardato la mobilità, interna ed esterna all’abitazione (compresa l’accessibilità al giardino), l’accessibilità ai trasporti, la cura personale, la postura, l’accessibilità informatica e la scrittura, la comunicazione interpersonale e l’integrazione degli ausili in percorsi educativi. Gli obiettivi di tale intervento sono stati quelli di agevolare Paoletto nelle sue necessità della vita quotidiana (alleviando nello stesso tempo i compiti di chi lo assiste) e di consentirgli un inserimento ed una partecipazione più attiva possibile alla vita sociale a scuola, in famiglia e nella comunità.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
Roggiani N
Emiliano, 19 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
A causa di un trauma cranico e di una lesione midollare a seguito di un incidente stradale si sono dovuti individuare gli ausili più idonei per consentire il mantenimento di una corretta postura seduta al fine di garantire un buon livello di autonomia personale.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2003
Russolo F
Gabriella, 51 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con esiti di aneurisma cerebrale
Portale SIVA FondazioneDon Carlo Gnocchi
Gabriella è una donna di 50 anni. Nell’ottobre del 2007 viene colpita da emorragia cerebrale da rottura di aneurisma carotido-oftalmnico destro. I danni motori e cognitivi che seguono all’evento appaiono da subito molto gravi: Gabriella rimane paretica ai 4 arti, con importante rallentamento psico-motorio, inizialmente portatrice di PEG. Questo progetto ha lo scopo di evidenziare il percorso di reinserimento domiciliare effettuato dalla nostra Struttura Ospedaliera in collaborazione con il Distretto Sanitario. Il rientro a domicilio rappresenta sempre, per il malato ed il suo nucleo familiare, un momento di grande tensione; dall’ambiente protetto dell’ospedale si ritorna alla vita quotidiana nella quale si teme di incontrare molti ostacoli e poco aiuto dalle strutture di riferimento. Dopo la prescrizione degli ausili durante la degenza ospedaliera ed una attenta valutazione complessiva del caso, si è cercato di “accompagnare” la famiglia al momento del rientro a casa. Nell’ottica di cercare di garantire a Gabriella un’assistenza a lungo termine, si sono attivate risorse specifiche a livello territoriale al fine di personalizzare il supporto dato a lei ad alla sua famiglia, sia per quanto riguarda la richiesta di ulteriori ausili e l’assistenza, se saranno necessari, sia per quel che concerne il supporto psicologico del principale caregiver.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2011
Sanrocchi S
Francesco, 50 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con esiti di ictus
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Francesco ha 50 anni e nel 2005 è stato colpito da un’emorragia cerebrale. In seguito a questo evento ha riportato danni sia a livello motorio, con conseguente emiplegia, sia a livello cognitivo con afasia, disturbi di attenzione e di schema corporeo. Questo progetto ha lo scopo di portare all’attenzione il percorso che è stato fatto da Francesco, dalla famiglia e da tutte le figure professionali che lo hanno seguito. La parte più difficile di questo lavoro è stato il dover prendere atto, da parte della famiglia di Francesco, di una situazione “non voluta” ed improvvisa e in base a ciò riprogettare una vita ed un rientro a domicilio. Grazie ad una stretta collaborazione con la famiglia e soprattutto a una forte motivazione da parte di Francesco, si è riusciti a garantire a quest’ultimo, attraverso le soluzioni adottate, sicuramente un miglioramento della qualità di vita. Concretamente le soluzioni adottate relativamente alla problematiche analizzate sono state per la mobilità interna una carrozzina posturale ed uno stabilizzatore per la statica eretta; per i trasferimenti un sollevatore mobile manuale ed un sollevatore elettrico per vasca; per la prevenzione delle piaghe da decubito un letto ortopedico regolabile con materasso antidecubito e per la mobilità esterna una carrozzina per esterni. I punti fondamentali di questo progetto sono stati quindi la fornitura degli ausili e il reinserimento domiciliare di Francesco.
Anno di pubblicazione: 2007
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
SIVALab
Aggiornamento continuo rete SIVA
Portale SIVA Fondazione Don Gnocchi - Banca Dati dei Casi di Studio
Casi di valutazione ausili che i SIVA (Servizi di Informazione e Valutazione Ausili di Fondazione Don Gnocchi) affrontano con il supporto del SIVALAB. Il SIVALAB è un gruppo di lavoro anch'esso di Fondazione Don Gnocchi che fa capo alla Direzione Sviluppo Innovazione ed è dedicato alla ricerca, all’innovazione e alla formazione sulle tecnologie assistive. Tra le varie attività del gruppo vi è quella del supporto ai CENTRI SIVA di tutta Italia nelle valutazioni ausili più complesse che richiedono l'apporto di competenze tecnico-ingegneristiche. A partire dal gennaio 2019 vengono mensilmente selezionati dei casi di valutazione particolarmente interessanti e riportati in modo sintetico i dati più importanti relativamente agli obiettivi, alle soluzioni individuate e dove possibile vengono riportati i dati inerenti il percorso di verifica e follow up. Lo scopo vuole essere quello di fornire un aggiornamento continuo alla rete SIVA e a tutti gli interessati, operatori e utenti, che possa essere utile per condividere esperienze e metodologie.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: gennaio 2019
Sponza R
Matteo, 55 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Matteo è sposato, ha un figlio di 15 anni, è sportivo, ama la montagna, le lunghe camminate e le arrampicate. Nel 2000 gli viene diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Sin dal nostro primo incontro Matteo ha espresso la necessità di voler partecipare in prima persona su ogni cosa che lo riguardi, vuole sapere tutto nei minimi particolari anche sulla scelta degli ausili. Con Matteo e con la sua famiglia si è instaurato subito un dialogo molto aperto e sincero,e di piena collaborazione. I primi ausili di cui Matteo ha avuto bisogno sono stati bastoni e molle di Codivilla; in un secondo tempo si sono aggiunte delle minime modifiche ambientali (maniglioni alle pareti del bagno,scivolo per l'accesso al terrazzo) e la fornitura di una sedia vasca e di un rialzo wc. Con il passare dei mesi, i deficit motori di Matteo sono tali da costringerlo in carrozzina,e per le uscite viene fornito pure un montascale a cingoli. Nel 2004 Matteo ormai passa gran parte della giornata a letto: gli viene fornito così un letto elettrico con un materasso prima in fibra cava siliconata e poi ad aria, un sollevatore per i trasferimenti e una carrozzina personalizzata, e su sua richiesta esplicita una sedia comoda. Nel gennaio 2005, Matteo muore a casa sua assistito dalla moglie e dal figlio com’era sua volontà, avendo egli rifiutato l'accanimento terapuetico e il ricovero in ospedale.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2016
Tisot M
Tato, 18 anni. Autonomia nella vita quotidiana per una persona con epidermolisi
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
L’elaborato riguarda un caso con epidermolisi bollosa distrofica grave di 18 anni che richiede il rinnovo della prescrizione di una carrozzina elettronica. Il ragazzo frequenta le superiori, affiancato da un educatore per l’assistenza. Tato usufruisce di assistenza domiciliare (infermieristica), ed è seguito da diversi specialisti per le conseguenze della sua malattia; non c’è però nessun momento di incontro tra queste varie figure sanitarie e sociali. Negli incontri di counselling con il ragazzo si è evidenziato il bisogno di essere aiutato a gestire la sua malattia per potersi permettere una vita sociale extra familiare maggiormente attiva e una maggiore autonomia dall’educatore in ambito scolastico. Il progetto, in itinere, riguarderà oltre alla scelta della carrozzina e alla sua personalizzazione, anche l’aspetto della manipolazione (pseudo sindattilia), l’uso autonomo del computer e la verifica degli ausili già in dotazione sia a domicilio sia a scuola. Si cercherà di promuovere insieme a Tato – presso le altre figure sanitarie e sociali che intervengono sul caso – la costituzione di un’équipe multidisciplinare che, nel rispetto delle reciproche competenze, lavorino in sinergia, non solo per prolungare la vita del ragazzo, ma anche per rendergliela più vivibile.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: maggio 2013
Tonussi E
Clemy, 52 anni, disabilità motoria: autonomia nella mobilità e nella comunicazione
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Clemy è una donna di 52 anni affetta da tetraparesi spastico-distonica in esiti di sofferenza perinatale. Per il quadro motorio che presenta, è completamente dipendente nelle attività di cura di sé, nei trasferimenti, negli spostamenti, nell’alimentarsi. Fin da piccola Clemy ha sempre ricercato autonomia: negli spostamenti, nelle scelte, ma soprattutto nella comunicazione con gli altri. Da circa due anni, in seguito ad un improvviso peggioramento del quadro motorio, Clemy non è più in grado di gestire la carrozzina elettronica, fa fatica ad utilizzare il PC (con il quale interagisce con un puntale in metallo applicato al piede sinistro, una normale tastiera con scudo, accesso facilitato di Windows), presenta difficoltà nel mantenimento della postura seduta con conseguente dolore diffuso. Clemy vorrebbe,inoltre, poter chiamare aiuto in ogni momento in caso di bisogno, e agevolare ulteriormente la mamma che l’assiste nei trasferimenti e nella gestione del bagno.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: febbraio 2005
Tovo B
Roberta, 61 anni, disabilità motoria: mobilità e postura
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
L’adozione di ausili idonei ha consentito, nonostante le gravi difficoltà motorie, di mantenere un buon livello di autonomia e di prevenire l’insorgenza di piaghe da decubito. Gli ausili hanno anche permesso di ridurre il livelli di assistenza.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2003
Vannini R
Nicoletta, 20 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Un incidente stradale causa una tetraplegia e l’amputazione di ambedue gli arti inferiori. E’ necessario un intervento globale, dal punto di vista riabilitativo, per consentire un reinserimento domiciliare ed un discreto grado di autonomia nella gestione delle attività della vita quotidiana. Fondamentale si è rivelata la corretta e attenta valutazione degli ausili e delle protesi più idonee per garantire una valida domiciliazione con un livello assistenziale non particolarmente elevato
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2003
Verza R
Mattia, 8 anni, disabilità motoria: autonomia nella propria casa e inserimento a scuola
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
L’utilizzo di ausili tecnologici consente di svolgere le attività di vita quotidiana e scolastiche assieme agli altri bambini senza che vi sia la necessità di intervento importante da parte di una persona adulta.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Casi di studio/esperienze
Data ultima modifica: luglio 2003
AA.VV.
Qualità dell'Assistenza Protesica
Atti della Giornata di Studio della Sezione SIMFER Ortesi Ausili Protesi Informatica Teleriabilitazione (Milano 12.12.2013)
La Giornata di Lavoro, organizzata congiuntamente dalla Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione (Sezione 24 ‘Ortesi Protesi Ausili Informatica Teleriabilitazione) e dall’IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi, ha analizzato le principali problematiche odierne in tema di assistenza protesica, al fine di individuare delle piste di lavoro che possano contribuire al miglioramento della sua qualità e efficienza, nell’attuale contesto di pressione per il contenimento della spesa pubblica. La giornata ha visto oltre ottanta partecipanti, principalmente medici fisiatri ma anche fisioterapisti, terapisti occupazionali ed altri professionisti coinvolti nell’assistenza protesica. I lavori si sono articolati in quattro sessioni. La prima sessione è stata dedicata ai problemi tuttora aperti nel percorso valutazione – prescrizione - fornitura degli ausili. La seconda, all’analisi dell’efficacia e all’efficienza dell’assistenza protesica. La terza, alla conoscenza dei nuovi strumenti messi a disposizione dai portali Internet SIVA ed EASTIN per la valutazione e la prescrizione degli ausili. La quarta sessione è stata infine dedicata ad un’ampia discussione nella quale sono emerse, oltre alle note criticità legate all’inadeguatezza dell’ormai obsoleto Nomenclatore Tariffario e alla mancanza di un auspicato Repertorio degli ausili di serie, una serie di piste di lavoro sulle quali la SIMFER potrà dare un valido contributo. Esse sono: la necessità di formare gli operatori della riabilitazione ad un approccio collaborativo con l’utente, al fine di maturare una scelta dell’ausilio appropriata e condivisa; la necessità di mettere in atto procedure di follow-up a distanza degli ausili forniti; la necessità di fare chiarezza sul concetto di riconducibilità, mettendo fine alla ridda di interpretazioni contrastanti; la diffusione di buone prassi in tema di collaudo e riciclo; l’importanza di mettere a sistema i Centri Ausili come strutture specialistiche di riferimento a livello regionale per le casistiche più complesse che impegnano competenze tecniche interdisciplinari e adeguate dotazioni strumentali. Il programma dettagliato della giornata e le slides dei relatori sono liberamente scaricabili.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: dicembre 2013
AA.VV.
Visita di Studio EPR (European Platform of Rehabilitation) alla Fondazione Don Gnocchi
Atti delle Giornate di Studio EPR (Milano 17-18.11.2016)
Questo incontro, svoltosi presso la Fondazione Don Gnocchi il 17/18 novembre 2016, ha unito a una visita di studio il lancio della cooperazione tra i membri EPR (European platform of Rehabilitation) nel campo della riabilitazione medica. Presso la sede dell'IRCCS Santa Maria Nascente della Fondazione Don Gnocchi di Milano, i partecipanti hanno avuto l'opportunità di visitare strutture e laboratori e di discutere con operatori della Fondazione di metodi, priorità e piani di futura collaborazione. La prima giornata è stata dedicata alla presentazione della realtà della Fondazione Don Gnocchi attraverso una mattinata di presentazioni e un pomeriggio di visite alle strutture dell'IRCCS e dell'istituto Beato Palazzolo. La seconda giornata è stata dedicata al confronto tra i modelli di cura e riabilitazione di quattro grandi attori europei (la Fondazione Don Gnocchi stessa, il Centro di Riabilitazione di Mulhouse in Francia, il Centro di Riabilitazione Adelante in Olanda e l'Istituto Universitario di Riabilitazione di Lubiana in Slovenia) e alla discussione di piani per le future attività. In una prima sessione il confronto è avvenuto attraverso un workshop in cui ciascuna organizzazione ha presentato la propria realtà rispondendo ad alcune domande di studio quali:"Qual e' il vostro modello di riabilitazione dalla presa in carico alla dimissione?", "Come sono finanziate le vostre attività di riabilitazione?" ecc. In una seconda sessione, aperta a tutti gli operatori della Fondazione Don Gnocchi, le organizzazioni ospiti hanno presentato la propria struttura e la propria storia offrendo una visione internazionale sulle attività di cura e riabilitazione. Il programma dettagliato delle giornate e le slides dei relatori sono liberamente scaricabili.
Anno di pubblicazione: 2016
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: novembre 2016
AAATE
Tecnologie e Disabilità: Scenario 2003. Il punto di vista dell'AAATE
AAATE
Questo documento presenta un punto di vista ufficiale dell’AAATE (Association for the Advancement of Assistive Technology in Europe) sulla situazione attuale della ricerca, dello sviluppo e della disponibilità delle tecnologie di ausilio. Esso identifica una serie di priorità di intervento per i vari attori coinvolti nel settore: da coloro cui spettano le decisioni a livello politico ai gestori di finanziamenti, ai ricercatori, agli operatori dell’industria, agli amministratori dei servizi socio sanitari. Il documento analizza anche le nuove sfide poste dalla velocità dello sviluppo tecnologico che caratterizza la società odierna, e che andando ad incidere sui comportamenti e sugli stili di vita delle persone richiederà a breve una ri-definizione del concetto stesso di tecnologie di ausilio. Il documento è suddiviso in 6 capitoli: 1) introduzione 2) Ruolo e importanza delle tecnologie assistive 3) Temi prioritari nell’ambito delle tecnologie assistive 4) Nuove sfide per il futuro 5) Un attore-chiave: l’industria 6) L’AAATE in sintesi. L’AAATE è la Società Scientifica interdisciplinare europea specificamente dedicata alle tecnologie di ausilio.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: maggio 2013
AAATE
Analisi socio economica delle tecnologie assistive nel quadro dell'assistenza protesica
Proceedings of the AAATE 2008 International Workshop (Milano, 25-26/09/2008)
Nowadays, there is an increasing demand for evidence of the cost-effectiveness of assistive technologies. Policy makers and financing agencies need such information to properly allocate resources, control how efficiently they are used, stimulate the market, identify priority areas for research, understand possible wider implications at an overall societal level; professionals working in health care and social services – within today’s climate of accountability calling for evidence based practice - need to know whether their AT choices have proved effective within the rehabilitation programme, useful for the client, and efficient in using resources; industrialists need evidence of the added value their products or services may offer in comparison to those of other competitors; users and user organisations require to be fully involved in decision making processes and bring their expertise in this discussion. Studies on this subject started to appear in literature quite recently. Most of them are still struggling with fundamental research questions; others work at developing, field-testing and validating specific instruments or methodologies; overall, knowledge has greatly advanced on this topic in the recent years. However, it seems that transfer of such knowledge into policy development and service delivery practice is still in the early stages. The AAATE 2008 International Workshop offered a significant contribution on this issue. It brought together experts from all over the world that have developed expertise in this subject or are carrying out significant field experiences. The workshop included invited speakers, round table and discussion sessions. It gave the opportunity to all participants to learn from each other’s experience, to investigate how socio-economic assessment mechanisms could be integrated into service delivery practice, and discuss possible roadmaps for all actors involved, including the AAATE, to promote advancement on this topic.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: maggio 2013
AAATE
Service Delivery Systems for Assistive Technology in Europe
Proceedings of the AAATE 2012 International Workshop (Copenhagen, 21-22/05/2012)
The UN Convention on the Rights of People with Disabilities – among many other things – commits the signing States to enforce appropriate measures to facilitate access to assistive technologies (AT) for those who need them to improve independence in daily life and to participate in society on an equal basis with others. The various AT service delivery systems in Europe differ significantly from each other, in relation to each Country’s disability policy, socio-economic context and history. The experience of service delivery practice suggests that room for improvement exists in each Country, especially in relation to the new challenges brought on by today’s rapidly changing society. Within today’s political climate of budget containment and accountability calling for evidence-based practice, there is an increasing demand for evidence of the cost-effectiveness of any public support system to personal users’ needs. Policy makers and financing agencies need such information to properly allocate resources, control how efficiently they are used, stimulate the market, identify priority areas for research, understand possible wider implications at an overall societal level; professionals working in health care and social services need to know whether their AT choices have proved effective within the intervention program, useful for the client, and efficient in using resources; users and user organizations require to be fully involved in decision making processes and bring their expertise in this discussion. It is probably impossible to design a “perfect” AT service delivery system that is applicable in every country in the EU. However, sharing different experiences and views will greatly help understand to which extent “good practices” could be exported from one country to another, what are the key principles of a today’s “ideal” AT service delivery system, and what roadmaps could be envisaged for a better future.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: settembre 2012
AAATE, EASTIN
Sistemi di Assistenza Protesica in Europa: indicazioni e proposte. Documento programmatico (Position Paper 2013)
AAATE (Association for the Advancement of Assistive Technology in Europe), EASTIN (European Assistive Technology Information Network)
Questo documento propone un quadro di riferimento per meglio valorizzare il ruolo delle tecnologie assistive (ausili tecnici) al servizio dell’assistenza, dell’autonomia e della partecipazione delle persone con disabilità, attraverso appropriati sistemi pubblici di assistenza protesica. Il primo capitolo (Introduzione) esamina le ragioni per le quali la Società Scientifica AAATE e l’Associazione europea EASTIN hanno ritenuto utile elaborare questo documento, sviluppando i temi emersi in un apposito Workshop internazionale tenuto a Copenhagen nel 2012. Il secondo capitolo (Ambito di intervento dei sistemi di assistenza protesica) approfondisce il concetto di soluzione assistiva – intervento individualizzato di fornitura di appropriati facilitatori ambientali (ausili tecnici, adattamenti ambientali personalizzati, assistenza personale) – e precisa lo scopo di un sistema di assistenza protesica, che è quello di assicurare a tutte le persone con disabilità le soluzioni assistive più adeguate per sostenere l’autonomia nel proprio ambiente di vita. Mette anche in luce come le politiche di assistenza protesica debbano essere coordinate con quelle dell’accessibilità (insieme degli interventi infrastrutturali atti a rendere fruibile a tutta la popolazione ambienti, prodotti e servizi di uso comune). Il terzo capitolo (Caratteristiche basilari di un sistema di assistenza protesica) illustra perché siano necessari sistemi pubblici di assistenza protesica, e analizza le varie componenti di ciascun sistema proponendo opportuni criteri di controllo di qualità. L’ultimo capitolo (Raccomandazioni) fornisce un elenco di suggerimenti utili a chi è coinvolto ai più vari livelli nella progettazione, nello sviluppo e nell’implementazione di politiche di assistenza protesica. Le raccomandazioni sono organizzate secondo i 6 indicatori di qualità proposti dallo Studio europeo HEART: accessibilità, competenza, coordinamento, efficienza, flessibilità, influenza dell’utente.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: maggio 2013
Andrich R
Analisi dei costi degli ausili e di altri facilitatori ambientali: lo strumento SCAI (Siva Cost Analysis Instrument)
Milano: Fondazione Don Carlo Gnocchi
Lo strumento SCAI è stato concepito per aiutare gli operatori socio sanitari a stimare gli aspetti economici connessi alla fornitura di ausili tecnici a persona con disabilità. Lo strumento procede in tre passi: 1) esplicitazione degli obiettivi del programma 2) definizione della sequenza e della tempistica dei singoli interventi che lo compongono 3) compilazione della tabella dei costi di ciascuna soluzione scelta Questa distingue tra i costi sociali (ammontare complessivo delle risorse umane e materiali mobilitate per l'intervento) e il piano finanziario (il concreto esborso di denaro da parte dei vari attori coinvolti dal programma). L'indicatore economico principale è il costo sociale. Lo SCAI non va inteso come strumento decisionale, ma come uno strumento informativo che si affianca alle valutazioni cliniche, tecniche e sociali necessarie caso per caso consentendo una migliore consapevolezza delle conseguenze economiche di ogni decisione.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: novembre 2011
Andrich R
Empowerment ed educazione all'autonomia
Intervento al Convegno "Gli ausili informatici nella promozione dell’autonomia: riabilitazione, educazione, integrazione" (Prato 14/12/2002)
Inserire le tecnologie in un contesto di educazione dell’utente all’autonomia, promuovere il ruolo dell’utente come protagonista delle scelte che riguardano il suo cammino verso l’autonomia e l’integrazione, formare nell’utente un atteggiamento informato, esigente e responsabile nella scelta e nell’uso degli ausili tecnologici funzionali a tale scopo riguarda in un certo senso tutti gli interventi tecnici di supporto, siano essi ausili ad alta tecnologia, dispositivi più semplici, programmi di assistenza personale, interventi sull’ambiente, servizi forniti dalla comunità. Acquista però certamente particolari connotazioni quando parliamo di ausili informatici, o in generale di ausili che vivono una galoppante evoluzione tecnologica: evoluzione che da un lato esercita un’azione di influsso sulla cultura, sui costumi, sul modo di comunicare, sul modo persino di organizzare le faccende domestiche e che quindi apre nuovi scenari di vita quotidiana che prima non conoscevamo. In questo quadro, l'articolo analizza le problematiche oggi emergenti rispetto alla fornitura degli ausili da parte del servizio pubblico.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: maggio 2003
Andrich R
Ausili per la relazione e la comunicazione
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
L’articolo contiene un’ampia introduzione agli ausili per la relazione e la comunicazione. Vengono descritte le principali tipologie di ausili per la comunicazione, la scrittura, la conversazione e il controllo dell’ambiente.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: maggio 2013
Andrich R
Concetti generali sugli ausili
Portale SIVA
Partendo dalla definizione dei concetti di ausilio tecnico e di accessibilità, si propone una classificazione degli ausili in base al loro ruolo nel processo di riabilitazione e di inclusione sociale della persona con disabilità, distinguendoli tra ausili protesici, ortesici, adattativi, ambientali, assistenziali, terapeutici e cognitivi. Si analizzano quindi gli aspetti da considerare per una corretta valutazione dei bisogni individuali della persona, in relazione alla scelta delle soluzioni tecnologiche più appropriate per l’autonomia personale e per il supporto assistenziale, in relazione agli obiettivi da perseguire (attività della vita quotidiana, scuola, lavoro, tempo libero ecc…), al contesto familiare e all’ambiente fisico ove la persona vive. Da questa analisi scaturiscono proposte metodologiche e strumenti di lavoro su come organizzare il lavoro di valutazione, scelta e prescrizione degli ausili nell’ambito del processo riabilitativo.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: settembre 2011
Andrich R
Elementi di misura dell'outcome degli ausili
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
L’articolo passa in rassegna i principali strumenti validati a livello internazionale e disponibili in lingua italiana per la misura dell’outcome degli ausili, tra cui il QUEST, il PIADS e l’IPPA. Di ciascuno l’articolo sintetizza i fondamenti, la modalità di somministrazione e l’interpretazione dei risultati, riportando poi in appendice la relativa modulistica. Facendo riferimento al modello concettuale dell’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) l’articolo approfondisce la questione dell’appropriatezza dell’ausilio, declinata in base alla sua efficacia (conseguimento degli obiettivi prefissati), utilità (rispondenza ad un bisogno realmente percepito) ed efficienza (uso ottimale delle risorse). L’articolo infine accenna ad altri strumenti che possono essere utili al proposito, quali il COPM, le schede EUSTAT e MPT, e indaga su come un adeguato monitoraggio dell’outcome possa prevenire o limitare il fenomeno dell’abbandono degli ausili.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: aprile 2013
Andrich R, Bucciarelli P, Liverani G, Occhipinti E, Pigini L
Disabilità e lavoro: un binomio possibile. Metodi ed esperienze di progettazione di ambienti e processi di lavoro per lavoratori con limitazioni motorie
Milano, Fondazione Don Carlo Gnocchi
Non basta garantire l’accesso al posto di lavoro e adattarne spazi e strumentazione per far sì che il lavoratore con disabilità possa esercitare le sue mansioni in maniera indipendente, confortevole e produttiva. E’ importante anche assicurare che il lavoratore possa mantenere la propria abilità lavorativa sul lungo termine. Alcune mansioni, infatti, possono esporre il lavoratore a movimenti e sforzi che conducono ad un graduale peggioramento delle proprie limitazioni funzionali, con conseguente peggioramento della disabilità sia sul lavoro che nelle altre attività della vita quotidiana. Molto si può fare per prevenire tali rischi attraverso un accomodamento ragionevole (reasonable accommodation). Il concetto di adattamento ingloba gli aspetti dell’accessibilità complessiva dell’ambiente di lavoro, della riprogettazione individualizzata del posto di lavoro, dell’adozione di ausili tecnici utili a facilitare i compiti lavorativi, della riorganizzazione dei processi e dei flussi di lavoro e dell’eventuale supporto di assistenza personale. Il concetto di sostenibilità evoca invece il principio di “non costringere il datore di lavoro ad investimenti sproporzionati”. Questo Rapporto rappresenta il primo lavoro di analisi sistematica della materia, e pertanto offre informazione e spunti di riflessione utili a vari ambiti: 1) agli operatori nel settore della disabilità, in particolare quelli impegnati nella riabilitazione, nella consulenza sugli ausili tecnici e nell’inserimento lavorativo; 2) ai medici del lavoro, in quanto getta una luce nuova sui temi dell’analisi del rischio e mette in luce le potenzialità risolutive – oggi spesso trascurate – dell’adattamento tecnico dell’ambiente di lavoro; 3) ai datori di lavoro e ai loro tecnici della sicurezza, mettendo in luce aspetti nuovi della sicurezza in ambito lavorativo e inedite possibilità di risolverli. Il testo è scaricabile nella sua versione integrale, oppure suddiviso in due parti: la prima dedicata alla metodologia, la seconda ai casi di studio.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: giugno 2016
Andrich R, Pilati G (a cura di)
Le tecnologie assistive nel progetto di autonomia della persona con disabilità: suggerimenti di buona prassi
Documento di Lavoro Seminario di Ricerca “Tecnologie, ausili e soluzioni professionali per l’autonomia possibile delle persone con disabilità” (Malosco, 20-23/07/2008). Fondazione Zancan Onlus e Fondazione Don Gnocchi Onlus, 2008
A fronte di uno sviluppo tecnologico che mette a disposizione delle persone con disabilità strumenti sempre più potenti per il recupero funzionale, per l’autonomia personale, per l’integrazione scolastica e per l’inserimento nel lavoro, l’organizzazione dei servizi socio-sanitari fatica ad accogliere tali opportunità nei propri processi. Interventi che dovrebbero essere per propria natura sinergici e coordinati come la fornitura degli ausili, la opere di miglioramento dell’accessibilità dell’ambiente di vita, l’assegnazione di assistenza personale, seguono canali normativi ed organizzativi diversi lasciando spesso all’utente l’onere di districarsi bussando a varie “porte”, per di più senza la certezza di trovare le competenze adeguate per elaborare risposte efficaci. Su questi temi si è cimentato il gruppo interdisciplinare di esperti convenuti al Seminario di Ricerca "“Tecnologie, ausili e soluzioni professionali per l’autonomia possibile delle persone con disabilità”, svoltosi a Malosco (TN) dal 20 al 23 luglio 2008 per iniziativa congiunta della Fondazione Zancan di Padova e della Fondazione don Gnocchi di Milano. Nel corso del Seminario si è analizzato come possa essere possibile l’integrazione di questi interventi in un progetto unitario, formalizzato e del quale sia noto in ogni momento il case manager; e come l’unitarietà del progetto sia essenziale per rendere l’ intervento efficace - dal punto di vista del cittadino assistito - ed efficiente – nel sensi di un utilizzo ottimale delle risorse impegnate dal sistema socio-sanitario. Proprio sul piano dell’efficacia e dell’efficienza, la ricerca scientifica ha dimostrato ampiamente come le tecnologie assistive, se fornite in modo appropriato, consentano di realizzare notevoli economie sugli interventi, a volte misurabili su uno o due ordini di grandezza. L’attuale sistema nazionale di assistenza protesica non è però adeguatamente organizzato per rilevare tali economie.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: aprile 2013
Andrich R, Pilati G (a cura di)
Valutazione costi / efficacia degli interventi assistenziali per le persone con disabilità: criteri e metodi
Documento di Lavoro Seminario di Ricerca “Valutazione costi / efficacia degli interventi assistenziali per le persone con disabilità” (Malosco, 18-21/07/2010). Fondazione Zancan Onlus e Fondazione Don Gnocchi Onlus, 2008.
Il termine “percorsi assistenziali” sta ad indicare in generale tutte quelle “modalità organizzative di svolgimento dell’assistenza rivolta a specifici gruppi di cittadini durante un periodo di tempo stabilito”. Essi “sono frutto di metodologie e di processi decisionali condivisi” finalizzati ad “aumentare la qualità dell’assistenza, migliorando gli esiti, la sicurezza e la soddisfazione dei destinatari e ottimizzando l’uso delle risorse.” Questo documento di lavoro – elaborato da un gruppo interdisciplinare di esperti convenuti al Seminario di Ricerca “Valutazione costi / efficacia degli interventi assistenziali per le persone con disabilità”, svoltosi a Malosco (TN) dal 20 al 23 luglio 2008 per iniziativa congiunta della Fondazione Zancan di Padova e della Fondazione don Gnocchi di Milano – mette a fuoco i percorsi assistenziali che si attivano dal momento in cui si instaura una condizione di disabilità, esitante da eventi patologici, traumi o condizioni congenite. Dopo una prima parte dedicata alle definizioni generali, il documento esamina criteri e metodi per la misura dell’efficacia di un percorso assistenziale, secondo una visione multidimensionale. Per quanto riguarda l’analisi dei costi di tali processi, il documento propone una classificazione delle varie componenti di costo ed evidenzia le necessità di valutare anche il costo di un ipotetico “non intervento”, in modo da valutare con maggior obiettività la significatività dell’investimento. A conclusione, il documento ipotizza una griglia che consenta di meglio classificare le varie prestazioni che compongono i processi assistenziali in base al setting di erogazione (ambulatoriale, domiciliare ecc..) e agli obiettivi di outcome secondo gli assi ICF del recupero/sviluppo delle funzioni e dell’attività partecipazione.
Anno di pubblicazione: 2010
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: maggio 2013
Andrich R, Vincenti S
La fornitura degli ausili in Italia: sintesi del quadro normativo
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
In Italia la fornitura degli ausili è in gran parte a carico del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), ma esistono anche una serie di norme regionali e di altre agevolazioni (fiscali, tributarie, contributi di enti locali, fondi scolastici, ecc.), variabili anche a seconda dell'ambito di intervento. Tutto ciò rende la regolamentazione dell’assistenza protesica abbastanza complessa. L'obiettivo di questo documento è di fornire un quadro di riferimento generale per orientarsi rispetto alle normative vigenti ed alle opportunità di ricevere finanziamenti. I contesti "vita quotidiana"/"lavoro"/"educazione" vengono analizzati separatamente, fornendo indicazioni sulle principali leggi del settore, nonché sulle varie modalità di fornitura e di finanziamento delle tecnologie assistive, dettate da leggi nazionali ed iniziative locali a livello regionale.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: maggio 2013
Caracciolo A
Ausili per il bagno
Milano: Portale Siva Fondazione Don Carlo Gnocchi
Uno degli ambienti domestici maggiormente frequentati è sicuramente il bagno, spesso però questo è anche l’ambiente che presenta maggiori ostacoli per la sua fruizione da parte di una persona con disabilità, più o meno grave, o che abbia anche semplicemente un impaccio motorio. L'articolo prendere in considerazione gli ausili e gli accorgimenti per poter utilizzare al meglio tutti gli elementi comunemente presenti in un bagno, compresi quei piccoli ausili che possono facilitare lo svolgimento di alcune attività.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: maggio 2013
Caracciolo A
Carrozzine elettroniche e ausili per la mobilità esterna
Milano: Portale Siva Fondazione Don Carlo Gnocchi
Come complemento o alternativa alla carrozzina manuale vengono sempre più richiesti ausili che consentano spostamenti autonomi e veloci. Il mercato offre sempre più prodotti che soddisfano queste esigenze. Naturalmente anche in questo caso, come sempre quando si deve scegliere un ausilio, si dovranno valutare quali devono essere le caratteristiche che possono soddisfare appieno le singole necessità.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: maggio 2013
Caracciolo A
I letti
Milano: Portale Siva Fondazione Don Carlo Gnocchi
Quante volte ci è capitato di non aspettare altro che di potersi sdraiare su un comodo letto per riposarsi dopo una faticosa giornata? In certe situazioni, però, a volte il solo pensiero di doversi mettere a letto provoca tensioni e timori, dovuti alla non idoneità del letto su cui ci si deve trasferire. Esistono però varie tipologie di letti appositamente progettati per venire incontro a queste situazioni problematiche. Letti regolabili elettricamente Come già si diceva la comodità d’uso di un letto oltre che dalla posizione che si assume una volta sdraiati (materasso) è data dalla facilità di salita e discesa e dalla possibilità di variare la posizione una volta distesi. Queste caratteristiche dovrebbero essere prese in considerazione nel momento in cui ci si accinge a cambiare un letto.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: maggio 2013
Caracciolo A
I sollevatori
Milano: Portale Siva Fondazione Don Carlo Gnocchi
La necessità di individuare e valutare quali sono i sistemi più idonei per garantire una corretto spostamento di una persona con disabilità nei vari ambienti, siano essi domestici che in una struttura assistenziale, rappresenta una delle maggiori richieste/necessità da parte di chi ha compiti di assistenza, sia esso un parente o un operatore sanitario. Vari sono i prodotti offerti dal mercato come varie sono le necessità e i possibili ambienti d’uso è per questo che è necessario/indispensabile procedere con una attenta e corretta valutazione di quale è il modello più idoneo per ogni singolo caso. Strettamente legata alla scelta del sollevatore vi è la necessità di individuare anche l’imbracatura più idonea al fine di garantire un comodo e sicuro sollevamento/trasferimento.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: maggio 2016
Del Zanna G, Cova F, Piacentini S, Bernini B, Calderoli A, Caroli L, Cappelletti R, Lodi Pasini M
Perchè non mangi con la tua forchetta? Progetto, tecnologia e design a supporto dell'autonomia.
Portale SIVA Fondazione Don Gnocchi
Sintesi della Lectio Magistralis svolta a Milano all'IRCCS Fondazione Don Gnocchi il 14 ottobre 2015 per l'inaugurazione dell'anno accademico 2015-16 dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie dell'Università degli Studi di Milano. La lezione richiama il tema dell' EXPO 2015 "Nutrire il pianeta, energia per la vita". Essa esplora come il design dell'ambiente cucina e degli oggetti di uso quotidiano per l'alimentazione possono sostenere l'autonomia della persona con disabilità in un'attività primaria della vita quotidiana, quella della nutrizione.
Anno di pubblicazione: 2015
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: gennaio 2016
Gower V, Mann W, Pianesi F, Tobia, Lanz O, Di Rienzo M, Meriggi P, Braghieri,Susi, Caretta F,Suighi
Atti del convegno: La qualità dell’assistenza nelle RSA. Sfide e opportunità delle nuove tecnologie
Atti del convegno ACube (Milano, 19/04/2011)
Il convegno, svoltosi il 19 Aprile 2011, ha approfondito la tematica del monitoraggio degli ospiti nelle strutture residenziali per persone anziane, come ad esempio le RSA ed i centri diurni specializzati. Gli sviluppi tecnologici degli ultimi anni nell’ambito delle tecnologie sensoristiche per il monitoraggio di ambienti complessi (quali ad esempio le reti di telecamere, microfoni, i rilevatori di segnali biologici, i sistemi RFID,…) rappresentano un’importante risorsa per migliorare la qualità del servizio offerto dalle strutture residenziali ottimizzando nel contempo l’utilizzo delle risorse. Nel corso del convegno è stata fornita un’ampia panoramica delle soluzioni tecnologiche attualmente disponibili in quest’ambito, focalizzando l’attenzione non solo sulle potenzialità offerte dalle tecnologie ma anche sugli aspetti etici ed organizzativi che l’introduzione di questi sistemi implica. E’ stata inoltre trattata la tematica delle tecnologie di frontiera in quest’ambito, ovvero di ciò che sarà possibile fare nel prossimo futuro con sistemi avanzati di monitoraggio. In particolare sono stati presentati i risultati preliminari del progetto ACube (Ambient Aware Assistance), finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento, finalizzato a sviluppare un sistema costituito da una rete distribuita di sensori per la raccolta dei dati dall’ambiente, connessa a un sistema informatico in grado di comprendere i cambiamenti percepiti e di sviluppare un’adeguata risposta. I partecipanti hanno potuto peraltro assistere ad una dimostrazione del prototipo del sistema ACube installato presso la casa domotica del servizio DAT della Fondazione Don Gnocchi.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: agosto 2012
Menezello T
L'abbigliamento per le persone sedute in carrozzina
Milano: Portale Siva, 2006
L'articolo tratta la tematica dell'abbigliamento per persone sedute in carrozzina. Oltre a una descrizione degli abiti più adatti a chi siede in carrozzina, vengono suggeriti una serie di accorgimenti che possono rendere l'abbigliamento più confortevole e più semplici i movimenti.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: gennaio 2006
Ministero della Salute
Nomenclatore Tariffario delle Protesi e degli Ausili (DPCM 12/01/2017)
Gazzetta Ufficiale 18/03/2017
Il Nomenclatore Tariffario delle Protesi e degli Ausili elenca le tipologie di ausilio (con relative lavorazioni, aggiuntivi e riparazioni) fornibili a carico del Servizio Sanitario Nazionale italiano, su prescrizione medica. Non è un documento a sé stante ma fa parte di un più ampio Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM 12/01/2017) che stabilisce i Livelli Minimi di Assistenza (LEA) esigibili dai cittadini su tutto il territorio nazionale. Il documento scaricabile contiene un estratto di questo Decreto, che raccoglie tutto ciò che esso stabilisce a riguardo dell'assistenza protesica. La prima parte (Estratto Gazzetta Ufficiale 18/3/2017) riporta gli articoli riguardanti l'erogazione sia dei dispositivi medici monouso (art. 10/11/12) che dei veri e propri ausili (art. 17/18/19). Seguono rispettivamente l'Allegato 2 del DPCM (Nomenclatore dei Dispositivi Monouso), l'Elenco 1 dell'Allegato 5 (Nomenclatore degli Ausili su Misura), l'Elenco 2a dell'Allegato 5 (Nomenclatore degli Ausili di Serie che richiedono la messa in opera da parte del tecnico abilitato), l'Elenco 2b dell'Allegato 5 (Ausili di Serie pronti per l'Uso), l'Allegato 11 (Modalità di erogazione dei dispositivi medici monouso) e l'Allegato 12 (Modalità di erogazione delle prestazioni di assistenza protesica).
Anno di pubblicazione: 2017
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: maggio 2018
Occhi E
Ortesi per la stazione eretta e il cammino
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La conquista e il ripristino della stazione eretta autonoma e di un cammino sufficientemente efficace, economico e sicuro costituiscono una esigenza fondamentale di molti soggetti con disabilità motorie conseguenti a danni del sistema nervoso centrale o della periferia motoria, e un obiettivo primario dell’intervento riabilitativo. Qualora questo obiettivo sia considerato realistico, è necessario promuovere l’attivazione di tutte le risorse interne (recupero neuromotorio, compensi, ecc.) ed esterne in grado di ottimizzare la funzione. Tra le risorse esterne in grado di consentire una stazione eretta e un cammino altrimenti impossibili, o insicuri, o inefficienti, le ortesi e gli ausili occupano un ruolo fondamentale. Per poter effettuare una scelta corretta di questi dispositivi, è necessario per prima cosa effettuare un’analisi dei segni patologici presentati dal paziente; in secondo luogo, sulla base della conoscenza dei meccanismi patogenetici dei segni, se ne dovrà prevedere la modificabilità, spontanea o guidata, e la interferenza degli stessi sulla statica eretta e sulla deambulazione (prognosi funzionale); alla fine si procederà alla individuazione dei presidi adatti al caso specifico sulla base della conoscenza del meccanismo d’azione di questi ultimi.
Anno di pubblicazione: 2016
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: aprile 2016
Occhi E
Gli ausili per il cammino
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Bastoni, tripodi e quadripodi, stampelle antibrachiali, stampelle ascellari, deambulatori, girelli, sono gli ausili più frequentemente utilizzati per il cammino dai soggetti con deficit del movimento. Le funzioni di questi ausili sono essenzialmente sei: 1) compensare deficit muscolari e/o articolari; 2) alleggerire il carico sugli arti inferiori deboli, o dolenti, trasferendolo a quelli superiori o ad altri segmenti corporei; 3) facilitare il raddrizzamento e l’allineamento dei segmenti corporei; 4) favorire l’equilibrio e la stabilizzazione dei segmenti corporei; 5) esercitare una spinta propulsiva e 6) fornire un contenimento percettivo. L'impiego degli ausili può essere precoce e temporaneo, con funzione preventiva e facilitante il recupero, o permanente, con funzione compensatoria. Questo articolo descrive per primi gli ausili per la deambulazione utilizzati con un arto superiore. Seguono alcune note sugli ausili utilizzati con due arti superiori.
Anno di pubblicazione: 2016
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: aprile 2016
Occhi E
Clinica della postura seduta
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
L'articolo tratta la fisiologia e la biomeccanica della postura normale e patologica, traendo da esse le indicazioni cliniche per la corretta postura seduta.
Anno di pubblicazione: 2016
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: aprile 2016
Pigini L
Incontri con le aziende - Aggiornamento operatori SIVA
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Si tratta di incontri mensili della durata di un'ora, in cui di volta in volta, due diverse aziende che si occupano di ausili e tecnologie assistive, vengono invitate ad illustrare le loro novità. Gli incontri si svolgono presso il servizio DAT dell'istituto Santa Maria Nascente della Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano e sono aperti a tutti gli operatori dei centri SIVA. L'iniziativa nasce nell'ottobre del 2014, in risposta all'esigenza dei centri SIVA lombardi della Fondazione Don Gnocchi di creare momenti comuni di formazione e di convogliare in un'unica sede e in un unico calendario le presentazioni di ausili proposte dalle aziende. Poichè per molti operatori SIVA non è possibile partecipare di persona, dallo scorso Marzo 2015 stiamo "sperimentando" la possibilità di registrarli e pubblicarli on line. Di seguito sono disponibili le registrazioni degli incontri a partire da Marzo 2015. Vengono riportati per ciascuno le aziende e l'oggetto delle relative presentazioni.
Anno di pubblicazione: 2015
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: maggio 2016
Pigini L (a cura di)
Convegno del 06/03/2015: Disabilità e Accomodamento ragionevole: dagli ambienti di vita quotidiana ai luoghi di lavoro.
Atti del Convegno Disabilità e accomodamento ragionevole: dagli ambienti di vita quotidiana ai luoghi di lavoro. Milano, 06/03/2015
Il convegno svoltosi il 6 marzo 2015 presso l’IRCCS S. Maria Nascente della Fondazione Don Gnocchi, si è posto l’obiettivo di realizzare un momento di incontro e confronto interdisciplinare tra le numerose figure professionali che operano nel campo della prevenzione primaria, dell’ergonomia nei luoghi di lavoro e nell’ambito della riabilitazione per il re-inserimento lavorativo e sociale della persona. Sono stati invitati esperti della progettazione inclusiva, architetti, ingegneri biomedici, ricercatori sulle tecnologie assistive, tecnici della prevenzione, medici del lavoro, fisiatri, ortopedici, neurologi, terapisti occupazionali, fisioterapisti, infermieri, ergonomi e medici competenti con il dichiarato obiettivo di mettere a punto una metodologia di lavoro applicabile in tutti i casi in cui si verifichi la necessità di un accomodamento ragionevole negli ambienti di vita e nei luoghi di lavoro. Il programma si è articolato in una prima sessione caratterizzata da 8 relazioni tecniche ed una seconda sessione dedicata ad una Tavola Rotonda dal titolo "Accomodamento ragionevole: semplice compromesso, riabilitazione personalizzata o strumento di prevenzione collettiva? Protagonisti a confronto". Di seguito è possibile scaricare la brochure dell'evento, gli abstract delle presentazioni e alcune delle presentazioni che gli autori hanno avuto piacere di mettere a disposizione.
Anno di pubblicazione: 2015
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: agosto 2015
Pigini L (a cura di)
Progetti della Fondazione Don Gnocchi nell'area delle tecnologie assistive (Incontro di Aggiornamento del 9 marzo 2016).
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
In questo incontro di aggiornamento i ricercatori del CITT (Centro per l'Innovazione e il Trasferimento Tecnologico) della Fondazione Don Gnocchi presentano brevemente lo stato attuale dei progetti di ricerca in corso in tema di tecnologie assistive, in particolare quelli che hanno utilizzato la casa domotica del servizio DAT del Centro IRCCS S.Maria Nascente di Milano come sito di sperimentazione: 1) SMARTA (Lucia Pigini) 2) ENRICHME (Valerio Gower) 3) POWER (Claudia Salatino) 4) CREW (Antonio Caracciolo) 5) EASTIN (Renzo Andrich) 6) Rete SIVA (Renzo Andrich). Si allegano la ripresa video integrale dell'incontro e le slide presentate dei vari relatori.
Anno di pubblicazione: 2016
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: marzo 2016
Salatino C, Andrich R, Desideri L
Gli strumenti per la misura dell'outcome degli ausili: una revisione della letteratura.
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Obiettivo: Identificazione di strumenti per la misura dell'outcome degli interventi individuali con tecnologie assistive (AT), applicabili a qualsiasi tipologia di prodotto. Disegno dello studio: revisione della letteratura. Metodi: Tre ricercatori hanno cercato e revisionato articoli scientifici pubblicati su riviste di settore negli ultimi 13 anni che trattassero di strumenti per la misure dell'outcome degli ausili. Risultati: 53 articoli hanno soddisfatto i criteri di inclusione. Nel complesso, descrivono 86 questionari. 37 di questi sono relativi alla misura dell'esito dell'intero processo di riabilitazione piuttosto che centrati sull'intervento protesico. 41 sono utilizzabili solo per specifiche categorie di prodotti AT. Solo cinque sono risultati effettivamente applicabili a qualsiasi tipologia di ausilio: FIAT, IPPA, PIADS, QUEST e SCAI. Inoltre, sono state individuati ulteriori strumenti che, sebbene non siano in grado di cogliere appieno il risultato di un intervento protesico, se usate da sole, possono aggiungere informazioni utili sulla qualità dell'intervento (KWAZO, SATS) e sulla predisposizione individuale all'uso di ausili (ATD-PA). Conclusioni: un attento monitoraggio del risultato raggiunto è un aspetto essenziale di ogni singolo intervento ausili. Questo studio fornisce un elenco di misure che aiutano a monitorare l'efficacia e il costo dell'intervento.
Anno di pubblicazione: 2018
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: giugno 2019
SIVALab
SIVA NEWS
Portale SIVA Fondazione Don Gnocchi
La newsletter mensile di aggiornamento sugli Ausili
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Documenti non pubblicati
Data ultima modifica: settembre 2019
Organizzazione Mondiale della Sanità
Elenco OMS degli Ausili Prioritari
World Health Organization, Geneve 2016
L'Elenco OMS degli Ausili Prioritari (WHO APL, ossia "World Health Organization Assistive Products List") indica le 50 tipologie di ausili ritenuti "prioritari" o "essenziali" dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): ossia degli ausili ritenuti assolutamente necessari per mantenere o migliorare il funzionamento della persona, e che pertanto devono essere disponibili ovunque a costi accessibili per la comunità o per lo Stato. L'Elenco è stato approvato dall'Assemblea OMS il 24/5/2016 e sarà presumibilmente aggiornato con cadenza periodica.
Anno di pubblicazione: 2016
Tipo di documento: Schede monografiche
Data ultima modifica: giugno 2016
Andrich R
Concetti di base su ausili e accessibilità
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
Lezione che illustra in sintesi cosa sono gli ausili tecnologici, qual è il loro ruolo nel cammino di riabilitazione, recupero dell’autonomia e integrazione sociale, come si valuta la loro appropriatezza, efficacia ed utilità. Ancorandosi alla classificazione ICF dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e ai dati più recenti emersi dalla letteratura scientifica e dall’esperienza clinica, la lezione aiuta a classificare le varie tipologie di ausilio in relazione alla loro funzione e al loro impatto sull’organizzazione delle attività della vita quotidiana. Suggerisce infine una serie di elementi da tenere in considerazione nella scelta dell’ausilio appropriato alle esigenze e allo stile di vita dell’utente.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Andrich R
Elementi di analisi dei costi degli ausili
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
Lezione che fornisce gli elementi di base di analisi dei costi degli ausili. Un ausilio può essere definito appropriato quando risponde ai criteri di efficacia (conseguimento dell’outcome previsto) e di efficienza (utilizzo ottimale delle risorse, a parità di efficacia). L’indicatore più adeguato dell’efficienza è il costo sociale aggiuntivo generato dall’ausilio stesso, ossia la somma dei costi sostenuti da tutti gli attori coinvolti (utente, servizio, sanitario, enti erogatori ecc…), detratta della somma dei costi che gli stessi attori avrebbero sostenuto in assenza dell’ausilio. Il prezzo di acquisto rappresenta infatti solo una parte dell’investimento complessivo richiesto da un ausilio: sarebbe pertanto metodologicamente errato assumerlo quale unico parametro di valutazione economica. Il costo sociale aggiuntivo va valutato rispetto all’intero ciclo di vita dell’ausilio; inoltre, va valutato assoluto bensì a fronte dei risultati che si intendono ottenere (outcome) e del costo del “non ausilio” (ossia con il costo sociale cui si andrebbe incontro nello stesso arco di tempo nel caso si decidesse di rinunciare all’ausilio). Spesso il costo sociale del “non ausilio” è superiore al costo sociale dell’ausilio: concedendo all’utente e alla sua rete familiare maggior autonomia, l’ausilio tende infatti a ridurre l’impegno assistenziale. Uno strumento di misura del costo sociale aggiuntivo è lo SCAI (Siva Cost Analysis Instrument), sviluppato dall'IRCCS S.Maria Nascente della Fondazione Don Gnocchi nell'ambito di una ricerca finalizzata del Ministero della Sanità.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: ottobre 2019
Andrich R
Educazione dell'utente all'autonomia: metodologie e strumenti
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
La lezione fornisce indicazioni sulle possibili metodologie e strumenti per l’educazione all’autonomia delle persone con disabilità, intesa come capacità di prendere in mano la propria vita e le proprie scelte, di entrare in relazione con gli altri, con gli altri divenire a sua volta protagonista della vita sociale. In particolare, la lezione approfondisce il percorso che porta dal riconoscimento di un bisogno alla realizzazione della sua soluzione, mettendo in evidenza che oltre alla semplice fornitura di informazioni e alla possibilità di ricorrere ad un counselling personalizzato è importante costruire nell’utente delle conoscenze e della abilità di base attraverso opportuni percorsi educativi. A questo proposito lo studio europeo EUSTAT (Empowering Users Through Assistive Technology) ha messo a punto nel 1999 un corredo di materiale formativo per l'educazione delle persone con disabilità all'autonomia tramite l'uso di ausili, e indicazioni per la formazione della società ad una cultura dell’accoglienza e della valorizzazione della disabilità.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: ottobre 2019
Andrich R
Corso "Metodi e Didattiche dei sussidi per Disabili"
Insegnamento Laurea Specialistica "Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattative". Università Cattolica Milano, a.a. 2004-2005
L'insegnamento si propone di fornire una conoscenza di base sugli strumenti tecnologici oggi disponibili per la riabilitazione, l’autonomia e l’integrazione sociale delle persone con disabilità; formare alla capacità di “leggere” le esigenze di autonomia e di assistenza della persona con disabilità, di individuare appropriate soluzioni tecnologiche e di proporle correttamente all’utente; dare indicazioni su come integrare gli ausili tecnologici in attività educative e formative.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2004
Andrich R
Ausili: il quadro legislativo e normativo
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
La lezione presenta un quadro sistematico delle normative in vigore a livello nazionale e regionale in tema di fornitura degli ausili, delle procedure connesse per l’ottenimento degli ausili a carico del servizio sanitario nazionale, delle facilitazioni e dei benefici fiscali per gli ausili che l’utente acquista a sue spese. Le normative sono classificate in cinque ampie categorie: l'assistenza protesica fornita dal servizio sanitario nazionale nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza (LEA); le agevolazioni fiscali a livello di Iva o di detrazione in sede di denuncia dei redditi; i contributi per l'eliminazione delle barriere architettoniche; i contributi per l'adeguamento di automobili; i contributi a progetto individuale, previsti da varie regioni; i rimborsi da assicurazioni private.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Andrich R
Organizzazione e metodologia dei Centri Ausili
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
La lezione analizza il percorso di valutazione e scelta degli ausili, approfondendo il ruolo fondamentale dei Centri Ausili e indicando strumenti e metodi utili alla loro operatività (competenze necessarie al team, logistica, dotazione strumentale dell'ausilioteca, metodologia di presa in carico dell'utente). Vengono illustrati esempi particolarmente significativi di Centri Ausili all'estero, per poi approfondire le indicazioni operative maturate all'interno del GLIC, la rete italiana dei Centri Ausili. La lezione prosegue illustrando le principali risorse informative disponibili in Italia (Portale SIVA, Essediquadro, altri siti Internet) e nel mondo (Il Portale EASTIN e i vari database nazionali collegati) e le varie società scientifiche cui fare riferimento. A conclusione, vengono proposti alcuni indicatori di qualità di un percorso di assistenza protesica (accessibilità, competenza, coordinamento, flessibilità, efficienza, influenza dell’utente), come base di confronto tra i sistemi italiani e quelli di altri Paesi europei, e tra le varie realtà italiane.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: ottobre 2019
Andrich R
Certificazione e valutazione tecnico-funzionale degli ausili
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
La lezione introduce la tematica della valutazione degli ausili. Nella prima parte, esamina gli aspetti inerenti la valutazione tecnico-funzionale dell'ausilio (sicurezza, qualità, funzionalità, usabilità), facendo riferimento alle normative e agli standard per la certificazione attualmente in vigore a livello nazionale (UNI), internazionale (ISO) ed europeo (CEN). Rispetto al giudizio di funzionalità dell'ausilio, la lezione propone vari strumenti di valutazione comparativa, utilizzabili in modalità di intervista o di focus group: i 17 criteri di A.Batavia e G.Hammer (1990), i 7 criteri dell’European Institute on Design and Disability (1998) e l’ampio strumentario del manuale europeo USERFIT (1996). Nella seconda parte, la lezione inquadra gli aspetti inerenti la valutazione personalizzata dell'ausilio rispetto ad un determinato utente, soffermandosì sui concetti di competenza (se l’ausilio consegue l’obiettivo), consonanza (se l’utente è a suo agio con l’ausilio) e contestualità (se l’ausilio è compatibile con il contesto). Nell'ultima parte, la lezione accenna agli aspetti socio-economici connessi agli ausili, approfondendo la questione del rapporto costi-risultati (spesso confusa impropriamente con la questione costi-benefici) e introducendo i concetti di efficacia (livello di conseguimento degli obiettivi prefissati) e utilità (valore percepito dall’utente degli obiettivi raggiunti).
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: ottobre 2019
Andrich R
Elementi di analisi dell'outcome degli ausili
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
L’appropriatezza di un ausilio può essere valutato sulla base della sua efficacia nel rispondere agli obiettivi per i quali è stato scelto, della sua utilità o significatività per la qualità di vita dell’utente, della sua efficienza rispetto all’investimento economico. Partendo da alcune considerazioni di carattere generale sulla misura dell’appropriatezza degli ausili tecnici, la lezione presenta tre strumenti validati in ambito internazionale – anche in lingua italiana – utili per la misura dell’outcome: il QUEST, il PIADS e l’IPPA (la cui modulistica è riportata in appendice. Accenna quindi ad altri strumenti utili nel processo di valutazione degli ausili, proponendo criteri interpretativi e modalità di utilizzo. Illustra infine le ricerche in corso sulla possibilità di utilizzare le tassonomie ICF (Classificazione Internazionale della Disabilità, del Funzionamento e della Salute) per la misura dell’outcome degli ausili; gli indicatori più sensibili sembrano essere i qualificatori di performance dell’asse attività/partecipazione e i qualificatori barriera/facilitatore dell’asse fattori contestuali.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: ottobre 2019
Andrich R
Ausili per le disabilità sensoriali
Dispense Corso "Metodi e didattiche dei sussidi per disabili" - Laurea specialistica in scienze motorie
Lezione che offre una panoramica delle principali soluzioni tecnologiche per l’autonomia quotidiana, la mobilità e l’accesso all’informazione e alla cultura per le persone con limitazioni della vista e dell’udito. Per quanto riguarda le disabilità visive, la lezione classifica i vari livelli di limitazione visiva dall’ipovisione alla cecità, illustra i tratti salienti del sistema di scrittura Braille, presenta le soluzioni tecnologiche che utilizzano il canale visivo (sistemi ottici, videoingranditori, strumenti informatici e telefonici) e soluzioni che utilizzano canali alternativi (bastoni, strumenti tattili, screen readers con periferiche vocali o in braille labile, agende elettroniche). Per quanto riguarda le disabilità uditive, la lezione classifica innanzitutto i vari livelli di sordità illustrando come possano essere compensati con apparecchi acustici; descrive quindi i vari codici comunicativi alternativi utilizzabili e presenta le principali soluzioni tecnologiche per l’accessibilità dei mezzi di telecomunicazione e per l’autonomia quotidiana.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: novembre 2006
Andrich R
Valutazione individualizzata degli ausili all’interno di percorsi riabilitativi
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
La lezione analizza le problematiche connesse con la valutazione e la scelta degli ausili all'interno del programma riabilitativo individuale, e suggerisce una metodologia che aiuta ad articolare tale valutazione in più momenti nel corso del programma in modo da conseguire una scelta clinicamente valida, accettata dall'utente e il cui outcome a lungo termine sia verificabile. Troppo spesso, infatti, il momento della valutazione degli ausili è confinato alla fine del programma o persino delegato a momenti successivi, senza consentire un tempo adeguato per le prove, per l'istruzione all'uso e per la familiarizzazione da parte dell'utente. Esemplificando con casi di studio, la lezione propone alcuni strumenti da utilizzare in tre distinte fasi del programma riabilitativo per facilitare la definizione degli obiettivi che si intendono conseguire con l'ausilio, la programmazione delle varie valutazioni e prove necessarie, l'eventuale loro ridefinizione e la verifica dell'appropriatezza. Propone infine una griglia di auto-analisi della qualità del servizio di assistenza protesica erogato sul territorio.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: ottobre 2019
Andrich R
Valutazione individualizzata degli ausili come prestazione specialistica
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione" - Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
La lezione analizza la metodologia, le modalità operative e gli strumenti necessari per poter condurre un'adeguata valutazione degli ausili e dei facilitatori ambientali che meglio rispondono al bisogno individuale dell'utente, e comunicare le soluzioni proposte in una relazione di valutazione.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: ottobre 2019
Andrich R (a cura di)
Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità"
Dispense Corso "Tecnologie per l'autonomia e la partecipazione delle Persone con Disabilità"
Questo Corso - che si è svolto ogni anno a partire dal 1999 come Corso di Perfezionamento post-lauream in collaborazione con l'Università Cattolica (Facoltà di Scienze della Formazione a Milano e Facoltà di Medicina a Roma) e che dal 2013 prosegue a Milano come Corso di Alta Formazione accreditato ECM a cura della Fondazione Don Carlo Gnocchi - si propone di fornire una competenza di base ad ampio spettro sulle tecnologie oggi disponibili per la riabilitazione, l'autonomia, l'integrazione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con ogni tipo di disabilità, età e patologia invalidante, nell’ambito di un riconoscimento globale della persona stessa, quale soggetto unico e irrepetibile. L'itinerario didattico, articolato in sessioni teoriche e in sessioni pratiche di laboratorio, si estende dagli aspetti più strettamente tecnologici a quelli legati alla concreta utilizzazione dell'ausilio nel contesto della realtà quotidiana di vita della persona disabile, nonché nella programmazione dell'intervento riabilitativo ed educativo. Ampio spazio viene dedicato alla metodologia della scelta individualizzata delle tecnologie appropriate alle specifiche esigenze dell'utente, e alla padronanza degli strumenti informativi e formativi che permettono all'allievo, dopo la conclusione degli studi, di tenersi costantemente aggiornato sugli sviluppi tecnologici del settore. Il corso si rivolge a tutte le persone interessate all’argomento, in particolare a medici e terapisti della riabilitazione, a tecnici nel settore delle protesi, ausili ed accessibilità, ad operatori della scuola e dell’educazione.
Anno di pubblicazione: 2018
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Andrich R (a cura di)
Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione"
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
Il corso si propone di fornire una competenza di base ad ampio spettro sulle tecnologie oggi disponibili per l'autonomia, la sostenibilità assistenziale, l'inclusione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con ogni tipo di disabilità, età e patologia invalidante. L’approccio di questo corso è trasversale sull’intero mondo delle tecnologie assistive, in modo da formare negli allievi la capacità di valutare, consigliare e prescrivere gli ausili e gli adattamenti ambientali appropriati alla situazione del singolo utente, di istruire l’utente al loro uso, di monitorarne l’efficacia e misurarne l’outcome. In questo modo esso si propone di rispondere al bisogno formativo di quegli operatori che quotidianamente si confrontano con le molteplici esigenze personalizzate dell’utenza emergenti nel corso del percorso riabilitativo, sia in strutture specializzate che sul territorio.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Andrich R, Agati M T, Cattani R, Da Dalt R, Daverio G, Giustini A, Laineri M, Penn Symons N
EASTIN, il Portale Internet Europeo Sulle tecnologie per la disabilità e l’autonomia
Seminari On Line Portale SIVA
Il filmato presenta l'evento di lancio di EASTIN, il Portale Internet europeo sulle tecnologie assistive. Dopo l'introduzione del presidente della Fondazione Don Gnocchi Onlus il convegno comprende i seguenti interventi: "Orientamenti attuali e prospettive nelle politiche di sostegno alle persone con disabilità" (dott. Giovanni Daverio, Direttore Generale per la famiglia, i diritti sociali e la responsabilità sociale delle imprese, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali); "L’esperienza inglese nel campo dell’informazione alle persone con disabilità" (dott.ssa Nicole Penn-Symons, Direttore della Disabled Living Foundation, Gran Bretagna); "Il Portale EASTIN" (ing. Renzo Andrich, Centro di Bioingegneria Fondazione Don Gnocchi, project leader del progetto EASTIN); "Dimostrazione del funzionamento del motore di ricerca EASTIN" (ing. Roberto Da Dalt, Don Gnocchi Sistemi Srl). Segue una Tavola Rotonda e Dibattito sul tema "L’integrazione europea dell’informazione in tema di disabilità: il punto di vista degli utenti, degli operatori socio-sanitari, dell’industria", con la partecipazione del dott. Rodolfo Cattani (Forum Europeo delle Persone con Disabilità), del dott. Alessandro Giustini (Presidente Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione), della sig.ra Maria Teresa AGATI (Delegato Polo Associazioni Imprenditoriali per la Disabilità, Federvarie Confindustria), del sig. Marco Laineri (Vicepresidente FIOTO). Moderatore della Tavola Rotonda è il dott. Franco Bomprezzi (AGR Agenzia Giornalistica Radiotelevisiva). Il convegno si conclude con l'intervento del dott. Silvio Riboldazzi (Direttore Generale, Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus) sul tema "Le nuove sfide della Fondazione Don Gnocchi nel servizio alle persone con disabilità".
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2012
Andrich R, Kercher P, Steffan I, Visciola M, Paternò F, Emiliani P
Design for All e Accessibilità Informatica: Introduzione
Seminari On Line Portale SIVA
“Design for All”, “Universal Design”, “Inclusive Design”… termini sempre più ricorrenti oggi nel mondo della progettazione di spazi, ambienti prodotti, servizi, per indicare un’attenzione più ampia alle esigenze della popolazione che ne fruisce. Includendo quindi anche le persone che a causa dell’età avanzata o a seguito di malformazioni, patologie o eventi traumatici hanno delle limitazioni funzionali sul piano motorio, sensoriale o cognitivo. Se storicamente questi concetti sono nati nel mondo dell’architettura e del design industriale, nell’odierna società dell’informazione essi vanno necessariamente ad estendersi a prodotti e servizi basati su tecnologie informatiche. E’ recente ad esempio l’approvazione da parte del Parlamento italiano, sull’onda di quanto sta avvenendo in molti altri Paesi, di un’apposita legge (4/2004, popolarmente nota come “Legge Stanca” dal nome del Ministro dell’Innovazione che l’ha promossa) intitolata “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, che si propone appunto di prevenire l’insorgere di nuove barriere in una società sempre più basata su servizi di tipo informatico e telematico. Una legge che pur con i suoi limiti avrà senza dubbio grande impatto in favore dell’integrazione sociale, e che ha anche il merito di riproporre il “design for all” ad un dibattito culturale più ampio. Il “design for all”, più che un sistema di norme che come tale sarebbe sempre limitato, è infatti una cultura, di cui la società deve impadronirsi. L’incontro si propone, con il contributo interdisciplinare di vari specialisti, di ripercorrere alla luce di queste evoluzioni i concetti che stanno alla base di tale cultura, affinché le opportunità aperte da leggi come questa possano essere meglio comprese e sfruttate. Una cultura che, per (per dirla con l’ICF – il nuovo modello classificatorio della disabilità proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) lavori sui fattori contestuali ambientali.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2012
Andrich R, Verza R
Lezione in diapositive sullo strumento MPT (Matching Person and Technology)
Lezione Incontri di Aggiornamento SIVA. Milano: Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, 2002
Lo strumento MPT non è una "misura" in senso stretto, ma un metodo assistito da questionari per valutare la predisposizione dell'utente a risolvere un problema legato alla disabilità con soluzioni tecnologiche, per prevedere in che misura l'ausilio proposto verrà effettivamente accettato ed utilizzato, e per prevenire possibili fenomeni di abbandono dell'ausilio. Questa lezione presenta i fondamenti concettuali dello strumento, ne illustra le modalità di somministrazione e di utilizzo dei punteggi, e lo esemplifica attraverso casi di studio.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: aprile 2006
Arpini A
Ausili per la limitazione della funzione uditiva
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione fornisce le principali nozioni di base sulle varie tipologie di sordità, su come queste possano essere compensate da protesi uditive e sugli accorgimenti ambientali che occorre mettere in atto per prevenire le disabilità conseguenti a perdita uditiva. Vengono affrontate nel dettaglio le strutture anatomo fisiologiche dell'apparato uditivo a partire dalla periferia sino ai centri nervosi della corteccia uditiva, ma tutto ciò è preceduto dallo sviluppo delle caratteristiche relative alla sorgente sonora ovvero la frequenza, l'intensità nel dominio del tempo e anche i fenomeni di propagazione. Segue l'approfondimento dei test diagnostici per il neonato, l'adulto e l'anziano e quindi delle varie terapie, approfondendo nel dettaglio la terapia protesica uditiva sia mediante le tecnologie convenzionali (analogiche e digitali) che mediante protesi cocleari (o impianti cocleari). Le lezioni si conclude con qualche cenno sulle tematiche dell'inquinamento acustico.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: aprile 2013
Associazione Nazionale Subvedenti
Panoramica sulle tecnologie assistive e sui servizi a disposizione dei disabili visivi
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La progressiva o repentina riduzione della funzionalità visiva, che non sempre consente nell’ambito della vita quotidiana di conservare le stesse abitudini e di conseguenza la stessa qualità di vita, può essere almeno parzialmente compensata da un’adeguata tecnologia assistiva attraverso ausili dedicati e uno specifico intervento riabilitativo personalizzato. La lezione consente di avvicinarsi ad un'ampia gamma di ausili e servizi a favore dei disabili visivi, ipovedenti e non vedenti, attraverso una conoscenza delle principali categorie di tecnologie assistive: ausili ottici per vicino e lontano; strumenti elettronici; sistemi informatici; software didattici, da personalizzare e dedicati; lettura alternativa (a grandi caratteri, macchine automatiche di lettura, display braille e stampe per la lettura del braille in forma tattile); ausili tiflotecnici per l’autonomia personale e diversi servizi capaci di migliorare lo studio, il lavoro e la vita quotidiana.
Anno di pubblicazione: 2016
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: aprile 2016
Bellintani S, Bellini S
Impianti e sistemi per l'accessibilità dello spazio
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Due lezioni in diapositive. Quella di Stefano Bellini introduce alle applicazioni della domotica, delle telecomunicazioni e delle tecnologie informatiche per il miglioramento del comfort, della sicurezza e dell’autonomia della persona con disabilità nella propria abitazione. Approfondisce in particolare il concetto di “integrazione di sistema” tra l‘impianto elettrico, la climatizzazione, gli apparati di sicurezza, gli impianti di comunicazione, multimediali e informatici oggi presenti nell’abitazione; introduce infine alle interfacce di comando con le quali la persona con disabilità può controllare l’ambiente. La lezione di Stefano Bellintani illustra invece nelle sue linee essenziali le evoluzioni e le trasformazioni in corso nella progettazione degli spazi e degli impianti, con particolare attenzione agli edifici destinati ad attività terziarie in quanto già proiettati verso un concetto di “edificio intelligente” e pertanto precursori di un modo di progettare che si imporrà con sempre maggior forza anche nell’edilizia residenziale.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2006
Besio S
Il counselling nel campo degli ausili: un inquadramento sistemico
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia" Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Lezione in diapositive che introduce i principi del counselling sistemico e ne enuncia le linee guida fondamentali. Concetto chiave della trattazione è la figura del consulente visto come parte di un sistema, governato da leggi ben precise, che può andare incontro ad un processo di cambiamento. In tale processo particolare importanza è riconosciuta alla la comunicazione sia negli aspetti di contenuto, sia in quelli di relazione.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: giugno 2006
Besio S
Tecnologie educative per la disabilità
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Presentazione in diapositive che descrive il software didattico come strumento di sviluppo delle competenze individuali e di integrazione scolastica per gli studenti disabili. L’autrice traccia una metodologia per l’analisi, la valutazione e la scelta del software che meglio risponde agli obiettivi e ai bisogni educativi individuati. Offre inoltre alcuni suggerimenti pratici per reperire utili risorse e informazioni.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: giugno 2006
Besio S, Brusa F
Accesso del bambino con disabilità motoria all’esperienza del gioco
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Lezione in diapositive che illustra il Progetto di ricerca SIVA sul gioco per il bambino con disabilità motoria. Vengono qui descritte la metodologia adottata, le tipologie di gioco proposte, le tecnologie utilizzate e i risultati ottenuti al termine del progetto. Due sono state le soluzioni sperimentate: i giochi elettrici, adattati con opportuni sistemi di controllo, e le interfacce software per la costruzione di attività multimediali.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2013
Bitelli C
La valutazione personalizzata degli ausili elettronici ed informatici
Dispense Corso di perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
La relazione intende fornire agli allievi una conoscenza dei criteri metodologici fondamentali alla base del percorso-ausili e, all’interno di questo, della valutazione personalizzata degli ausili tecnologici. Inizialmente verrà richiamato lo sfondo culturale in cui si colloca la proposta attuale degli ausili tecnologici, per poi introdurre il concetto del percorso-ausili; verrà poi affrontata nel dettaglio la valutazione degli ausili tecnologici, presentando casi di studio e procedure in atto presso il Centro Ausili Tecnologici dell’Az. USL di Bologna. Verrà posta in evidenza una serie di problematiche relative all’approccio del consulente ausili rispetto all’intervento di valutazione : aspetti etici e relativi alla qualità e all’efficacia dell’intervento. Infine, i concetti espressi verranno generalizzati in relazione all’esperienza ed ai principi espressi dalla rete nazionale dei centri sugli ausili tecnologici, il GLIC.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: aprile 2009
Bomprezzi F
L'immagine sociale e personale dell'ausilio
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Lezione in 24 diapositive che indaga sulle ambivalenze di come l’ausilio possa essere percepito dalla persona che lo usa, dalla famiglia e dalla rete primaria, e dalla società ove la persona vive. Da questa analisi deduce una serie di attenzioni che vanno poste da un lato nel processo individualizzato di scelta dell’ausilio, dall’altro sul modo con il quale gli operatori dell’informazione e della cultura ne propongono l’immagine all’opinione pubblica.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: febbraio 2004
Boscarato P
Adattamenti e sistemi di guida per l'automobile
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione" - Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
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Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Bucciarelli P
I piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Lezione in diapositive che illustra il concetto di PEBA (Piano per l’eliminazione delle Barriere Architettoniche), strumento urbanistico oggi obbligatorio per molte Amministrazioni Pubbliche. Illustra le motivazioni che hanno portato alla necessità di tale strumento, i dettagli della relativa normaiva, i metodi con i quali perseguire l’accessibilità nel contesto urbano. A corredo della lezione è presentato un secondo documento contenente un progetto di legge regionale per il miglioramento dell’accessibilità.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: giugno 2006
Canovi C
Ausili per le limitazioni della funzione uditiva
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione offre una breve panoramica sugli aspetti essenziali che riguardano la rimediazione dell’ipoacusia attraverso gli apparecchi acustici. Dopo un’introduzione sulla struttura anatomica e fisiologica dell’orecchio, sono presi in esame e classificati i principali tipi di apparecchi acustici in rapporto al grado di ipoacusia del soggetto, proseguendo con l’analisi del protocollo applicativo del tecnico audioprotesista in tutte le sue fasi: anamnesi, scelta, adattamento e controllo del dispositivo. La lezione si conclude con un breve excursus su ruolo e responsabilità del tecnico audioprotesista anche rispetto alle proprie competenze in rapporto alla classe medica, con brevi accenni sulle normative professionali di riferimento.
Anno di pubblicazione: 2015
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2015
Caprino F
Strumenti software per lo sviluppo delle competenze pre-scolari
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Dopo un’introduzione dedicata ad un approfondimento del concetto di “software didattico” e delle motivazioni per il suo utilizzo, la lezione si concentra sui software utilizzabili ai fini dello sviluppo delle competenze pre-scolari distinguendoli innanzitutto in base alla metodologia adottata (software esercitativi o esplorativi), al grado di flessibilità e personalizzazione (software chiusi o aperti) e alla reperibilità (software commerciali, freeware, open-source). Una seconda distinzione riguarda invece il contesto e le finalità di utilizzo (se in ambito scolastico o riabilitativo), il tipo di utilizzatori primari (es. bambini a funzionamento tipico piuttosto che atipico) e secondari (es. insegnanti piuttosto che logopedisti), i contenuti (es. funzioni cognitive di base, abilità strumentali ecc..). Per ciascuna di queste categorie, la lezione esamina vantaggi e svantaggi in relazione agli specifici obiettivi didattici e al contesto d’uso, fornendo indicazioni utili alla scelta del software adatto ad ogni specifica situazione. La lezione contiene vari esempi di come determinati prodotti software disponibili sul mercato o scaricabili gratuitamente possano essere utilizzati per favorire lo sviluppo delle abilità cognitive di base (causa-effetto; memoria e attenzione; ordinamento, seriazione e classificazione), della motricità fine e del coordinamento oculo-manuale, delle competenze linguistiche (vocabolario di base, pre-lettura e pre-scrittura). Presenta inoltre i criteri di progettazione del software elaborati nell’ambito del progetto Qualisoft, relativi ai requisiti di accessibilità del software didattico.
Anno di pubblicazione: 2016
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: aprile 2016
Caprino F
Strumenti software per lo sviluppo delle competenze scolari
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione classifica i software didattici scolari in quattro aree principali, a seconda che siano destinati alla letto-scrittura (discriminazione visiva, discriminazione fonologica, comprensione del testo), alla logica e alla matematica (concetti spazio-temporali, concetto di numero, operazioni), ad altre aree curricolari o alla didattica meta-cognitiva. Ogni funzione all’interno di ciascuna area è illustrata da esempi basati su prodotti software disponibili sul mercato o scaricabili gratuitamente. La lezione quindi prosegue indicando i criteri che devono guidare la scelta e la valutazione dei software didattici. Presenta ad esempio gli otto criteri della griglia di valutazione INDIRE (qualità tecnica, qualità comunicativa, qualità strutturale, qualità cognitiva, qualità critico-culturale, qualità didattica, qualità documentativa, rapporto qualità prezzo). A conclusione, la lezione indica le principali risorse informative che possono aiutare i professionisti nella scelta della soluzione più appropriata ad ogni esigenza individuale, sia nel contesto scolastico che in quello riabilitativo.
Anno di pubblicazione: 2016
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: aprile 2016
Caprino F
Il counselling negli ausili: un inquadramento sistemico
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Le conoscenze tecniche e il sincero desiderio di essere d’aiuto all’utente possono non bastare a garantire che il percorso di valutazione delle tecnologie assistive porti a un effettivo miglioramento della qualità di vita e a un incremento del grado di autonomia della persona. L’introduzione di ausili nella vita quotidiana può infatti richiedere complessi cambiamenti, sia sul piano personale che a livello familiare o sociale, potenzialmente critici per l’utente e il suo ambiente. Ogni individuo è immerso in una rete di relazioni e il suo benessere non può essere scisso dal benessere del sistema in cui è inserito. Anche il professionista chiamato a valutare è parte di un sistema connotato da credenze, aspettative, valori e non un mero osservatore portatore di una verità oggettiva. Risulta per questo fondamentale, per l’operatore, disporre di competenze relazionali e comunicative, risorse da cui attingere per poter valorizzare le risorse dell’utente, favorendone l’espressione dei bisogni, l’individuazione degli obiettivi e la ricerca di soluzioni. Il metodo del counselling sistemico, considerando la relazione utente – operatore in un’ottica sistemica e ponendo quest’ultimo – colto nella complessità delle sue relazioni - come protagonista del processo di scelta, consente di superare, attraverso tecniche comunicative basate sull’ascolto, sull’uso ragionato delle domande e sull’empatia, gli ostacoli di natura personale e ambientale che possono inficiare l’efficacia dell’adozione di tecnologie assistive nei contesti di vita.
Anno di pubblicazione: 2016
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: aprile 2016
Caracciolo A
Ausili per il controllo dell'incontinenza
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione si articola in due parti: 1) classificazione delle più comuni forme di incontinenza intestinale o vescicale; 2) ausili, metodi e percorsi educativi che permettono di raggiungere un adeguato controllo dell’evacuazione, in modo da condizionare il meno possibile lo svolgimento delle normali attività della vita quotidiana.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: febbraio 2018
Caracciolo A
Ausili per lo sport e il tempo libero
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Mentre in Italia si è ancora relativamente basso il numero dei disabili che praticano uno sport, all’estero esso è in molti casi considerato parte integrante del trattamento riabilitativo. Sono numerosi gli sport che possono essere praticati da persone disabili, con l’aiuto di opportuni ausili; questa lezione ne descrive i tipi principali.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2013
Caracciolo A
Ausili per la postura e la stabilizzazione
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Vi è oggi una grandissima disponibilità di ausili per la postura con numerose possibilità di personalizzazione. Ciò tuttavia non garantisce la riuscita di un intervento terapeutico senza un'attenta valutazione effettuata da operatori competenti. La lezione propone innanzitutto una metodologia per la corretta valutazione dell'ausilio. Segue una dettagliata analisi dei singoli elementi che compongono un sistema posturale.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: febbraio 2013
Caracciolo A
Principi guida nella valutazione individualizzata degli ausili
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione esamina i vari aspetti del lavoro di valutazione ausili inteso come prestazione specialistica "focale", nella quale ossia l'utente non è preso in carico in un percorso riabilitativo, ma si consulta nel corso di una singola seduta per ottenere un'indicazione sulle tecnologie assistive più appropriate al proprio caso. Servendosi di vari casi di studio riferiti al Servizio DAT (Domotica, Ausili, Terapia Occupazionale) della Fondazione Don Gnocchi di Milano, la lezione esamina le metodologie di lavoro, le modalità di comunicazione con l'utente e le modalità di refertazione (stesura della Relazione di Valutazione Ausili).
Anno di pubblicazione: 2018
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: aprile 2018
Caracciolo A
La carrozzina manuale
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione illustra gli elementi di base per la scelta e personalizzazione della carrozzina manuale. La lezione affronta dapprima aspetti generali quali il ruolo della carrozzina nella disabilità motoria e le modalità di valutazione che conducono ai migliori risultati. Sono poi descritti in ottica funzionale i più diffusi tipi di carrozzine manuali, con particolare attenzione all’utenza per cui possono essere più indicati.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2013
Caretta F
Le strategie ambientali per la persona anziana
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
Partendo dall’analisi del processo di invecchiamento e delle possibili condizioni di fragilità connesse all’anzianità, la lezione classifica e illustra i possibili interventi che possono contribuire a prevenire o ritardare situazioni di disabilità. Tra questi rivestono un ruolo molto importante l’adozione di stili di vita e di strategie ambientali che promuovano l’esercizio di quelle funzioni fisiche e cognitive che altrimenti potrebbero essere perdute. La lezione procede con l'illustrazione di ausili e accorgimenti ambientali che possono sostenere l'autonomia della persona anziana o migliorare la sostenibilità dell'assistenza. Infine, approfondisce alcune problematiche relative alla demenza, fornendo indicazioni sulle attenzioni da porre sia a livello relazionale che all’organizzazione fisica degli spazi di vita
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: ottobre 2019
Castelli E, Galbiati S
Gli ausili nella riabilitazione neuropsicologica
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Molte tecnologie assistive e in particolare quelle informatiche possono rivestire una particolare valenza, oltre che come strumenti per l’autonomia o per l’educazione, in un contesto di riabilitazione neuropsicologica. La lezione illustra come esse possano essere efficacemente utilizzate in modo creativo in un percorso riabilitativo di tale natura, facendo leva su aspetti quali la praticità d’uso, la flessibilità di configurazione e la motivazione dell’utente che essi offrono rispetto a strumenti più tradizionali.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: giugno 2006
Ciol F
Introduzione alla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
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Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Corbetta S, Bucciarelli P, Volpi S
Accessibilità ai mezzi di trasporto collettivo
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Lezione in diapositive che esplora le varie situazioni a rischio di inaccessibilità che una persona con disabilità può incontrare nell’uso dei mezzi di trasporto pubblico, e ne propone possibili soluzioni. A Corredo della lezione è presentato un secondo documento contenente una selezione di articoli pubblicati inerenti la materia.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: luglio 2011
De Paoli E
Ausili per il controllo della continenza
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
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Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Del Zanna G
Ergonomia degli oggetti di uso quotidiano
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Lezione in diapositive che elabora il concetto di 'design per un’utenza ampliata', ossia di un concetto di progettazione che considera la 'diversità' come una variabile uniformemente distribuita nella popolazione di cui occorre tenere conto nella creazione di qualunque oggetto, dispositivo e servizio di uso quotidiano. La lezione è corredata da un secondo documento che raccoglie una selezione di articoli significativi sul concetto di 'universal design', dal quale ha avuto origine a sua volta la nozione di 'design per un’utenza ampliata'.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: febbraio 2009
Facchinetti D
Ausili per le attività sportive
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
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Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Ferrarin M, Mazzoleni P
Elementi di analisi della funzionalità locomotoria
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Scopo della lezione è di introdurre gli strumenti e i modelli biomeccanici per l’analisi quantitativa del movimento umano, nelle sue componenti cinematiche, dinamiche ed elettromiografiche. Inoltre vengono descritte le principali variabili utili nell’impostazione del trattamento terapeutico/riabilitativo e nel monitoraggio dei suoi effetti. Infine sono illustrate alcune applicazioni dell’analisi strumentale del movimento nei seguenti settori: sviluppo progettuale di ortesi innovative per il cammino in paraplegia, analisi degli effetti biomeccanici dell’uso di ortesi AFO nella deambulazione, analisi degli effetti diretti e indiretti di tutori della mano nel trattamento della distonia focale dell’arto superiore. Vengono infine descritti i protocolli comunemente utilizzati presso i laboratori del Centro IRCCS S. Maria Nascente per l'impostazione dei trattamenti terapeutico/riabilitativi e per il monitoraggio dei relativi effetti.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2013
Fogarolo F
Gli ausili nel contesto dell’integrazione scolastica
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
La lezione approfondisce l’uso delle tecnologie assistive per allievi con disabilità in un contesto di inclusione scolastica. Dopo un'introduzione sul sistema scolastico italiano, caratterizzato come è noto dell'integrazione degli alunni con disabilità nelle classi comuni, si analizzano le specificità, ma anche le criticità, che presenta in questo ambito l'utilizzo delle tecnologie informatiche e assistive per gli alunni con disabilità. Da alcuni anni una risorsa importante è rappresentata dal sistema di consulenza, diffuso sul territorio, nato con il progetto del ministero dell'Istruzione "Nuove Tecnologie e Disabilità" che ha portato alla costituzione in quasi tutte le province italiane di un apposito servizio di consulenza chiamato CTS (Centro Territoriale di Supporto). Un ruolo importante svolgono i libri di testo accessibili e fruibili da tutti, purché ovviamente forniti in formato digitale. Si analizza sinteticamente la normativa di supporto e lo stato dell'arte. Si introduce il concetto di "competenze compensative" considerando che l'efficacia reale di questi strumenti deriva spesso più da come si sanno usare che dalle loro caratteristiche tecniche. E fondamentale in questo campo è ovviamente il ruolo della scuola. Pur usando quasi sempre tecnologie di accesso che sono comuni ad altri contesti di utilizzo, la scuola deve a volte far fronte ad esigenze particolari, che difficilmente si incontrano altrove. Si esamina in particolare il problema della scrittura matematica in caso di disabilità motoria. ipovisione e cecità. Si conclude con una panoramiche delle problematiche relative all'uso delle tecnologie compensative per gli alunni con dislessia e gli altri disturbi specifici di apprendimento, soffermandosi anche in questo caso su risorse e criticità.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Giuriati R
Autonomia nelle attività di cura personale
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
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Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Giuriati R
Autonomia nelle attività strumentali della vita quotidiana
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
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Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Gower V
Controllo ambientale, domotica e ambienti intelligenti
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Lezione in diapositive che presenta i concetti base della domotica, disciplina che si occupa dell'automazione intelligente degli edifici, e dei sistemi per il controllo ambientale. La lezione introduce i concetti di funzioni di contollo ambientale semplici e scenari d'automazione. Vengono inoltre presentate diverse soluzioni di interfaccia per il controllo delle automazioni domotiche. Viene infine descritto il progetto della casa domotica realizzata presso il Centro S. Maria Nascente della Fondazione Don Gnocchi.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2015
Graziani P
Ausili per non vedenti e ipovedenti
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Dopo un'approfondita introduzione al tema della cecità e dell'ipovisione, questa presentazione passa in rassegna i principali ausili per la mobilità e l'orientamento e gli ausili per l'accesso all'informazione e alla cultura.
Anno di pubblicazione: 2007
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2007
Graziani P
Accesso a Windows e al World WideWeb per i non vedenti
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
L'accessibilità del web e dei documenti per non vedenti e ipovedenti è il tema centrale di questa presentazione. Essa enuncia innanzitutto alcuni principi di progettazione di programmi accessibili; presenta poi alcune tecnologie assistive che permettono l'utilizzo del computer in autonomia; illustra, infine, alcune iniziative e la recente normativa in materia di accessibilità.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2008
Johnson I
Ausili e ortesi per la manipolazione
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Partendo da una breve analisi degli aspetti anatomici e funzionali dell’arto superiore, la lezione illustra i criteri di progettazione e le metodiche per la realizzazione dei tutori per la mano, di tipo statico oppure di tipo dinamico.
Anno di pubblicazione: 2015
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: febbraio 2018
La Torre L
Teoria e tecnica del colloquio d'aiuto
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Il colloquio costituisce il principale strumento di lavoro per coloro che gestiscono una relazione d’aiuto. E’ un momento di incontro tra due persone, operatore e utente, ciascuna portatrice di proprie motivazioni, aspettative,vissuti: l’interazione tra queste persone si caratterizza come un processo di comunicazione e scambio orientato a una conoscenza finalizzata. L’operatore infatti ha l’obiettivo di conoscere determinati aspetti o problemi della vita di chi parla e di stabilire una relazione interpersonale che faciliti la comprensione e la fiducia. Per l’utente si tratta di sperimentare una relazione in cui poter avviare una riflessione su di sé. L’intervento vuole offrire agli operatori conoscenze teoriche ed applicative per la gestione del colloquio di aiuto, con i seguenti obiettivi: 1) riconoscere gli aspetti costitutivi del colloquio di aiuto 2) affinare la capacità di ascolto e di atteggiamento empatico corretto 3) sviluppare una maggiore consapevolezza sulle dinamiche del colloquio 4) individuare i rischi nella conduzione del colloquio. L’intervento prevede l'utilizzo alternato di approfondimenti teorici, lezioni attive, questionari valutativi, esercitazioni in gruppo.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2013
Maurizio S
Accessibilità dell'ambiente naturale
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
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Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Maurizio S
Organizzazione della casa per l'autonomia personale e familiare
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Lezione che illustra gli elementi di base di accessibilità da tenere in considerazione nella progettazione della propria abitazione, nella disposizione di arredi ed impianti, nell’organizzazione delle attività quotidiana. Si sofferma in particolare sul superamento dei dislivelli, sull’ambiente bagno e sull’ambiente cucina.
Anno di pubblicazione: 2018
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2018
Menezello T
Appropriatezza ed efficacia degli ausili: casi di studio
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Lezione in diapositive che presenta 3 casi di studio, finalizzati ad una riorganizzazione degli ambienti di vita grazie ad opportuni ausili: Silvia (59 anni, emiplegia), Martina (45 anni, paraplegia) e Luigi (96 anni, progressivo deterioramento motorio).
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: aprile 2006
Menon A
Ausili per la postura e la stabilizzazione: casi di studio (età evolutiva)
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione" - Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
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Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Milo A, Gower V
La proposta dell’ausilio all’interno del percorso terapeutico: casi di studio
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Lezione che descrive il caso di studio di Alberto, paziente affetto da paralisi cerebrale infantile, con ridotta motricità agli arti superiori e comunicazione vocale assente. Gli autori illustrano il percorso di terapia occupazionale mirato a migliorare l’autonomia nell’ambiente domestico, nella self care e nell’accessibilità informatica. L’analisi proposta si concentra sulle diverse fasi di valutazione, definizione degli obiettivi terapeutici, scelta degli ausili e personalizzazione in base alle esigenze del paziente.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2014
Monbaron J J
Ausili per disabilità cognitive e del linguaggio: l'approccio B.A.Bar
Incontro On Line Portale
La Swiss Foundation for Rehabilitation Technology (FST ) presenta B.A.Bar, un lettore programmabile di codici a barre che può essere utilizzato dai terapisti per stimolare e migliorare la comunicazione in soggetti con deficit mentali o del linguaggio.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2012
Mozzanica C
Etica e terapia - dal cambiamento dell'etica all'etica del cambiamento
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Ogni scelta tecnica e metodologica non è neutra, nel senso che è conseguente ad un impianto di pensiero e di valori di cui è necessario essere consapevoli per orientare in maniera appropriata il lavoro terapeutico, la relazione di aiuto e le aspettative dell’utente ed essere pronti ad affrontarne tutte le implicazioni. La lezione esplora questa tematica in chiave antropologica offrendo un quadro di riferimento culturale sul quale innestare gli approfondimenti tecnici che saranno poi forniti dalle lezioni successive.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: giugno 2004
Occhi E
Clinica riabilitativa e ausili
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La riabilitazione è un processo bio-psico-sociale finalizzato a promuovere nel soggetto disabile la migliore qualità di vita possibile attraverso un intervento specifico diretto sul soggetto stesso (medicina riabilitativa) e un intervento sul contesto, mirato all'abbattimento di quelle barriere fisiche e psicologiche che possono ostacolarne l'integrazione (adattamenti ambientali). Gli ausili, “insieme di strumenti e accorgimenti che consentono di fare ciò che altrimenti non sarebbe possibile fare a causa delle proprie limitazioni, oppure di farlo con minore sforzo, in modo più sicuro, più veloce e accettabile” costituiscono uno strumento di riabilitazione che, inserito al momento giusto e integrato con gli altri strumenti terapeutici disponibili (esercizio terapeutico, farmaci, chirurgia funzionale, ecc.) consente di raggiungere autonomie altrimenti impossibili. Dopo un’introduzione generale sul rapporto tra riabilitazione e ausili, e dopo un excursus generale sulle diverse categorie di ausili, viene descritto il processo che, a partire da una valutazione dettagliata dei problemi presentati dal soggetto con disabilità, porta alla individuazione, e quindi alla prescrizione dell' ausilio, enfatizzando l'importanza dell'educazione all'uso dello stesso e alla verifica a breve e a lungo termine della sua efficacia e utilità.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: aprile 2013
Occhi E
Elementi di clinica della postura seduta
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione" - Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
La lezione analizza anzitutto la postura seduta ideale nella persona “normale” (assenza di menomazioni di natura essenzialmente neurologica e/o ortopedica) dal punto di vista della cinematica (disposizione dei diversi segmenti nello spazio - angoli articolari), della cinetica (forze e momenti in gioco nel mantenimento della postura, sforzi e deformazioni a livello delle strutture biologiche) e dei meccanismi di controllo neurofisiologici. L’analisi è rivolta ai singoli segmenti corporei, partendo dal bacino, e alla influenza dell’assetto di ciascuno di questi sull’intero sistema. Viene successivamente presa in considerazione la postura seduta nei soggetti con disabilità analizzando i problemi più frequentemente incontrati nell'assunzione e mantenimento di questa postura e proponendo le diverse possibili soluzioni finalizzate a garantire la massima sicurezza, il massimo comfort e la massima funzionalità, con particolare riferimento ai sistemi di postura. Di questi ultimi vengono illustrate le caratteristiche principali e i meccanismi d'azione.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Occhi E
Elementi di biomeccanica, ausili e ortesi per il cammino
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
La prima parte della lezione è rivolta all'analisi del cammino normale, con particolare riferimento alla cinematica, alla cinetica e agli eventi neuromuscolari. Segue la descrizione del cammino patologico in alcune forme di disabilità (soggetti con paralisi cerebrale, soggetti con patologie osteoarticolari, soggetti con lesione midollare, soggetti con lesioni del sistema nervoso periferico) distinguendo, all’interno dei pattern osservati, i difetti, primari e secondari, e i compensi. Vengono poi elaborate delle ipotesi sulle possibili soluzioni terapeutiche con particolare riferimento alle ortesi e agli ausili. Di questi dispositivi vengono descritte le caratteristiche e, in particolare, il meccanismo d'azione. Particolare attenzione viene posta all’analisi e all’interpretazione dei segni e al processo che, a partire da questi ultimi, porterà attraverso un lavoro interdisciplinare includente, tra le diverse figure, anche quella fondamentale del tecnico ortopedico, alla corretta scelta del presidio, e successivamente alla verifica della sua efficacia e utilità.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Oggioni A
Adattamenti e sistemi di guida per l'automobile
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Lezione che presenta numerose soluzioni pensate per permettere alle persone disabili di guidare. Vengono qui descritti i possibili adattamenti dell’autovettura e gli ausili per l’ingresso e l’uscita da essa. Seguono cenni sulla normativa che regola il conseguimento della patente da parte di soggetti con disabilità motorie.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2013
Petrini M
Ausili e dignità della persona anziana
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Lezione in diapositive che approfondisce il “pianeta anziani” nei suoi molteplici aspetti (demografici, biologici, assistenziali, socio culturali ecc..). Indaga in particolare sugli atteggiamenti e sui pregiudizi della società nei confronti dell’anzianità, e sull’impatto psicologico dell’operatore di assistenza nel quotidiano confronto con la realtà dell’anzianità. Illustra infine come gli interventi per il sostegno della salute della persona anziane debbano considerare quattro dimensioni, ossia il corpo, la psiche, il sè sociale e il sé spirituale. In relazione ad essi si impone l’esigenza di ripensare i modelli assistenziali in modo creativo, in modo da fornire sostegno ai vari livelli.
Anno di pubblicazione: 2007
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2007
Pigini L
Metodi ed esperienze di progettazione di ambiti e processi di lavoro per lavoratori con limitazioni motorie
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
Questa lezione, che riporta i risultati di uno studio finanziato dal Ministero del Lavoro italiano, propone una metodologia per la ‘reasonable accomodation’ dei posti di lavoro per lavoratori con limitazioni motorie. Tale metodologia, sviluppata unendo l’analisi del rischio da sovraccarico biomeccanico (basata sui metodi della medicina del lavoro e sulle normative ergonomiche vigenti) e l’analisi della funzione residua in relazione all’attività (basata sull’utilizzo della tassonomia ICF), è in grado di fornire indicazioni riguardo a come progettare o riprogettare posti di lavoro adatti e sicuri per lavoratori disabili. Viene riportato in particolare tutto il percorso di analisi, riprogettazione e validazione di uno dei 16 lavoratori reclutati come ‘casi di studio’, differenti per tipo di attività svolta e tipo di disabilità.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Pigini L
Ausili ed app per l'accessibilità di tablet e smartphone
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
La lezione presenta le soluzioni disponibili in commercio per permettere alle persone con disabilità di utilizzare i cosiddetti “dispositivi mobili” (ovvero i telefoni smartphone ed i tablet). Vengono in particolare trattate le opzioni di accessibilità e le soluzioni assistive, sia hardware che software, per i dispositivi con sistema operativo iOS (iPhone, iPad, …) e per quelli basati su sistema operativo Android. La lezione presenta inoltre un’ampia panoramica delle applicazioni software che permettono di utilizzare questo tipo di dispositivi come strumenti per migliorare l'autonomia nelle attività di vita quotidiana.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Pigini L
Esempi di utilizzo dei Portali SIVA ed EASTIN nella valutazione e scelta degli ausili.
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione esplora le principali funzionalità dei Portali SIVA ed EASTIN utili nel processo di valutazione e scelta delle Tecnologie Assistive. Viene introdotto il portale EASTIN (European Assistive Technology Network www.eastin.eu), rete di informazione Europea sulle tecnologie assistive, in grado di offrire panoramiche sugli ausili presenti sul mercato europeo. Il Portale SIVA viene presentato nelle sue parti con esempi didattici attraverso un percorso che porta i discenti ad essere in grado di utilizzarlo come guida per la valutazione, la prescrizione e la fornitura degli ausili. La banca dati degli ausili del Portale SIVA permette di effettuare ricerche di prodotti attraverso diverse modalità a seconda delle informazioni in possesso all'utilizzatore e della necessità contingente. Il Portale SIVA, oltre alla banca dati di Ausili, Aziende, Centri, mette a disposizione dell'utilizzatore un'ampia biblioteca di documenti, collegati alle tipologie di ausili presenti nel database, quali schede di approfondimento, casi di studio e idee e altri più generali quali articoli, lezioni, schede monografiche, strumenti di lavoro, tesi, manuali o libri. Altri strumenti utili per la formazione, l'informazione e lo scambio di conoscenze fra operatori, familiari, caregivers sono vademecum, glossario, news, forum, telesportello, seminari on-line.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: gennaio 2016
Pigini L
Elementi di accessibilità al computer
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
La lezione dopo aver introdotto i concetti di ausilio informatico e accessibilità informatica ed aver presentato i principali standard e le normative esistenti in quest'ambito, presenta un'ampia panoramica delle soluzioni per l’accesso al computer da parte di persone con disabilità, con particolare attenzione alle limitazioni motorie. Nella presentazione vengono poi descritte le possibilità di adattamento dei sistemi di ingresso standard (mouse e la tastiera) attraverso, ad esempio, scudi o sistemi software che modificano la risposta di questi dispositivi. Vengono inoltre descritte le tastiere speciali (ad esempio le tastiere ingrandite, ridotte, programmabili, software di tastiera su schermo, …) ed i mouse alternativi a quello standard (trackball, joystick, mouse controllati col capo,…). Infine vengono trattati i sensori di comando e i dispositivi di ingresso alternativi per computer (ad esempio i sistemi di controllo vocale, i puntatori oculari, i sistemi di Brain Computer Interface).
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Porcella B
Ausili tecnologici per la comunicazione - Focus età evolutiva
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
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Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Redazione Portale SIVA
Ciclo 2012 di Seminari on-line di Aggiornamento del Portale SIVA
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Si tratta di un ciclo di dieci seminari previsti per il 2012, in tema di innovazione su ausili e tecnologie assistive, rivolti principalmente agli operatori della riabilitazione. Le lezioni si svolgono on-line, sfruttando una piattaforma di Web Conferencing di semplice utilizzo. La prima parte di questi seminari è costituita da una breve sintesi delle ultime novità recensite nei database del Portale SIVA e del Portale Europeo EASTIN, a cura della Redazione. Segue l’intervento da parte di esperti delle aziende. L’ultima parte è dedicata alle domande e ai contributi dei partecipanti. Di seguito sono disponibili le registrazioni di tutti i seminari svolti finora, in ordine cronologico. Vengono riportati per ciascuno l'azienda ed il titolo della relativa presentazione.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2013
Redazione Portale SIVA
Ciclo 2013 di Seminari on-line di Aggiornamento del Portale SIVA
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Si tratta di un ciclo di dieci seminari previsti per il 2013, in tema di innovazione su ausili e tecnologie assistive, rivolti principalmente agli operatori della riabilitazione. Le lezioni si svolgono on-line, sfruttando una piattaforma di Web Conferencing di semplice utilizzo. La prima parte di questi seminari è costituita da una breve sintesi delle ultime novità recensite nei database del Portale SIVA e del Portale Europeo EASTIN, a cura della Redazione. Segue l’intervento da parte di esperti delle aziende. L’ultima parte è dedicata alle domande e ai contributi dei partecipanti. Di seguito sono disponibili le registrazioni dei seminari svolti finora,di cui vengono riportati l'organizzazione ed il titolo della relativa presentazione.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2013
Redazione Portale SIVA
Ciclo 2004 di Seminari di Aggiornamento del Portale SIVA
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Si tratta di un ciclo di otto seminari svoltisi nel 2004, in tema di innovazione su ausili e tecnologie assistive, rivolti principalmente agli operatori della riabilitazione. Di seguito sono disponibili le registrazioni dei seminari stessi, in ordine cronologico.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: gennaio 2014
Redazione Portale SIVA
Ciclo 2005 di Seminari di Aggiornamento del Portale SIVA
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Si tratta di un ciclo di sette seminari svoltisi nel 2004, in tema di innovazione su ausili e tecnologie assistive, rivolti principalmente agli operatori della riabilitazione. Di seguito sono disponibili le registrazioni dei seminari stessi, in ordine cronologico.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: gennaio 2014
Rivarola A
Introduzione alla comunicazione aumentativa e alternativa
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
L’assenza temporanea o permanente, di linguaggio orale ostacola gli scambi interpersonali e riduce la possibilità di partecipazione sociale. La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (C.A.A.) contribuisce al superamento delle difficoltà di comunicazione e favorisce l’interazione sociale, limitando così l’emarginazione e l’isolamento relazionale della persona disabile. L’approccio clinico della C.A.A. nasce in Nord America negli anni 70 per rispondere ai bisogni comunicativi di persone prive di linguaggio orale a causa di gravi patologie neurologiche congenite e acquisite. La C.A.A. viene definita come l’insieme delle conoscenze, delle strategie, delle tecniche e degli strumenti tecnologici che, proposti alla persona disabile ed impiegati nella vita quotidiana possono promuovere, favorire e aumentare le capacità comunicative delle persone prive di linguaggio orale e della scrittura. La C.A.A. non solo fornisce gli strumenti per una comunicazione funzionale, ma promuove e incrementa le opportunità di interazione e di partecipazione, prerequisiti fondamentali della comunicazione. L’intervento di C.A.A. si rivolge quindi a tutte le persone con bisogni comunicativi, ma anche a tutti i loro principali partner comunicativi.
Anno di pubblicazione: 2017
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2018
Romanò M
L'autonomia nelle attività domestiche
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Partendo dall’analisi delle varie sfere di attività della persona, la lezione offre una rassegna di ausili ed accorgimenti che consentono di risolvere i più comuni problemi di autonomia che una persona con disabilità incontra quotidianamente nella propria casa.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: febbraio 2018
Salatino C
Elementi di accessibilità al PC
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione dopo aver introdotto i concetti di ausilio informatico e accessibilità informatica ed aver presentato i principali standard e le normative esistenti in quest'ambito, presenta un'ampia panoramica delle soluzioni per l’accesso al computer da parte di persone con disabilità, con particolare attenzione alle limitazioni motorie. Nella presentazione vengono poi descritte le possibilità di adattamento dei sistemi di ingresso standard (mouse e la tastiera) attraverso, ad esempio, scudi o sistemi software che modificano la risposta di questi dispositivi. Vengono inoltre descritte le tastiere speciali (ad esempio le tastiere ingrandite, ridotte, programmabili, software di tastiera su schermo, …) ed i mouse alternativi a quello standard (trackball, joystick, mouse controllati col capo,…). Infine vengono trattati i sensori di comando e i dispositivi di ingresso alternativi per computer (ad esempio i sistemi di controllo vocale, i puntatori oculari, i sistemi di Brain Computer Interface).
Anno di pubblicazione: 2018
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2018
Salatino C
Ausili tecnologici per la comunicazione
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Lezione in diapositive che descrive caratteristiche e modalità di utilizzo degli ausili tecnici a supporto delle persone con difficoltà comunicative. Vengono descritti i comunicatori simbolici e alfabetici, con un breve cenno all’utilizzo del computer come strumento per la comunicazione.
Anno di pubblicazione: 2018
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2018
Salatino C
Laboratorio: accessibilità al PC
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione esplora i dispositivi e software per l'accessibilità al PC e la loro configurabilità. Vengono approfonditi i concetti di interfacce, scansione, sintesi vocale e riconoscimento vocale. Viene fatta una panoramica degli ausili e illustrate le facilitazioni che essi comportano a livello motorio, cognitivo e sensoriale. Si passa da facilitazioni minime facilmente reperibili ad ausili più complessi che possono essere utilizzati da persone con disabilità più importanti. Per l'input al PC, inserimento di testo e controllo del puntatore del mouse, sono disponibili tastiere alternative ed emulatori di mouse, in caso di limitazioni motorie più importanti la scansione e i sensori possono essere utili. Vengono poi illustrati alcuni esempi di casi.
Anno di pubblicazione: 2015
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2018
Salatino C
Laboratorio: configurazione di ausili di comunicazione
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione esplora i dispositivi e software per la comunicazione e la loro configurabilità. Vengono approfonditi i concetti di modalità di accesso ed output dei comunicatori. Vengono illustrate le categorie di comunicatori hardware e software e le possibili modalità di accesso e descritti alcuni esempi di casi.
Anno di pubblicazione: 2018
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2018
Salatino C
Ausili tecnologici per la comunicazione - focus sulle gravi cerebrolesioni acquisite
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea, Conegliano
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Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Salatino C
Domotica e ambienti intelligenti: tecnologie per il controllo dell'ambiente
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
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Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Santoro A
La fornitura degli ausili in Italia: proposta per la realizzazione di un manuale ad uso degli utenti.
Tesi Corso di laurea triennale in Terapia Occupazionale, Università degli studi di Milano
In questa tesi si illustra il sistema attualmente vigente in Italia attraverso il quale vengono forniti gli ausili, le protesi e le ortesi tramite il Servizio Sanitario Nazionale. In allegato è presente un manuale esplicativo sugli aventi diritto alla fornitura e le procedure da seguire per la richiesta di ausili e protesi. Oltre al Sistema di fornitura in Italia vengono illustrate le procedure utilizzate in: Francia, Germania, Spagna e Svezia.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: novembre 2006
Saruggia M
La carrozzina elettronica
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione illustra gli elementi di base per la scelta e la personalizzazione della carrozzina elettronica. La lezione delinea innanzitutto i possibili candidati a questo ausilio; descrive le principali caratteristiche di uso mettendo in luce le differenze con la carrozzina manuale; infine fornisce una panoramica sui tipi più diffusi di carrozzine elettroniche. Vengono messe in evidenza le caratteristiche tecniche, che condizionano la scelta in base all’ambiente di utilizzo, come ad esempio il tipo di trazione; si illustrano inoltre i comandi alternativi in base alla funzionalità residua dell'utente. Viene poi descritto e commentato un protocollo sperimentale per la fornitura della carrozzina elettronica per uso esterno, comprensivo di test neuropsicologici e di prove pratiche di guida su percorsi interni ed esterni. Il protocollo è stato stilato in collaborazione con la ASL di Milano, per verificare l’idoneità alla guida.
Anno di pubblicazione: 2018
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2018
Serratoni M
Accessibilità dell'ambiente informatico Windows 7
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
laboratorio informatico sull'accessibilità con il Sistema Operativo Windows 7
Anno di pubblicazione: 2010
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: maggio 2013
Spagnolin A
Carrozzine manuali ed elettroniche
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
La lezione illustra gli elementi di base per la scelta e personalizzazione della carrozzina manuale e della carrozzina elettronica.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Spagnolin A
Il sistema di postura
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
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Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Steffan I
Accessibilità: il quadro legislativo e normativo
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione presenta il quadro legislativo e normativo vigente, a livello nazionale e regionale, in tema di accessibilità degli spazi, strutture e servizi di uso pubblico e privato. Dopo un approfondimento dei concetti di barriera architettonica, di accessibilità e della terminologia ad essi connessa (Barrier-free design, Inclusive Design, Universal Design, Design for All, ecc..), la lezione illustra i contenuti e le implicazioni progettuali delle principali normative in materia: in particolare il DPR 503/1996 (relativo agli edifici, agli spazi e ai servizi pubblici); il DM 236/1989 (relativo all'accessibilità, alla visitabilità e all'adattabilità degli edifici privati o di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata o agevolata divenuto il riferimento prescrittivo tecnico a livello nazionale, per tutti gli interventi); la Legge 6/1989 della Regione Lombardia, e infine gli articoli del DPR 380/2001 (testo unico delle disposizioni in materia edilizia) che influiscono sugli aspetti dell'accessibilità. Si tratteranno anche alcuni rilevanti riferimenti internazionali.
Anno di pubblicazione: 2018
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: febbraio 2018
Steffan I
Gli spazi collettivi – fruibilità degli spazi verdi
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Lezione in diapositive che presenta criteri di progettazione ed esempi di realizzazione di spazi collettivi accessibili, in particolare per la fruibilità degli spazi verdi e dell’ambiente naturale.
Anno di pubblicazione: 2007
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2007
Steffan I
Mobilità dell'utenza debole negli spazi urbani
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione analizza i temi della fruibilità, sicurezza, gradevolezza degli spazi urbani, dal punto di vista del fruitore pedone, citando anche ricerche internazionali sugli spazi intermedi e di ingresso in città. In particolare analizza le varie problematiche di mobilità, di orientamento e percezione dei luoghi che possono essere incontrate da persone con disabilità motorie, percettive e cognitive; da persone anziane, da bambini, da stranieri, e da persone in situazioni di occasionale difficoltà. La lezione suggerisce inoltre criteri progettuali per migliorare la fruibilità di tali spazi, percorsi, attrezzature, servizi, segnaletica, (a livello di pianificazione urbana, progettazione architettonica e comunicatività ambientale) in termini di compatibilità con diverse esigenze, abilità ed aspettative, e le illustra con esempi di buona prassi realizzati in varie città, in Italia e nel mondo.
Anno di pubblicazione: 2018
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: febbraio 2018
Steffan I
La progettazione di giocattoli e di spazi-gioco accessibili ai bambini con disabilità motoria
Dispense Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
Lezione in cui si analizzano sia l'attività del gioco che gli spazi ad esso dedicati in relazione allo sviluppo psico-motorio dei bambini con disabilità motorie. Vengono presentati differenti tipologie di giochi inseriti in spazi collettivi e esempi di progetti internazionali in cui l'attenzione è rivolta al bambino e all'attività ludica come mezzo per sviluppare capacità e instaurare relazioni con gli altri.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: marzo 2008
Valtolina G
La famiglia di fronte alla disabilità
Dispense Corso di Perfezionamento Tecnologie per l'Autonomia. Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi
La lezione offre una serie di spunti di riflessione per analizzare le problematiche psicologiche correlate alla disabilità e alla riabilitazione. Si compone di tre parti. La prima descrive come le varie fasi del ciclo di vita familiari possano essere influenzate dalla presenza di un figlio disabile; mette in luce i possibili rischi in cui possono incorrere i familiari e i fattori che possono essere messi in atto per prevenire o gestire tali rischi. Nella seconda parte approfondisce in particolare le specificità della relazione tra fratelli. Nella terza parte infine analizza le caratteristiche di "resilienza" del tessuto familiare, indicando come queste possano essere valorizzate e sostenute da un adeguato supporto per far sì che la famiglia possa esercitare il proprio ruolo fondamentale di risorsa.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2012
Verza R
Ausili per la postura e la stabilizzazione: casi di studio (età adulta)
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione" - Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
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Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Von Prondzinski S
L'ambiente in relazione alle disabilita' visive
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
Partendo dalla nuova concezione di disabilità fornita dall’ICF vengono analizzate e approfondite le interrelazioni tra le condizioni di salute e il contesto di vita di una persona con problemi di vista. Particolare attenzione viene data agli aspetti funzionali visivi come il visus, il campo visivo e la percezione dei colori, al fine di comprendere al meglio l’ampio spettro delle problematiche dell’ipovisione e il confine tra visione praticamente utilizzabile e la non visione. I problemi funzionali visivi parziali o totali si riflettono negativamente sull’orientamento, sulla mobilità, sull’autonomia personale e sull’accesso all’informazione. Attraverso specifici interventi riabilitativi di orientamento e mobilità e di autonomia personale è possibile recuperare un buon livello di autonomia anche grazie ai diversi ausili specifici per ipovedenti e non vedenti, i quali vengono illustrati nella lezione. Seguendo il pensiero dell’ICF la seconda parte della lezione è dedicata alla relazione tra la persona con ipovisione o con cecità e il contesto di vita. Vengono illustrate e approfondite sia le diverse barriere percettive, sia i diversi facilitatori che possono modificare le performance della persona con disabilità negli svariati contesti di vista sociale, culturale e professionale. Tale relazione tra persona e contesto viene supportata da una “passeggiata virtuale” nei diversi contesti nazionali e internazionali.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Von Prondzinski S
Ausili e adattamenti ambientali per le disabilità uditive e percettive
Dispense Corso di Alta Formazione "Ausili per l'Autonomia e la Partecipazione". Associazione La Nostra Famiglia IRCCS E.Medea
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Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: settembre 2019
Zavaglia C
Ausili per le limitazioni uditive
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La lezione offre una panoramica sugli aspetti essenziali che riguardano la compensazione dell’ipoacusia attraverso gli apparecchi acustici. Dopo un’introduzione sulla struttura anatomica e fisiologica dell’orecchio, sono presi in esame e classificati i principali tipi di apparecchi acustici in rapporto al grado di ipoacusia del soggetto, proseguendo con l’analisi del protocollo applicativo del tecnico audioprotesista in tutte le sue fasi: anamnesi, scelta, adattamento e controllo del dispositivo.
Anno di pubblicazione: 2016
Tipo di documento: Lezioni
Data ultima modifica: aprile 2016
Andrich R
Consigliare gli ausili: organizzazione e metodologia di lavoro dei centri informazione ausili
Milano: Fondazione Don Carlo Gnocchi, 1996
Il termine "Centro Informazione Ausili", nella sua semplicità, potrebbe trarre in inganno. Non indica, come potrebbe apparire a prima vista, un semplice "sportello informativo", ma una realtà ben più complessa, parte integrante di un servizio di riabilitazione oppure configurata come un servizio a se stante: un nucleo di competenza in grado di svolgere da una lato attività di informazione e orientamento generale nel campo delle tecnologie di ausilio, dall’altro di offrire sostegno professionale personalizzato alla persona con disabilità, ai suoi familiari ed ai vari operatori coinvolti, nel momento di affrontare le prospettive di autonomia, o di miglioramento della qualità della vita, che possono beneficiare dell’uso di ausili tecnologici. Questo volume si propone di offrire ai responsabili e agli operatori dei Centri informazione ausili una serie di linee-guida utili all’organizzazione del servizio e all’impostazione di una corretta metodologia di lavoro. Nascono dalla riflessione dell’èquipe SIVA e dall’osservazione dell’esperienza concreta di anni di lavoro dedicati all’informazione e alla consulenza sia all’interno della Fondazione Don Carlo Gnocchi che presso altre organizzazioni.
Anno di pubblicazione: 1996
Tipo di documento: Manuali o libri
Data ultima modifica: aprile 2003
Andrich R
Valutare, consigliare, prescrivere gli ausili
Quaderni della Fondazione Don Gnocchi n.8, Milano 2015
Questo manuale si propone di offrire agli operatori della riabilitazione una sintetica guida al mondo degli ausili, e in generale a tutto ciò che la tecnologia mette oggi a disposizione per l'autonomia personale, l'autonomia familiare e la partecipazione sociale delle persona con disabilità. La prima parte è dedicata al chiarimento del ruolo degli ausili e di altri facilitatori ambientali (accessibilità, assistenza personale ecc...) nell'ambito di un progetto riabilitativo, assistenziale o educativo individualizzato, e di come condurre un'adeguata valutazione dei bisogni della persona per giungere a proporre soluzioni efficaci ed efficienti, ossia appropriate. Il percorso che va dal riconoscimento del bisogno alla realizzazione della soluzione è sviluppato in quattro tappe: momento progettuale, momento decisionale, momento attuativo e momento verificativo. La seconda parte entra in specifici dettagli pertinenti a varie categorie di ausili: ausili protesici ed ortesici, ausili per la postura, ausili per la mobilità, casa e attività della vita quotidiana, controllo ambientale e domotica, accessibilità informatica, comunicazione aumentativa, ausili nel contesto scolastico, ausili nel contesto lavorativo. L'ultima parte presenta i principali strumenti di lavoro necessari agli operatori che svolgono il lavoro di valutazione individualizzata degli ausili. La guida è corredata da una ricca iconografia, in gran parte basata su foto originali realizzate con la collaborazione di operatori e utenti dell'IRCCS Fondazione Don Gnocchi di Milano.
Anno di pubblicazione: 2015
Tipo di documento: Manuali o libri
Data ultima modifica: aprile 2015
Andrich R, Alimandi L
Telelavoro: linee guida per persone con disabilità
Milano: European Commission, 1995
"Telelavoro" è oggigiorno una parola di moda. Il tema è oggetto di crescente attenzione anche nel mondo della disabilità: la possibilità di lavorare a distanza fa sperare in nuove opportunità di accedere al mercato del lavoro, offrendo soluzioni più flessibili e riducendo il bisogno di spostarsi al luogo di lavoro. Varie esperienze hanno messo in luce che il telelavoro, se organizzato in modo intelligente, rappresenta un'interessante opportunità per espandere le possibilità di inserimento delle persone disabili nel mercato del lavoro. Ma ciò non significa che esso rappresenti una soluzione magica ai problemi di integrazione lavorativa e sociale. Queste linee guida traggono origine dall'esperienza del progetto europeo TWIN. Si propongono di chiarificare i concetti e di fornire una sintetica guida all'organizzazione di iniziative di telelavoro nelle quali sia prevista l'integrazione di persone disabili
Anno di pubblicazione: 1995
Tipo di documento: Manuali o libri
Data ultima modifica: maggio 2003
Andrich R, Moi M
Quanto costano gli ausili? Manuale per l’analisi dei costi nei progetti individualizzati di sostegno alla vita indipendente
Milano: Fondazione Don Gnocchi, 1998
Il processo di scelta, adozione ed utilizzo di ausili tecnici coinvolge un gran numero di attori e di risorse di varia natura. Per valutare correttamente gli impatti socioeconomici di tali tecnologie è necessario adottare una prospettiva di lungo periodo e considerare tutti i componenti della società coinvolti (la persona con disabilità che utilizza la tecnologia, i familiari e la rete primaria, il Servizio Sanitario Nazionale, ecc.). Questo manuale propone una metodologia innovativa ed uno strumento operativo per l’analisi costi-risultati nei progetti individualizzati di sostegno alla vita indipendente. In particolare, lo strumento si concentra sull’analisi dei costi generati da programmi di fornitura di ausili tecnici per l’autonomia e l’integrazione sociale di persone con disabilità. Vengono analizzati sia i costi del processo decisionale stesso (scelta ed adozione) sia i costi che si generano nel tempo in conseguenza alle decisioni prese (normale utilizzo). Questo volume raccoglie i principali risultati della Ricerca Finalizzata "Sviluppo e sperimentazione di metodologie per l’analisi costi-benefici nel campo degli ausili per le persone disabili", promossa e finanziata dal Ministero della Sanità, e condotta nel biennio 1996-97 dall’IRCCS Fondazione Pro Juventute Don Carlo Gnocchi di Milano.
Anno di pubblicazione: 1998
Tipo di documento: Manuali o libri
Data ultima modifica: maggio 2003
Bianchi G
Prova di inserimento documento
Laterza
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Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Manuali o libri
Data ultima modifica: giugno 2013
Bringolf J
Un utile manuale per i deficit di memoria
Independent Living Centre New South Wales
Quando la nostra memoria funziona bene, non ci rendiamo conto di quanto la usiamo per tutto quello che facciamo, per ricordare le cose, per organizzarci e tenere traccia degli eventi. Solo quando abbiamo problemi di memoria ci accorgiamo di quanto la utilizziamo senza pensarci. Se notiamo segnali di demenza o difficoltà mai sperimentate prima di memoria, questo è il momento di pensare al futuro. Con un'attenta pianificazione e modificando ora determinate abitudini, si può rimanere autonomi e continuare a portare avanti le nostre normali attività anche in futuro. Ci sono molte pubblicazioni che raccontano gli effetti della perdita di memoria e demenza. Questo manuale - in lingua inglese - intende fornire una serie di consigli pratici su possibili prodotti, dispositivi, e accorgimenti che possono essere utili in queste situazioni.
Anno di pubblicazione: 2007
Tipo di documento: Manuali o libri
Data ultima modifica: maggio 2015
Eustat Consortium
Tecnologie per l'autonomia: linee guida per i formatori
Milano: European Commission, 1999
Questo libro, noto anche come le "Linee-guida EUSTAT", è stato pensato come uno strumento di lavoro per coloro che svolgono attività di formazione dirette a persone con disabilità, loro familiari o assistenti personali, in altre parole a tutte le persone che possono essere considerate utenti di tecnologie di ausilio all’autonomia. Si rivolge pertanto ad associazioni di persone disabili, gruppi di auto-aiuto, operatori di servizi sociali o di riabilitazione, operatori dell’educazione e a chiunque sia interessato ad approfondire il ruolo degli ausili nello sviluppo dell’autonomia e nel perseguire progetti di vita indipendente. Articolato in sei capitoli, il libro chiarisce alcuni concetti di base relativi agli ausili e al loro ruolo per la persona e per la società, analizza i bisogni formativi degli utenti, aiuta a stabilire gli obiettivi e le priorità della formazione, e infine propone metodologie e strumenti per la progettazione e la realizzazione di iniziative educative nel settore. Il primo capitolo (Le linee Guida in sintesi) espone gli obiettivi del libro e definisce il lettore ideale cui esso si rivolge. Offre inoltre una rapida panoramica dei concetti presentati nei capitoli successivi, costituendo così un’utile sintesi per gli organizzatori di iniziative formative. Il secondo capitolo (Concetti di base) definisce alcuni concetti fondamentali inerenti la disabilità e gli ausili, che si ritiene debbano essere padroneggiati dai formatori prima di intraprendere qualunque iniziativa educativa nel settore. Il terzo capitolo (Definire obiettivi e metodi) aiuta a formulare gli obiettivi della formazione, a definirli sulla base di una terminologia condivisa, e a prendere decisioni in merito a possibili priorità e fattori critici. Il quarto capitolo (Organizzare il percorso formativo) affronta la concreta organizzazione di iniziative educative, ivi compresi il processo di progettazione, la scelta degli argomenti da trattare, gli stili e le metodologie pedagogiche, nonché gli aspetti pratici e logistici. Il quinto capitolo (Adattarsi all’utenza) esamina i fattori che vanno considerati per andare incontro ai bisogni di chi apprende, in modo da assicurare che le nozioni trasmesse entrino a far parte in modo stabile del bagaglio di conoscenze degli allievi, risultino utili nella vita quotidiana e promuovano realmente l’autonomia. Il sesto capitolo, infine, presenta quali casi di studio tre iniziative di formazione per utenti che si sono tenute nel 1998 in Italia, Belgio e Francia. Esse riflettono molti concetti che sono stati discussi in questo libro, ed offrono un esempio concreto di come questi possano concretamente essere messi in pratica.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Manuali o libri
Data ultima modifica: giugno 2008
Eustat Consortium
Critical factors involved in end-users education in relation to Assistive Technology
Milano: European Commission, 1998
Il termine "fattori critici" si riferisce a tutti gli aspetti che meritano attenta considerazione nell'organizzare il trasferimento di conoscenza sugli ausili agli utenti, nell'ottica di favorire la loro autonomia. Il documento individua, descrive e analizza tali fattori critici, e fornisce inoltre un inquadramento teorico utile per lo sviluppo di iniziative educative nel settore. Il filo conduttore di questo studio è il processo che conduce l'utente dall'individuazione di un bisogno alla scelta dell'ausilio. L'introduzione (capitolo 1) definisce alcuni concetti fondamentali, descrive i contenuti della pubblicazione e delinea la metodologia adottata. Il secondo capitolo si occupa della relazione tra l'ausilio e il suo utente, indagando sul ruolo chiave che la conoscenza gioca all'interno di essa. Il terzo capitolo propone una classificazione sistematica dei fattori critici. Essa è basata su di un modello del processo educativo segmentato in tappe logiche sequenziali, attraverso le quali un determinato corpo di conoscenze in un primo momento appartiene soltanto alla mente dell'organizzatore di un'iniziativa formativa, viene in seguito offerto agli utenti, e dà infine luogo al loro empowerment. Il quarto capitolo presenta un'ampia bibliografia ragionata relativa sia ai testi consultati per l'elaborazione della ricerca EUSTAT, sia ad altri testi utilizzabili per la formazione degli utenti. Di ciascuno di questi fornisce un breve sunto.
Anno di pubblicazione: 1998
Tipo di documento: Manuali o libri
Data ultima modifica: aprile 2003
Eustat Consortium
Pronti...via! Come scegliere l'ausilio giusto per la propria autonomia
Milano: European Commission, 1999
Si tratta di un manuale formativo di base per le persone con disabilità che utilizzano ausili. Può essere utilizzato come testo di autoistruzione che prepara l'utente alla scelta dei propri ausili, oppure come libro di testo per iniziative formative dirette agli gli utenti. Per questo è scritto in un linguaggio semplice, lineare, e comprensibile a tutti. Otto capitoli accompagnano il lettore, gradualmente, dalla presentazione dei primi elementi di conoscenza degli ausili (come scegliere un ausilio, come andare alla ricerca di informazioni) alla riflessione più approfondita su alcune implicazioni a livello individuale e sociale. In tal modo, il manuale rivela la sua utilità sia per il neofita che per l'utente esperto di ausili. Aiutando il lettore ad acquisire una conoscenza approfondita del settore, può risultare efficace non solo per migliorare la propria autonomia personale, ma anche per imparare ad aiutare gli altri mettendo loro a disposizione la propria esperienza di disabilità. Per questo scopo propone anche alcuni elementi di peer counselling. Ad alcune considerazioni introduttive, seguono i primi tre capitoli (Prepararsi ad acquisire gli ausili; Scegliere e ottenere gli ausili; e Il sistema pubblico di fornitura degli ausili), i quali offrono una metodologia semplice ed efficace per analizzare le attività della propria vita quotidiana, identificare le difficoltà per le quali l'adozione di un ausilio potrebbe essere utile, e mettere in evidenza tutti gli elementi di cui l'utente deve essere consapevole quando va alla ricerca di informazioni e consulenza o quando accede ad un servizio pubblico di fornitura degli ausili. Nel capitolo successivo vengono presentati alcuni esempi (Persone e ausili: storie di successi) che illustrano come gli ausili abbiano risolto alcuni problemi nella vita reale di cinque persone disabili. Segue una descrizione sintetica (Conoscere gli ausili) degli ausili e dei servizi esistenti, accompagnata anch'essa da esempi pratici e fotografie. Il capitolo 6 (Fonti di informazione e consulenza personale sugli ausili) prende in considerazione gli strumenti ed i servizi informativi esistenti, nonché le modalità per accedervi. Nel capitolo 7 (Per chi vuol saperne di più) l'angolo visuale si sposta da una prospettiva individuale ad una più estesamente sociale, affrontando temi come l'impatto degli ausili nella società, comunicare efficacemente con gli operatori del settore, prepararsi ad accogliere positivamente le continue evoluzioni dei prodotti tecnologici. Il capitolo finale (La sfida successiva: da utente a consulente) presenta i principi del peer counselling e offre idee, metodologie e suggerimenti per quegli utenti esperti di ausili che desiderino mettere la loro conoscenza a disposizione dei neofiti.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Manuali o libri
Data ultima modifica: giugno 2008
Eustat Consortium, Besio S
Programs in assistive technology education for end users in Europe
Milano: European Commission, 1998
Questo libro raccoglie i risultati di una vasta ricerca che ha avuto l'obiettivo di individuare, classificare e descrivere esempi di programmi formativi sugli ausili, rivolti a persone disabili e a persone anziane. La ricerca ha avuto un carattere internazionale e si è basata prevalentemente sulla diffusione e l'analisi dei dati di un questionario. Sono anche state effettuate alcune visite sul campo, per approfondire gli aspetti più significativi e conoscere più da vicino alcune realtà Europee fra le più interessanti nel settore, che rappresentano tra l'altro approcci educativi fra loro molto differenti. Il libro è diviso in due parti. La Prima Parte è dedicata all'analisi dei programmi educativi esistenti nel settore degli ausili. Contiene una discussione dettagliata dei dati ottenuti dall'analisi del questionario; una descrizione delle 7 realtà educative che sono state oggetto di analisi sul campo e delle 87 analizzate attraverso lo strumento del questionario. Nella Seconda Parte sono contenuti tutti i dati raccolti, sia sotto forma numerica che grafica.
Anno di pubblicazione: 1998
Tipo di documento: Manuali o libri
Data ultima modifica: maggio 2013
Impact Consortium
Impact - Modulo Introduttivo: Conoscere gli ausili
Eindhoven: European Commission
Obiettivo di questo Manuale è fornire un quadro generale di cosa sono le tecnologie di ausilio, di qual è il loro ruolo e di quali implicazioni esse abbiano per i loro diretti utenti e per la società nel suo complesso. Una narrazione scorrevole e ricca di esempi conduce il lettore 1) conoscere le problematiche della disabilità e dell’invecchiamento, almeno quanto basta per comprendere ed apprezzare l’importanza degli ausili, 2) conoscere le principali tipologie di ausili e prendere coscienza della grande varietà di prodotti, attrezzature ed applicazioni esistenti, 3) capire che la situazione attuale – per quanto riguarda la disponibilità degli ausili e la conoscenza degli stessi da parte di chi ne avrebbe reale bisogno – è ancora ben lungi dall’essere soddisfacente, 4) cogliere la responsabilità ed il ruolo cruciale che ciascun servizio dell’apparato socio sanitario – e ciascun operatore in seno ad esso – può esercitare per migliorare la situazione, e infine 5) sensibilizzare al ruolo che ogni operatore sanitario, sociale o socio-assistenziale può svolgere come intermediatore del bisogno nel campo degli ausili. Il manuale costituisce il modulo introduttivo del pacchetto formativo IMPACT, messo a punto con il supporto della Commissione Europea per sensibilizzare varie categorie di operatori socio sanitari al ruolo e all’importanza che le tecnologie di ausilio hanno nel migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Manuali o libri
Data ultima modifica: maggio 2013
Waaijer E, Guthknecht T, Muir M, Hallström K
Guida Arjohuntleigh per architetti e progettisti: design funzionale per la mobilizzazione e l’ergonomia
Arjohuntleigh, Malmoe 2014
Da oltre 60 anni ArjoHuntleigh assiste architetti, personale infermieristico ed esperti nella movimentazione sicura dei pazienti al fine di elaborare linee guida per la costruzione e la ristrutturazione delle strutture sanitarie. Nel 1996 l'azienda ha raccolto la propria conoscenza ed esperienza nella prima guida ArjoHuntleigh per architetti e progettisti. In questa scheda è possibile trovare la IV edizione, la guida è suddivisa in quattro sezioni: Premessa, Pianificare le strategie, Applicare i concetti, Realizzare un'assistenza efficace.
Anno di pubblicazione: 2014
Tipo di documento: Manuali o libri
Data ultima modifica: maggio 2017
Andrich R
Strumento SCAI (Siva Cost Analysis Instrument): Foglio di lavoro versione italiana e inglese
Milano: Fondazione Don Gnocchi
Lo strumento SCAI (Siva Cost Analysis Instrument), sviluppato dall'IRCCS S.Maria Nascente della Fondazione Don Gnocchi nell'ambito di una ricerca finalizzata del Ministero della Salute, e successivamente perfezionato in varie versioni, consente la stima dei costi complessivi dei facilitatori ambientali (ausili tecnici, assistenza personale, adattamenti ambientali) che intervengono nei programmi riabilitativi o assistenziali mirati all'autonomia personale e familiare. Lo strumento è liberamente scaricabile nella sua versione più recente (2011), in formato Excel o PDF, sia in lingua italiana che inglese.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: aprile 2013
Andrich R
Modello SIVA per la Relazione Ausili
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
La scelta individualizzata dell'ausilio richiede un'accurata valutazione: mettere a fuoco il problema dell'utente, stabilire obiettivi realistici e condivisi, esplorare possibili soluzioni, individuare quelle ritenute più appropriate e sostenibili, fornire ogni informazione utile per poterle realizzare. E' buona prassi documentare l'esito della valutazione in una relazione di valutazione ausili, che sintetizzi le analisi e le prove effettuate, descriva gli ausili e gli adattamenti ambientali consigliati e alleghi ogni documentazione necessaria. Per quanto riguarda gli ausili fornibili a carico del Servizio Sanitario Nazionale, una buona relazione di valutazione sarà preziosa per il medico prescrittore per documentare l'appropriatezza della prescrizione. Ma il "percorso ausilio" non finisce qui: occorrerà poi un momento di verifica - per esaminare la congruità degli ausili acquisiti o degli adattamenti ambientali realizzati - e poi ancora un momento di follow-up a distanza di qualche mese, per misurare l'efficacia e l'utilità dell'intervento. Il MODELLO SIVA PER LA RELAZIONE DI VALUTAZIONE AUSILI - che qui rendiamo liberamente disponibile a chiunque interessato - è predisposto per documentare l'intero percorso. Si compone di quattro parti: 1) Relazione di Valutazione 2) Relazione di Verifica 3) Relazione di Follow-up e 4) Dati statistici. E' il risultato vari anni di ricerca multicentrica e sperimentazione dell'IRCCS Fondazione Don Gnocchi, nell'ambito del programma di Ricerca Biomedica del Ministero della Salute). NOTA TECNICA: il file è un PDF a campi compilabili, creato con un software specializzato (Adobe LiveCycle Designer) ma utilizzabile con un normale lettore gratuito di file PDF (es. Acrobat Reader DC). A seconda del browser Internet e della versione di Acrobat Reader di cui si dispone, potrebbero verificarsi delle difficoltà nell'apertura della scheda (un tipico messaggio è "To view the full contents of this document, you need a later version of the PDF viewer"). In tal caso si consiglia di scaricare il file sul proprio computer (click destro > Salva link con nome) e poi aprirla con Acrobat Reader in locale; se persistono ancora difficoltà occorrerà scaricare (gratuitamente) l'ultima versione di Acrobat Reader da www.adobe.com. I dati inseriti nella scheda possono anche essere esportati in formato XML per poter essere archiviati, richiamati all'occorrenza, ed elaborati per scopi comparativi o statistici (queste operazioni richiedono però alcune competenze di base di programmazione).
Anno di pubblicazione: 2018
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: settembre 2019
Andrich R, Caracciolo A
Riclassificazione degli ausili: proposta per una nuovo Nomenclatore
Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Nel dicembre 2001 il Ministero della Salute affidava all’IRCCS “S.Maria Nascente“ della Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus” l’incarico di effettuare uno Ricerca avente per obiettivo l’elaborazione di una nuova metodologia di nomenclazione delle protesi, delle ortesi e degli ausili, allo scopo di fornire una base di lavoro scientifica per futuri aggiornamenti del Nomenclatore Tariffario (il DM 332/99, ossia la normativa sulle le forniture protesiche a carico del Servizio Sanitario Nazionale). Tra i vari elaborati prodotti da tale ricerca, i seguenti sono qui disponibili per la lettura on-line o per il download: 1) i Fondamenti della nomenclazione: documento che descrive i fondamenti scientifici / metodologici della nuova proposta di nomenclazione, istruisce nella corretta lettura delle codifiche introdotte, fornisce linee guida per la manutenzione e gli aggiornamenti del Nomenclatore, offre infine al medico prescrittore indicazioni metodologiche sulla prescrizione e la fornitura degli ausili 2) la Nuova Nomenclazione proposta: documento che elenca analiticamente – sulla base dei fondamenti illustrati nel documento precedente – i dispositivi proposti alla fornitura da parte del SSN stabilendone requisiti e specifiche. 3) L’indice della nomenclazione, ossia un quadro sintetico (senza spiegazioni, aggiuntivi, lavorazioni e riparazioni) dei codici base della nuova nomenclazione proposta. 4) La Metodologia utilizzata nella Ricerca, così come riportata nella relazione finale della stessa.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: maggio 2013
Batavia A, Hammer G
Lo strumento di Batavia e Hammer per la valutazione funzionale degli ausili
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Questa checklist, elaborata nel 1990 dai ricercatori americani A.Batavia e G.Hammer intervistando un vasto campione di persone utilizzatrici di ausili, comprende diciassette criteri utili per la valutazione comparativa tra modelli diversi di ausili appartenenti alla stessa tipologia. I criteri sono: accessibilità economica, compatibilità tecnica, riparabilità autonoma, affidabilità, durabilità, facilità di montaggio, facilitrà di manutenzione, efficacia, flessibilità, facilità di apprendimento, manovrabilità, accettabilità personale, comfort, sicurezza, trasportabilità, assi curabilità, assistenza tecnica. Per ciascun criterio, la checklist suggerisce di assegnare a ciascun ausilio un voto (es. “basso”, “medio”, “alto”) e una priorità, in modo da poter costruire un giudizio comparativo complessivo.
Anno di pubblicazione: 1996
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: aprile 2013
Caracciolo A, Ferrario M
Seating Clinic - Scheda per l'analisi della postura seduta
Milano: Fondazione Don Gnocchi, 1999
Scheda di misurazione e di valutazione dell'assetto posturale della persona con disabilità su sistemi di seduta (carrozzine, sedie e seggioloni, unità posturali). La scheda è frutto di una ricerca finalizzata affidata dal Ministero della Sanità all'IRCCS S.Maria Nascente della Fondazione Don Gnocchi sul tema "Attivazione Sperimentale di un servizio di valutazione personalizzata di sistemi di postura per pazienti con gravi disabilità motorie" (1996-1998)
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: settembre 2011
Day H, Jutay J (traduz. Pedroni F, Andrich R)
Strumento PIADS (Psychosocial Impact of Assistive Devices Scale) - versione italiana
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Il PIADS (Psychosocial Impact of Assistive Devices Scale) è un questionario autocompilato dall’utente dopo che questi abbia acquisito una certa familiarità e competenza d’uso dell’ausilio. Esso si presenta sostanzialmente come un “sondaggio” dell’impatto interiore che l’ausilio ha avuto sulla persona: attraverso 26 domande cerca di rilevare se e in che misura l’ausilio abbia apportato una percezione di cambiamento rispetto alla propria adattabilità (disponibilità a nuove esperienze – 6 domande), abilità (capacità di fare fronte alle attività e sfide quotidiane – 12 domande) e autostima (sicurezza e fiducia in se stesso – 8 domande). Si risponde ad ogni domanda su una scala visiva marcata da -3 a + 3. Per esempio, in risposta alla domanda relativa alla voce “indipendenza” l’utente marcherà un punto della scala tra -3 (l’ausilio ha fortemente limitato la mia indipendenza) e +3 (l’ausilio ha fortemente migliorato la mia indipendenza); il significato del punto centrale (zero) sarà in questo caso “l’ausilio non ha modificato la mia indipendenza. Il punteggio complessivo (somma dei punteggi diviso il numero di items) risulterà anch’esso compreso tra -3 e + 3 per ciascuna delle tre dimensioni.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: aprile 2013
Demers L, Weiss-Lambrou R, Ska B (traduz. Fucelli P, Andrich R)
Strumento QUEST (Quebec User Evaluation of Satisfaction with Assistive Technology) - versione italiana
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Lo strumento QUEST (Quebec User Evaluation of Satisfaction with Technical Aids) è un questionario autocompilato, originalmente sviluppato in Canada e attualmente in uso in vari Paesi, che valuta la soddisfazione dell’utente sia nei confronti dell'ausilio adottato che del servizio di fornitura. Esso pone otto domande relative al grado di soddisfazione rispetto all’ausilio in uso e quattro domande rispetto ai servizi associati alla fornitura dello stesso. L’utente risponde ad ogni domanda con un punteggio che va da 1 (del tutto insoddisfatto) a 5 (molto soddisfatto), e può aggiungere, se crede, ulteriori commenti in testo libero. Il punteggio totale (somma dei punteggi diviso il numero di risposte) può pertanto oscillare tra 1 e 5 per ciascuna delle tre dimensioni che vengono analizzate separatamente (soddisfazione rispetto al prodotto; soddisfazione rispetto al servizio; soddisfazione complessiva). All’utente è anche richiesto di specificare le tre voci che personalmente ritiene essere le più importanti per quello specifico ausilio.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: aprile 2013
Dijcks BP, Wessels RD, De Vlieger SL, Post MW, (traduz. Desideri L, Bitelli C, Brandan V)
Strumento KWAZO (Kwaliteit van Zorg)
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Lo strumento KWAZO (sigla di "Kwaliteit van Zorg", termine olandese che significa "qualità del prendersi cura") è una scala di misura della soddisfazione dell'utente rispetto alla qualità dei diversi aspetti del percorso ausili. È stato validato in lingua olandese e finlandese con una popolazione adulta; in lingua italiana ne è stata effettuata una validazione preliminare con genitori di bambini con disabilità. Il questionario KWAZO è composto da sette domande, ciascuna relativa ad un aspetto specifico della qualità del servizio ricevuto (accessibilità, informazioni ricevute, coordinamento tra professionisti, competenza, efficienza, considerazione del punto di vista dell'utente, istruzioni fornite). Nella versione italiana l'intervistato è invitato a esprimere il suo grado di soddisfazione per ciascun aspetto con una scala da 1 a 5 (Insufficiente, mediocre, sufficiente, buono, molto buono).
Anno di pubblicazione: 2017
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: novembre 2017
EATS Consortium
Strumento EATS (Efficiency of Assistive Technology and Services)
CMT Department of Health and Society, Linkoping University, Sweden
EATS è una batteria di strumenti per valutare i benefici che l'utente / paziente ottiene da un intervento riabilitativo, in particolare dall'adozione di un ausilio tecnico. E 'stato sviluppato tra il 1997 e il 1999 nell'ambito del progetto EATS (Efficiency of Assistive Technology and Services - una ricerca finanziata dall'Unione Europea) da un Consorzio di cinque Centri situati in Svezia, Norvegia, Italia e Olanda. Gli strumenti inclusi nella batteria sono generici, consentono ossia di effettuare confronti tra interventi riabilitativi diversi e tra diverse tipologie di utenti. EATS si compone di due strumenti: l'IPPA (Individually Prioritised Problems Analysis), che è destinato a misurare quanto l'intervento sia riuscito a diminuire i problemi incontrati nella vita quotidiana da una persona con disabilità, e la PIRS (Problems Impact Rating Scale ), una scala visiva analogica VAS) utile a misurare quanto tali problemi possano incidere nella vita quotidiana. Inoltre, il kit comprende una versione a cinque dimensioni del EuroQol, (EQ-5D), uno strumento standardizzato di misura generica della qualità della vita, integrato con due domande aggiuntive.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: marzo 2014
Eustat Consortium
Strumento EUSTAT per l'analisi dei bisogni dell'utente
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Lo studio europeo EUSTAT (Empowering Users Through Assistive Technology), oltre a mettere a punto un corredo di materiale formativo per l'educazione delle persone con disabilità all'autonomia tramite l'uso di ausili, ha elaborato uno strumento di analisi del bisogno che aiuta utente ed operatore, tramite la compilazione di una coppia di schede, di identificare con maggior precisione le esigenze dell'utente al fine di formulare obiettivi di intervento. La prima scheda (analisi delle attività problematiche) propone un elenco di 22 attività tipiche della vita quotidiana (che l’utente può liberamente completare aggiungendo eventuali altre attività) chiedendo di descrivere con una frase – solo per quelle attività che presentano qualche difficoltà – in cosa consiste esattamente il problema. La seconda scheda, da compilarsi poi per ciascuna di quelle attività che erano state identificate nella prima scheda come problematiche, chiede di approfondire ulteriormente la descrizione del problema, indicando ad esempio il luogo, i tempi e le circostanze, cosa ci si aspetta per il futuro, e se si ha già qualche idea su come risolverlo.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: maggio 2013
Gray D, Hollingsworth H, Stark S, Morgan K, (traduz. Salatino C)
Strumento FABS/M per la valutazione dei facilitatori e delle barriere alla mobilità
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
La scheda FABS/M è un questionario rivolto a persone con problemi di mobilità dovuti a limitazioni motorie, e che pertanto necessitano di ausili (carrozzine, scooter, deambulatori, bastoni ecc…). Esso analizza come i vari elementi presenti nell’ambiente vengano percepiti dalla persona stessa, quando vi si muove con i propri ausili, come facilitatori piuttosto che come barriere. Il questionario è suddiviso in sei domini: ausili in uso, caratteristiche dellla casa, edifici pubblici e ambiente naturale, accesso a luoghi pubblici, accessibilità dei servizi sul territorio, rete di supporto. In ciascuna sezione vengono poste domande relative ai vari elementi ambientali che più comunemente si possono incontrare (ad es. nella sezione “casa” viene chiesto quanto l’elemento “scale” influenzi la propria partecipazione, quanto siano di aiuto piuttosto che di ostacolo, e con che frequenza). Nel complesso il questionario aiuta a comprendere quanto l’ausilio rappresenti un elemento di facilitazione nella vita dell’utente o se esistano o meno elementi ambientali che ne vanifichino l’efficacia, in modo da poter identificare possibili azioni correttive.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: aprile 2013
Pigini L, Andrich R (a cura di)
Ausili per il sollevamento: metodi di analisi e di valutazione
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Questa scheda raccoglie materiali e strumenti tratti dalla letteratura scientifica, da normative vigenti e da studi in corso che possono essere utili per ricerche, analisi e valutazioni di questa tipologia di ausili. E' una scheda in continua evoluzione, che potrà arricchirsi di nuova documentazione man mano che la Redazione del Portale ne verrà a conoscenza. Nella valutazione e nella scelta di un ausilio per il sollevamento non si può prescindere da una conoscenza a monte delle problematiche generali della movimentazione manuale dei pazienti, che riguardano certamente in primis le caratteristiche e le esigenze della persona assistita ma anche i requisiti di ergonomia e sicurezza dell'assistente che esegue la movimentazione e gli aspetti logistici-organizzativi dell'ambiente ove questa avviene (se in casa, o in una struttura di degenza, o in una residenza assistenziale, ecc.). E' inoltre fondamentale che la valutazione e la scelta dell'ausilio appropriato alla specifica situazione sia inquadrata in un percorso di formazione e addestramento per gli operatori che lo utilizzeranno.
Anno di pubblicazione: 2016
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: maggio 2016
Pigini L, Zava F, Iannettone M, Villa A, Andrich R
APProvando - districarsi nel complicato mondo delle APP
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
La Città Metropolitana di Milano, con l’Azione di sistema “Progetti innovativi su tecnologie assistive e accessibilità”, nell’ambito del Piano EMERGO, promuove azioni finalizzate all’incremento del benessere e dell’integrazione socio lavorativa della persona con disabilità nei contesti di impresa. La Fondazione Don Carlo Gnocchi con il progetto APProvando intende dare continuità alle attività di informazione e sensibilizzazione alle aziende e ai lavoratori interessati sulla corretta introduzione delle tecnologie assistive quali risorse strategiche per l’integrazione della persona con disabilità nei contesti lavorativi attraverso la promozione del miglior utilizzo delle APP quali ausili facilitatori dell’attività lavorativa. Il progetto in particolare ha consentito di realizzare una raccolta strutturata e documentata di APP organizzate in un database consultabile a partire dalla seguente scheda di biblioteca, progettate e utilizzabili per "trasformare" un comune dispositivo mobile (tablet o telefono) in una tecnologia assistiva migliorativa delle condizioni di lavoro.
Anno di pubblicazione: 2015
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: novembre 2015
Poulson D, Ashby D, Richardson S (traduz. Marchesini C, Andrich R)
Strumento USERfit - versione italiana
Milano: Fondazione Don Carlo Gnocchi, 2001
USERfit è un corredo di schede che aiuta il progettista di ausili in tutte le fasi del percorso che va dalla generazione dell'idea allo sviluppo del prodotto, alla sua produzione e alla sua valutazione. L'idea conduttrice dello strumento è la centralità dell'utente, delle sue esigenze e del suo contesto, che devono guidare ogni fase di questo processo se si vuole raggiungere con successo l'obiettivo di di un prodotto "usabile", ossia efficace, utile e gradito all'utenza
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: maggio 2003
Redazione Portale SIVA
Regolamento d'accesso alle strutture della Fondazione Don Gnocchi delle aziende venditrici di ausili
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi
Scopo del regolamento è disciplinare in modo opportuno l'accesso delle aziende venditrici di ausili alle strutture della Fondazione Don Gnocchi. Riguarda sia aziende scelte liberamente come propri fornitori da utenti in cura presso strutture della Fondazione, sia aziende occasionalmente invitate dagli operatori di Fondazione a collaborare nell’individuazione degli ausili più idonei all’utente portando in visione ausili e offrendo la consulenza gratuita dei propri tecnici senza impegnare l’utente o la Fondazione all’acquisto. L’istruzione si applica all’interno di tutti i Presidi della Fondazione Don Gnocchi, nei servizi interessati dalla fornitura di ausili ai utenti, definendo responsabilità e ruoli in modo da prevenire possibili controversie.
Anno di pubblicazione: 2018
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: settembre 2018
Salatino C, Andrich R (a cura di)
Batteria di questionari di follow-up per gli ausili per la mobilità
Portale SIVA Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Il questionario valuta vari aspetti dell’outcome dell’intervento di fornitura ausili, è composto da una intervista iniziale, dai tre strumenti per la misura dell’outcome (il QUEST, il PIADS e il FABS/M) e dallo strumento per la stima del costo sociale (lo SCAI).
Anno di pubblicazione: 2014
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: ottobre 2014
Scherer M (traduz. Andrich R, Caracciolo A, Snapir H)
Strumento MPT (Matching Person and Technology) - versione italiana
Milano: Fondazione Don Carlo Gnocchi, 2002.
Lo strumento MPT non è una "misura" in senso stretto, ma un metodo assistito da questionari per valutare la predisposizione dell'utente a risolvere un problema legato alla disabilità con soluzioni tecnologiche, per prevedere in che misura l'ausilio proposto verrà effettivamente accettato ed utilizzato, e per prevenire possibili fenomeni di abbandono dell'ausilio.
Anno di pubblicazione: 2003
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: maggio 2003
Wessels R,Persson J,Lorentsen O,Andrich R,Ferrario M,Oortwijn W,VanBeekum T, Brodin H, de Witte L
Strumento IPPA (Individual Prioritised Problems Assessment) - versione italiana
Dispense Corso di Alta Formazione "Tecnologie per l'Autonomia". Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
IPPA è uno strumento di misura dell'efficacia degli ausili, nel senso che consente di valutare in che grado l'ausilio ha permesso di raggiungere determinati obiettivi stabiliti precedentemente alla fornitura dello stesso. La somministrazione dell’IPPA prevede due interviste alla persona che utilizza l’ausilio: una prima intervista nel momento in cui la scelta dell’ausilio è stata effettuata ma l’utente non ha ancora iniziato ad utilizzarlo, e una seconca intervista dopo alcuni mesi di utilizzo. Nella prima intervista, all’utente si chiede di indicare sette problemi che egli si aspetta di risolvere o di gestire meglio grazie all’ausilio, e quindi di pesare ciascun problema in termini di importanza e difficoltà; nella seconda intervista si chiede invece di indicare il grado di difficoltà che l’utente incontra rispetto agli stessi problemi, ora che utilizza l’ausilio. La differenza tra la media pesata dei punteggi assegnati nelle due interviste rappresenta un indicatore di efficacia percepita dell’ausilio (indicatore IPPA). Lo strumento è disponibile in versione cartacea (PDF) e come foglio di lavoro (EXCEL) contenente il calcolo automatico dei punteggi.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Strumenti di lavoro
Data ultima modifica: maggio 2013
Agusto R
Metodologia e organizzazione del lavoro nei Centri Ausili in Italia: risultati di una ricerca
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2005-2006
Partendo da un’indagine svolta dal GLIC (Gruppo di Lavoro Interregionale Centri Ausili) nel 2005 che intendeva approfondire alcuni aspetti della struttura e dei modelli operativi dei centri ausili afferenti all’associazione, si è pensato di condurre un ulteriore approfondimento rispetto ai Servizi offerti e alle figure professionali che operano nei centri ausili. La prima parte dell’elaborato descrive la procedura intrapresa per realizzare questo Studio, con le relative premesse teoriche utili per comprendere la struttura delle” case histories” e la difficoltà della ricerca di un linguaggio comune e condiviso che costituisse comune denominatore dei centri che hanno collaborato alla raccolta dei dati, talvolta con fatica nel cercare di essere compresi e comprendere ciò che veniva chiesto. Le”case histories“ raccolte sono complessivamente dieci, provengono da vari territori italiani e questo le rende di sicura utilità per chi è interessato ad avere una fotografia dell’operatività dei centri ausili in Italia, tenendo ovviamente presente che si tratta di realtà, quella degli ausili tecnologici, in continua evoluzione e cambiamento.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: gennaio 2008
Alì G
Il modello di presa in carico del lavoratore infortunato presso il Punto Cliente del Centro Protesi INAIL della Lombardia
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
Il progetto di istituzione di un Centro INAIL di consulenza e di fornitura di ausili su scala regionale nasce nel 2003 nell’ambito del progetto di “presa in carico” da parte dell’Istituto Assicuratore del paziente infortunato sul lavoro o affetto da malattia professionale . L’ubicazione di un Centro ausili e di riabilitazione motoria – denominato “Punto Cliente” – avviene pertanto nel contesto della struttura della Direzione regionale INAIL della Lombardia, a Milano, convertendo e ristrutturando dei locali in disuso da alcuni anni . Il Punto Cliente viene inaugurato nel settembre del 2005 e ben presto diventa un punto di riferimento regionale per tutta l’assistenza nel settore degli ausili e delle disabilità da infortunio lavorativo. Le attività del Punto Cliente sono state successivamente implementate con l’avvio di altre attività di consulenza e di assistenza quali l’Ambulatorio Polispecialistico del piede, il Servizio di consulenza e fornitura di presidi urologici , il Centro di riabilitazione motoria ed il Servizio di Consulenza nel settore Ausili Guida. Le attività future del Punto Cliente dovranno essere l’inserimento nell’equipe della figura professionale dello psicologo e l’utilizzo di strumenti per la valutazione dell’outcome.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Alloni N
Progettare una vita a due: il caso di Claudia
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Il caso preso in considerazione riguarda una ragazza di 27 anni non vedente dalla nascita, per fibroplasia retrolentale. Gli elementi importanti di questo percorso, che fan sì che oggi Claudia possa essere pienamente autonoma, sono stati: l’apprendimento dei sistemi di mobilità (cane guida), lo studio ed il lavoro (accessibilità informatica e scrittura), la vita sociale e amorosa (accessibilità ai trasporti ed alla comunicazione). In particolar modo, verrà data importanza alla progettazione e quindi alla costruzione della casa che ospiterà Claudia e il suo fidanzato (anch’egli non vedente) una volta sposati. L’obiettivo principale di questo progetto è quello di evidenziare come Claudia e Giorgio stanno trovando un punto d’incontro tra le loro esigenze e l’ambiente domestico che dovrà essere modificato nella prospettiva di una vita a due.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Angella R
Riabilitazione ed ausili: perfetti alleati per la ripresa di un’autonomia impensata. Il caso di Anna
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
Anna è una ragazza di 24 anni iscritta al 4° anno di giurisprudenza ed attivamente impegnata, come volontaria, presso un’Associazione locale. All’età di 16 anni, in seguito ad un incidente al mare, riportò una mielolesione per frattura e lussazione di C5 su C6 con conseguente tetraplegia. Giunse nella nostra struttura riabilitativa dopo sei mesi dall’incidente, proveniente da un’Unità Spinale straniera dove era stata ricoverata, subito dopo il trauma, per l’intervento di stabilizzazione vertebrale; nello stesso Centro, oltre ad eseguire un intenso programma riabilitativo, le vennero forniti i primi ausili. La valutazione iniziale dimostrava che molta importanza era stata data al raggiungimento di un’indipendenza precoce nelle attività della cura di sé, ma Anna era ancora completamente dipendente, negli spostamenti, nelle attività nel letto e in quelle in carrozzina. Il mio progetto di consulenza e fornitura di ausili è di tipo retrospettivo e analizza la situazione iniziale di Anna e le soluzioni adottate insieme a lei per migliorare la sua autonomia. Le principali aree di intervento sono state: mobilità, postura, terapia ed addestramento, cura personale. Il progetto si propone inoltre di valutare l’utilizzo di un ausilio per la comunicazione, affinché Anna possa farne uso nello studio e in un lavoro futuro. Altro intervento è la valutazione di soluzioni che migliorino l’autonomia di Anna all’interno dell’abitazione, in particolare nella stanza da bagno, in prospettiva di una vita più indipendente in una nuova casa.
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: agosto 2003
Arneodo P
Quando la voglia di vivere supera anche le previsioni più positive: il caso di Lorenzo
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001.
Lorenzo ha 22 anni, lavora in una ditta che produce apparecchi elettronici, ha una vita attiva, impegnata culturalmente e socialmente (soprattutto in campo musicale), un forte legame famigliare. Amante della montagna ha ereditato dal padre una forte passione per il corpo degli alpini. Nell’aprile ’94, in seguito ad inci-dente stradale diviene tetraplegico. Giunge al nostro servizio dopo un anno di Riabilitazione in centro specializ-zato estero. L’intervento riabilitativo è stato improntato soprattutto all’integrazione del ragazzo attraverso: fornitura di mezzo di mobilità idoneo (carrozzina); adattamento dell’abitazione; ricerca di mezzo di trasporto idoneo; ricerca di "appoggio umano" suppletivo in caso di carenza dei mezzi tecnologici; ricerca di strategie mediche per il controllo vescicale e dei disturbi neurogeni.
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Atza M V
Finalmente leggo! - Un approccio multidisciplinare alla dislessia. Il caso di Giacomo
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
In questo studio si parla di un caso di dislessia. Il protagonista è Giacomo, un ragazzo di 13 anni. Lo scopo principale del trattamento è migliorare le capacità di letto-scrittura e quelle logico-matematiche che, dai dati anamnestici, risultano deficitarie. Gli operatori per ottenere gli obiettivi prefissati hanno utilizzato come ausili i software didattici. L'intervento ha permesso a Giacomo di compiere enormi progressi e di acquisire numerose competenze nelle aree della lettura, scrittura e calcolo.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Avesani B
Analisi retrospettiva dell’assistenza protesica nella Azienda Sanitaria Locale di Bolzano nel quadriennio 2003-2006
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
L’Elaborato fornisce un’analisi retrospettiva delle prestazioni erogate dal Servizio di Assistenza Protesica dell’ASL di Bolzano, tenuto conto delle disposizioni legislative nazionali e provinciali in materia di assistenza protesica. Questo lavoro si propone di contribuire ad una maggior riflessione su questa materia, mettendo a confronto tale realtà con altre realtà presenti in Italia e, conseguentemente, ad un migliore orientamento riguardo l’assistenza con presidi tecnici ed ortopedici basato sulle evidenze scientifiche. Complessivamente risulta che sono spesi ingenti quantità di risorse economiche in ausili di cui, di fatto, non abbiamo la conferma scientifica che siano veramente preventivi, riabilitativi o terapeutici e che spesso non possano garantire l’autonomia. Un esempio significativo è costituito dalle calzature ortopediche, che costituiscono per il Servizio Sanitario una spesa rilevante e che non sempre risultano inquadrabili come ausili realmente necessari. Altro aspetto emerso è la mancanza di una cultura di approccio interdisciplinare, in un ambito che richiede la convergenza di diverse discipline.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: febbraio 2008
Avi U H
L’importanza dell’ausilio nella vita sociale di una persona: analisi con gli strumenti QUEST e PIADS
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
Si propone l’introduzione di due strumenti di misurazione dell’outcome (il QUEST – Quebec User Evaluation of Satisfaction with Assistive Technology – e il PIADS – Psychosocial Impact of Assistive Devices Scale) in un Centro di Consulenza Ausili, situato nella Provincia Alto Adige e gestito dalla cooperativa sociale independent L. Dopo poco più di un anno d’attività l’equipe vede la necessità di introdurre nel proprio processo di consulenza sugli ausili tecnologici ed informatici uno strumento che dia il giusto peso all’opinione dei propri utenti, e che di conseguenza porterà ad un miglioramento dell’attività del centro. L’elaborato persegue quindi lo scopo di tradurre innanzitutto gli strumenti anche nella lingua tedesca, per garantire una somministrazione all’intera utenza bilingue della cooperativa, di inserire poi gli strumenti nei processi dell’attività di consulenza e un preciso momento in cui i questionari vengono sottoposti all’utenza. Infine i due strumenti verranno proposti agli utenti già esistenti dell’anno 2003 e l’elaborato esporrà i risultati ottenuti.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2004
Baini M
Valutazione delle traiettorie di movimento durante la movimentazione manuale del paziente, con e senza ausili
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Il continuo incremento degli infortuni sul lavoro in ambito sanitario sta diventando un problema rilevante nelle politiche aziendali delle strutture riabilitative e nelle residenze sanitarie; per contrastare tali incidenti, già da qualche anno sono commercio ausili in grado di alleviare lo stress da carico degli “addetti ai lavori” durante la movimentazione dei carichi (nel nostro caso dei pazienti). Questi ausili, se utilizzati in maniera consona, riducono il rischio di movimenti sbagliati degli operatori, abbassando così la probabilità di infortunio. Per un programma mirato di prevenzione è quindi molto interessante valutare in maniera analitica, in un lavoratore sano, la differenza di movimenti che si verifica sia con l'utilizzo che senza l'utilizzo di ausili in modo da confermare, qualora ce ne fosse bisogno, l'utilità degli stessi. L'obiettivo di questo lavoro è quello di analizzare gli spostamenti descritti mediante un software di analisi del movimento (Darthfish) e confrontarli tra loro cercando di dare, in maniera il più possibile riscontrabile un quadro delle modifiche posturali che avvengono nell'operatore sanitario durante la movimentazione del paziente e provare a dimostrare l'effetto che gli ausili hanno sul range articolare durante lo spostamento, e quindi valutarne l'interesse in un ottica di diminuzione degli infortuni.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Baroni K
Voglio dimostrare di poter tornare a vivere da sola: il caso di Marina
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Marisa ha 76 anni, pensionata, vedova, prima dell’evento patologico viveva da sola. In seguito a lesioni ischemiche cerebrali nel territorio dell’arteria cerebrale media di destra presenta un’emisindrome piramidale sinistra con un’importante compromissione della funzionalità all’arto superiore. Figlio e nipoti non comprendono la necessità di un recupero dell’autonomia in quanto vogliono prendersi pieno carico assistenziale di Marisa non permettendole, perciò, di rientrare nella sua adorata casa in collina dove vivrebbe da sola. Nonostante questa situazione, Marisa decide di percorrere il lungo e difficile cammino verso l’indipendenza per poter dimostrare ai familiari che avrà raggiunto un grado di autonomia tale da poter tornare a vivere da sola. Concretamente le soluzioni adottate sono state per l’organizzazione dell’ambiente di vita, la cura della propria persona e le attività della vita quotidiana che richiedono manipolazioni bimanuali. Nello specifico sono state adottate strategie sostitutive, ausili tecnici a bassa tecnologia (pettine ergonomico, limetta per unghie con impugnatura adattata, infila calze, tagliere multiuso, carrello portavivande, etc etc…), ed infine è stato effettuato un parziale adattamento della casa cambiando l’arredamento della cucina (per creare un ambiente il più ergonomico possibile) ed apportando lievi modifiche al bagno (specchio a filo lavabo con aggiunta di specchio avvicinabile e con ingrandimento, maniglione a muro sulla parete della vasca). Il progetto vuole inoltre mettere in evidenza come la motivazione psicologica dell’individuo sia di fondamentale importanza nel percorso riabilitativo.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Bassini G
Vivere sì, ma quale vita? Una scelta concreta: il caso di Luca
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
Viene preso in esame il caso di un bambino di otto anni affetto da spina bifida con mielomeningocele lombo-sacrale L2/L3 a sx, L3/L4 a dx, e idrocefalo triventricolare. Il progetto di consulenza e fornitura ausili riguarda sia l'adozione di ortesi per la mobilità personale, sia la modifica degli spazi esistenti nell'abitazione per una migliore accessibilità degli stessi. Trattandosi di un bambino va sottolineato che la consulenza fa parte del piano riabilitativo e che come esso andrà sviluppata, modificata e soprattutto verificata mano a mano che la crescita e le mutate esigenze del paziente o del nucleo familiare lo richiederanno. Il progetto riguarda la costruzione di una rampa, l'installazione di un ascensore, adattamenti per il bagno, l'adozione di una carrozzina manuale e l'uso di un tutore bacino-coscia-gamba-piede e carrello deambulatore per gli spostamenti in stazione eretta. Le finalità dell'intervento sono sintetizzabili nel poter fornire al bambino le basi per una autonomia personale che andrà sviluppandosi negli anni in sintonia con le sue mutate condizioni dal punto di vista motorio, familiare e sociale.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Beltrami L
Nataly: miglior qualità di vita, nonostante tutto
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2001-2002
Nel 1997 a Nataly, all’età di 57 anni, viene diagnosticata una Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA); la malattia incalza, già a fine anno Nataly non è più in grado di comunicare verbalmente e nel 1998 non riesce più a deambulare. Nataly è vedova, le figlie si trovano improvvisamente catapultate in una realtà molto difficile da gestire e non ricevono dalle istituzioni quell’aiuto, quelle indicazioni, quei consigli utili per affrontare la situazione. Vengono acquistati un letto, un materasso, un vello antidecubito, una carrozzina, un riduttore per WC... vengono prescritti e autorizzati un sollevatore elettrico (che la paziente non ha mai voluto usare perché si sente "soffocare") e un montascale per poter raggiungere il giardino dall’appartamento dove Nataly vive al primo piano. Nel maggio 2001 una delle figlie si rivolge al nostro servizio per sapere se esistono ausili per comunicare (..ha sentito qualcosa per televisione..) e da qui inizia un percorso che porterà ad un programma di riabilitazione fisiokinesiterapica a domicilio ed alla prescrizione e fornitura di ausili (un comunicatore, una carrozzina idonea per Nataly, una sedia girevole per vasca). E per Nataly migliora la qualità di vita.. nonostante tutto.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Benvenuti E
Analisi comparativa dell’efficacia delle ortesi caviglia-piede (AFO): guida alla scelta e alla prescrizione
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Scopo di questa tesi è quello di riportare lo stato dell’arte riguardo alle ortesi per la caviglia attualmente in commercio, i criteri da tenere presenti per la prescrizione, la normativa giuridica che la regola. Inoltre vengono riportati i dati di uno studio preliminare condotto all’interno del Dipartimento di Geriatria INRCA “I Fraticini” che valuta la percentuale di prescrizione di AFO (Ankle-Foot-Orthosis) in pazienti emiplegici, stabilizzati, dimessi dal Day Hospital nell’anno 2001-luglio 2002 e la percentuale di abbandono di queste ortesi. Dei 25 pazienti (selezionati da un campione di 207 soggetti dimessi in quel periodo) a cui era stata prescritta l’ortesi per la caviglia (pari all’11% della popolazione), ben 21 al colloquio telefonico hanno riferito di indossarla ancora (pari all’84% della popolazione studiata). I nostri dati sono discordanti rispetto ad altri studi sull’argomento. In particolare la percentuale di prescrizione, in questi studi, si aggirava intorno al 20-25%; la percentuale di abbandono dell’ortesi intorno al 30-40%. Ciò potrebbe fare pensare che la percentuale di prescrizioni in meno nel nostro studio rispetto agli altri, sono quelle che in seguito avrebbero condotto ad un abbandono dell’ortesi.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Bertocchi C
Progetto di domiciliazione protetta per una persona con esiti di trauma cranio encefalico
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2001-2002
Il caso di studio riguarda un ragazzo di 20 anni affetto da esiti di TCE (trauma cranio encefalico) cui sono seguite disabilità sia di tipo motorio sia di tipo cognitivo. Vive con la sorella e la madre in un appartamento al primo piano senza ascensore. Diplomato presso una scuola alberghiera, svolgeva attività di barista in un chiosco di proprietà della famiglia. All'epoca del ricovero era in uno stato di minima responsività con quadro neuromotorio di tetraparesi. Gli obiettivi della presa in carico, oltre a quelli clinici, infermieristici e motori, sono stati rivolti ad una pianificazione della dimissione. Le aree d’intervento sono state: 1. L'individuazione di una carrozzina e di un sistema di postura 2. L'individuazione di ausili necessari alla domiciliazione (ausili per rieducazione, forza, equilibrio; per la cura personale; per l'incontinenza; per la prevenzione dei decubiti; apparecchiature per alimentazione) 3. L'addestramento della famiglia all’uso degli ausili a domicilio 4. L'attivazione dei servizi territoriali (assistenza di base, infermieristica, riabilitativa) 5. L'iter della prescrizione - autorizzazione - fornitura degli ausili presso l’Asl di appartenenza 6. Le modifiche ambientali, in particolare l'accessibilità del bagno
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Bertonelli L
Piano di sviluppo del servizio di terapia occupazionale e del servizio ausili di Sarzana
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
L’idea di questo progetto nasce dall’esigenza, sempre crescente, di avere maggiori spazi a disposizione per il Servizio di Terapia Occupazionale (T.O.) ed il Servizio Ausili, i quali svolgono un ruolo fondamentale nell’iter riabilitativo della persona. Il presente progetto prevede la creazione, all’interno della struttura in esame, di un nuovo ambiente che ricrei situazioni simili a quelle di vita quotidiana (es. cucina e bagno assistiti), in cui il paziente possa sperimentarsi con i propri limiti e le proprie capacità, sempre in continuità con i propri bisogni, interessi e aspettative. Gli operatori del Servizio potranno così valutare il paziente durante lo svolgimento di attività di vita quotidiana, identificando la tipologia di ausili più idonei per migliorare il grado di autonomia e di integrazione nella società, sia essa familiare o culturale. Il paziente potrà sperimentare gli ausili adatti alle sue esigenze, scegliere tra essi quello che più lo soddisfa, essere educato all’autonomia e addestrato all’uso di ausili ancora in fase di degenza ospedaliera ed i familiari potranno acquisire e verificare le loro capacità di gestione ed assistenza. Inoltre è auspicabile un’estensione del Servizio di T.O. a livello territoriale. Sarà possibile in questo modo seguire il paziente dalla prima fase di identificazione del bisogno alla sua soluzione e avere un riscontro sul reale utilizzo dell’ausilio, grazie a periodici follow-up direttamente nell’ambiente in cui il paziente vive ogni giorno.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: gennaio 2008
Betto A
Voglio una vita non spericolata: il caso di Francesco
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2004-2005
Francesco è un bambino come tanti, la sua una famiglia come tante. L’ho scelto come protagonista di questo elaborato perché nonostante la pesante diagnosi che l’accompagna e che potrebbe far pensare all’inutilità di qualsiasi obiettivo, dimostra come sia importante nei suoi confronti che tutte le persone coinvolte continuino a pensare alla realizzazione di interventi che aiutino la famiglia nelle fatiche quotidiane e che favoriscano in lui l’affiorare delle capacità residue di relazionarsi con l’ambiente circostante e con gli altri. Attraverso la ricostruzione dell’itinerario percorso dalla famiglia e dai tanti operatori coinvolti, attraverso l’elenco delle soluzioni che sono state adottate, si intravede come sia possibile influire positivamente sui vissuti personali e sulle motivazioni che aiutano a ricercare con caparbietà dei risultati che per quanto piccoli possono cambiare la propria visione della vita futura. Una carrozzina posturale che oltre ad offrirgli una posizione confortevole gli permette di esplorare con lo sguardo e di osservare lo spazio circostante, un deambulatore che lo facilita nell’esplorazione dell’ambiente, un progetto studiato per eliminare le barriere architettoniche dell’abitazione, una sedia da doccia che rende meno faticosa alla mamma la cura della sua persona, una sedia ed un tavolo che gli permettono di stare seduto a scuola come gli altri compagni sono ausili di semplice reperibilità ma che si rilevano importanti per raggiungere obiettivi di vita comuni a tutti noi.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Bianchi S
Proposta di organizzazione di un servizio valutazione ausili all’interno dell’Istituto Palazzolo della Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Attualmente all’interno della nostra struttura non esiste un servizio valutazione ausili strutturato sia per quanto riguarda la residenza socio-assistenziale (RSA), che per la parte ospedaliera ed ambulatoriale. In RSA la prescrizione degli ausili viene fatta dai medici geriatri ai quali è stato fornito un codice prescrittore, in collaborazione con il fisioterapista di reparto; per problematiche particolari viene richiesto il parere fisiatrico. Per quanto riguarda la parte ospedaliera (Riabilitazione Generale Geriatrica RGG e Casa di Cura) e ambulatoriale la prescrizione degli ausili viene effettuata dal medico fisiatra in collaborazione con il fisioterapista (FT) e inserita in un progetto riabilitativo. Nella nostra struttura manca però la possibilità di poter provare gli ausili prima della prescrizione, soprattutto per quanto riguarda le carrozzine; per gli ausili minori (bastoni, corsetti, tutori gamba-piede...) è possibile invece effettuare le prove grazie ai tecnici ortopedici che li lasciano in custodia alla fisioterapia. La prova dell’ausilio è una tappa fondamentale per una corretta prescrizione. Solo da pochi mesi è stato introdotto un sistema di monitoraggio che quantifichi gli ausili prescritti gestito direttamente dalla fisioterapia e dalla segreteria dei servizi sociali. Il progetto nasce dall’esigenza di concretizzare e quantificare ciò che già attualmente si fa in campo: valutazione e prescrizione ausili garantendo una maggior appropriatezza del presidio stesso anche attraverso la verifica attuata con il collaudo.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Biotto E
Le protesi di arto superiore
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
L’unità didattica nella sua fase iniziale presenta una breve introduzione sulla problematica della protesizzazione dell’arto superiore, con alcuni cenni alle patologie che possono condurre alla richiesta di tale prescrizione e sulla loro epidemiologia. Successivamente vengono fornite informazioni dettagliate sulle diverse soluzioni protesiche ad oggi possibili e riferimenti sugli sviluppi tecnologici e le ricerche al momento in corso. La descrizione verte inizialmente sulle protesi passive cosmetiche eso- ed endo-scheletriche, che mirano sostanzialmente a ripristinare l’integrità corporea con particolare attenzione verso l’aspetto estetico; successivamente viene affrontato il capitolo delle protesi funzionali o attive, comprendente le protesi ad energia corporea e quelle ad energia extracorporea (a loro volta suddivise in protesi a comando mioelettrico e a comando elettronico). In seguito vengono elencate le varie possibilità di protesizzazione a seconda dei diversi livelli di amputazione. Dopo questa trattazione, che costituisce il nucleo fondamentale dell’elaborato, viene brevemente presentato il processo decisionale alla base dell’individuazione e prescrizione della corretta protesi, in riferimento alle esigenze e caratteristiche del paziente (età, livello di amputazione, utilizzo previsto ecc), seguito da indicazioni sulla gestione pre-protesica e sui costi delle diverse soluzioni.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Boniolo A
Proposta di riorganizzazione dell’assistenza protesica presso il Distretto Socio Sanitario n° 1 dell’ASL 3 di Bassano
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
L’ASL 3 di Bassano è un’ASL della provincia di Vicenza. Partendo dalla descrizione della situazione attuale con un ambulatorio dedicato alla prescrizione degli ausili e successiva loro fornitura tramite il magazzino dell’ASL o l’assistenza delle sanitarie della zona, questa tesi ha lo scopo di tracciare un ipotetico percorso che guiderà l’utente dalla telefonata per la richiesta di informazioni alla consegna dell’ausilio fino al suo collaudo e alla successiva verifica a tre mesi del grado di utilizzo di quanto prescritto. Punto fondamentale del progetto sarà la creazione di un Servizio Ausili Territoriale (SAT), ove poter effettuare le prove almeno degli ausili disponibili a magazzino (carrozzine, deambulatori). Un operatore opportunamente istruito gestirà i contatti telefonici con l’utente, proponendo la soluzione più idonea del caso e avvalendosi, per questo scopo, di uno specifico software. Si valuterà in un secondo momento la possibilità di estendere l’assistenza protesica ai pazienti che richiedono una valutazione a domicilio. Il progetto avrà una durata sperimentale di 6 mesi e prevederà l’uso di alcune schede per facilitare la comunicazione tra i membri dell’équipe e per valutare il grado di soddisfazione dell’utente.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Borghi F
Studio e valutazione dei criteri di progettazione di un telefono viva-voce ad accesso facilitato. Helpiphone
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2004-2005
La comunicazione è una delle più importanti necessità per un essere umano. In situazioni di disabilità motoria grave accompagnate però da integre capacità cognitive e di espressione verbale, una delle esigenze principali di queste persone è quella di comunicare verbalmente utilizzando uno degli strumenti più semplici e diffusi al mondo, il telefono. Telefonare può essere assolutamente agevole anche in condizioni di gravi problematiche motorie se si è supportati da un assistente; il problema diventa oggettivamente importante quando un utente in tali condizioni vuole telefonare in autonomia. Questo elaborato vuole seguire ed evidenziare tutte le fasi che si sono rese necessarie per arrivare alla produzione di un telefono “viva-voce” “ad accesso facilitato”; dalle ricerche relative allo stato dell’arte prima della progettazione fino alle definizione delle caratteristiche tecnico/funzionali che il telefono doveva avere per rispondere alle esigenze del maggior numero possibile di utilizzatori con problematiche relative alle capacità motorie. Nella parte conclusiva dell’elaborato si vogliono evidenziare i criteri di progettazione utilizzati per arrivare a questo ausilio. Attraverso lo strumento Userfit – un manuale che offre delle linee guida a chi si occupa della progettazione e della valutazione degli ausili rispetto ai bisogni degli utenti – si vuole infine verificare la validità dell’iter di progettazione del telefono oggetto di questo elaborato.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2005
Boscarato P
Creazione di un Servizio Ausili in una struttura riabilitativa per cerebrolesioni acquisite
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
All’interno del Presidio di Riabilitazione della Nostra Famiglia di Pieve di Soligo, è stato creato un servizio ausili. Questo servizio sarà in grado di garantire, attraverso il lavoro di un’équipe multidisciplinare, il Supporto, l’Informazione, la Ricerca, la Consulenza e la formazione per gli Ausili (SIRCA). Il servizio nasce all’interno di una struttura di riabilitazione per cerebrolesioni acquisite in età adulta. Il SIRCA è stato creato per rispondere alle esigenze di ambito riabilitativo per il raggiungimento di una reale autonomia delle persone con disabilità. Le esperienze di questo tipo in Italia sono poche e si rifanno per la maggior parte al modello del S.I.V.A. di Milano. La specificità dell’organizzazione del SIRCA si caratterizza soprattutto per la possibilità, data al disabile, agli operatori e ai familiari, di effettuare percorsi di prova e addestramento all’utilizzo dell’ausilio. Inoltre, vi è l’opportunità di realizzare in loco, con operatori esperti, la modifica o l’adattamento degli ausili a seconda del bisogno del disabile. Ciò è possibile grazie al fatto che il servizio è inserito all’interno di una struttura riabilitativa che è organizzata per équipe di esperti e si caratterizza per l’alta qualifica e la diversa specializzazione degli operatori. L’équipe del SIRCA è composta da: fisiatra, neuropsicologo, bioingegnere, terapista occupazionale, educatore professionale, terapista della riabilitazione, logopedista, assistente sociale e psichiatra. Gli spazi utilizzati constano di: sala per informazione e consulenze, sala multimediale per gli strumenti informatici, appartamento per l’autonomia, laboratori per l’addestramento e le configurazioni. Dal punto di vista dell’accesso degli utenti, sono previsti dei percorsi distinti per tipologia di disabilità (motoria, neuropsicologica e sensoriale) e di bisogno espresso (supporto, informazione, consulenza e formazione) con la definizione di strumenti valutativi iniziali, intermedi e finali. Questi strumenti sono in grado di valutare l’efficacia, l’efficienza e l’utilità nel tempo. Il bacino di utenza è regionale (Veneto nord-orientale) e mirato a tutta la tipologia delle disabilità
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Bozzolini G
Un’esperienza di riqualificazione dell’ambiente domestico: il caso di Marina
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
L’Autore, in questa esperienza, si è occupato della riqualificazione ambientale dell’appartamento di Marina, paraplegica di 41 anni, la quale ha espresso il forte bisogno di vivere in piena autonomia la sua casa. Successivamente, dopo aver valutato le sue istanze e le sue aspettative, è stato analizzato il complesso abitativo da riqualificare. Il programma è stato orientato su quattro principali tipologie di intervento utilizzando il supporto normativo fornito dalle leggi vigenti in materia: 1) architettura d’ambiente 2) design ed impiantistica 3) arredamento accessibile e 4) ausili per l’autonomia personale. Sebbene la letteratura non abbia fornito supporti univoci in materia di ristrutturazione degli spazi abitativi, il risultato dell’operazione è stato quanto mai positivo sia in termini di obiettivi strutturali raggiunti sia in termini di soddisfazione ed autonomia da parte di Marina.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Bravi V
Proposta di cambiamenti tecnico-organizzativi in un Centro di Riabilitazione, per garantire soluzione assistive appropriate all’utente
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
Il progetto riguardante il Centro di Riabilitazione per disabili sensoriali “Pia Casa Ambrosini” , denominato “ex art. 26 della Legge 833/78”, nasce dalla prospettiva di futura accoglienza di una tipologia di utenza diversa da quella attuale. Il Centro oggi è organizzato in maniera tale da rispondere alle necessità primarie delle anziane residenti in Istituto che, oltre alla perdita totale o parziale della vista e/o dell’udito, presentano quadri clinici complessi e pluripatologie concomitanti, necessitando di una riabilitazione più per la terza età che per la disabilità sensoriale. E’ per questo che, nell’eventualità di accogliere adulti afferenti con una situazione di disabilità dovuta principalmente alla perdita della funzione sensoriale, il Centro dovrà mettersi nella condizione tale da essere in grado di garantire all’utente una “soluzione assistiva” per conseguire il massimo livello di autonomia possibile al termine del piano di trattamento riabilitativo individuale. Le soluzioni proposte riguardano tutti gli aspetti tecnico-organizzativi della Struttura: risorse economiche, accessibilità, organizzazione logistica dei locali, inserimento di attività a ciclo diurno e di un Centro Informazione e Valutazione Ausili come servizio ambulatoriale aggiuntivo, materiali ed attrezzature, servizi e prestazioni, équipe riabilitativa.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: gennaio 2008
Brustia G
Gli ausili per la comunicazione
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
La comunicazione è uno scambio (almeno parzialmente cosciente e volontario) di messaggi o informazioni fra due o più persone, di norma multimodale e multicanale, di vario grado di sofisticazione, realizzata mediante segni arbitrari raggruppabili in codici, liberamente scelti in modo diretto o indiretto dai partner comunicativi, dettata da necessità o desiderio. Il linguaggio verbale è solo un aspetto della comunicazione. L’uomo si concentra talmente sulle sue parole, da dimenticare che anche i suoi movimenti, le sue espressioni e le posture parlano un proprio linguaggio. Vista in un concetto estensivo la comunicazione va oltre la verbalità e la moderna tecnologia diviene un aiuto fondamentale per il soggetto bambino o adulto privo di parola per poter potenziare le possibilità comunicative, aumentare le strategie e migliorare la qualità di vita e la partecipazione sociale. Il mercato offre molte soluzioni tecnologiche, ma la scelta dell’ausilio più idoneo non è semplice e richiede esperienza e competenza. E’ indispensabile la valutazione delle abilità motorie, cognitive e funzionali, della situazione sociale e culturale oltre all’esistenza della motivazione all’interazione comunicativa e la presenza di caregivers stimolanti e capaci.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Buttè M
Piccola guida per il superamento delle barriere architettoniche verticali
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
Il superamento delle barriere architettoniche verticali per accedere alle abitazioni è un tema ricorrente particolarmente sentito dalla persona con disabilità e dai suoi familiari. Poter entrare ed uscire di casa in autonomia o agevolmente rappresenta un'esigenza fondamentale per la realizzazione della vita sociale, lavorativa e scolastica. Vi sono diverse soluzioni per superare le barriere verticali: soluzioni che possono essere orientate alla persona con disabilità per renderla più autosufficiente, al caregiver per facilitarne il compito o allo spazio costruito per renderlo più fruibile. La scelta parte da una attenta valutazione del tipo di barriera, del tipo di esigenza espressa dalle persone interessate, delle potenzialità e dei limiti della persona con disabilità, del tipo di mobilità e degli ausili impiegati). Ogni dispositivo presenta pro e contro: sono molti i fattori da considerare ed è la personalizzazione ciò che realmente fa la differenza nel processo di scelta.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2012
Cacciatori B
Progressione della malattia? Progressione dell’autonomia: il caso di Andrea
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
Andrea è un uomo di 47 anni, a cui nel 1991, è stata diagnosticata la Sclerosi Multipla; nel 1998 c’è stato un aggravamento delle condizioni cliniche che lo ha costretto al cammino con ausilio delle stampelle canadesi. Ha dovuto lasciare il lavoro (riceve pensione per inabilità lavorativa) e nel 2005 si è trasferito in un appartamento senza barriere architettoniche. Questo progetto vuole sottolineare il percorso fatto sia da Andrea sia dai vari operatori coinvolti per riuscire ad avere una vita autonoma a domicilio,nonostante la progressione della malattia. L’aspetto più difficile è stato, ed è, accompagnare Andrea durante le fasi del peggioramento delle capacità funzionali proponendo, e poi attuando strategie (servizi ed ausili) che gli permettessero di avere la sua autonomia mantenendo una buona qualità di vita. Dalla presa in carico di Andrea da parte del nostro servizio di Riabilitazione Territoriale (2005) sono stati prescritti molti ausili e nel particolare: un letto elettrico con base regolabile in altezza elettricamente per permettere i trasferimenti autonomi; quando ciò non è stato più possibile è stato fornito un sollevatore mobile elettrico con imbragatura ad amaca; una carrozzina manuale superleggera ad autospinta per la mobilità interna con cuscino antidecubito (prima in viscoelastico poi sostituito con uno ad aria), uno stabilizzatore per la statica eretta, prima manuale poi sostituito con uno elettrico, una sedia WC doccia sempre ad autospinta per facilitare l’igiene e una carrozzina elettronica a trazione centrale per consentire l’uscita autonoma e sicura dal domicilio. Proprio la progressione della malattia ed il variare dei bisogni di Andrea mi hanno indotto a proporre una nuova carrozzina elettronica che soddisfi le richieste di Andrea, al quale, prima e dopo la fornitura, è stato proposto l’IPPA per verificare se l’ausilio fornito ha risposto positivamente alle aspettative dell’utente continuando a renderlo l’attore principale delle proprie scel
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Calabretta P
Morbo di Parkinson: informazione sugli ausili
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia", Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a, a, 2009-2010
La malattia di Parkinson è un disturbo del sistema nervoso centrale caratterizzato principalmente da degenerazione di neuroni situati in una zona profonda del cervello denominata sostanza nera. Queste cellule nervose producono un neurotrasmettitore, la dopamina, una sostanza chimica che trasmette messaggi a neuroni in altre zone del cervello ed è responsabile dell’attivazione di un circuito che controlla il movimento. La riduzione di dopamina determina l’insorgenza di tremore, rigidità muscolare, bradicinesia, disturbo dell’andatura, disturbi della parola e della scrittura. Le strategie messe in atto dal terapista occupazionale possono permettere ai pazienti di essere il più possibile autosufficienti attraverso l’utilizzo del giusto ausilio, cercando di adattare l’ambiente in cui vivono al progredire della malattia. Alle diverse attività della vita quotidiana saranno affiancati, quindi, una serie di ausili opportunamente adattati per rendere il paziente il più autonomo possibile. Tali ausili includono strumenti per la cura personale, per la mobilità, per l’alimentazione e per la comunicazione.
Anno di pubblicazione: 2010
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2010
Calia P
Progetto per la riorganizzazione del servizio ausili in un centro di riabilitazione
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Il processo di scelta, valutazione e prescrizione degli ausili è uno specifico programma all’interno del progetto riabilitativo individuale di un paziente con disabilità. La necessità di creare un Servizio Ausili all’interno di un Centro di Riabilitazione nasce dal fatto che l’espletamento di tale processo richiede un organizzazione con personale esperto nel settore, spazi dedicati, possibilità di avere a disposizione varie soluzioni di ausili per effettuare prove e valutazioni. Partendo dalla descrizione e analisi dell’attuale organizzazione del sistema di fornitura ausili, il presente progetto ha l’intento di identificare gli spazi necessari, rielaborare le procedure operative e inserire strumenti di lavoro specifici al fine di ottimizzare tale sistema. Il progetto prevede la realizzazione di quattro punti fondamentali: · realizzare una mostra ausili permanente suddivisa in vari ambienti rappresentativi delle più tipiche situazioni di vita quotidiana · creare un deposito per gli ausili in dotazione al centro, con angolo officina dove effettuare le modifiche o le personalizzazioni degli ausili · implementare un database in cui archiviare il programma ausili di ogni paziente · inserire uno strumento per misurare il grado di soddisfazione del paziente rispetto all’ausilio e al servizi , come il QUEST. La fattibilità del progetto è legata al piano di ampliamento strutturale previsto per il Centro di Riabilitazione nei prossimi anni. Il risultato sarà quello di facilitare la scelta degli ausili da parte degli operatori e accompagnare il paziente in una scelta più consapevole nell’ottica di un’ integrazione tra percorso riabilitativo e percorso di autonomia.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Canale A
Organizzazione di un Centro Informazione Ausili territoriale all’interno dei un'ASL piemontese
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
L’organizzazione di un CIA nell’ambito territoriale dell’ASL 1 Distretto 10 si rende opportuno non solo per offrire un servizio qualitativo al disabile e a tutti coloro che vi ruotano attorno (dai famigliari agli operatori), ma anche per ottimizzare le risorse stesse del distretto. Questo è possibile riorganizzando i percorsi che vanno dalla prescrizione alla fornitura rendendo l’utente protagonista dei suoi desideri di risveglio sociale, grazie ad un servizio veloce, competente ed efficace anche in termini economici.
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Candia G
Organizzazione di un Servizio Informazione Ausili nel territorio dell’AUSL 6 di Palermo
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Si propone un progetto di organizzazione di un Servizio di Informazione Ausili da sviluppare nell’ambito del Servizio Handicap della A.U.S.L. 6 di Palermo. L’obiettivo è quello di offrire, sia all’utente finale che all’operatore professionale, consulenza per l’evidenziazione del bisogno soggettivo e la successiva ricerca guidata della risposta ottimale a detto bisogno, sfruttando le tecnologie di ausilio. Obiettivo del Servizio è aumentare le possibilità di inserimento del disabile nel tessuto sociale, migliorandone l’autonomia personale e realizzando nel contempo un ridimensionamento della spesa sanitaria ortesico-protesica, attraverso l’ottimizzazione di risorse già disponibili.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Caprio M T
La migliore vita possibile: il caso di Sergio
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Sergio è affetto dagli esiti di un ematoma intraparenchimale con versamento tetraventricolare da occlusione bilaterale acuta di entrame le carotidi interne (Moya Moya disease) occorso il 3 agosto del 1998. Alle dimissioni era stato consigliato inizialmente un trattamento ambulatoriale seguito da trattamento domiciliare. Al rientro a casa di Sergio però una forte volontà di ripresa della vita famigliare, secondo i canoni della “migliore qualità di vita possibile”, ha indotto la moglie di Sergio a richiedere interventi e ausili che, in questa prima fase diminuissero il carico psicologico e assistenziale della famiglia. In seguito, grazie ad un miglioramento delle condizioni del paziente, che presenta comunque un quadro di inerzia psico-motoria grave, emiparesi destra e compromissioni delle funzioni corticali superiori, si è intervenuti con ausili che hanno permesso al paziente di deambulare all'interno della casa, di superare piccoli dislivelli e compiere, in modo autonomo, alcune delle attività legate all'igiene personale. Nel complesso e durante le varie fasi della malattia sono stati impiegati, per il percorso riabilitativo oggetto del presente lavoro, i seguenti ausili: montascale a cingoli, carrozzina pieghevole, deambulatore a quattro ruote con ascellari, deambulatore due ruote e due puntali e quadripode. Anche grazie a loro l’obiettivo della migliore qualità di vita possibile sembra raggiunto, ma il cammino non è ancora compiuto.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Caristi M.
Il nuovo modello di assistenza protesica dell’INAIL, alla luce dell’ICF
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
Il nuovo approccio alla salute ed alla disabilità proposto dall’OMS nel 2001 con lo strumento dell’ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) ha promosso l’implementazione di modelli di intervento per la disabilità centrati sull’integrazione e sulla multidisciplinarietà e finalizzati al raggiungimento della massima autonomia e partecipazione sociale delle persone con disabilità. L'INAIL, ente pubblico che gestisce l'assicurazione sociale contro i danni fisici ed economici subiti dal lavoratore in seguito ad infortunio sul lavoro o a malattia professionale, seguendo l’evoluzione concettuale e normativa in tema di disabilità, ha progressivamente ampliato il suo sistema di tutela, comprendendo in essa, oltre alla prevenzione dei luoghi di lavoro, la cura del lavoratore e l'indennizzo del danno, anche la riabilitazione ed il reinserimento nella vita sociale (d.lgs n. 38/2000 e d.lgs. n.106/2009). In tale contesto si colloca il Progetto di rivisitazione del Regolamento di assistenza protesica dell’INAIL (tema centrale del presente elaborato), realizzato dalla Direzione Centrale Riabilitazione e Protesi con l’intento di introdurre nel processo di fornitura degli ausili, e più in generale di presa in carico degli infortunati sul lavoro, i principi contenuti nel modello bio-psico-sociale dell’ICF e della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
Cassibba S
Proposta organizzativa per un riassetto del settore Assistenza Protesica nella ASL di Latina
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
Il settore dell’Assistenza Protesica, disciplinato dal D.M. Salute n. 332 del 29 agosto 1999, eroga presidi per la Riabilitazione, in favore di persone adulte e minori con menomazioni fisiche, cognitive e sensoriali rivestendo un ruolo di notevole impegno economico per il SSN. Dall’esperienza maturata nella pratica quotidiana si evidenzia una realtà che fa risaltare alcuni elementi di criticità nell’attuale processo erogativo. L’obiettivo della proposta è di coordinare ed integrare tutte le attività di concessione creando, nell’ambito dell’Azienda USL Latina, percorsi erogativi basati su criteri di unitarietà, tempestività, efficacia ed appropriatezza. L’analisi delle procedure porta a formulare alcuni suggerimenti che, al fine di dare appropriatezza alle prescrizioni, di iniziare un’azione di contenimento della spesa e di standardizzare gli interventi, possono articolarsi nello sviluppo di una cultura degli ausili. Infine, nell’ambito di questi interventi, viene proposto l’istituzione di un Centro Ausili di riferimento provinciale, che operi con protocolli unitari, finalizzati alla razionale prescrizione, al collaudo degli ausili, protesi ed ortesi e che sia promotore della formazione, dell’aggiornamento, della didattica, dell’educazione e dell’informazione sanitaria nel territorio della provincia di Latina.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Cassio A
Appropriatezza delle prescrizioni di ausili, ortesi e protesi: sviluppo di protocolli e linee guida
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
L’appropriatezza di un ausilio si misura in base alla sua efficacia nel raggiungere gli obiettivi per cui è stato scelto ed alla sua efficienza, per l’intero ciclo di vita, rispetto all’investimento economico. Prescrizioni appropriate si rivolgono a soggetti aventi diritto ed aventi bisogno ed implicano una valutazione accurata del paziente e dell’ambiente di vita. Presso l’AUSL di Piacenza, recentemente, sono state attuate delle modifiche nel processo di fornitura degli ausili, per contenere la spesa protesica e per controllare l’appropriatezza prescrittiva. Per ottenere questo controllo l’Azienda ha ridotto ad uno o due, per ogni Unità Operativa, il numero dei prescrittori e ne ha diviso le competenze prescrittive. Per superare la criticità della riduzione dei prescrittori, nel Dipartimento di Riabilitazione, un gruppo di lavoro si è incaricato di giungere, attraverso l’esame della letteratura scientifica disponibile in materia protesico-ortesica e delle esperienze delle altre AUSL, ad un consenso per un’autoregolamentazione e uniformazione prescrittive, creando così un controllo distribuito che migliori l’efficacia e l’efficienza del sistema. Se adottati dall’Azienda, questi Protocolli di appropriatezza prescrittiva verranno diffusi e sperimentati. Questa sperimentazione verrà supportata da semplici valutazioni per la verifica di efficacia ed efficienza delle prescrizioni effettuate. L’andamento di questi indicatori verrà confrontato con l’andamento della spesa protesica.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Castagna R
Progetto per la istituzione di un centro di documentazione e consulenza ausili nella ASL 9 Area Grossetana
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
La candidata predispone un progetto esecutivo di un centro di documentazione e consulenza ausili pubblico al servizio della provincia di Grosseto. A partire da una rilevazione statistica dei bisogni presumibili si arriva ad una previsione di assegnazione di risorse umane e materiali. L'ultima parte del lavoro analizza costi e benefici arrivando qualitativamente alla conclusione della assoluta convenienza sociale della istituzione del Centro.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Castellano G
Dal silenzio alla parola. Il caso di Alessio
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2005-2006
Alessio è un giovane di 33 anni con grave tetraparesi spastica, afasia espressiva, nistagmo, quali esiti di danno perinatale. Questo studio intende documentare il percorso compiuto dal giovane e dagli operatori che lo hanno seguito; l’esperienza vissuta con Alessio ha coinvolto l’equipe del Centro, i genitori e l’assistente domiciliare che segue il giovane da sei anni. Era necessario un impegno multiprofessionale per affrontare l’insieme delle problematiche di vita di Alessio, costruendo una solida rete e un’alleanza terapeutica prima di tutto con i familiari, tale che permettesse quelle azioni volte a far evolvere la situazione del giovane, nonostante la severità del quadro clinico stabilizzato, da una situazione di dipendenza anche sul piano della comunicazione alla sua partecipazione attiva. Alessio ha conservato un buon livello cognitivo con capacità simboliche lievemente al disotto della norma: pur non potendo utilizzare il linguaggio verbale ha una elevata comprensione e complessivamente un buon funzionamento cognitivo. Il suo carattere, la sua disponibilità e la sua volontà lo hanno reso protagonista nella scelta non solo di soluzioni tecnologiche. Abbiamo insieme ad Alessio individuato obiettivi inizialmente più facilmente raggiungibili e questo ha prodotto in lui e nei suoi genitori l’apertura di una prospettiva non solo di intervento tecnologico ma soprattutto una possibilità per Alessio di vivere in modo qualitativamente più autodeterminato il suo futuro. Sono state quindi sperimentate modalità alternative di comunicazione che, facilitando lo scambio comunicativo, hanno dato l’opportunità al giovane di chiedere anche soluzioni tecniche e tecnologiche per estendere la propria capacità di controllo sull’ambiente di vita quotidiana e sugli oggetti preferiti come tv, videoregistratore, stereo.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2006
Cernigoi G
Si torna a casa: il caso di Gaia
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
Gaia è un’ anziana donna, colpita da un evento vascolare acuto con compromissione grave delle funzioni vitali e motorie ma non cognitive. In questa tesi si tratterà dell’organizzazione del rientro a domicilio di Gaia e della sua assistenza finalizzata a garantirle una buona qualità di vita all’interno della sua famiglia. E’ stato fondamentale ricercare in ogni soluzione studiata dei punti di accordo con i famigliari che avrebbero gestito Gaia tra le mura domestiche. La strutturazione del domicilio, inizialmente privo di qualsiasi ausilio, dovrà essere adeguata alle esigenze di Gaia e dei famigliari che si occuperanno poi della sua assistenza. Inoltre ogni cosa dovrà essere realizzata in tempi limitati, dato l’imminente passaggio dall’ospedale al domicilio senza periodi intermedi di ricovero in altre strutture protette. La fornitura dei primi ausili e l’addestramento dei famigliari che l’assistono all’uso degli stessi, oltre ad una valutazione complessiva dell’ambiente, sono solo il primo passaggio di un progetto di vita che poi andrà ampliato, riveduto e corretto in relazione alle necessità del momento e del decorso clinico. Pertanto gli ausili ritenuti indispensabili per il rientro a domicilio saranno il letto ortopedico regolabile in altezza a due snodi, il materasso antidecubito ad aria, l’aspiratore e la pompa per nutrizione parenterale (fornito fin d’ora dal servizio infermieristico) e ancora il sollevatore elettrico con attacco a parete. Inoltre, nei tempi immediatamente successivi al rientro a domicilio, occorrerà procurare una carrozzina posturale con adeguato cuscino antidecubito.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2004
Ceroni A
Soluzioni per l’autonomia
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Una delle funzioni dei Centri Ausili è quella di orientare il cittadino in un panorama molto complesso e ricco di opportunità ma molto frammentato, indirizzandolo verso l’Ente competente e il corretto canale di finanziamento per lo specifico intervento. Un’altra funzione è di consigliare, dal punto di vista tecnico, gli operatori dei servizi nell’ambito delle soluzioni assistive e dell’adattamento domestico. Si presenteranno alcune soluzioni ottenute utilizzando risorse provenienti dal SSN e i fondi stanziati dalla Regione Emilia Romagna e dallo Stato per il raggiungimento di obiettivi di autonomia e indipendenza. Si descriverà come l’integrazione delle azioni sia fondamentale nel ridurre la limitazione nelle attività e la restrizione alla partecipazione dell’individuo. Si pone infine l’attenzione sulla centralità della persona, sui suoi bisogni e su come sia fondamentale per gli operatori conoscere le opportunità e le risorse presenti nel proprio territorio.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Chendi R
La prescrizione di ausili: momento terapeutico o momento burocratico? Come dovrebbe essere, come è vista dall’utente, come è usata la prescrizione di ausili
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
L’unità didattica descrive il ruolo delle protesi, delle ortesi e degli ausili nel percorso riabilitativo del paziente con disabilità. Mette in relazione gli ausili con l’evoluzione del concetto di disabilità partendo dal vecchio ICIDH e arrivando al moderno ICF. Esamina la storia del “Nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili” partendo dai riferimenti allo standard ISO 9999 fino alla descrizione delle regole e delle fasi della prescrizione. Racconta l’esperienza quotidiana, soprattutto dal punto di vista dell’utente, e di una particolare realtà territoriale. Evidenzia le criticità e propone soluzioni per semplificare l’iter prescrittivo. L’ obiettivo ultimo è quello di migliorare sempre più l’integrazione tra momento terapeutico, vera finalità della prescrizione dell’ausilio, e momento burocratico, pratica necessaria per l’ottenimento dello stesso.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Ciot C
Quando si può fare di più che parlare con gli occhi: a piccoli passi verso l’autonomia. Il caso di Pietro
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
Pietro ha sei anni e mezzo ed una diagnosi di tetraparesi distonica ed anartria, una funzionalità ridotta agli arti superiori e riesce ad articolare solo alcune parole, ma dimostra buona capacità di comprensione. Il presente elaborato ricostruisce l’itinerario verso l’autonomia percorso dal bambino, insieme ai suoi familiari ed agli operatori del centro di riabilitazione che lo ha in carico. Un’esperienza segnata inizialmente dalla fatica di separarsi dalla madre che si esprimeva col rifiutare ogni persona ed ambiente non familiari. Poi, lentamente, l’instabilità emotiva si è ridotta, Pietro ha iniziato a percepirsi come capace di fare, ha conosciuto la gratificazione che ne deriva, i suoi interessi si sono ampliati. Da qui ha preso avvio il progetto finalizzato a definire modalità ed individuare ausili che permettessero a Pietro di interagire con l’ambiente circostante e di partecipare attivamente alla attività didattica. Una volta verificato che, pur compromesso, l’arto superiore destro era il segmento corporeo più funzionale, a Pietro è stata prescritta un’ortesi per mantenere l’allineamento del polso e del dito indice. In questo modo egli, che già era in grado di gestire un dispositivo a scansione automatica, può utilizzare un comunicatore con uscita in voce azionabile mediante la selezione diretta dei tasti. Inoltre per la realizzazione di unità didattiche personalizzate è stato individuato un software “aperto” multimediale. Infine è stata proposta una carrozzina posturale che, fra le altre cose, gli permetterà di portare con sé il comunicatore nonché di svolgere l’attività al computer evitando defatiganti spostamenti dal passeggino alla sedia come accadeva in precedenza.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2004
Ciufici E
Riorganizzazione del percorso ausili nella ASL 2 Abruzzo
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
Il progetto nasce dall’esigenza di uniformare nella ASL 2 Abruzzo le procedure di accesso alla fornitura di ausili e protesi e di attivare un centro di consulenza ausili attraverso il lavoro di equipe multidisciplinare con l’obiettivo di ottimizzare le risorse economiche e umane e di fornire un nucleo di competenze specialistiche in grado di divulgare informazioni e di dare supporto professionale personalizzato al disabile, alla famiglia e agli operatori. Gli interventi principali su cui si basa il progetto sono: informatizzare i servizi di ausili e protesi esistenti in modo da documentare e aggiornare la situazione degli utenti, degli ausili e delle risorse economiche; mettere in contatto i servizi della ASL; informare gli utenti sul percorso ausili; individuare il personale dell’equipe multidisciplinare e gli ambienti da dedicare al Centro Ausili; elaborare un processo di valutazione, scelta, prescrizione, fornitura e addestramento all’uso degli ausili come programma specifico all’interno del progetto personalizzato riabilitativo, educativo o assistenziale; rendere l’utente partecipe attivamente alla scelta per prevenire il fenomeno dell’abbandono dell’ausilio che costituisce un importante spreco di risorse pubbliche; attivare un follow up attraverso l’utilizzo del QUEST che oltre a dare informazioni sul grado di soddisfazione dell’utente è anche uno strumento di valutazione del percorso svolto. Infine, considerando che il centro ausili è un luogo con spazi e strumenti rivolto al territorio e di sostegno ad altri servizi, potrebbe diventare un riferimento per la regione Abruzzo e un centro collegato con la rete GLIC (Gruppo di Lavoro Interregionale Centri ausili elettronici e informatici per disabili) che è una associazione dei Centri Ausili italiani attualmente assenti solo in quattro regioni: Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2012
Clemente C
Modifiche ambientali ed ausili: complici di una migliore qualità di vita. Il caso di Andrea.
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
Andrea e la sua famiglia vivono al primo piano di una casa di proprietà, nel centro cittadino di un grande città del sud Italia. Andrea è un bimbo di 6 anni, affetto da paralisi cerebrale infantile e la sua mamma è il genitore che più da vicino si prende cura di lui. Il percorso di Andrea è stato arduo, per anni infatti il contatto con una figura diversa da un familiare provocava in lui una reazione di pianto, fatto - questo - che ha rallentato notevolmente il percorso riabilitativo. Nel 2007 inizia una frequentazione dell’asilo, seppur non assidua, per via delle notevoli difficoltà di spostamento. Al momento della presa in carico, infatti, per spostarsi all’esterno della sua abitazione, Andrea si affidava completamente alla sua mamma: era lei che in braccio lo trasportava fino alla macchina, per poi caricare il passeggino necessario agli spostamenti esterni e posto nell’androne in fondo alla scala. All’interno dell’abitazione Andrea utilizzava un sistema di seduta ormai decisamente troppo piccolo (prescritto già da 2 anni), mentre all’asilo utilizzava lo stesso passeggino adoperato per gli spostamenti esterni, in quanto la scuola non possedeva alcun sistema di postura. Il nostro lavoro è stato, pertanto, incentrato sulla ricerca di soluzioni volte al miglioramento di tale situazione, al fine di alleggerire il carico assistenziale della madre, offrire ad Andrea una migliore postura e di conseguenza aprirgli nuove prospettive.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: febbraio 2008
Clementi G
Istituzione di un servizio di primo livello per ausili tecnologici all’interno dell’AUSL di Rimini
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
Gli ausili tecnologici possono contribuire a migliorare la qualità di vita della persona: per questo è fondamentale istituire un centro di consulenza di primo livello dedicato alla tecnologia informatica all’interno dell’Unità Operativa Assistenza Riabilitativa e Protesica dell’A.U.S.L. di Rimini. Per perseguire questo progetto sarà individuato un gruppo di figure professionali con competenze nei vari ambiti della disabilità che dovranno essere formate attraverso la collaborazione con l'Ausilioteca di Bologna, centro di riferimento Regionale di 2° livello. Lo scopo principe è quello di individuare un processo metodologico per l’adozione dell’ausilio in cui l’utente sia al centro del progetto e vi partecipi attivamente insieme all’equipe multiprofessionale. Individuata la sede fisica del nascente centro di 1° livello nella struttura privata accreditata “Luce sul Mare”, in cogestione con AUSL RIMINI verrà poi realizzata una stima approssimativa dei costi di tale progetto.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Colantoni M F
Io e il mio piede: il caso di Bruna
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
Era il 1959 quando a soli 10 anni Bruna, primogenita di una famiglia di umili origini, venne ricoverata presso un Istituto di Assistenza con diagnosi di “oligofrenia medio grave”. Bruna trascorre i primi 30 anni in Istituto conseguendo il diploma di scuola media inferiore e raggiungendo ottimi risultati nelle attività manuali di maglieria, tessitura e ricamo che si effettuano all’interno dei laboratori dell’Istituto. A 55 anni compare un Erpes zoster che tende a cronicizzare ed evolve in algoneurodistrofia dell’arto inferiore sinistro. Il dolore continuo ed insopportabile in breve tempo costringe Bruna in carrozzina e per lei inizia un lungo calvario che la vedrà protagonista di continui ricoveri ospedalieri e rinnovati programmi terapeutico-riabilitativi. Questo elaborato riguarderà il progetto di riorganizzazione assistenziale volto a garantire una buona qualità di vita per Bruna all’interno dell’Istituto. Partendo da una valutazione complessiva dell’ambiente, in collaborazione con il personale di assistenza e con Bruna stessa, si è sviluppato un programma che è stato via via ampliato, riveduto e corretto in relazione alle necessità dettate dal decorso clinico. Sono state studiate, ricercate ed adottate soluzioni sia strutturali (rampe di accesso, adattamenti del bagno, ecc.), sia per ciò che concerne la dotazione di ausili (carrozzina, calzature ortopediche, ecc.).
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Corleto F
Progetto di organizzazione di un Servizio Informazione Ausili nella realtà territoriale della AUSL 5 di Bari
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
Definizione di Centro Informazione Ausili: Nucleo di competenza in grado di svolgere attività di divulgazione, di informazione nel settore degli ausili nonché di dare supporto professionale personalizzato alla persona disabile, ai suoi familiari e agli operatori che la hanno in carico al momento di affrontare le prospettive di autonomia, o di miglioramento delle qualità di vita, che possono beneficiare dell'uso di ausili.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Corna D
Studio dell’aspetto ausili/autonomia in un servizio di terapia occupazionale
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
La tecnologia d’ausilio diventa sempre più fondamentale in un progetto di vita indipendente per le persone disabili e anziane. Essa, però, non deve sussistere senza un adeguato sistema di fornitura, che richiede un’attenta e completa valutazione dell’ausilio e di tutto ciò che ad esso è legato (esigenze dell’utente, situazione ambientale, ecc.). Questa valutazione deve essere eseguita da più figure professionali che, ognuna con la propria competenza e con i suoi strumenti di lavoro, hanno tutte l’obiettivo comune di migliorare la qualità della vita dell’utente. Nella valutazione degli ausili riveste un ruolo importante un servizio di riabilitazione in cui vi è competenza e un lavoro d’equipe, ma anche la consapevolezza che per trovare, con l’aiuto della tecnologia d’ausilio, una soluzione ai problemi ed alle esigenze di autonomia dell’utente può essere necessario l’intervento di altre figure professionali che non rientrano nell’equipe riabilitativa, ma che, collaborando con essa, possono garantire una valutazione più corretta e completa. Un servizio di terapia occupazionale può contribuire notevolmente alla realizzazione di un più corretto intervento riabilitativo, e può assumere un valore importante anche nella valutazione, scelta e addestramento all’uso di ausili per l’autonomia. In questo elaborato descriverò l’attivazione di un servizio di terapia occupazionale all’interno di un servizio di riabilitazione: formazione degli operatori, identificazione locali e attrezzature, elaborazione di procedure operative e strumenti di lavoro specifici.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Cornaggia A
Lesioni da decubito e presidi antidecubito
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Le lesioni da decubito, definite come alterazioni della cute o dei tessuti circostanti dovute a compressione meccanica e prolungata su un tessuto molle situato tra la prominenza dell’osso e la superficie esterna d’appoggio, possono causare notevole disagio e sofferenza. Esse rappresentano quindi un grave problema sanitario ed economico nei confronti del quale, nei Paesi più evoluti, le istituzioni sanitarie e governative pongono particolare attenzione sia per la morbilità che per gli alti costi necessari per la cura. La prevenzione è molto importante e si basa su una serie di procedure da attuare quali: il frequente cambio di posizione, un’igiene cutanea non aggressiva per la pelle, una dieta alimentare adeguata, una specifica attenzione alle patologie preesistenti e l’utilizzo di presidi ed ausili specifici. I materassi e cuscini antidecubito, che sono supporti atti a ridistribuire e/o scaricare la pressione di contatto esercitata dal corpo su un piano d’appoggio, intervenendo attivamente sulle cause estrinseche determinanti una lesione cutanea, sono disponibili sul mercato in modelli differenti e con caratteristiche specifiche. Per effettuare una modalità di intervento adeguata e personalizzata occorre quindi una valutazione complessiva dell’individuo che sia olistica, transdisciplinare e che includa il livello di rischio, il comfort, lo stato generale di salute della persona e le caratteristiche tecniche del prodotto.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Corradini C
Dall'handicap alla disabilità: il caso di Francesca
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
La nostra cultura tende ad identificare qualsiasi persona con deficit o menomazioni fisiche e/o mentali come individuo portatore di handicap o handicappato. Siamo proprio noi che ci definiamo "normali" o "normodotati" ad avere un "deficit cognitivo"; non ci rendiamo conto che non esiste la persona "handicappata", ma il "disabile", siamo talmente presuntuosi da non capire che è proprio il nostro comportamento, la nostra mentalità, il modo di fare e soprattutto di costruire a creare l'handicap, che nella nostra lingua si può definire "un ostacolo insuperabile". Ognuno di noi può avere un handicap per qualche cosa che non è in grado di fare, di compiere, o di ottenere, a causa di un qualsiasi ostacolo. È indispensabile per cui non creare o abbattere questi handicap, spesso dovuti alle barriere architettoniche ad ogni persona che possa risentirne.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Cossu R
Dimmi se sei d’accordo... : il caso di Simone
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Simone è un adulto di 41 anni affetto da tetraplegia spastico/distonica associata ad una insufficienza mentale grave. E’ stato inserito in trattamento presso il centro A.I.A.S. (Associazione Italiana Assistenza Spastici) di Cagliari dal momento della costituzione dell’associazione in Sardegna (avvenuta negli anni sessanta) fino al momento della dimissione “decretata” dalla A.S.L. 8 lo scorso anno (Settembre 2.000). Ho potuto seguire personalmente il suo caso, un’esperienza durata pochi mesi durante l’estate 2000, in regime di trattamento domiciliare, avviando nel contempo un progetto di consulenza ausili articolato in diverse aree di intervento: comunicazione, adeguamento dell’abitazione, accessibilità all’immobile, e finalizzato al miglioramento della qualità di vita di tutto il nucleo famigliare. Ma è stata in particolare la ricerca di un ausilio di comunicazione adatto alle potenzialità di Simone la fonte di molte difficoltà, perplessità e di approfondimenti sfociati in questo lavoro.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Costa CH
Esperienza di utilizzo dello strumento SCAI nel servizio di Centro dell’Adattamento Ambiente Domestico di Bologna
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
Il lavoro trae spunto dall’esigenza del servizio CAAD (Centro per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico) di Bologna di portare dati concreti ed oggettivi sull’impatto degli interventi di adattamento dell’ambiente domestico (AD). Si tratta in questo caso di verificare se, e in che lasso di tempo, i costi sostenuti per l’intervento portino o meno a risparmi in termini di costi sociali; in altre parole, quanto l’intervento di AD possa essere considerato un “costo” o un “investimento”. A tale scopo stata svolta un’indagine sugli utenti del CAAD di Bologna attraverso l’uso di uno strumento validato per documentare i costi sociali CON e SENZA intervento di adattamento domestico. I risultati dell’indagine – tutt’ora in corso – restituiscono efficacemente l’immagine di come una oculata politica di interventi pubblici basati non solo sul finanziamento di beni, ma anche sulla messa in campo di servizi competenti porti a notevoli vantaggi sia nell’ambito micro (famiglie, cerchia primaria) che in quello macro-sociale.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Costa CL
Tecnologie Assistive: strumenti per l’integrazione scolastica
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Le esigenze funzionali dello studente, così come emergono dal Profilo Dinamico Funzionale, possono evidenziare la necessità di ricorrere al supporto di una o più Tecnologie Assistive (TA). Nella nuova prospettiva avanzata dalla classificazione ICF, le TA possono costruire un ponte fra il “funzionamento” di questi studenti e la loro “partecipazione” alle “attività” scolastiche; diventano il loro migliore alleato per prendere parte pienamente al processo educativo. L’uso delle nuove tecnologie cambia a fondo il ruolo del docente, scardinandone procedure viziate dalla consuetudine o dalla riproduzione di modelli consolidati. Le TA sono la chiave di volta di un processo educativo, moderno ed efficace, che si rivolge agli studenti disabili. Esse possono supportare e aiutare la piena partecipazione di questi studenti al processo di apprendimento, sia permettendo loro di superare il danno o la menomazione, sia superando le barriere create dalle tradizionali metodologie educative. Le TA sono, o possono diventare, uno degli elementi più rilevanti per la realizzazione di una pedagogia veramente inclusiva. Il presente elaborato si prefigge di presentare i principali ausili per le diverse tipologie di disabilità (cognitive, sensoriali, motorie) offerti dalle tecnologie informatiche e multimediali nel campo della didattica, di quella speciale in particolare, che possono favorire i processi di inclusione e di apprendimento in un contesto relazionale significativo.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Dal Pos A.
Terapia occupazionale ed ausili: la valutazione personalizzata per una scelta più idonea
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
Il progetto intende svolgere un’analisi critica del servizio di valutazione e consulenza ausili che viene svolto nella struttura di Riabilitazione AREP-Onlus di Villorba, inserita all’interno dell’Azienda ULSS n° 9 di Treviso. Attraverso un percorso specifico di terapia occupazionale, la scelta dell’ausilio avviene a partire dall’analisi del bisogno della persona ma anche dell’ambiente fisico e sociale in cui essa vive, con l’obiettivo principale di accompagnare l’interessato nella scelta di uno strumento che quanto più possibile possa rispondere a criteri di “idoneità”. L’elaborato tratterà la specificità della terapia occupazionale in queste fasi del trattamento riabilitativo rivolto al reinserimento sociale delle persona con disabilità ed analizzerà punti di forza e debolezza del servizio che viene svolto nella struttura identificata, proponendo eventuali modifiche da apportare, al fine di creare un percorso adatto a rispondere alle richieste dell’utenza in materia di ausili. Si studierà la possibilità di adeguare quindi le modalità di intervento per dare autonomia procedurale al percorso, identificando spazi di lavoro, tempi e personale addetto specifici: in questo modo si potrà offrire all’utenza un servizio che risponda alle esigenze individuali, permettendo a ciascuno una valutazione preventiva degli strumenti di cui può aver bisogno nella quotidianità.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
Dalla Mora R.
Matteo e la sua casa
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
L’elaborato presenta un intervento di adeguamento ai fini dell'accessibilità di un'abitazione unifamiliare per un giovane a seguito di un trauma (incidente stradale che lo ha reso paraplegico. L'abitazione allo stato di fatto risulta inaccessibile in quanto si sviluppa su più livelli. La famiglia è molto collaborativa. Il ragazzo, di 21 anni, risponde molto bene sotto l'aspetto psicologico dell'accettazione della sua nuova condizione. In questo progetto di ristrutturazione complessiva, oltre alla funzione di progettista e di direttore dei lavori, svolgo anche quella di disability manager. I lavori di ristrutturazione sono in corso e si presume che entro la fine del 2011 siano completati. Il progetto di adeguamento consiste nell'installare, in una posizione centrale della casa, una piattaforma elevatrice che consenta di rendere fruibili i vari livelli. L'ampliamento, inoltre, prevede la realizzazione di una camera dedicata con servizio igienico personale. Al piano terra è prevista la realizzazione di una piccola palestra collegata al posto auto coperto. Nell'area esterna all'abitazione è stato previsto un percorso accessibile tale da consentire un globale utilizzo del giardino.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
D'Amato C
Vivere oltre cento anni in ambiente domestico. Il caso di Filomena
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2004-2005
Filomena ha superato i 102 anni. Dopo una vita di lavoro (è stata collaboratrice domestica in una famiglia di cui ha conosciuto cinque generazioni) durante la quale non ha mai accusato seri problemi di salute, vedova e senza figli, all’età di 98 anni, ha lasciato la casa in cui si era ritirata da pensionata per trasferirsi presso la più giovane della famiglia presso la quale aveva sempre lavorato. Questo elaborato riguarda il progetto di vita messo a punto per Filomena, da lei condiviso, quale considerato in relazione al prevedibile progressivo degrado delle funzioni motorie nel processo biologico di senescenza ed al manifestarsi, nel tempo, anche di deficit cognitivi. Sensibilizzata la famiglia che aveva inteso avere cura dell’anziana ai problemi cui sarebbe andata incontro, è stato necessario adottare degli accorgimenti pratici sulla sistemazione del nuovo habitat e fornire alcuni ausili essenziali. Gli ausili indicati sono stati: il letto ortopedico regolabile in altezza a due snodi, il materasso antidecubito ad aria compressa, la carrozzina ad autospinta, poi dotata di cuscino antidecubito, la sedia a comoda e, successivamente, lo sgabello per il box doccia ed il supporto per alzarsi dal letto.valutazione riguardo al conseguimento della patente speciale, ai dispositivi presenti in commercio, alle agevolazioni ed alla valutazione delle capacità residue dei pazienti nel territorio di competenza della ASL 5 e, in un secondo tempo allargare questo servizio anche a tutti coloro i quali ne abbiano bisogno. La presenza di un Centro di Mobilità permetterebbe di poter rispondere alle sempre più numerose domande riguardo a questo campo ed alla sempre maggior esigenza che una buona parte di popolazione ha di muoversi sia per lavoro, per uso del tempo libero che per altre ragioni.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2005
De Ciechi R
Ausili per persone adulte e anziane amputate di arto inferiore
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia", Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a, a, 2009-2010
L’elaborato si propone di chiarire l’intervento protesico (protesi e ausili) all’interno del progetto riabilitativo di persone adulte e anziane con amputazione di arto inferiore. L’amputazione è una condizione piuttosto frequente in tali soggetti. Non tutti gli amputati sono protesizzabili. Il primo fondamentale passo nell’approccio verso il soggetto amputato è quindi quello di valutare la possibilità di applicare una protesi. La prima parte della tesi verterà pertanto su questo aspetto e discuterà, in particolare, dei fattori che influiscono sul successo della protesizzazione (causa e livello di amputazione, assenza di condizioni sfavorevoli e presenza di determinati requisiti essenziali). La mancata possibilità di protesizzazione non deve essere vissuta da chi riabilita come una sconfitta personale, laddove è il risultato di una corretta scelta professionale, mirante a trovare la soluzione più adatta alla situazione.Nella seconda parte dell’elaborato, invece, si farà riferimento alla prescrizione degli ausili che vanno dalla protesi, alla carrozzina, ai vari ausili per la deambulazione (deambulatore 4 puntali oppure 2ruote e 2 puntali-stampelle), fino ad arrivare eventualmente alle calzature idonee. L’unità didattica cercherà sempre di sottolineare l’importanza della personalizzazione dei vari interventi e delle varie scelte, partendo dal presupposto che ogni ausilio deve rispettare le reali possibilità ed esigenze della persona amputata, la quale, per quanto ben supportata deve essere la principale protagonista nella scelta degli ausili che la riguardano direttamente.
Anno di pubblicazione: 2010
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2010
De Filippi L
Puntatori Oculari: per essere ancora “connessi” con il mondo per essere ancora “connessi” con il mondo
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
I Puntatori Oculari “eye tracking” permettono ad una persona che concentra lo sguardo su uno schermo di "scegliere", con il solo movimento degli occhi, un tasto, una lettera, una frase: sono, semplificando, dei "mouse" oculari che una volta calibrati sulla singola persona consentono, a chi è in grado di muovere solo gli occhi, di comunicare con il mondo. Questi ausili sono quindi di grandissima importanza per tutte le persone colpite da gravi patologie neurovegetative come la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), da sindromi post traumatiche per lesioni cervicali alte che comportano una completa tetraparesi (cioe' l'impossibilita' di muovere tutti gli arti) ecc. Queste persone, pur mantenendo inalterate le capacità cognitive e le funzioni cerebrali superiori, subiscono un’alterazione severa della capacità espressiva sia verbale che scritta e perdono la facoltà di comunicazione e di relazione, rischiando di vivere nel totale isolamento. Il movimento degli occhi resta l’unico movimento possibile che è però sufficiente, grazie a questi straordinari strumenti, per esplicare alcuni essenziali bisogni di autonomia: comunicare, lavorare, divertirsi, passare il tempo libero e controllare il proprio ambiente di vita. Eye Tracking analizza, attraverso una telecamera digitale, il movimento dell’occhio ed in particolare la posizione della pupilla. Generalmente l’occhio viene “illuminato” da un emettitore di luce infrarossa che definisce il contorno della pupilla e crea un riflesso luminoso che viene catturato dalla telecamera ad altissima risoluzione. Questi riflessi vengono poi elaborati da un apposito software per calcolare la posizione dello sguardo rispetto ad un oggetto o ad una posizione sul display del computer. Attualmente esistono 8 prodotti di Puntatori Oculari di cui 5 distribuiti sul mercato italiano (Quick Glance, Erica, EyeGaze, My Tobii P10, TM3).
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
De Filippo G
Organizzazione e metodologia di lavoro del Servizio Informazione e Progettazione Autonomia presso l'AIAS di Salerno
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
L'autore descrive l'organizzazione di un Servizio Informazione Ausili all'interno di una Struttura Riabilitativa e focalizza l'attenzione sulla validità di un'integrazione tra percorso riabilitativo e percorso di autonomia.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
De Lauso L
Single ad ogni costo! Il caso di Alberto
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Alberto, ingegnere di 72 anni, vive da solo al secondo piano di una palazzina senza ascensore. Pensionato da alcuni anni, mantiene ancora un’attività di appoggio alla preparazione di giovani ingegneri e di collaborazione esterna con ditte straniere; coltiva inoltre interessi culturali quali musica classica e mostre d’arte che lo portano anche all’estero. In seguito all’intervento chirurgico di protesi d’anca arriva nella struttura riabilitativa in condizioni funzionali molto ridotte. L’intervento riabilitativo è rivolto al ripristino della maggiore autonomia e sicurezza possibile del paziente nell’ambito domestico, nelle attività della vita quotidiana, nella deambulazione, nei trasferimenti in ambiente esterno, nel superamento di barriere architettoniche, nell’interazione col mondo esterno, nei trasporti
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
De Luca D
Solo et pensoso i più deserti campi vo mesurando a passi tardi et lenti: il caso di Roberta
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
Roberta ha 38 anni e da sette convive con gli esiti di una meningoencefalomielite. Si muove lentamente e tutto ciò che svolge le risulta faticoso. Vive in una casa scarsamente accessibile, dalla quale esce pochissimo perché è posta al terzo piano e senza ascensore. Nel corso degli anni le sue condizioni cliniche sono peggiorate e hanno messo in luce alcuni problemi in molte delle attività che svolge: si affatica velocemente nel cammino, nel fare le scale, nel lavarsi e nell’esecuzione di molte delle faccende di casa. Ha dovuto diminuire le sue attività del tempo libero e vorrebbe trovare delle soluzioni per poter andare a fare la spesa o per girare più autonomamente per la città ed il centro storico, vorrebbe conoscere meglio gli ausili che potrebbero servirle, vorrebbe trovare delle soluzioni per lavarsi nella vasca con meno dispendio di energie, per usare più comodamente i fornelli, il lavello e il lavandino. Possiede una carrozzina manuale, ma non riesce a usarla nell’appartamento perché i locali sono troppo stretti, ha conseguito la patente speciale e possiede un’automobile con adattamenti per la guida che non riesce a sfruttare a pieno dal momento che non conosce bene le strade. Partendo dall’analisi delle richieste da lei formulate e considerando gli ausili di cui già dispone, si percorrono le tappe per giungere a trovare delle soluzioni ai suoi problemi domestici, di mobilità e conoscenza. L’obiettivo del progetto è molteplice e consiste nel fornire una maggiore autonomia a Roberta, dando una risposta alle sue richieste, ottimizzando le sue capacità residue e fornendo nuove risorse.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2004
De Marchi C
L’Araba Fenice: il caso di Ermanno
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Ermanno è in emodialisi da circa 25 anni ed ha alle spalle due trapianti di reni. Anche se negli ultimi dieci anni il quadro motorio è peggiorato, non si è mai perso d’animo e per raggiungere l’autonomia ha utilizzato svariate strategie con lo scopo di migliorare le sue funzioni e rendere l’ambiente facilitante l’esigenza di interagire a livello sociale. Gli ausili sono stati molti dal bastone a tecnologie più complicate come il PC utile non solo per il suo lavoro (tecnico del suono), ma anche per tutti i servizi cui si può accedere senza trasferimenti difficili da realizzare. L’uso della carrozzina manuale è ormai permanente da tre anni. Modifiche ambientali dell’appartamento in affitto non sono state risolutive ed hanno agevolato soprattutto l’ambiente bagno. Nel quartiere gli spazi esterni sono stati parzialmente modificati per consentire il passaggio di una sedia a ruote sui marciapiedi in seguito ad una richiesta al Comune del luogo di residenza. Questo mio elaborato ha come progetto la realizzazione di ulteriori miglioramenti all’interno della casa (cucina, camera da letto, bagno) sia come accesso sia come facilitazione per l’attuazione delle attività della vita quotidiana (ADL). Inoltre per favorire la necessità di Ermanno di autonomia negli spostamenti esterni, appena la viabilità del quartiere lo renderà possibile, si procederà alla prescrizione della carrozzina elettronica, valida anche per preservare la poca funzionalità residua degli arti superiori. Attualmente solo parte di questo progetto è stata realizzata ma le modifiche finora effettuate hanno già consentito a Ermanno un miglioramento della sua qualità di vita e una diminuzione del carico assistenziale.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
De Paoli E
Il rapporto counsellor-utente nell'elaborazione di un progetto di vita indipendente: il caso di Piero
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
L'elaborato propone il caso di Piero, diabetico dal 1993 e dal 1997 amputato di coscia sinistra. Piero ha espresso il desiderio di concretizzare il suo progetto di vita indipendente, nonostante le condizioni fisiche non siano affatto stabilizzate. Attualmente si sta operando al fine di prevenire l'amputazione della gamba destra. Importanti motivazioni personali lo spingono per dimostrarsi estremamente propositivo rispetto al proprio futuro e partecipe al progetto di vita indipendente, che è tuttora in corso d'opera con buone possibilità di essere portato a termine entro un anno.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
De Simone M
Conoscere e utilizzare il SICAT (Servizio Informazione Consulenza Ausili Tecnologici) dell’ASL di Bari
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
Presso l’U.O. di Riabilitazione e Protesi del Distretto Socio Sanitario di Putignano della ASL BA si sta attuando il progetto pilota denominato “Assistenza Protesica Integrata” (A.P.I.) finalizzato ad una migliore organizzazione della gestione protesica. Tale progetto nasce dall’esigenza di coniugare aspetti economici e ottimizzazione delle risorse nell’integrazione tra i servizi preposti all’assistenza protesica, affinché risultino funzionalmente e fisicamente vicini alla persona con disabilità. L’elaborato analizza i dettagli del progetto A.P.I., che rappresenta il collegamento funzionale tra l’Unità Operativa di Riabilitazione, il Servizio Informazione e Consulenza Ausili Tecnologici (S.I.C.A.T.), l’Ufficio Protesi e l’Ambulatorio Protesico del Distretto Socio Sanitario di Putignano. Descrive inoltre le azioni che si intende adottare per attuare il progetto e renderlo fruibile da tutti coloro a cui è rivolto.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: febbraio 2008
Dedes S
L’influenza delle nuove tecnologie informatiche ed assistive sulla modalità apprenditiva e trasformazione socio-culturale dell’iter formativo universitario: Viaggio a Itaca
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2005-2006
L’elaborato consiste in alcuni “appunti di ricerca” di uno straordinario viaggio di esplorazione all’interno di uno spazio universitario, dove un gruppo di studenti con disabilità, e non solo, hanno sperimentato nuove forme di apprendimento, percorsi di partecipazione, di inclusione e di relazioni socio-culturale grazie a nuove tecnologie assistive ed informatiche, in un continuo processo educativo e comunicativo. In questo preciso spazio, visto come “cantiere aperto” all’interno dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli (UNISOB), organizzato con il SAAD (Servizio di Ateneo per le Attività degli Studenti con Disabilità ) e la Cattedra di Formazione e Cultura Tecnologica e Didattica Speciale, si è cercato di aprire lo sguardo sulle possibilità di costruire nuovi percorsi di empowerment formativo, dove le suddette tecnologie sono individuate non solo come strumento di intervento e mediatore di relazione, ma anche soprattutto come teatro di esperienza e trasformazione socio-culturale. Nello stesso elaborato sono stati riportati i dati di una ricerca condotta dentro i laboratori universitari “MoviMenti” ed “Ausilioteca on-line”
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2006
Demara S
Integrazione scolastica e ausili tecnologici per la comunicazione: due percorsi paralleli a sostegno della persona. Il caso di Cristian
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
Il destinatario e insieme artefice del progetto presentato in questo elaborato si chiama Cristian.Il ragazzo ha 19 anni e da cinque presenta, in seguito ad una generica neuropatia motoria, una grave compromissione degli arti superiori, che gli impedisce attualmente di svolgere gran parte delle attività quotidiane. Partendo dalle sue funzionalità motorie residue si prevede di stilare un progetto individualizzato in termini di tecnologie d'ausilio informatiche che consentiranno al ragazzo un'effettiva integrazione scolastica, un miglioramento della sua autonomia e della sua qualità di vita. L'insieme degli interventi prevede l'utilizzo di un computer, di un software per il riconoscimento vocale, di un voltapagine, di un software emulatore di mouse e di un dispositivo di controllo ambiente. Questi ausili gli permetteranno di riappropriarsi dei fondamentali strumenti comunicativi interpersonali, quali la scrittura e l'uso del telefono e di interagire con l'ambiente circostante.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Di Benedetto MR
Le sue mille possibilità nonostante tutto: il caso di Francesco
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
Francesco è un ragazzo di sedici anni con esiti di Paralisi Cerebrale Infantile e con notevoli problemi visivi, situazione che ha influito in maniera decisiva nello sviluppo delle sue capacità cognitive. È dotato di notevole voglia di vivere e relazionarsi con gli altri. Seguito dalla scrivente in trattamento fisioterapico dall’età di tre anni ha raggiunto attualmente una discreta autonomia deambulatoria. In questo periodo è inserito in una prima superiore e frequenta un centro socio educativo. Il progetto esposto nella tesi, mirante alla conquista di una maggiore autonomia, prevede l’uso di ausili atti a rendergli la vita più soddisfacente in tre settori: 1) mobilità esterna attraverso l’individuazione di una carrozzina maneggevole per lui e per i familiari o gli operatori che ruotano intorno a lui. È stata scelta la carrozzina ad autospinta posteriore. 2) Autonomia nella cura della propria persona legata in particolare al momento del bagno: si propone il sedile per vasca. 3) Accessibilità informatica e possibilità di scrittura attraverso l’individuazione di opportuni adeguamenti per computer e di programmi specifici. Sono stati scelti: tastiera speciale espansa, emulatore di tastiera, software per decodifica informazioni video, software per visualizzazione ingrandita, software per apprendimento della matematica, software per apprendimento del valore monetario, software per l’esercizio di abilita' percettive, software per disegnare, software per elaborazione di testi. Compiuta un’analisi dettagliata della numerose proposte offerte, aventi ognuna notevoli vantaggi in un senso o nell’altro, è stata operata una scelta oculata anche in vista del risvolto economico. Per quanto riguarda il primo punto, la carrozzina è già stata concessa. Al più presto si avvierà il procedimento perché possano essere forniti anche gli altri ausili scelti e proposti per gli altri due punti.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2004
Di Martino L
Ausili tecnologici ed informatici per la comunicazione
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia", Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a, a, 2009-2010
“La relazione e la comunicazione sono aspetti costitutivi dell’essere umano, attraverso le quali la personalità si esprime e si modella”, (Andrich,2006). La comunicazione è un fondamentale diritto umano, in base al quale ogni persona indipendentemente dal grado di disabilità può influenzare, mediante il processo comunicativo, le condizioni della propria vita. La comunicazione è uno scambio di informazioni fra due o più persone, attraverso modalità verbali e non verbali. Essa può essere intenzionale o non intenzionale, può implicare segnali convenzionali e non convenzionali, può assumere forma linguistica o non linguistica e può avvenire per modalità verbale o per altre modalità. Danni neurologici e molte altre patologie possono determinare gravi impedimenti nella comunicazione verbale, creando di conseguenza difficoltà nelle relazioni interpersonali e nella partecipazione sociale. Fortunatamente oggi le moderne tecnologie informatiche, attraverso la realizzazione e l’immediata disponibilità sul mercato di molteplici ausili per la comunicazione, offrono un aiuto fondamentale a tutte le persone con difficoltà comunicative, al fine di potenziare le loro capacità residue, migliorare la qualità di vita e la partecipazione sociale. Ausili come pannelli o tabelle comunicative, comunicatori, software e adattamenti per l’utilizzo del PC offrono all’utente la possibilità di esprimesi e di decidere cosa, quando e come comunicare. È bene ricordare che prima di scegliere l’ausilio più idoneo per l’utente, è necessaria una valutazione di molteplici fattori quali: capacità motorie e cognitive, livello culturale, motivazione all’uso, condizioni ambientali e possibilità economiche.
Anno di pubblicazione: 2010
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2010
Di Paolo C
La grande rivincita dopo una dura sconfitta: Gianna
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
Il lavoro descrive la storia di Gianna, 40 anni, sposata, segretaria negli uffici comunali del suo piccolo paesino di montagna delle dolomiti lucane. Al culmine della sua vita, tra le tante soddisfazioni lavorative e familiari, tra la vitalità sociale e culturale che la caratterizzano ed il forte desiderio di diventare mamma, trova spazio anche l'evento che, tra la disperazione e l'angoscia dei suoi familiari, la porta ad interrompere una gravidanza al settimo mese. Gianna perciò si risveglia dal coma con il sogno infranto di essere madre; si trova intrappolata nel suo corpo inerme e indifesa pur essendo stata una donna forte ed energica; ora può parlare solo con gli occhi. Con gli stessi occhi vede il marito come linfa nuova per la sua prossima vita, pensa ad una rivincita e ad inseguire altri sogni. Il progetto descrive le soluzioni ed i mezzi usati affinché Gianna, con l'aiuto della sua determinazione e caparbietà, si senta libera dalla gabbia del suo corpo in cui è costretta a stare. Si descriveranno le soluzioni usate per lo spostamento e per l'autonomia in casa ma anche le varie modifiche per le barriere architettoniche a domicilio e negli ambienti circostanti. Si analizzeranno sistemi di postura, sistemi per facilitare il care-giver nelle attività primarie della vita quotidiana e sistemi per la comunicazione, dalla tabella alfabetica alle proposte di software; tutto quello cioè che traghetterà agevolmente Gianna nel suo nuovo mondo.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: marzo 2012
Diozzi L
Vivere con la SLA in famiglia e nel quartiere: il caso di Mario
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2005-2006
Mario e sua moglie vivono al terzo piano senza ascensore in una casa popolare di una grande città. Nel marzo del 2004 a Mario viene diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Dal momento in cui è stata comunicata loro la diagnosi si attivano per l’installazione di una piattaforma elevatrice utilizzando le agevolazioni della Legge Nazionale abbattimento barriere architettoniche 13/89; eseguono modifiche parziali dell’appartamento come l’installazione dell’aria condizionata per affrontare l’estate ed il rifacimento parziale del bagno con sostituzione di vasca e installazione di piatto doccia. Si alternano nella storia di Mario e di sua moglie l’utilizzo di ausili di fornitura ASL e di “ausili non ausili” caratterizzati da accorgimenti creativi e intelligenti. Mario comincia ad utilizzare un deambulatore da esterno che tiene sempre vicino a se e sul quale posiziona il ventilatore volumetrico/pressumetrico con circuiti e maschere varie, segue posizionamento PEG, carrozzina standard prestata da amici, bascula ASL Netti III 2000 che possa stare sulla piattaforma, campanello elettrico per chiamare la moglie a distanza, poltrona elettrica, rialzo wc 3x1. A questi ausili si aggiunge un saturimetro da utilizzarsi per correggere le desaturazioni con O2 gassoso. Tale saturimetro, dotato di supporto di memoria, rende possibile una raccolta di dati da inviare al Centro di Fisiopatologia respiratoria che ha in carico il paziente. Infine per il comfort a letto una rete elettrica gli permette di alzare la testiera e la pediera mantenendo l’unità del letto matrimoniale. Tutto ciò che è stato possibile fare ha portato Mario nel suo percorso di malattia al compimento del suo sommo desiderio, quello di vivere in modo confortevole in famiglia e nel quartiere fino al momento della morte, che sopraggiunge nel luglio del 2006.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Donati M
Orizzonti di autonomia: il caso di Matteo
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
Il caso di studio riguarda un ragazzo di 24 anni affetto da esiti di trauma cranico cui sono conseguite disabilità multiple e complesse, in particolare sul versante motorio e cognitivo. La menomazione principale è la tetraparesi e le lesioni secondariamente intervenute; al momento non è presente alcun canale di comunicazione. L'autonomia funzionale è nulla. Vive con la propria famiglia in appartamento ubicato al piano rialzato, privo di ascensore. Il progetto si propone di analizzare le problematiche attinenti una possibile riorganizzazione della vita quotidiana con particolare riguardo alla facilitazione delle manovre assistenziali da parte dei familiari e del personale di assistenza. Le aree problematiche individuate sono state: 1) Cura della persona 2) La mobilità dei trasferimenti (passaggi posturali) 3) L'analisi della postura in carrozzina 4) L'accessibilità al bagno 5) L'accessibilita all'esterno del domicilio 6) Il trasporto in auto.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Eramo A L
Fuori dal cerchio. Comunicazione, accessibilità informatica, postura: progetto d'individuazione ed integrazione degli ausili in un percorso educativo.
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
Nel presente lavoro viene affrontato il caso di un giovane adulto di 31 anni affetto da tetraplegia spastico/distonica con insufficienza mentale lieve, utente di un servizio diurno interno alla Fondazione Don Carlo Gnocchi, per il quale è stato avviato un progetto educativo articolato su tre diverse aree di sviluppo: l'area della comunicazione funzionale, l'area dell'accessibilità informatica e l'area della postura funzionale all'utilizzo del Personal Computer, queste vengono presentate attraverso un percorso di ricerca e di lavoro, iniziato nell'anno 1997 all'interno del servizio diurno di cui sopra, che ha condotto alla formulazione di ipotesi relative all'introduzione di nuovi ausili e tecnologie finalizzate al potenziamento delle capacità del soggetto.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Fabbri G
Il ruolo degli ausili in determinate patologie rare: il caso del Morbo di Hansen
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
Il motivo della scelta di questo argomento risale al mio viaggio in Africa tra settembre e ottobre 2005, quando ho trascorso un periodo di volontariato presso una comunità per disabili aperta a Ndola (Zambia) dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Al mio ritorno mi sono confrontato con un’amica che era stata a Fatimanagar (India) presso un lebbrosario e da qui sono nate diverse iniziative di raccolta fondi e sensibilizzazione che ancora proseguono. Il primo intento di questa mia unità didattica è quello di descrivere la lebbra nelle sue caratteristiche principali, dalla sua incubazione alla sua possibile guarigione. Successivamente parlerò del necessario utilizzo di un certo gruppo di ausili per risolvere i problemi causati da tale patologia, descrivendone le caratteristiche tecniche. Infine passerò alla presentazione delle probabili criticità che un lebbrosario dovrà affrontare per assumere la funzione di centro di fornitura di ausili per i propri pazienti, descrivendo anche un caso di studio concreto: il lebbrosario di Fatimanagar. Lo scenario da me ipotizzato avrà tuttavia natura puramente teorica, essendo logicamente necessario un confronto con gli operatori del luogo per la realizzazione di un progetto completo.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: gennaio 2008
Fadda P
Organizzazione di un Centro di Consulenza per gli Ausili nell’ambito dell’ASL n°1 di Sassari distretto di Alghero
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
Il territorio dell’ASL n°1 di Sassari è particolarmente vasto con una densità abitativa molto bassa: i tre distretti che la compongono presentano caratteristiche organizzative non omogenee. Tra di essi il distretto di Alghero, benché decentrato, offre il vantaggio della presenza di un reparto di riabilitazione intensivo e di un Day Hospital riabilitativo, di un servizio ambulatoriale qualificato, della disponibilità di locali, e di una lunga e consolidata esperienza nel campo della riabilitazione. Il Centro Informazione Ausili delineato dal presente Elaborato è rivolto a tutti gli utenti del distretto; presenta una piccola esposizione di ausili (carrozzine, sistemi posturali, cuscini antidecubito, ausili per l’abitazione); offre informazione e formazione prevalentemente – ma non solo – agli operatori che lavorano a contatto con i disabili delle varie strutture assistenziali e che sono già sensibilizzati al problema. Vi si accede tramite prenotazione , anche telefonica. Con la consulenza (colloquio, esame clinico, eventuale valutazione degli ambienti di vita) si considerano le necessità dell’utente; si propone un presidio che viene provato anche ripetutamente e adattato fino ad arrivare alla soluzione che si ritiene più idonea; a questo punto si passa alla prescrizione, attraverso le fasi burocratiche previste dalle legge; si propongono inoltre al paziente verifiche periodiche per valutare l’effettiva utilità ed il reale utilizzo di quanto proposto.
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Fantasia A
Proposta di nuovo infila- e sfila-calze
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Esiste una vasta letteratura che sostiene l’importanza dell’uso delle calze elastocompressive per la riduzione o risoluzione degli edemi da stasi flebolinfatica degli arti inferiori, favorevole nella profilassi e cura di numerose patologie del circolo venolinfatico dell’arto inferiore quali: ulcere crurali, varici, distrofie cutanee e sottocutanee, trombosi venose e sindromi post-trombotiche, amputazione ed altre patologie. Vestire una calza, soprattutto se ad alta compressione, rappresenta un impegno notevole per persone disabili e non, sotto l’aspetto dell’articolarità, forza e coordinazione muscolare polidistrettuale. Non di rado, per l’alta difficoltà o impossibilità a vestire la calza da soli, si assiste all’abbandono della calza terapeutica, con conseguenze anche gravi. Gli infilacalze in commercio presentano il limite di non possedere espedienti tecnici per garantire l’esatto controllo e posizionamento della calza al piede, di essere spesso d’aiuto solo per calze a bassa compressione o di richiedere, per il loro uso, un eccessivo impegno da parte dell’utente. Si propone un ausilio di nuova creazione per facilitare l’uso della calza compressiva, con alcune sue varianti, con l’obiettivo di permettere ai pazienti di raggiungere un maggiore grado di autonomia, di migliorare la compliance dell’utilizzo della calza compressiva e di consentire un risparmio di tempo al personale sanitario che si occupa dei degenti ai quali è prescritto l’uso della calza terapeutica. L’infilacalze universale presentato, con le sue varianti, richiede un’applicazione minima di forza, di impegno articolare e di abilità, esso è sicuro, di semplice uso, facilita la vestizione di ogni tipo di calze, di qualsiasi grandezza e classe compressiva, da parte del paziente o del care giver.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Farina E
Vorrei qualcosa di più! Il caso di Fabrizio
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2004-2005
Fabrizio ha 31 anni, è paraplegico da quattro, è autonomo, lavora e a breve andrà a vivere da solo… ma vorrebbe qualcosa di più. Desidera infatti mettersi alla prova, riprovare il gusto della competizione dell’esercizio fisico. Questo lavoro presenta un’esperienza di consulenza professionale sostenuta da un rapporto di stima e fiducia reciproca, che ha poi portato Fabrizio ad una progressiva presa di coscienza di nuovi bisogni di autonomia personale sviluppatisi attorno alle attività sportive proposte: il Monosci e l’ Handybike.Al fine di rispondere adeguatamente alle richieste che mi venivano poste è stato importante seguire un percorso metodologico che ha previsto, in successione, l’esame dell’attività residua, l’analisi dei bisogni e delle aspettative, l’individuazione delle attività più consone, la definizione di un percorso di attuazione del progetto ed utilizzo degli ausili individuati, la verifica a distanza delle attività e della loro ricaduta sulla qualità di vita mediante questionari quali il Q.U.E.S.T e il P.I.A.D.S.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2005
Fasan L.
Diritti, accessibilità e partecipazione alla vita sociale della persona con disabilità
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
L’inclusione sociale delle persone con disabilità è un tema di piena attualità ma ancora di ridotta considerazione culturale in alcuni Paesi compresa l’Italia, con conseguenti disagi per chi la vive e pregiudizi per chi la vede. Buona parte di questo “diritto” dipende proprio dalla possibilità di partecipazione alla vita sociale di queste persone, spesso condizionata da limiti ambientali o individuali. La mia ricerca verterà dunque sui benefici riscontrabili dal riconoscimento dell’invalidità civile, sul quadro normativo Italiano circa il processo di fornitura degli ausili e della patente di guida, e sulla detraibilità fiscale per l’accessibilità dei luoghi privati e pubblici. In questo modo una persona motivata all’autonomia può essere facilitata a sviluppare il più possibile ogni ambito della propria vita, naturalmente tutti attraversati dalle fondamentali relazioni sociali.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
Fazzalari D
Autonomia nella prima infanzia: il caso di Titti
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Titti ha tre anni, ed è stata presa in carico dal nostro servizio di recupero e rieducazione funzionale all’età di 8 mesi. Vive con la sua famiglia in una bella casa di campagna al primo piano; al momento attuale la mamma sente il problema dell’accessibilità esterna all’abitazione anche se la bambina è ancora piccola, ma la sua tetraparesi aposturale è grave, come pure il quadro cognitivo ed è meglio iniziare a pensare adesso a come risolvere questo aspetto. Poi c’è il problema del bagnetto: una volta insaponata Titti “scappa” da tutte le parti, così bisogna essere sempre in due. Inoltre la bambina ha scoperto come evitare il poggiatesta del passeggino riuscendo così ad incastrarsi e a farsi male. Infine il sistema di postura fatto su misura è diventato piccolo, bisogna rifarlo valutando le caratteristiche e le scelte. I problemi da affrontare si possono così riassumere: · accessibilità esterna all’abitazione · igiene personale · poggiatesta del passeggino · sistema di postura il tutto inserito nel progetto riabilitativo che la collega Franca sta seguendo; io farò da consulente ausili per quanto riguarda gli ausili
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Ferrara G
Risorse per l’autonomia: un grande aiuto dalle piccole cose
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Il progetto è volto all’avvio di un laboratorio che si basi sul confronto tra operatori e persone con disabilità con la finalità di progettare e realizzare ausili “creativi” a basso costo all’interno del Montecatone Rehabilitation Institute (MRI). La scommessa del laboratorio nasce dalla volontà di valorizzare le competenze presenti nel piccolo microcosmo di Montecatone, che sono ben evidenti nel nostro servizio di Terapia Occupazionale, ma anche tra gli altri operatori quali educatori e volontari “alla pari”( persone con disabilità similare a quella seguita nel nostro istituto) e soprattutto presenti nell’esperienza quotidiana di tutti gli ex pazienti. Infatti sono molteplici gli adattamenti pratici e funzionali che ogni persona con disabilità può realizzare in maniera semplice per migliorare la sua vita quotidiana senza che questo significhi rinunciare a efficacia ed efficienza. Il laboratorio si propone anche di allestire una “vetrina” accessibile da Internet, in cui tutti gli interessati possano vedere ausili già realizzati ed effettivamente funzionali e così trarne spunto per la creazione di ausili similari adattabili alle loro esigenze.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Ferraro M
Independence ToDay - la protesi come strumento per l’autonomia: il caso di Paolo
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
L’elaborato propone il caso di Paolo, giovane di anni 23, amputato bilaterale al terzo distale di avambraccio. Il desiderio di realizzarsi, di dare sempre il meglio di sé ignorando i pregiudizi degli altri, la voglia di vivere intensamente e di socializzare, lo hanno convinto ad applicare, presso il nostro Centro, le protesi. Protesi con cui egli ha misurato la propria diversità, confrontando le proprie capacità, le proprie prestazioni, il proprio ruolo, le proprie caratteristiche fisiche e comportamentali con quelle degli individui “normali”. Un incontro magico, quello con gli ausili, capace di dare una nuova vita sportiva, universitaria e lavorativa ad un ragazzo che si è scoperto capace di trionfare sulle sue disavventure. Nel lavoro che segue sono analizzati i vari aspetti e le varie fasi che hanno condotto Paolo e chi si è relazionato con lui, ad un soddisfacente livello di gratificazione nel vedere raggiunti i principali obiettivi prefissati: cura della propria persona, autonomia di mobilità, reinserimento lavorativo, continuazione degli studi presso l’università, ripresa del suo sport: il tennis.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Festi C
Cambiare punto di vista: il caso di Roberta
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
Roberta è una giovane donna, affetta da Sclerosi Multipla, caratterizzata da una forte impronta ipertonica, con tetraparesi, disartria e disfagia. Da alcuni mesi, Roberta si esprime a fatica e i familiari hanno preso in considerazione la proposta di un’eventuale programma di potenziamento del linguaggio: abbiamo così intrapreso in collaborazione con il Centro di competenza territoriale per gli Ausili un percorso finalizzato alla valutazione di un sistema di comunicazione alternativo. Parallelamente l’ambito di intervento si è progressivamente allargato anche alla mobilità ed alla postura, al fine di ricercare soluzioni assistive volte ad alleggerire il carico assistenziale e migliorare il comfort. Roberta attualmente è dipendente in tutte le attività della vita quotidiana e non è più in grado di collaborare alle sequenze di trasferimento che sono a carico totale del marito e dell’assistente personale. Anche il sistema di postura non appare più idoneo e Roberta preferisce rimanere sdraiata nel divano per gran parte della giornata; a tal proposito abbiamo proposto una carrozzina basculante con sistema posturale capo-tronco-bacino che le consenta di rimanere seduta per diverse ore. Obiettivo di questo elaborato è illustrare il percorso intrapreso con Roberta per potenziare la sua partecipazione nell’ambito delle relazioni e, se possibile, prevenire il rischio dell’isolamento. Attraverso l’integrazione delle diverse professionalità e la rete dei Servizi, vorremmo proporre un approccio globale non più orientato alla sola erogazione di prestazioni, ma al raggiungimento della massima autonomia possibile.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Fileni G.
Riscoprire la qualità della vita: Salvatore
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
Il lavoro riassume la situazione di Salvatore, anziano, vedovo, che gradualmente perde la capacità di svolgere le attività della vita quotidiana. Salvatore è vigile, collaborante e propenso a sperimentare nuovi strumenti che gli permettano di svolgere nuovamente alcune autonomie per lui fondamentali della sua routine quotidiana e tornare a ricoprire i ruoli per lui significativi. Le problematiche principali della sua condizione sono date da un ipotono-ipotrofia muscolare generalizzata a tutti e quattro gli arti e dalla presenza di parestesie e ipoestesie soprattutto a livello degli arti superiori e dell’arto inferiore sinistro, che non gli permettono né il raggiungimento della postura eretta né la capacità di prensione di oggetti di qualsiasi forma e dimensione. Sperimentando questa nuova condizione di disabilità, Salvatore prova le sensazioni di sentirsi inutile, inadatto alla sua nuova vita, non più in grado di decidere cosa sia più giusto per lui, chiedendosi anche, talvolta, quale sia il motivo della sua esistenza. L’intento dell’elaborato è quello di descrivere come sia stato possibile effettuare un miglioramento della qualità di vita di Salvatore, facilitando determinate attività per lui significative. In particolare verrà descritto come, ponendo Salvatore e le sue esigenze al centro di tutto l’intervento, sia stato possibile individuare delle soluzioni idonee e ben accettate dal protagonista e dalla sua famiglia.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
Filippi A
Obiettivo autonomia: progetto per la realizzazione di un Centro Informazioni Ausili come parte integrante di uno sportello informativo per disabili
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
L’autore propone un progetto per la realizzazione di un servizio integrato, che svolga la funzione di Centro Informazione Ausili, Centro Consulenza Abbattimento Barriere Architettoniche e Centro Informazioni Legislative, nell’ambito del territorio della Provincia Regionale di Trapani, in grado di assumere il ruolo di punto di riferimento per tutti coloro che in prima persona, in quanto disabili o genitori di disabili, o indirettamente, in quanto operatori del settore, si confrontano con la difficile realtà dell’inserimento sociale del soggetto disabile.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Fina PE
Presidi antidecubito nella prevenzione e trattamento delle lesioni da decubito
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia", Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a, a, 2009-2010
Per ulcera o lesione da decubito si intende una lesione tissutale ad evoluzione necrotica che interessa la cute, il derma e gli strati sottocutanei, fino a raggiungere, nei casi più gravi, il muscolo, la cartilagine e l’osso. Il fenomeno è causato da una prolungata e/o eccessiva pressione esercitata tra piano d’appoggio e superficie ossea, tale da provocare uno stress meccanico sui tessuti ed un’alterazione della circolazione ematica locale. Numerosi sono i fattori di rischio implicati nell’insorgenza delle lesioni da decubito: tutte le condizioni che comportano una diminuzione della mobilità (per compromissione della funzionalità neuromotoria e gli anziani allettati) e la presenza di malattie sistemiche concomitanti. Il rapido aumento della popolazione anziana e la cronicizzazione dei processi patologici ha portato sempre più in evidenza negli ultimi anni il problema delle lesioni da decubito che rappresentano perciò un problema rilevante sia in termini di sofferenze umane che di costi economici e vede coinvolte più figure professionali. Vengono perciò proposte linee guida e protocolli per il trattamento ma a tutt’oggi non si è trovata una cura definitiva e l’unico dato certo è che una adeguata prevenzione svolge un ruolo determinante nel prevenire la comparsa o la progressione delle lesioni. Per effettuare un corretto programma di prevenzione è indispensabile considerare il rischio di insorgenza della lesione da decubito per il singolo individuo e per far questo è utile avvalersi di strumenti validati quali le scale di valutazione del rischio. Dopo aver raccolto tutte le informazioni relative alla persona e i dati relativi all’ambiente occorre individuare, conoscendo le tipologie di ausili antidecubito presenti sul mercato, le caratteristiche tecniche dell’ausilio da proporre.
Anno di pubblicazione: 2010
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2010
Fioramonti T
Il sollevatore mobile… questo sconosciuto!
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
Una delle attività più faticose e rischiose dell’assistenza è il sollevamento e il trasferimento del paziente non autonomo. Questa pratica, anche se eseguita con buona manualità e tecniche di movimentazione appropriate, comporta sempre un certo grado di rischio sia per il paziente sia per l’operatore. Un valido aiuto può essere rappresentato dal sollevatore mobile, ma spesso questo anche se presente nella struttura lavorativa, non viene utilizzato volentieri. Le motivazioni più frequentemente addotte per il mancato impiego da parte del personale sono: carenza di tempo (“..si fa prima senza”), scarsa conoscenza tecnica nonchè scarso addestramento all’uso (“…è complicato da usare”), utilizzo di ausili non idonei alla specifica situazione. Si adduce inoltre spesso come causa il fatto che non sia ben accettato dal paziente. Per superare queste resistenze cosicché diventi un valido strumento di lavoro, è indispensabile l’informazione e la formazione del personale. Con questa unità didattica si propone una giornata formativa suddivisa in un incontro teorico e uno pratico rivolto a piccoli gruppi di operatori per garantire l’apprendimento attraverso l’addestramento pratico con gli ausili in dotazione ai reparti di appartenenza. Si ritiene inoltre importante stimolare il personale ad allargare le conoscenze nei confronti di questa tipologia di ausili così da, integrarle con la propria competenza professionale e quindi poter mettere in atto adeguate scelte operative in relazione alle esigenze del paziente e alla propria sicurezza.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2012
Fiume M L
Realizzazione di una ausilioteca integrata con la gestione del magazzino ausili, nell’ambito del progetto Assistenza Protesica Integrata dell’ASL di Bari
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
Il progetto prevede la realizzazione di un’ausilioteca con annessa sala per le prove con gli ausili, nell’ambito del progetto “Assistenza Protesica Integrata” (A.P.I.) dell’ASL di Bari. Esso prevede, con l’investimento di minime risorse economiche, l’adeguamento dei locali di una struttura della ASL BA – Distretto Socio Sanitario di Putignano - in spazi destinati al S.I.C.A.T. (Servizio Informazioni e Consulenza Ausili Tecnologici). L’elaborato descrive il progetto che il nucleo competente di valutazione del SICAT, composto da figure provenienti dal Servizio di Riabilitazione adeguatamente formate, ha realizzato per la progettazione dell’Ausilioteca nelle sue componenti e fasi, prevedendo la suddivisione e l’allestimento degli spazi con locali adibiti alla cucina, al bagno, alla camera da letto, al tempo libero, al lavoro ed infine alla scuola. Il fine è quello di poter proporre al territorio la formazione e l’informazione nell’ambito delle tecnologie per l’autonomia, e offrire sostegno a chi vive direttamente e indirettamente la disabilità, con l’obiettivo di poter migliorarne la qualità della vita.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: febbraio 2008
Fogagnolo F
La carrozzina manuale. Caratteristiche, criteri per la scelta, addestramento all’uso
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia", Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a, a, 2009-2010
L’unità didattica, dopo una premessa sul concetto di autonomia e sul perché occuparsi della carrozzina, affronta l’argomento considerando in primis le sostanziali differenze che esistono tra le carrozzine standard e quelle leggere e superleggere. Il corpo centrale dell’elaborato è costituito dalla descrizione dei tre sistemi funzionali della carrozzina: il telaio, il sistema di postura con un excursus sui cuscini e sugli schienali, e il sistema di guida. Viene poi sottolineata l’importanza dell’adattamento della carrozzina all’utente grazie all’assetto che la rende più scorrevole, manovrabile e confortevole e come viene effettuato. Vengono poi fornite delle indicazioni sulle cose cui prestare maggiore attenzione per ciò che riguarda la manutenzione. Ponendo l’utente al centro di ogni decisione, come protagonista della soluzione assistiva, vengono elencati i criteri per la scelta, che guideranno i professionisti nell’identificazione delle caratteristiche che dovrà avere la carrozzina per essere il più adeguata possibile all’utente e alle sue necessità. L’elaborato si conclude con dei suggerimenti per un uso in sicurezza dell’ausilio e per un addestramento di minima all’utilizzo, che possa valere sia per l’utente sia per un eventuale accompagnatore.
Anno di pubblicazione: 2010
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2010
Fraschetta M
La nuova voce della mia volontà: il caso di Mimmo
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia", Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a, a, 2009-2010
Il lavoro riassume parte della vita di Mimmo, un uomo di 56 anni che, dal 1981, ha dovuto affrontare una condizione psichica che l' ha portato a vivere una vita di isolamento: lui e la sua camera da letto. Le uniche sue parole erano rivolte alla madre. Un giorno si risvegliò in un contesto nuovo, una camera diversa dal solito e con accanto la madre. Spaventato, cercò di chiederle cosa fosse successo, ma le parole non gli uscivano più dalla bocca. Cercò di muovere l'arto superiore destro, ma non dava segni di movimento. La madre cercò di calmarlo spiegandogli in termini semplici il significato di emiplegia destra da lesione ischemica della carotide sinistra. La famiglia decise, dopo qualche mese, di ricoverarlo presso il nostro Centro nel reparto Residenziale Disabili, che divenne la sua nuova casa. Il primo giorno che lo vidi, la cosa che mi colpì fu il suo sguardo profondo e pieno di parole. In accordo con i miei colleghi e il medico di reparto, decisi di prenderlo in carico per la riabilitazione. La mia tesi descriverà il percorso fatto dal suo ingresso in una condizione di totale assistenza, all'autonomia acquisita nelle attività di base della vita quotidiane grazie all'utilizzo di ausili. Descriverò tutti gli ausili acquistati e utilizzati – la carrozzina, il rialzo wc, il bordo rialzato per il piatto, la posata modificata, il tutore per piede, l’asticella per i trasferimenti, lo spazzolino da denti – e una giornata tipo di Mimmo.
Anno di pubblicazione: 2010
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Freda C
Strumenti per l’inclusione degli studenti universitari con disabilità
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
L’Ateneo “Federico II” di Napoli, attraverso la Commissione per l’Inclusione degli Studenti Universitari con Disabilità, in ottemperanza alle normative di legge, ha attivato il Servizio di Tutorato Specializzato con l’obiettivo di sostenere l’autonomia e la partecipazione degli studenti con disabilità. Il Servizio di Tutorato Specializzato è una rete organizzativa interdisciplinare che realizza la presa in carico globale della persona attraverso interventi individualizzati. L’intervento individualizzato è l’insieme delle azioni volte all’inclusione dello studente con disabilità e finalizzate alla rimozione delle barriere didattiche, psicologiche, pedagogiche e tecnologiche relative alla sua vita universitaria. In questo contesto si inserisce il Punto di Supporto Tecnico per gli Ausili Tecnologici (P.S.T.A.T.), attivo presso la Facoltà di Ingegneria. Esso attraverso un’attenta analisi dei bisogni in termini di ausili tecnologici, e la consulenza nella scelta degli ausili specifici e nella loro personalizzazione, ha il compito di realizzare soluzioni tecnologiche individualizzate per gli studenti disabili, per i docenti e in generale per qualunque struttura dell’Ateneo ne richieda l’intervento. Questo lavoro ha l'intenzione, sulla base di un’analisi critica del processo di valutazione e fornitura degli ausili, di ridefinire un ”modus operandi” alla base di un servizio di supporto efficace ed efficiente.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: febbraio 2008
Fucelli P
Organizzazione di un Servizio Ausili nel territorio dell'ASL 1 dell’Umbria
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
Oggetto della tesi è la riorganizzazione del sistema di fornitura degli ausili all’interno della A.S.L. n°1 della Regione Umbria, creando un Servizio Ausili operativo su due sedi (Città di Castello e Gubbio). L’obbiettivo è quello di offrire, sia agli utenti che agli operatori, una consulenza che permetta di rispondere ai bisogni evidenziati dall’utente in maniera più rapida e più efficace possibile. Tra gli strumenti di lavoro si propone l’adozione di una scheda di valutazione della soddisfazione dell’utente, il QUEST 2.0 (uno strumento di valutazione dell’outcome, sviluppato in Canada e sperimentato in altri Paesi), che valuta la soddisfazione dell’utente sia verso l’ausilio che verso i servizi ad esso correlati. L’obbiettivo è quello di verificare l’adeguatezza delle risposte date all’utente e quali sono gli aspetti da migliorare.
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Furno Marchese S
Perché fare cose semplici quando è così facile complicarsi la vita? Il caso di Nicole
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Nicole è una ragazzina di tredici anni che ha subito nel 1997 un grave trauma cranico in conseguenza di un incidente automobilistico. Ne è esitata una tetraparesi mista (ipertonica con elementi di aposturalità). Il trattamento presso il nostro Centro di Riabilitazione (Servizio NPI di ASL territoriale) è iniziato dopo oltre un anno dall'incidente. Il programma attuale, per quanto riguarda gli ausili, cerca di mantenere il significato riabilitativo con cui era stato iniziato il trattamento, rivolto all’autonomia ma anche al recupero di tutte le sue potenzialità. Esso può essere quindi articolato in tre punti. Il primo riguarda ausili che hanno soprattutto il significato di permettere un'adeguata funzionalità ed interazione sociale ad una ragazzina della sua età: carrozzina elettrica ed ad autospinta, carrozzina verticalizzabile, montascale, computer. Il secondo riguarda la tutorizzazione coscia-gamba-piede per la verticalizzazione fra le parallele: non si può escludere che Nicole abbia ancora la possibilità (che è nei suoi desideri) di effettuare piccoli spostamenti autonomi con appoggio. Il terzo riguarda infine l'uso di ausili informatici (fra cui un touch monitor ed un programma specifico) non solo per il vantaggio funzionale che ne deriva nella scrittura di testi di una certa lunghezza ma anche per favorire il recupero ed il reintegro nell'attività di manipolazione-prensione della mano dx. più gravemente colpita. Un miglioramento nell'uso della mano destra. sarebbe fra l'altro essenziale per il recupero di qualche spostamento in stazione eretta
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Gabrielli M A
Il cambiamento drammatico determinato dalla grave disabilità acquisita può essere l’inizio di una vita nuova: il caso di Alessandro
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Il caso di studio riguarda un ragazzo di 21 anni, tetraplegico da mielolesione cervicale traumatica (livello C5) dovuta ad un tuffo in acqua bassa. L’evento traumatico è occorso il 30 maggio ’96, quando il ragazzo aveva 17 anni. Dopo l’incidente si è avuta una prolungata necessità di respirazione assistita ed è stato necessario un intervento di stabilizzazione cervicale. Alessandro presenta inoltre vescica e alvo neurologici (cateterismo intermittente) e impotenza sessuale (sia erezione che eiaculazione). Presenta un livello intellettivo molto buono: al momento dell’incidente frequentava la III superiore, attualmente è stato promosso in V ragioneria, Corso Programmatori. Il ragazzo è stato preso in carico dalla nostra struttura dal 15-09-96 al 20-05-97 in regime di ricovero, dal 21-05-97 al 15-02-98 in regime di day hospital.Il progetto di consulenza e fornitura ausili è di tipo retrospettivo e riguarda sia l’adozione di ortesi e ausili per la mobilità personale nell’attività della vita quotidiana, sia le modifiche dell’abitazione, per permettere una migliore accessibilità. Figlio di genitori separati, all’epoca dell’incidente viveva con il padre e con la nonna paterna, dopo l’incidente è andato a stare con la madre, per cui tutte le modifiche all’abitazione sono state realizzate presso il domicilio della madre. Inoltre è stato effettuato un intervento multidisciplinare per il suo reinserimento scolastico. In tutte le fasi del trattamento è stato di grande importanza il supporto psicologico rivolto sia al paziente che ai familiari che agli operator
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Galeazzi A
La scelta degli ausili si integra con il percorso riabilitativo: Ludovico
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
Ludovico è un grazioso bambino di 5 anni che frequenta il centro di riabilitazione presso cui lavoro da quando aveva 8 mesi. Dalla prima visita di accettazione si evidenzia una severa diagnosi: danno neurologico centrale in esito di infezione connatale da citomegalovirus e ipoacusia bilaterale. I primi mesi di vita di Ludovico sono caratterizzati da frequenti ricoveri ospedalieri per monitorare e curare l’infezione. La famiglia viene presto informata sulle possibili difficoltà che affronterà il bambino e precocemente inviata ad un centro di riabilitazione. I genitori appaiono inizialmente spaesati, pieni di dubbi e con poche speranze; data la gravità del caso molti dubbi sono sorti anche alle figure professionali coinvolte nella presa in carico, ma dopo un primo periodo di poca reattività Ludovico ha cominciato a rispondere alle proposte riabilitative e domestiche. Questo ha consentito di valutare le sue risorse e le potenzialità che sono state al centro di interventi concreti e finalizzati a migliorare la qualità di vita del bambino e dei familiari. Riconosco un importante ruolo alla famiglia che ha sempre dimostrato una delicata attenzione ai bisogni emergenti di Ludovico e li ha condivisi con noi operatori, così da rendere l’itinerario riabilitativo, inteso nella sua multidisciplinarietà (dalla consulenza ausili ai progetti educativi con la scuola), mirato ed efficace. Pur nella severa e globale difficoltà di sviluppo si è cercato di cogliere i precisi appuntamenti o momenti critici della crescita del bambino e allo stesso tempo le progressive e sempre più complesse richieste provenienti dai vari contesti di vita.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: marzo 2012
Galletto A
Ottimizzazione delle strategie per la fornitura di carrozzine in un servizio di riabilitazione
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
L’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) è presente sul territorio ligure con un Servizio di Riabilitazione dedicato al trattamento riabilitativo di persone affette da Sclerosi Multipla o patologie similari, accreditato con il Servizio Sanitario Regionale. L’attività del Servizio di Riabilitazione AISM Liguria (AISM S.R.L.) può essere svolta in regime ambulatoriale, domiciliare ed extramurale, in funzione degli obbiettivi identificati nel Piano Riabilitativo Individuale dal medico fisiatra.Con questo lavoro si intende proporre alla Direzione di AISM S.R.L. il rinnovo delle procedure per la consulenza ausili finalizzata alla fornitura di ausili per la mobilità personale e relativi dispositivi posturali. Il progetto inizia con la definizione di un fondamento teorico: a partire dalla revisione della letteratura scientifica, attraverso l’analisi della normativa italiana vigente e ricercando un modello operativo di riferimento.Quindi si descrive la situazione attuale, tramite un’analisi retrospettiva dell’efficacia del servizio di consulenza ausili di AISM S.R.L. e un’analisi critica delle procedure attualmente in uso. Con queste azioni si intende delineare un quadro di criticità al quale ci si propone di porre rimedio.Infine, presi in considerazione tutti gli elementi di analisi, sono stati scritti ex novo due documenti: un protocollo di valutazione, prescrizione e fornitura ausili adattato al contesto AISM S.R.L. ed una procedura per l’attuazione del protocollo. La nuova procedura è stata valutata in termini di costi complessivi, in modo da fornire alla Direzione di AISM S.R.L. dei dati indicativi per valutare la sostenibilità economica della nuova procedura.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2010
Gambino L
C’è un’altra maniera di scendere la scala: il caso di Chiara
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Non sempre nella nostra quotidianità ci accorgiamo che ciò che facciamo ormai d’abitudine può magari essere compiuto in maniera più semplice ed economica, perché ormai siamo abituati così e non ci accorgiamo che magari è anche la maniera più faticosa per risolvere il problema. Chiara è una ragazza di 27 anni, affetta da tetraparesi da PCI con maggiore compromissione all’emilato destro. Vive coi genitori che l’aiutano in alcuni momenti della sua giornata per lei più critici, come fare il bagno ed entrare ed uscire da casa, e l’accompagnano ove necessita per la sua città. Nonostante sia conscia di avere dei limiti è convinta che certe azioni per lei difficoltose possano essere svolte in maniera più semplice magari con qualche ausilio. Il nostro lavoro è stato appunto incentrato sulla ricerca di soluzioni utili a facilitare tali situazioni in modo da scaricare anche la famiglia da pesi che potrebbero essere alleggeriti
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Gasperini M.
Puntatori oculari: valutazione del percorso prescrittivo e dell’outcome in pazienti neurologici
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2009-2010
La perdita della possibilità di comunicare tramite la parola, associata a perdita della scrittura e della mimica facciale e con conservazione delle capacità cognitive in alcune patologie degenerative neurologiche, determina un drammatico isolamento con severo peggioramento della qualità di vita. La recente tecnologia ha messo a disposizione sistemi sofisticati come i sistemi di puntamento oculare (PO) per consentire la comunicazione nelle fasi più avanzate di malattia, quando l’unica funzione motoria conservata è il movimento oculare. Il percorso d’assegnazione di tali ausili tecnologici, non inclusi nell’attuale Nomenclatore Tariffario e di prezzo notevolmente rilevante, resta a tutt’oggi non ben definito. Scopo di questo lavoro è la valutazione delle modalità prescrittive e del percorso di assegnazione, addestramento ed outcome in una realtà territoriale regionale, analizzando un piccolo campione di pazienti.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
Gerosa M
Oltre la tecnologia: il caso di Olga
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
L'Elaborato illustra un caso di riorganizzazione di vita indipendente in una famiglia segnata da una grave disabilità. La conoscenza di tale realtà diventa la scoperta della grande capacità di saper ricostruire la vita familiare nelle sue componenti intima e sociale, di saper rimodellare l'ambiente domestico rendendolo completamente accessibile, di saper fornire una costante testimonianza di come la disabilità possa diventare sempre meno un handicap: anche grazie all'introduzione di un cane che dimostra di saper affiancare egregiamente tutti gli ausili e di essere davvero insostituibile.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Ghezzi I
Hai bisogno di una mano? Un aiuto all’indipendenza funzionale per problematiche alla mano
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
La mano riveste un ruolo di fondamentale importanza per l’uomo: è l’organo della prensione per eccellenza e ci permette di trasformare le nostre idee in azioni . Grazie all’uso delle mani possiamo procurarci e cucinare il cibo, lavarci, vestirci, dipingere, costruire e realizzare ciò che desideriamo. Con le mani possiamo comunicare qualcosa ed entrare in relazione con altre persone e oggetti inanimati. Proprio per la molteplicità di compiti che deve esplicitare, la mano è spesso esposta a traumi o patologie da sovraccarico che ne modificano la struttura e ne inficiano la funzionalità fino a compromettere l’indipendenza funzionale dell’individuo. Di fronte all’insorgere di una problematica alla mano, la persona si trova a dover rivedere le sue abitudini e attività credendo, nella maggior parte dei casi, di dovervi rinunciare perché l’attività stessa è diventata impossibile o troppo faticosa da eseguire.Il ruolo degli ausili diventa fondamentale in questo momento per fornire alle persone un valido strumento per essere ancora autonomi a svolgere le loro attività e tornare ad avere un ruolo nel contesto sociale. La conoscenza degli ausili per il bacino d’utenza che perviene in chirurgia della mano è molto scarsa. Tanto è importante la mano, quanto spesso si sminuiscono i problemi ad essa correlati poiché si tende a credere che, in qualche modo, la stessa attività possa essere portata a termine senza problemi usando la mano controlaterale. Considerato quanto detto, nasce l’esigenza di creare per l’utente un manuale esplicativo delle strategie alternative per eseguire le attività della vita quotidiana (AVQ) e delle possibilità che gli ausili in commercio forniscono per la riacquisizione della propria autonomia e sull’iter da percorrere per ottenerli. L’elaborato costituisce una presentazione del manuale, fruibile quindi dagli operatori sanitari che vogliano proporre ai loro utenti un percorso di tale tipologia o che semplicemente sentano il bisogno di approfondire questa tematica.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Ghiotto A
Proposte di miglioramento del servizio di assistenza protesica presso il Distretto 1 dell’ASL TO4 della provincia di Torino
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia", Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a, a, 2009-2010
L’elaborato nasce dall’esigenza di far chiarezza sul percorso di prescrizione e fornitura ausili attualmente in vigore presso il distretto 1 dell’ASL TO4 della provincia di Torino. Facendo riferimento a quanto avviene per le prescrizioni provenienti dalla Casa di Cura Villa Ida di Lanzo Torinese, ci si propone di evidenziare i punti critici della procedura attuale e di proporre possibili miglioramenti. Attualmente la mancanza di una procedura definita a livello aziendale (probabilmente dovuta alla recente riorganizzazione dell’ASL) comporta significativi rallentamenti e incongruenze nell’applicazione dei protocolli operativi. Oltre a provocare disagi per l’utente stesso e per i suoi familiari, questo può compromettere l’esito dei percorsi clinico-riabilitativi. Il presente elaborato si propone di suggerire alcune soluzioni per garantire una migliore gestione del tempo e delle risorse a disposizione, sia a partire dalla Casa di Cura prescrittrice, sia a livello di fornitura da parte dell’ASL: la creazione di una rubrica dei Servizi di Assistenza protesica territoriale, la realizzazione di una Banca Dati delle prestazioni di assistenza protesica erogate, l’istituzione di un Centro Ausili.
Anno di pubblicazione: 2010
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2010
Ghiraldelli M
L'Autonomia va Sempre Ricercata? Il caso di Gilberto
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Gilberto, 61 anni, è affetto da esiti di duplice intervento (1986-1993) d’asportazione di ependimoma cervico dorsale C4 - D2. Dal 1995 seguo il suo recupero motorio e durante questo periodo sono state fatte diverse proposte di ausili. IL lavoro si propone di analizzare le proposte e le soluzioni adottate e, alla luce delle nuove conoscenze acquisite in questo corso, programmare interventi che migliorino l'autonomia di Gilberto.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Gilardi A
Non lasciamoli al buio! Leggere e scrivere a settant’anni: il caso di Tiresia
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
Tiresia è un uomo di settant’anni, che ben rappresenta tutti gli anziani che trascorrono parte della loro vita con le difficoltà dovute al decadimento della funzione visiva. I costi sociali delle disabilità visive in Italia ammontano a circa 12,069 milioni di euro l’anno. Dopo consulenza oftalmologica sono stati analizzati i bisogni dell’utente attraverso lo strumento IPPA, che ci ha permesso di definire gli obiettivi dell’intervento: permettere a Tiresia di mantenere il codice alfabetico nella letto-scrittura, in tutte quelle attività in casa e fuori, che lui riteneva importanti. Abbiamo studiato soluzioni originali, utilizzando sia tecnologie Hardware (HW) e Software (SW) commerciali, con prodotti “a scaffale”, sia dedicate per l’ipovisione. In particolare si sono trovate soluzioni nel “Modding” dell’interfaccia utente, attraverso adattamenti nel Sistema Operativo (OS) o con SW di terze parti. Abbiamo così ottenuto una soluzione molto personalizzata e funzionale, individuando uno spazio ed una metodologia per queste consulenze ad alto contenuto tecnologico. L’analisi dei costi utilizzando lo strumento SCAI ha permesso di evidenziare il risparmio sui costi sociali utilizzando la soluzione assistiva proposta. I risultati a livello utente e network primario hanno fatto emergere come fondamentale l’alleanza della famiglia nella condivisione delle scelte.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Giorgetti L.
Ridare luce in un mondo che sta diventando buio: Elisabetta
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
La visione, dei nostri cinque sensi, è senza dubbio quello più importante; infatti circa il 75% delle informazioni provenienti dal mondo esterno giunge al nostro cervello tramite il sistema visivo. Spetta all’occhio il compito di formare un’immagine nitida dell’oggetto che stiamo osservando sulla sua parte posteriore, interagendo con uno strato nervoso che prende il nome di retina. I fotorecettori quindi sono la prima stazione di elaborazione della risposta visiva mentre la funzione del resto della retina, delle vie ottiche e del cervello è quella di dare un senso a tali segnali. Questa forma di elaborazione ci consente di svolgere delle attività all’apparenza elementari come quella di distinguere la presenza di luce o buio e discriminare i colori, individuare i contrasti e quindi elaborare la presenza di oggetti con le relative forme; a queste abilità se ne aggiungono poi altre più complesse come ad esempio la lettura, l’orientamento o l’elaborazione cognitiva. Purtroppo quando un danno, lesione, malattia o malfunzionamento colpisce in una o più parti il nostro sistema visivo la persona viene proiettata suo malgrado in un nuovo mondo, sconosciuto, buio, ristretto, comunque differente da quello abituale. Tale cambiamento del sistema visivo può determinare radicali trasformazioni nella vita delle persone, andando a intaccare sia la sfera privata che quella relazionale.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
Gnetti B
Progetto di un Centro Mobilità nella provincia di La Spezia
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2004-2005
Scopo di questo elaborato è di proporre la formazione di un Centro di Mobilità nella provincia di La Spezia che abbia sede all’interno del Polo Riabilitativo del Levante Ligure ed in particolare al servizio SIVA (Servizio Informazione Valutazione Ausili). Tale proposta nasce dall’esigenza di voler creare all’interno del SIVA un polo di informazione, consulenza e valutazione riguardo al conseguimento della patente speciale, ai dispositivi presenti in commercio, alle agevolazioni ed alla valutazione delle capacità residue dei pazienti nel territorio di competenza della ASL 5 e, in un secondo tempo allargare questo servizio anche a tutti coloro i quali ne abbiano bisogno. La presenza di un Centro di Mobilità permetterebbe di poter rispondere alle sempre più numerose domande riguardo a questo campo ed alla sempre maggior esigenza che una buona parte di popolazione ha di muoversi sia per lavoro, per uso del tempo libero che per altre ragioni.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Greco M T
Il cammino di Stefano
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
Oggi Stefano ha 4 anni e 2 mesi. È stato preso in carico dal nostro Centro di Riabilitazione con la diagnosi di sofferenza fetale in gemello dizigote prematuro (32 sett.): malattia delle membrane ialine. Presentava un ritardo motorio, non aveva crisi. Attualmente si riscontra un ritardo prattognosico in soggetto affetto da diplegia spastica secondaria a sofferenza encefalica pre-perinatale; non è autonomo nella deambulazione che avviene con doppio sostegno e con schema di antepulsione del tronco e con tendenza all'incrociamento degli AAII; la coordinazione visuo-motoria è deficitaria con una riduzione delle funzioni percettive per un disturbo sensoriale; è presente uno strabismo divergente e una postura asimmetrica del capo; si evidenzia un lieve ritardo dello sviluppo cognitivo; il linguaggio è semplice nella struttura ed è funzionale per la richiesta di bisogni elementari. Sono state prese in considerazione tutte le attività del vivere quotidiano, per una maggiore funzionalità, prevenzione o contenimento delle deformità. All'inizio è stata considerata la modalità di trasportarlo, di vestire e spogliare, di alimentarlo, di igiene personale. Da parte della nostra equipe sono state fatte delle visite a domicilio, al nido, a scuola per accertare la qualità di vita del bambino. Si inserito in un progetto organico riabilitativo proiettato anche nel futuro, in cui l'autonomia/qualità di vita, dovrà tenere conto delle potenzialità, ma anche dei limiti di Stefano sia per gli aspetti psico-sociali oltre che neuromotori e cognitivi. Si pensato ad ausili per gli spostamenti per brevi percorsi, intra-moenia, ad ausili per percorsi più lunghi extra-moenia e ad ausili per la comunicazione intesa sia in senso stretto sia come controllo d'ambiente.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Groppo R
Autonomia come emancipazione: il caso di Gabriele
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
L'autonomia è un elemento della vita dell'uomo che richiede conoscenza di sé, coraggio nell'applicarla e determinazione nel realizzarla. La storia di Gabriele è quella di un giovane in carrozzina che ha bisogno di sperimentare le proprie capacità, come uomo, come studente e come futuro gestore della propria vita. La strada passa attraverso varie fasi: la propria determinazione nell'ambiente famigliare, l'acquisizione di maggiore autonomia, l'emancipazione nel mondo che sta attorno a sé. In questo progetto ha bisogno dei supporti adeguati, come la carrozzina manuale di agile uso (e di bella presenza), la carrozzina elettronica per le uscite all'esterno e un funzionale sistema di postura. Sogno nel cassetto: andare all'università senza l'aiuto della famiglia, coinvolgendo gli amici/colleghi di studio.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Guani M
Strumenti e metodologie per la riabilitazione visiva: l’esperienza del CERVI di Alessandria
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
L’Elaborato propone un progetto di organizzazione di un centro di documentazione e consulenza per gli ausili ai non vedenti e ipovedenti medio lievi e gravi. Tale centro è pubblico e al servizio della provincia di Alessandria e Asti. A partire da una rilevazione dei bisogni degli utenti e del territorio, il progetto arriva ad una previsione di assegnazione di risorse umane e materiali. L’obiettivo è quello di offrire sia agli utenti sia agli operatori una consulenza che permetta di rispondere in maniera rapida ed efficace ai bisogni del territorio.Il Centro Cervi si rende opportuno nell’ambito territoriale dell’ASL AL e AT non solo per offrire un servizio di qualità alla persona con disabilità visiva e a tutti coloro che vi ruotano attorno (dai famigliari agli operatori), ma anche per ottimizzare le risorse dei vari Distretti. Questo è possibile riorganizzando i percorsi che vanno dalla prescrizione alla fornitura e rendendo l’utente protagonista dei suoi desideri di risveglio sociale, grazie ad un servizio veloce, competente ed efficiente anche in termini economici.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Guerri M
Eppur si cresce...: il caso di Francesca
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
Il caso descritto nell'elaborato riguarda una ragazza di 12 anni con tetraparesi spastica e ritardo cognitivo di grado medio, che necessita di assistenza. Il progetto proposto ha come obiettivo l'identificazione delle problematiche emergenti nella loro evolutività e il tentativo di risposta che tenga conto delle soluzioni proposte e sperimentate nel passato, adattate nel presente e proiettate nel futuro. A tal proposito gli ambiti individuati riguardano le problematiche dell'accessibilità esterna all'abitazione con la proposta dell'installazione di una piattaforma elevatrice, la cura personale legata in particolare al momento del bagno per la cui soluzione si è pensato all'utilizzo di un sollevatore per vasca e per l'utilizzo del WC ad una seggiola da WC, la postura, o meglio la scelta della posizione seduta più idonea per questa ragazza che non è in grado di mantenerla né di cambiarla autonomamente, attraverso l'utilizzo di un sistema di postura altamente personalizzato (siège) , la mobilità esterna attraverso l'individuazione di una carrozzina che oltre ad accogliere il sistema di postura scelto, sia maneggevole per i famigliari. Gli argomenti elencati vengono trattati seguendo le esigenze del soggetto interessato e quelle dei familiari che effettuano l'assistenza quotidiana. Le soluzioni individuate sono parzialmente gestibili da un singolo individuo
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Iervese C
Proposta di semplificazione dei percorsi di Fornitura Ausili-Protesi presso la ASL di Biella
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Questa proposta progettuale intende rispondere alle difficoltá riscontrate nel processo di fornitura di ausili-protesi nel contesto territoriale dell’ASL di Biella (Regione Piemonte). Le principali criticità nella situazione attuale sono: 1) alta richiesta di ausili di tipo assistenziale per pazienti disabili a domicilio o in RSA, con difficoltá di trasporto, correlate alla patologia/disabilità; 2) frequenti difficoltá logistiche ed organizzative dell’utente anziano o disabile, che necessita spesso di accompagnatori o mezzi di trasporto per raggiungere gli ambulatori della ASL; 3) elevate liste d’attesa per la valutazione protesica/ambulatoriale, con ritardi nella fornitura degli ausili rispetto alla necessità; 4) possibile aumento della degenza dei pazienti ricoverati nella SC (Struttura Complessa) per acuti ospedalieri che ottengono la prescrizione di ausili tramite consulenza fisiatrica; 5) sovraccarico organizzativo per i collaudi degli ausili, spesso poco maneggevoli da trasportare in ASL; in alternativa, dispendio di risorse organizzative o temporali nell’esecuzione a domicilio dei collaudi prescritti ai soggetti non deambulanti. Il progetto nasce dall’esigenza di ottimizzare ció che giá attualmente si fa in campo della valutazione e della prescrizione degli ausili al fine di garantire una maggiore appropriatezza dell’ausilio stesso: ad esempio, evitare la prescrizione specialistica per la richiesta di alcuni ausili; semplificare i passaggi autorizzativi formali; accorciare i tempi del fornitore; ridurre la modulistica ( 3 schede dalle 6 attuali); evitare ogni accesso alle nostre sedi da parte di pazienti disabili, o di loro familiari, qualora non sia assolutamente indispensabile.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Ioele F
Si torna a Casa! un percorso di apprendimento per operatori che lavorano a domicilio
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
L’aumento della sopravvivenza di persone che subiscono gravi disabilità interpella in modo sempre più pressante tutta la rete dei servizi pubblici e privati che operano in ambito sanitario e sociale per la riabilitazione/inclusione di questi pazienti, dalla fase più acuta fino al rientro a casa. Partendo dalle Linee guida scaturite dal progetto europeo KPT (Keeping Pace with Assistive Technology) per lo sviluppo delle competenze relative alle tecnologie assistive, il presente lavoro intende formulare una proposta di programma di formazione in questo ambito, per che, nel percorso di continuità assistenziale nell’ambito di un progetto riabilitativo personalizzato, si trovano a “accogliere” la persona con grave disabilità nel suo domicilio. Questo implica l’acquisizione di varie competenze tra le quali quella del supporto alla famiglia e/o caregivers, per l’individuazione di tutte quelle soluzioni che, modificando anche l’ambiente, “ripersonalizzano” un contesto di vita il più altamente inclusivo, secondo la prospettiva proposta dall’ICF. Attraverso alcune interviste agli operatori, si è cercato di individuare i loro bisogni formativi, il livello atteso di apprendimento (di base, intermedio, alto) e le aree di interesse (accessibilità e/o controllo ambiente, comunicazione, accesso al computer, ecc) per costruire un percorso che raggiunga il più possibile le aspettative e gli obiettivi specifici individuati.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Lando M.
Gli ausili per l’accessibilità informatica
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
Per accessibilità informatica si intende la possibilità anche per persone con disabilità motoria o sensoriale di accedere ad un ambiente informatico. Gli strumenti informatici assumono sempre maggiore importanza nelle attività della vita quotidiana di tutti e possono rappresentare una risorsa fondamentale per le persone con disabilità divenendo strumenti per lavorare, per comunicare, per apprendere, per partecipare alla vita sociale. Nel presente elaborato si andranno a descrivere le soluzioni hardware e software, che opportunamente selezionate e personalizzate, possono rendere possibile l’utilizzo del computer anche alle persone con disabilità motoria o sensoriale (in particolare visiva) e migliorare così la loro autonomia e la qualità di vita. Verranno fornite inoltre alcune informazioni sulla modalitá di prescrizione di tali ausili. Nell’ultima parte dell’elaborato verrà riportato come esempio un caso clinico per il quale, all’interno del progetto riabilitativo, uno degli obiettivi era quello di trovare degli ausili per l’accesso al computer che è diventato strumento per l’apprendimento.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
Lanfranco M
Realizzazione di un’ausilioteca nel centro di riabilitazione “Armonia” di Latina
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Il progetto propone la realizzazione di un’ausilioteca, nell’ambito dell’attività riabilitativa svolta dal centro “Armonia” di Latina. Esso prevede di fornire i locali attualmente destinati all’addestramento dei pazienti alle attività di vita quotidiana, di ausili specifici per lo svolgimento di tali attività. Inoltre prevede la realizzazione di una sala prove per ausili destinati alla mobilità personale (carrozzine, deambulatori, sollevatori). Gli interventi che si intendono realizzare consistono nella presentazione del progetto alla direzione sanitaria, una volta ottenuta la sua approvazione si procederà con l’individuazione e la formazione del personale, la scelta degli ambienti, la ricerca e la scelta degli ausili, la formulazione di un piano di spesa e l’acquisto degli ausili prescelti, la collocazione degli ausili acquistati negli ambienti individuati, l’allestimento di una biblioteca per la raccolta dati e l’avvio di uno sportello informativo in materia di ausili. L’elaborato intende dunque esplicitare il processo mediante il quale realizzare l’ausilioteca e come questa potrebbe essere gestita al fine di offrire sostegno a chi vive in condizione di disabilità, migliorandone la qualità di vita, e svolgendo inoltre un servizio di formazione/informazione al territorio sulle tecnologie per l’autonomia.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Larcan G
Gli ausili: importanza e ruolo nel progetto riabilitativo
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
L’unità didattica, partendo dalla discussione del concetto di ausilio e della sua utilità pratica, gradualmente intende addentrarsi nel mondo degli ausili, passando attraverso un percorso di introduzione allo standard internazionale ISO 9999, alla definizione di ausilio, di protesi e di ortesi, alla suddivisione in classe, sottoclasse e divisione, per poi riallacciarsi alle linee generali del “Nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili” D. M. 27 agosto 1999 n.332. L’individuazione dell’ausilio è intesa come tappa finale di un momento progettuale composto da più fasi che passano attraverso una accurata evidenziazione, identificazione del bisogno, valutazione: assessment, addestramento all’uso e follow-up saranno quindi oggetto di approfondimento. L’evoluzione del concetto di ausilio e del binomio ausili/accessibilità, inteso come adattamento della persona all’ambiente/adattamento dell’ambiente alla persona, introduce il concetto di disabilità secondo il modello bio-psico-sociale proposto dall’OMS nel 2001 con l’ICF, che sarà oggetto di approfondimento, in cui viene chiaramente evidenziato il ruolo di facilitatori svolto dagli ausili, che, favorendo la performance, svolgono un ruolo fondamentale nel processo di riabilitazione, nella rimozione delle situazioni di disabilità e nel miglioramento dell’interazione con l’ambiente, contribuendo al raggiungimento del miglior grado possibile di qualità di vita della persona disabile.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: febbraio 2008
Lategana M.
La forza di ricominciare: Davide
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
L'elaborato presenta la storia di Davide, un uomo di 52 anni, che in un giorno d'estate mentre si reca a lavoro con la sua moto viene travolto da un auto proveniente dal senso di marcia opposto. Pochi istanti e la sua vita viene fagocitata da un vortice di paura, rabbia, disperazione. La realtà non è più la frenesia del quotidiano, dove tutto viene fatto velocemente e meccanicamente bensi’ una nuova situazione dove bisogna aspettare il piccolo progresso e guardare con pazienza al futuro. Davide giunge al pronto soccorso privo di coscienza, con gli arti inferiori fratturati e con lesioni nervose molto gravi. Sono trascorsi circa due anni dall’incidente, Davide ha girato molti ospedali e non è ancora ritornato a casa. Attualmente presenta entrambe le ginocchia bloccate in estensione e la compromissione del nervo sciatico alla gamba dx. Durante la degenza Davide si è affidato molto alla fede acquistando una forza interiore che prima non aveva. L'intento dell’elaborato è quello di descrivere giorno dopo giorno, speranza dopo speranza, impegno dopo impegno il ritorno di Davide ad una nuova vita dove molto ha perso ma moltissimo ha acquisito. Nello specifico si descriveranno le soluzioni scelte per gli spostamenti, per l'autonomia personale e per la vita sociale. A tal proposito sono stati adoperati una carrozzina manuale leggera, un deambulatore ed una ortesi per la tibio tarsica.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
Laudanna E
Diffusione della cultura degli ausili sul territorio: problematiche e strumenti
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
Dall'esperienza diretta come consulente per la scelta di ausili e dal contatto con le realtà esistenti sul territorio emerge la scarsa diffusione della cultura degli ausili e quindi la necessità di trovare degli strumenti idonei per incrementarla. Tra questi uno dei principali è la sensibilizzazione al problema di quegli operatori socio-sanitari che si trovano a più stretto contatto con persone disabili ed anziane. Nella prima parte dell'Elaborato queste tematiche vengono analizzate attraverso la narrazione di un caso; la seconda parte – che costituisce l'allegato all'Elaborato – presenta un sussidio didattico specificamente progettato nell'ambito di un progetto della Commissione Europea per la sensibilizzazione di base degli operatori del territorio. Di questo sussidio l'autore ha curato la traduzione e la localizzazione italiana.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Lazzarich C
“Sapere” aiuta, ma anche “chi sa” ha bisogno di aiuto. Il caso di Emanuele
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2005-2006
Emanuele è un bambino di 10 anni, affetto da Distrofia Muscolare progressiva tipo Duchenne; vive con la mamma, fisioterapista, che fino ad oggi ha coordinato tutti gli interventi specialistici (fisiatri, neuropsichiatria infantile, pneumologo, cardiologo, tecnici ortopedici,ecc.) da sola, valutando lei di volta in volta i bisogni del suo bambino e proponendo lei, ad ogni controllo, le questioni da affrontare; ora le problematiche sono diventate maggiori, sia per numero che per importanza, e la mamma non riesce più a gestirle tutte da sola (nè è giusto che lo faccia) per cui si è cercato di affiancarla e supportarla nel focalizzare ed affrontare cinque grandi temi relativi all’autonomia del suo bambino: la carrozzina elettronica, la ristrutturazione del bagno di casa, l’accessibilità del giardino di casa, il controllo ambiente e l’accesso al personal computer. Per ogni tema è stato formulato un progetto articolato in quattro fasi, dall’identificazione del bisogno, alla formulazione di un obiettivo, alla definizione di un progetto fino alla realizzazione del progetto. La consulenza tecnica è stata preziosa per questa mamma quanto l’averla accompagnata a prendere atto sia dei problemi emergenti che dell’urgenza di affrontarli, suggerendo soluzioni ma nel contempo capendo e rispettando il loro “modus vivendi”, il loro sentire emotivo e il senso di smarrimento che è subentrato con il progredire della malattia.
Anno di pubblicazione: 2006
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2006
Lefosse P L
Metodologie di intervento di Terapia Occupazionale nel paziente emiplegico
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
Questa unità didattica potrebbe esser parte di un più ampio programma che si propone di comprendere una moltitudine di interventi e di patologie nelle quali può essere di sicuro aiuto la Terapia Occupazionale e l’addestramento all’uso degli ausili. A causa della vastità degli argomenti, mi soffermerò soprattutto sull’utilità dell’intervento accostato al trattamento nel paziente emiplegico. Il lavoro, dopo una parte introduttiva nella quale si definisce cos’è l’emiplegia e quali siano le strategie d’intervento, si sviluppa su aspetti prettamente tecnici e in modo piuttosto schematico, così da non tralasciare alcun aspetto riabilitativo utile ad un buon reinserimento socio-lavorativo e di autonomia quotidiana. Alle diverse attività della vita quotidiana (ADL) saranno affiancati una serie di ausili e le relative metodologie di addestramento all’uso per una massima autonomia. A supporto del piano riabilitativo sono state inserite schede di valutazione per quanto riguarda gli ausili e brevi dissertazioni sulla loro utilità all’interno dello stesso, così da conferire una certa scientificità ed oggettività all’elaborato.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: febbraio 2008
Leonzio M
La comunicazione aumentativa alternativa nell’autismo
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) è “un’area della pratica clinica che cerca di ridurre, contenere, compensare la disabilità temporanea e permanente di persone che presentano un grave disturbo della comunicazione sia sul versante espressivo, che ricettivo, attraverso il potenziamento delle abilità presenti, la valorizzazione delle modalità naturali e l’uso di modalità speciali” (Rivarola, 2009). La CAA è un insieme di conoscenze, tecniche, metodi e tecnologie con lo scopo di facilitare la comunicazione orale e scritta. La valutazione, la scelta e la personalizzazione degli ausili di comunicazione sono parte integrante di un intervento di CAA. L’ autismo è caratterizzato da un’alterazione qualitativa della comunicazione: opportuni interventi di CAA, basati sull’uso di ausili visivi e tecnologici, possono apportare miglioramenti sulle capacità funzionali e sulla partecipazione sociale. Le moderne tecnologie offrono un aiuto fondamentale a tutte le persone con difficoltà comunicative. Ausili come pannelli o tabelle di comunicazione, comunicatori dinamici, personal computer, software per la comunicazione e telefonia mobile permettono alla persona di comunicare in ogni situazione. La scelta del sistema di comunicazione e degli ausili a esso funzionali, adeguato ed efficiente per ogni singola persona, deve essere affrontato in un’ottica multidisciplinare. Per la scelta dell’ausilio di comunicazione è di fondamentale importanza un’accurata valutazione clinica, psicologica e sociale che tenga conto dei bisogni comunicativi dell’utente e dei suoi caregivers nei suoi ambienti di vita.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2012
Longo F
Autonomia domestica: come migliorarla attraverso l’utilizzo delle tecnologie di controllo ambientale
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Nel corso degli ultimi anni le tecnologie legate all’informatica si stanno diffondendo rapidamente e in maniera cospicua. Se da una parte la sfida è quella di creare apparecchiature più potenti e di pari passo di dimensioni sempre più ridotte, dall’altra si cercano nuovi campi di applicazione. Non sorprende che tali tecnologie siano presenti in molti ambiti e che costituiscano la base di quello che viene definito “controllo ambientale”. È fuori discussione che l’ambiente fisico giochi un ruolo fondamentale nel raggiungimento dell’autonomia e che possa costituire un ostacolo o un sostegno per la persona disabile e per la sua famiglia. L’elaborato esamina i principali sistemi di controllo ambientale e le interfacce di comando. Partendo dall’analisi delle attività della vita quotidiana maggiormente problematiche, intento del lavoro sarà quello di illustrare come un’installazione domotica (intesa come soluzione assistiva) può migliorare l’autonomia dell’utente o della sua famiglia. Ulteriori obiettivi sono la verifica del reale impatto economico delle apparecchiature di controllo ambientale e l’integrazione della “casa domotica” del Centro presso cui lavoro nel percorso riabilitativo di terapia occupazionale.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Lualdi C
Formazione all’autonomia funzionale di disabili cognitivi non gravi
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Il contesto d’intervento è un Servizio di Formazione all’Autonomia (SFA) per persone adulte, con disabilità fisiche, mentali e sensoriali non gravi. Tale Servizio, sperimentazione della Regione Lombardia, si colloca ad un livello di intervento intermedio fra il Servizio di Inserimento Lavorativo (SIL) e il Centro Socio Educativo (CSE). Gli operatori, dopo aver monitorato le abilità di base del singolo individuo, lavorano sul potenziamento delle stesse e delle abilità sociali, guidando il disabile all’interazione con il territorio e gli altri Servizi. Il progetto che si intende presentare consiste nella definizione di un modello organizzativo che, in primo luogo, affianchi e completi quello che attualmente regola la prassi di lavoro degli operatori (valutazione dell’idoneità del soggetto attraverso un periodo di prova, presa in carico, osservazione e monitoraggio delle abilità di base attraverso la somministrazione di test, progettazione); in secondo luogo, porti il Centro a divenire veicolo di informazione di qualità in materia di autonomia e di ausili Tale modello organizzativo prevede che il Servizio si doti di documentazione aggiornata sugli ausili; provveda alla formazione del personale, affinché legga e identifichi il bisogno dell’utente, definisca i tempi di intervento in relazione alla definizione del bisogno stesso da parte dell’utente ed elabori gli indicatori che consentano agli operatori di sapere quando fare riferimento a competenze esterne al Servizio; prepari il personale ad occuparsi dell’addestramento all’uso di un ausilio di concerto con il Servizio erogante; elabori moduli di formazione per gli utenti con disabilità fisiche o cognitive di live entità, affinché acquisiscano maggiore consapevolezza della propria persona e degli strumenti che possono migliorare autonomia e qualità della vita, e, qualora ve ne sia l’opportunità, diventino, a loro volta, formatori
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Lucentini A M
Gli ausili per la comunicazione aumentativa: tecnologie, mezzi e strategie per l’autonomia comunicativa
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
L’Unità didattica affronta il tema della Comunicazione Aumentativa Alternativa e del vasto mondo degli ausili tecnologici e non che la caratterizzano. La comunicazione è una forma di espressione e relazione dell’essere umano che si concretizza con il linguaggio: là dove la persona con disabilità sia impossibilitata ad utilizzarlo, e quindi a comunicare, le può essere data l’opportunità di sfruttare ed utilizzare un canale comunicativo aggiuntivo o sostitutivo che permetta di aumentare le capacità comunicative della persona migliorandone l’Autonomia comunicativa e favorendone una migliore qualità di vita. Gli ausili divengono il mezzo di espressione della persona , e non importa se si utilizzano ausili tecnologici o non: ciò che importa è sfruttarli affinché la persona possa sempre continuare a scegliere cosa esprimere e come esprimersi,al di là della disabilità. Il caso di F.C. descritto ne è un grande esempio….
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: gennaio 2008
Luise S.
Ambiente domestico in presenza di disabilità uditiva
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Il caso presentato riguarda una coppia di persone con disabilità uditiva, che vive in un appartamento indipendente dalle rispettive famiglie. Inizialmente nell’Elaborato sono stati presi in esame e discussi: il tipo di disabilità, l'ambiente abitativo, gli ausili presenti e le difficoltà nel loro uso. Sin dal primo incontro, insieme ai soggetti, si è sviluppato un progetto atto a migliorare l’autonomia nell’ambiente domestico, partendo dalle normative in vigore e dalle tecnologie presenti oggi sul mercato, per concludere con una valutazione dei costi e delle risorse socio-economiche disponibili. L'intervento si è concretizzato nella predisposizione di un sistema videocitofonico, nell'adattamento di nuovi avvisatori luminosi e nel montaggio di una luce esterna alla porta d'ingresso. E’ stato effettuato un addestramento all'uso e si è quindi proceduto alla valutazione della soddisfazione percepita.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
Lupano M
A tempo pieno al CSE: la tecnologia facilita l’educazione. Il caso di Alessio
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Alessio è un ragazzo di 24 anni che presenta molte difficoltà sul piano motorio e sul piano cognitivo. Frequentava per 10 ore settimanali un Centro Socio Educativo (CSE), fino al luglio 2002. In quel periodo, l’equipe del CSE ha deciso di accogliere la richiesta di ampliamento di orario, ormai da tempo avanzata dalla sua famiglia. Alessio non comunica con il linguaggio verbale e necessita di assistenza per l’accompagnamento in bagno. Occorre da un lato pensare a quali ausili si possano offrire ad Alessio per esprimere i principali bisogni; dall’altro è necessario intervenire sulla gestione dei trasferimenti dalla carrozzina, affinché l’assistenza di Alessio non richieda più risorse di quante il CSE possa disporre. Attraverso la raccolta di dati anamnestici e l’osservazione sul campo si è tentato di introdurre l’ipotesi di utilizzo di due ausili specifici: uno per facilitare i piccoli spostamenti dalla carrozzina ad altra postazione; e un secondo, un comunicatore, il più semplice possibile, che permettesse ad Alessio di “verbalizzare”, con un esercizio progressivo, il suo bisogno di essere accompagnato in bagno. A questo tipo di comunicazione si aggiunge la possibilità di facilitare Alessio nell’espressione delle proprie preferenze in un ambito primario, ad esempio nella scelta del cibo per i suoi pasti. Se dai dati raccolti esiste la possibilità che Alessio operi una discriminazione tre due scelte, è possibile pensare alla introduzione di un training più o meno lungo attraverso il quale Alessio giunga alla chiara comunicazione della preferenza. Ci si propone quindi di utilizzare altri due comunicatori a un tasto, con il riferimento iconico (fotografia) dei target da comunicare, posto su ciascuno di essi, e un messaggio vocale che descrive la preferenza accordata da Alessio stesso. In definitiva si tratta di definire quali ausili facilitino il più possibile la sua integrazione in un contesto poco accessibile per molti anni.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Maggi M
Quotidianità ed ausili: un rapporto che permette di migliorare la qualità della vita laddove l’evento patologico incalza: il caso di Silvia
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
Autonomia: parola magica, ma realizzabile per chi possiede intraprendenza e determinazione. Caratteristiche che Silvia ha. E’ una giovane donna di trentadue anni affetta da una malattia neuromuscolare esordita poco dopo la nascita: amiotrofia neurogena tipo Werding Hoffmann. La situazione della paziente è alquanto grave, infatti ha pochissimi movimenti volontari possibili nei distretti distali degli arti superiori e del capo che però non controlla; presenta inoltre una gravissima scoliosi ad S associata a sindrome respiratoria di tipo restrittivo. La ragazza è stata inviata per la prima volta al nostro centro nel gennaio 1994 da una struttura ospedaliera vicina alla quale si era rivolta per un dolore al collo determinato dalla postura. E’ stata da noi valutata sia dal punto di vista neuromuscolare che pneumologico. Il progetto di consulenza e fornitura ausili è inizialmente di tipo retrospettivo ma prevede la possibilità di ulteriori miglioramenti per ciò che riguarda l’adozione di ortesi ed ausili per la mobilità personale nelle attività di vita quotidiana. Infatti ad oggi Silvia sottoposta ad ulteriore valutazione necessita di una serie di nuovi interventi tra i quali un sistema di postura, una soluzione per rendere meno gravosa l’assistenza da parte dei familiari nei vari trasferimenti e la valutazione di un ausilio per la comunicazione in modo da permettere a Silvia di poter proseguire gli studi ed eventualmente entrare nel mondo del lavoro
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Manfredi C
Gli ausili per la prevenzione delle lesioni da pressione in posizione sdraiata
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
L’intento di questo elaborato è quello di affrontare un argomento molto conosciuto, come quello delle lesioni da pressione, accennando in modo sintetico gli aspetti anatomo-fisiologici e soffermandosi sui meccanismi che possono intervenire in un programma di prevenzione. Tale programma deve prevedere l’utilizzo di una superficie antidecubito associata a un posizionamento personalizzato, da ottenere e mantenere nel tempo con l’utilizzo di cuscini e supporti che consentano una migliore distribuzione delle pressioni. Per arrivare ad un’analisi più approfondita di cosa sono gli ausili antidecubito, intesi come tutte quelle superfici in grado di annullare o ridurre la pressione della persona che vi è posta sopra, e che a seconda delle loro caratteristiche riducono le forze di taglio, di attrito e la macerazione. Una classificazione delle superfici antidecubito sarà fatta in base alla loro efficacia di prevenzione, utilizzando la scala Braden per la valutazione del rischio, proponendo 3 livelli di intensità: bassa, media e elevata, in modo da facilitare l’utilizzo dell’ausilio più adeguato a seconda dei fattori di rischio e della presenza o meno di una lesione da pressione, della zona in cui è presente e delle condizioni generali dell’utente. Target. La presente unità didattica è rivolta agli operatori sanitari, infermieri, fisioterapisti, operatori socio sanitari,ecc., che intervengono nel programma di prevenzione di una persona a rischio di sviluppare una lesione da pressione. Obiettivi didattici. Al termine di questa lezione gli allievi dovranno avere acquisito la capacità di saper valutare i fattori di rischio di sviluppare una lesione da pressione, utilizzando la compilazione della scheda Braden, per poter mettere in atto un programma di posizionamento, associato alla scelta della superficie antidecubito più adeguata.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: gennaio 2008
Marchesini C
Progettare con una nuova sensibilità: l'ausilio "Struzzo"
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
L’elaborato ha un respiro piuttosto ampio poiché nasce da un duplice obiettivo. Da un lato si desidera appropriarsi di un metodo di lavoro spendibile nell’ambito della progettazione, dall’altro si vuole cogliere l’occasione per approfondire la conoscenza di un ausilio chiamato Struzzo®. Il canovaccio adottato prevede una fase preparatoria dedicata alla lettura, alla sintesi ed alla traduzione di USERfit, un manuale, nato nel contesto dell’Assistive Technology, che si occupa di progettazione orientata all’utente. Il metodo USERfit ha il merito di essere generale e non restrittivo cioè di poter essere interpretato con una certa originalità per adattarlo alle esigenze del progettista. La seconda parte abbandona la teoria per calarsi nella pratica e ripercorrere nonché ridiscutere le scelte che hanno guidato la progettazione di Struzzo®. Lo spazio finale è dedicato al colloquio con gli utenti: si tratta di raccogliere la loro opinione sui medesimi conflitti sui quali i progettisti, operando delle scelte, hanno già espresso un giudizio. La vicinanza fra le valutazioni è una buona misura di quanto il mondo della progettazione abbia saputo guadagnare consapevolezza del mondo dell’utenza.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Marchi E
Progetto di dotazione ausili della nuova Struttura Residenziale per anziani della Repubblica di San Marino
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
Il progetto prevede una proposta di dotazione ausili della Struttura Residenziale per Anziani della Repubblica di San Marino, attualmente in fase di costruzione. La struttura è costituita da una parte adibita a Casa di Riposo e un’altra parte adibita a Centro Diurno. La Casa di Riposo necessita di ausili necessari ad un reparto di degenza, mentre il Centro Diurno potrebbe essere strutturato in modo da ricreare locali ad uso cucina, sala da pranzo, sale per attività ricreative. Annessa alla Struttura è presente anche una Palestra che, oltre a palestra riabilitativa ad uso degli ospiti, potrebbe essere condivisa, se opportunamente attrezzata, con l’Associazione Pensionati, realtà del territorio e che da anni organizza attività motoria per anziani. Il progetto prevede anche l’ipotesi di realizzare una Ausilioteca che potrebbe essere dedicata, dapprima agli stessi ospiti della struttura, e in secondo tempo, quando già collaudata, aperta anche a richieste di valutazione per esterni. L’obiettivo è quello, da un lato, di individuare strumenti rivolti alle esigenze della persona anziana, che rispecchino le caratteristiche di efficacia ed efficienza nel contribuire al mantenimento, sostegno o recupero delle abilità residue dell’anziano favorendo una maggior integrazione; dall’altro, cercare di razionalizzare la spesa secondo criteri di economicità delle risorse collettive disponibili.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Marcucci P
Organizzazione di una “casa intelligente” ed ausilioteca presso il presidio ospedaliero di Ascoli Piceno
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
L’elaborato presenta un progetto per l’organizzazione di un appartamento dotato di dispositivi facilitanti adeguati a diverse patologie presso la struttura ospedaliera di Ascoli Piceno e l’attivazione di un’ausilioteca per gli utenti della Zona territoriale 13 di Ascoli Piceno. L’elaborato analizza il territorio, i costi materiali, le risorse umane, il tipo di utenza alla quale l’appartamento è rivolto, la tempistica e gli interventi tecnici da attuare per realizzare il progetto. Descrive nel dettaglio l’appartamento e le sue componenti in funzione dell’utilizzo che se ne intende fare, ed ipotizza un metodo di follow up per valutare se il progetto risponderà effettivamente agli obiettivi prefissati.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2004
Martinelli M
C’è futuro nella vita di Paola
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Un incidente stradale ha cambiato definitivamente la vita di Paola. Il trauma cranico ha provocato una emiparesi dx e un deficit cognitivo moderato. L’espressione verbale è limitata a poche parole. Il desiderio di una comunicazione efficace con famigliari e amici è stato il motivo che ha portato a valutare l’ utilizzo di un personal computer. Inoltre le difficoltà nella gestione famigliare dell’utente ha portato a modificare il bagno, con un piatto-doccia adeguato, e a proporre l’utilizzo di una carrozzina basculante da trasporto.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Martini De Lima C
Proposte per la mobilità nelle persone con mielomeningocele
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
Il mielomeningocele è il difetto del tubo neurale più frequente e rappresenta una malattia molto complessa che coinvolge diversi sistemi. La letteratura dimostra come gli individui con mielomeningocele siano ipomobili, presentino difficoltà di movimento e quindi in molti casi conducano una vita sedentaria rispetto alle persone senza disabilità. Il conseguimento dell'autonomia personale deve rappresentare l'obiettivo prioritario di un progetto riabilitativo o assistenziale. Gli ausili sono quindi intesi come uno strumento per l'autonomia e per la promozione delle interazioni sociali. Il tipo di ortesi prescritta ad un paziente con mielomeningocele è influenzato dal livello della lesione e dal suo livello di funzionalità motoria. Le informazioni qui di seguito forniscono una guida generale, attraverso un ragionamento clinico, per la scelta delle ortesi, tra cui: ortesi per il piede (FO), ortesi sopramalleolari (SMO), ortesi per caviglia e piede (AFO), ortesi articolate di caviglia, ortesi per ginocchio, caviglia e piede (KAFO), ortesi per anca, ginocchio, caviglia e piede (HKAFO), Parapodium, Swivel Walker, Reciprocating Gait Orthosis (RGO), deambulatori senza ruote, deambulatori con ruote, girello, carrozzina manuale e carrozzine elettriche.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2012
Masè A
Quando tornare a casa risulta cosi’ difficile: il caso di Rosy
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Rosy è una signora di 68 anni, emiplegica sinistra con un forte deficit motorio sia all’arto superiore che inferiore, ma con buone capacità cognitive. Come conseguenza di questo evento traumatico, Rosy sviluppa una sindrome ansioso depressiva, che spinge i suoi parenti a dimetterla dalla R.S.A. presso cui è ricoverata per riportarla nella sua casa assistita giorno e notte da una signora. E qui comincia il mio intervento per permettere a Rosy di ritornare il più serenamente possibile nella sua abitazione, che presenta molte barriere architettoniche sia all’interno che all’esterno. L’introduzione di ausili quali il montascale ci ha permesso di risolvere il problema della mancanza di ascensore, nel bagno sono state fatte delle modifiche che permettono a Rosy di poter gestire, sempre con assistenza, la propria igiene personale; gli spostamenti interni all’appartamento avvengono con una carrozzina manuale che la paziente ha imparato a gestire molto bene, il letto è stato opportunamente sostituito con uno più accessibile. In breve sono state apportate altre piccole modifiche che hanno consentito a una Rosy “diversa” di abitare nuovamente, anche se con qualche difficoltà, nel suo vecchio appartamento. Un problema considerevole che Rosy ha dovuto affrontare è stato, dopo più di un anno dall’incidente, quello di dover accettare e quindi integrare la propria disabilità all’interno di un ambiente che per trent’anni aveva costruito modellandolo sulla propria persona, ma che all’improvviso era diventato inappropriato per lei.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Massara M
Forse partiamo: proposta di apertura di un centro per la Riabilitazione post-acuta del Mieloleso presso l’Azienda Ospedaliera “Maggiore della Carità a Novara
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
La frequenza di lesioni parziali o totali del midollo spinale in seguito a traumi della colonna è molto elevata nella popolazione italiana, specie a causa incidenti stradali o sul lavoro. Da qui la necessità di attivare presso l’ASO Maggiore della Carità di Novara un centro per la Riabilitazione post-acuta del Mieloleso con 10 posti letto. L’elaborato contempla i progetti di ristrutturazione tenendo in considerazione tutti gli accorgimenti necessari per l’accessibilità. Sarà pertanto proposto l’allestimento di un laboratorio e di una “sala prove” dove poter valutare, provare e scegliere sia gli ausili che le modifiche da apportare e verificare presso l’abitazione. L’ausilio e le modifiche ambientali saranno attentamente valutate dal punto di vista del rapporto costo/beneficio prima della fornitura stessa. L’intervento che sarà ovviamente multidisciplinare (fisiatri, urologi, psicologi, neurochirurgo terapista, ergoterapista ecc) verrà comunque indirizzato dal punto di vista riabilitativo al raggiungimento dell’autonomia attraverso delle linee di percorso progressivo. Punto importante sarà la scelta e fornitura di ausili per l’autonomia
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Menezello T
Il caso di Walter
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
Nel presente lavoro vengono affrontate le richieste di autonomia di Walter e della sua famiglia. Vengono anche descritte le principali funzioni da ricercare in un sistema di postura, e i criteri per una scelta personalizzata. La carrozzina, e i sistemi di postura utilizzati, sono stati scelti in modo da consentire una sempre maggiore autonomia dell'utente. Il carattere progressivo della sua patologia, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, rende il lavoro molto articolato, che richiede una continua elaborazione, sia dall'utente, sia dell'operatore nel affrontare i cambiamenti che fanno parte di questo percorso. Percorreremo un lasso di tempo di circa un anno, cercando di capire l'evoluzione degli ausili per la mobilità, per la postura e per le attività della vita quotidiana. Il lavoro di ricerca è tuttora in atto, e verrà analizzato in questo elaborato.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Mogno M
Quale consulenza per Bruno e la sua famiglia
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Bruno ha 29 anni ed è affetto da una malattia progressiva, nota con il nome di atassia di Friedreich, diagnosticatagli 16 anni fa. Presenta un quadro di tetraparesi unita a disturbi della coordinazione e del linguaggio. Vive con i genitori e un fratello minore in una casa indipendente, ma dagli spazi piuttosto ristretti. La sua mobilità e la sua autonomia sono scarse e la sua vita sociale è molto ridotta. Il progetto messo in atto ha affrontato gli aspetti legati alla mobilità e al carico assistenziale dei familiari. La ricerca degli ausili si è indirizzata su una nuova carrozzina (con un sistema di postura e di guida più adeguati), su uno stabilizzatore per la stazione eretta e su un ausilio idoneo per effettuare i trasferimenti. Invece, riguardo agli aspetti ambientali, sono state cercate delle soluzioni per rendere maggiormente accessibili la camera e il bagno. Il progetto si è dovuto scontrare con abitudini di vita e comportamenti radicatisi negli anni e difficili da modificare e si è avvalso dell’integrazione di due diversi interventi: la consulenza presso il centro informazione ausili (C.I.A.) e un ciclo di sedute di addestramento all’autonomia svolte presso il servizio di riabilitazione all’interno del quale il C.I.A. stesso è collocato
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Monfredini C
Misurare l’efficacia dell’ausilio nel servizio di assistenza protesica
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
La fornitura degli ausili ha un peso rilevante tra le prestazioni erogate dall’U.O. di Medicina Riabilitativa dell’Asl di Parma; si presenta dunque l’esigenza di verificare quanto il Servizio di fornitura ausili sia efficace nel rispondere ai bisogni delle persone con disabilità. Una via per giungere a tale verifica è la misurazione del grado di soddisfazione dell’utente. Lo strumento scelto per questo scopo è la scala IPPA (Individual Prioritised Problems Assessment), nata nell’ambito di una ricerca della Commissione Europea; esso valuta l’efficacia dell’ausilio percepita dalla persona con disabilità nel risolvere i problemi identificati come prioritari. La scala è costituita da due interviste da somministrare l’una prima e l’altra dopo la fornitura dell’ausilio. Nella struttura stessa della scala è intrinseco dunque un momento di follow-up che garantisce di realizzare un programma riabilitativo esaustivo e completo. Inoltre il coinvolgimento nell’identificazione degli obiettivi e delle soluzioni permette di condividere con l’utente la responsabilità del progetto di soluzione assistiva e di affidargli il ruolo di protagonista. Il progetto si pone perciò due obiettivi: da un lato analizzare la capacità del Servizio di fornitura ausili di rispondere ai bisogni della popolazione, misurando l’outcome dell’ausilio, dall’altro conferire centralità alla persona con disabilità nella realizzazione del suo progetto riabilitativo. Somministrando le interviste ad un campione di utenti scelti tra coloro che erano in fase di fornitura ausili, si sono raccolti dati relativi all’efficacia dell’ausilio. Dai risultati ottenuti sono state tratte utili indicazioni riguardanti l’applicabilità della scala IPPA, la necessità di formalizzare un follow-up, l’identificazione dei casi di insuccesso e la soddisfazione degli utenti nel percepirsi parte attiva del progetto. Sulla base di questa sperimentazione si potrà considerare l’ipotesi di inserire a regime la scala IPPA nelle procedure di fornitura degli ausili.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Monfredini M.
Il lavoro visto in un’ottica nuova: Orazio
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
L’elaborato intende presentare il percorso di inserimento lavorativo di Orazio, un ragazzo ipovedente grave di 26 anni affetto da retinite pigmentosa, all’interno di una struttura ospedaliera in qualità di massofisioterapista. L’esigenza di rendere più accessibile l’ambiente di lavoro alle necessità di Orazio si inserisce all’interno di un progetto più ampio di ristrutturazione della Unità Operativa nella quale lavora (reparto ambulatoriale per il trattamento di pazienti esterni). Dovendo modificare l’ambiente, perché non farlo tenendo conto dei bisogni specifici di Orazio e di chi come lui, utente del Servizio di Fisioterapia, è affetto da problematiche visive? All’interno dell’elaborato verrà seguito il cammino di Orazio verso l’indipendenza nella gestione del suo spazio di lavoro, attraverso la scelta di ausili che lo rendano autonomo nella consultazione di cartelle cliniche, referti di esami strumentali, nell’utilizzo del PC ed attraverso modifiche ambientali che ne facilitino gli spostamenti all’interno del reparto. Ci si occuperà anche delle tecnologie assistive più idonee da utilizzarsi al domicilio.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
Montrucchio L
E ora che sono rimasto solo?! Il caso di Marco
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
Marco 53 anni, affetto da sclerosi multipla dall’età di 32 anni, si muove quasi esclusivamente in carrozzina avendo una quasi completa assenza di movimenti volontari agli arti inferiori. Dopo la scomparsa della moglie che lo aiutava nelle varie attività è aumentata in lui la necessità di un maggiore affrancamento dalla dipendenza; ora è solo e dovrà essere il più possibile indipendente. Si esaminano le attività della vita quotidiana e si propongono alcune soluzioni per ottenere il massimo grado di autonomia possibile sia dentro, sia fuori casa. L’obiettivo sarà quello di rendere Marco completamente indipendente nella cura e igiene della propria persona (con conseguenti adattamenti al bagno), più sicuro nei trasferimenti (grazie alla installazione di punti di appoggio fissi e all’uso di un deambulatore) e autonomo nella mobilità esterna con l’uso di uno scooter (per consentirgli di raggiungere il bar e la chiesa del paese). Grazie alla tecnologia, Marco potrà sfruttare al massimo le proprie capacità residue, conquistando un alto livello di autonomia con un minimo aiuto assistenziale.
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Moro V.
Le tecnologie compensative nei disturbi specifici dell’apprendimento: proposta di un servizio di consulenza e orientamento
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
Negli ultimi dieci anni vi è stato un preoccupante aumento dell’incidenza dei disturbi d’apprendimento nella scuola italiana: maggiore informazione sul tema e nuove modalità diagnostiche hanno permesso il riconoscimento, ora come ora abbastanza tempestivo, di queste difficoltà negli alunni di oggi. Ma come far fronte a queste nuove problematiche? Come aiutare questi ragazzi a non vivere con ansia la vita non solo scolastica ma anche quella di tutti i giorni? Presso “La Nostra Famiglia” di San Vito al Tagliamento per i bambini con DSA si svolgono interventi di tipo riabilitativo nei settori di logopedia e terapia occupazionale/neuropsicologica, ma molto spesso la tecnica non basta. Fondamentali diventano in questo caso gli strumenti compensativi e dispensativi dei quali l’alunno certificato può disporre secondo la normativa vigente (legge 8 ottobre 2010 n°170). L’elaborato si pone l’obiettivo di suggerire una migliore organizzazione delle risorse già presenti nella struttura suddetta, proponendo un servizio di consulenza specifico sui DSA volto ad accompagnare l’alunno con difficoltà e la famiglia che a noi si rivolge, formando quest’ultimi ma anche gli insegnanti sull’utilizzo delle tecnologie che possono avere un ruolo compensativo nella didattica e sulle strategie compensative da poter adottare, sia a scuola ma soprattutto nella quotidianità.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
Murgia C
Creazione di un Centro Informazione Ausili in ambito AIAS Sardegna
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Un’analisi delle problematiche sull’organizzazione della riabilitazione e sulla fornitura degli ausili sul territorio della Sardegna ha fatto emergere l’esigenza di istituire un centro di informazione ausili presso l’associazione AIAS Sardegna, che è presente su tutto il territorio regionale. Per la realizzazione del progetto è necessario avere una concezione della strutturazione del programma terapeutico che punti al miglioramento del livello di vita sul piano fisico, funzionale, sociale ed emozionale, in base al modello OMS menomazione - attività – partecipazione - ambiente. In conformità a questa concezione del lavoro sarà possibile guardare all’ausilio come parte integrante del lavoro teso al recupero funzionale del paziente e alla sua autonomia. Il centro ausili si occuperà di ausili e tecnologie per l’accessibilità, lavorando sia con un’utenza diretta (persone disabili o suoi familiari), sia con un’utenza indiretta (insegnanti, educatori, ecc.).
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Naseddu E
Autonomia: istruzioni per l’uso
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
La constatazione quotidiana di quanto frequentemente manchino strumenti conoscitivi per avere un’idea di quelle che sono le opportunità di integrazione/partecipazione mi ha portato ad elaborare il manuale allegato. Il lavoro inizia proponendo un glossario di alcune parole chiave: salute, disabilità, ausili, accessibilità ed autonomia; seguendo le tappe individuate dal Consorzio Eustat si passa, poi, ad analizzare le fasi che segnano il percorso di autonomia: identificare i bisogni e definire gli obiettivi, informarsi ed iniziare a cercare soluzioni e, infine, avviare il progetto.Il lavoro si conclude con una panoramica dei principali ausili, con cenni anche ad arredi ed adattamenti per la casa, per l’automobile, per il tempo libero, il gioco e lo sport.L’elaborato vuole offrire spunti di riflessione ed essere un piccolo contributo alla diffusione della cultura dell’autonomia nel territorio dove lavoro; rimane la necessità che Centri Ausili Specializzati si diffondano sempre più nelle varie Asl, Aziende ospedaliere ed Enti Locali: la scelta della soluzione per migliorare la partecipazione più adatta per quella persona in quel momento richiede, infatti, la presenza di strutture con competenze specifiche e continuamente aggiornate.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Negri L
L’uso degli splint nei pazienti affetti da Sclerosi Sistemica: una strategia vincente? MICHELE
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia", Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a, a, 2009-2010
L’uso degli splint nei pazienti con sclerosi sistemica è sicuramente un valido aiuto nel trattamento del paziente sclerodermico, sia nel recupero delle deformità della mano e delle dita, sia nel recupero delle attività della vita quotidiana. Tuttavia, non tutti gli operatori che trattano questo tipo di pazienti sono d’accordo con questa affermazione. La sclerosi sistemica (detta anche sclerodermia) è una malattia molto invalidante, e se non diagnosticata tempestivamente con prognosi infausta. La fibrosi della cute, soprattutto delle mani e del viso, si accompagna a problemi dell’apparato gastrointestinale, polmonare, cuore, rene. Un segno costante che si manifesta in tutti i pazienti con intensità variabile, è il fenomeno di Raynaud che è dovuto allo spasmo delle arterie digitali con conseguente diminuzione della perfusione sanguigna, pallore delle dita, dolore e via via nel tempo lesioni trofiche, ulcere, gangrena. Questo, è il punto che mette in forse l’uso degli splint: la paura che la costrizione delle dita dentro un materiale rigido aggravi il fenomeno di Raynaud con conseguenze molto gravi per le mani del paziente. Soltanto un monitoraggio preciso e minuzioso con scale di valutazione accurate permette di valutare, paziente per paziente, se lo splint può essere uno strumento da utilizzare o meno. Il caso di Michele, paziente affetto da sclerosi sistemica, ci permetterà di studiare questo aspetto della malattia. In un tempo relativamente breve, dal 2004 al 2006, la malattia cambia la vita di Michele, il quale perde la funzionalità e la motilità fine delle mani e con queste la possibilità di lavorare e di accudire la sua persona. La conseguente perdita dell’autonomia e anche dell’autostima non fanno altro che aggravare la situazione. Il confezionamento di uno splint bilaterale che gli permettesse di sostenere e di posizionare i polsi, orientando efficacemente le mani nello spazio durante la sua attività quotidiana, lavorativa e di svago. Il ricovero presso il Centro di Riabilitazione specializzato presso il quale lavoro ha permesso a Michele di trovare la soluzione adatta al suo problema. Una presa in carico multidisciplinare gli ha ridato ciò che aveva perso, la vita che amava a cui non era disposto a rinunciare e gli ha permesso di tornare a riutilizzare le mani con successo.
Anno di pubblicazione: 2010
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2010
Nulli C
Una barriera in più: il caso di Angela
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Angela, 30 anni. Parto distocico gemellare a cui seguirono lesioni perinatali cerebellari con segni a carico dell’apparato locomotore, di quello fonatorio e delle competenze psichiche. Attualmente vive in un istituto ma non è una residenza definitiva perché sarà una sentenza del tribunale competente, a stabilire condizioni e tempi per un eventuale ritorno in famiglia, dove si erano verificati episodi di violenza sessuale nei suoi confronti. La prescrizione accurata di ausili, la realizzazione dell’accessibilità di spazi e servizi e in molti casi anche l’intervento sanitario, sono percorsi obbligati nella ricerca dell’autonomia personale e dell’integrazione sociale e non sono mai “piani” perché disseminati di barriere di varia natura: architettoniche, culturali, economiche. Nel caso di Angela sono resi ancora più ardui dal degrado famigliare, sociale e dalla povertà.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Occhionero F
L'accessibilità informatica dei siti internet
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Il WEB sta rivoluzionando la partecipazione sociale in una società che sempre più profondamente sposta i suoi canali di comunicazione sulla rete informatica. In questo ambito, le categorie svantaggiate sono uno dei riferimenti più importanti dal momento che sono le persone con limitazioni funzionali, ancor più di tante altre, ad avere difficoltà nel muoversi e nel comunicare e che scoprono nel WEB infinite nuove ossibilità. L’evoluzione tecnologica potrebbe dunque favorire l’integrazione di molte persone ma, tutt’ora, risultano ancora troppe le barriere che ostacolano l’accesso alla Rete. Questo studio intende inquadrare il problema dell’accessibilità dei siti internet, partendo dai nuovi scenari telematici per approdare alle soluzioni software, definite a livello internazionale, di progettazione WEB. Come caso pratico, verrà analizzato un sito, evidenziandone lacune e indicando possibili soluzioni affinché diventi fruibile dal maggior numero di utenti
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Opezzo P
Progetto di sostegno al rientro al domicilio di un soggetto con emiplegia: il caso di Gina
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Il rientro al domicilio, dopo un periodo di ospedalizzazione per una patologia che ha dato esito ad una disabilità importante (l’emiplegia), è un momento molto delicato per il paziente e i suoi familiari. Oltre alle problematiche di natura psicologica legate all’accettazione della nuova condizione, il paziente si trova a dover affrontare problemi nell’ambito delle attività di vita quotidiana e di molte altre attività funzionali. E’ quindi necessario intervenire con ausili, adeguamenti e soluzioni che permettano al soggetto emiplegico di riorganizzare la propria vita e i propri spazi all’interno dell’ambiente familiare (e sociale). Nello specifico di Gina l’introduzione di alcuni ausili ha permesso di raggiungere l’autonomia in alcuni ambiti funzionali (ad esempio l’utilizzo dei servizi igienici) e di ridurre il carico assistenziale in altri (ad esempio farsi la doccia o superare il dislivello delle scale). Le attività considerate sono state la mobilità all’interno dell’appartamento, assicurata dalla deambulazione con l’ausilio di un tripode e di un’ortesi peroneale e dalla carrozzina manuale, soprattutto per la mobilità esterna; l’igiene personale, con l’introduzione di semplici ausili e minimi adeguamenti; il superamento delle barriere architettoniche presenti nell’edificio, le scale, tramite l’installazione di una piattaforma elevatrice
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Paganini M
Nicola e la sua nuova realtà
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Il caso di studio riguarda un ragazzo di 21 anni, affetto da esiti di trauma cranico conseguente ad incidente stradale. Egli presenta una tetraparesi spastica ed un coma vigile con menomazione sul versante motorio e cognitivo. Dopo un lungo periodo di degenza è stato programmato il suo rientro a casa con la valutazione degli ausili utili a sopperire i suoi bisogni e ad alleviare il carico assistenziale sui familiari. Necessita di assistenza totale per ogni attività di vita quotidiana. Le aree di intervento sono state: cura della propria persona, prevenzione e decubiti, mobilità, postura, modifiche all’interno dell’abitazione.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Palestino A.
La comunicazione aumentativa alternativa nell’età evolutiva
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
La comunicazione aumentativa Alternativa (C.A.A.) è l’insieme di “tutte le modalità di comunicazione che possono facilitarne l’uso nelle persone che hanno difficoltà ad utilizzare i più comuni canali comunicativi come il linguaggio e la scrittura”. Si può definire anche come un progetto costruito sulla persona e costituito da un insieme di conoscenze, strategie e tecniche che ne facilitano la comunicazione. È determinante, per il raggiungimento dell’obiettivo, fare una valutazione che tenga conto delle potenzialità residue e quindi delle abilità sulle quali poter costruire progetti che tengano conto dei reali bisogni, necessità e desideri dell’utente mirando sempre ad assicurare uno stato d’animo di piacevolezza, tranquillità e soprattutto di divertimento.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
Pannacci M
Accessibilità alla cultura, per una cultura accessibile: la Bibliomediateca di Terni
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2004-2005
La società nella quale viviamo è per definizione “la società dell’informazione” ed essere esclusi dall’informazione stessa significa rimanere ai margini di tale società. E’ in base a ciò che il seguente studio si propone di analizzare la situazione presso una struttura pubblica quale la Bibliomediateca di Terni. Rendere accessibile una biblioteca infatti non significa soltanto eliminarne le barriere architettoniche, ma rendere effettivamente fruibili i servizi che essa propone, ed in particolare poter accedere alla cultura attraverso tutte le sue espressioni, in particolare alla consultazione in autonomia di documenti, libri ecc. Ciò rappresenterebbe un importante elemento per l’integrazione anche delle cosiddette “fasce deboli”, nella vita sociale e culturale del territorio, promovendone l’inclusione e la partecipazione.Il seguente progetto propone l’ottimizzazione dei servizi presenti nella struttura, attraverso l’inserimento di ausili per la lettura/visione del materiale. Tale azione permetterà alla Bibliomediateca di rivolgersi ad un’utenza ampliata, fornendo modalità alternative di fruizione a tutto il pubblico interessato ed comprese persone con limitazioni funzionali, siano esse motorie, sensoriali o cognitive.Un’ulteriore azione sarà finalizzata alla realizzazione di una campagna informativa, mirata a raggiungere le persone con” esigenze speciali” affinché siano fornite informazioni utili sulle novità introdotte.Fabrizio ad una progressiva presa di coscienza di nuovi bisogni di autonomia personale sviluppatisi attorno alle attività sportive proposte: il Monosci e l’ Handybike.Al fine di rispondere adeguatamente alle richieste che mi venivano poste è stato importante seguire un percorso metodologico che ha previsto, in successione, l’esame dell’attività residua, l’analisi dei bisogni e delle aspettative, l’individuazione delle attività più consone, la definizione di un percorso di attuazione del progetto ed utilizzo degli ausili individuati, la verifica a distanza delle attività e della loro ricaduta sulla qualità di vita mediante questionari quali il Q.U.E.S.T e il P.I.A.D.S.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2005
Papino E
Valutazione sull’utilizzo dei montascale a cingoli e analisi di soluzioni alternative
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
Nell’ambito del progetto pilota denominato “Assistenza Protesica Integrata (A.P.I.)” della ASL BA è prevista e raccomandata la possibilità di attuare una sinergia di valutazioni multiprofessionali – con l’apporto di ingegneri e architetti – su progetti di autonomia e accessibilità attuati o da attuare in favore della persona con disabilità nel suo ambiente di vita. A sostegno di tale obiettivo è stata effettuata l’analisi dell’efficacia delle prescrizioni di montascale a cingoli dati in comodato d’uso negli ultimi 3 anni a pazienti residenti nel Distretto Socio Sanitario di Putignano. Sono state effettuate valutazioni circa la qualità di utilizzazione, il grado di soddisfazione dell’utente, l’analisi economica e i vantaggi di una progettualità alternativa per consentire l’accesso del paziente agli spazi esterni all’abitazione. Dall’analisi dei dati si rileva che il montascale è percepito come un ausilio decisamente poco confortevole, ma che incide positivamente sul livello di autostima degli utenti. Il suo uso è significativamente condizionato dal numero degli assistenti. In nessun caso è stata effettuata una valutazione tecnica prima della prescrizione, che orientasse l’utente verso soluzioni alternative. Nel 30% dei casi il ricorso a soluzioni alternative è stato intrapreso successivamente all’uso del montascale. Questa ricerca ha anche lo scopo di contribuire a favorire una cultura dell’ausilio non tanto visto come spesa, ma piuttosto come investimento per la persona.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: gennaio 2008
Pasqualetti C
Che idee…gli sport! Proposta di inserimento di ausili per lo sport nella banca delle idee del portale siva
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
Lo scopo del progetto proposto è duplice. Da un lato, sfruttare la popolarità e l’innovazione portata del Portale del SIVA sugli ausili per lanciare il tema dello sport disabili e proporre delle soluzioni e gli adattamenti che gli atleti utilizzano per praticare uno sport e stimolare la voglia di misurarsi con sé e con gli altri. Dall’altro, ampliare una sezione del Portale e quindi cercare di avanzare nella completezza delle informazioni e dei servizi offerti agli utenti siano essi operatori che disabili. Il progetto si inquadra nelle attività del Centro Ausili de “La Nostra Famiglia” di Pieve di Soligo (TV), essendo stato dato avvio ad iniziative sportive all’interno del Centro di Riabilitazione.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2004
Passaro G
Riorganizzazione del “Percorso Ausili” nel Distretto 2 dell'Azienda USL di Latina
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia", Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a, a, 2009-2010
Il progetto nasce dalla conoscenza, attraverso la partecipazione al Corso di Perfezionamento “Tecnologie per l'autonomia e l'integrazione sociale della persone con disabilità”, di realtà in cui l'erogazione delle prestazioni protesiche è migliore di quella conosciuta nel mio territorio. Sulla base di un'analisi dello stato attuale, il progetto si prefigge l'obiettivo di ottimizzare le risorse umane, economiche e strutturali mobilitate dal “percorso ausili” in un’Azienda Sanitaria Locale, attraverso la creazione di un lavoro d'equipe interdisciplinare, l’attivazione di relazioni di rete e la promozione di una cultura dell' empowerment dell’utente.
Anno di pubblicazione: 2010
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2010
Pedroni F
Traduzione italiana e analisi critica della scala PIADS come strumento per l’Analisi dell’Efficacia di un Servizio fornitura ausili
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Analizzando la letteratura è facile trovare come spesso le persone tendano ad abbandonare l’ausilio a loro prescritto perché insoddisfatte dello stesso. Questo avviene soprattutto perché al momento della scelta non sono stati tenuti in adeguata considerazione i loro bisogni e le loro priorità. Si presenta dunque l’esigenza di trovare uno strumento in grado di misurare tale soddisfazione e di conseguenza verificare quanto i Servizi di fornitura ausili si presentino efficaci sotto questo punto di vista. Lo strumento scelto per questo scopo è la scala PIADS, nata dagli studi del Prof. Jutai presso l’Università del Western Ontario in Canada; esso valuta l’impatto psicosociale che un ausilio può avere sulla vita di colui che ne fa uso, tenendo conto di tre aspetti principali: l’abilità dell’utente, la sua adattabilità, ovvero la predisposizione a fare nuove esperienze, e l’autostima (sicurezza e fiducia in se stesso). Della scala PIADS però non esisteva finora una versione italiana. Il progetto ha dunque due obiettivi: portare alla luce una valida versione italiana della scala PIADS e valutare l’efficacia del servizio ausili preso in esame. Somministrando il questionario tradotto ad un campione di utenti scelti a caso nell’ASL 14 Piemonte, Distretto di Verbania, sono stati raccolti tramite il questionario PIADS dei dati relativi all’impatto psicosociale degli ausili. Con i risultati ottenuti sono state tratte utili indicazioni riguardanti il questionario, la chiarezza della terminologia italiana utilizzata, la sua semplicità di somministrazione e di compilazione. Con questi dati si vogliono poi trarre indicazioni per eventuali modifiche di traduzione o di stesura dello stesso.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Pelazza S
Progetto di riorganizzazione del servizio ausili dell’ASL CN1
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
Il contesto socio-sanitario attuale tende a ottimizzare i tempi di ricovero facilitando il rientro a domicilio di pazienti fragili. Questo pone la necessità di migliorare l’integrazione ospedale-territorio attraverso la definizione di opportuni percorsi assistenziali. Il modello è messo sotto tensione, oltre che dalla limitatezza di risorse, dalla difficile integrazione dei vari soggetti coinvolti nei percorsi di assistenza. Una delle criticità emergenti in questi percorsi di cura riguarda la fornitura tempestiva e appropriata degli ausili. Sono proprio gli ausili, infatti, ad essere uno dei bisogni prevalenti al momento del ritorno a domicilio. Questa situazione mette in crisi l'attuale organizzazione del servizio di fornitura che deve integrarsi in maniera più fluida e tempestiva nei percorsi di cura, specialmente della popolazione fragile. Il progetto attraverso un'analisi della situazione attuale propone alcuni cambiamenti sul servizio di fornitura ausili dell'ASL CN1. Essi sono finalizzati all’ottimizzazione dell'appropriatezza prescrittiva, della tempestività d’intervento e del miglioramento dell’efficienza riguardante l’assistenza protesica aziendale.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2012
Petozzi E
A piccoli passi verso un Centro di consulenza per gli ausili nell’ex Asl 9 Ivrea
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
La costituzione di un “Centro InFormativo Ausili” nasce dall’esigenza di avere, all’interno del Servizio di Recupero e Rieducazione Funzionale dell’ex Asl9 Ivrea, un punto di riferimento competente nell’ambito degli ausili. La presenza di operatori dedicati in orari definiti permetterà al personale del Servizio di confrontarsi, di avere informazione e formazione, di valutare soluzioni assistive per l’utente. A questo proposito l’utente potrà accedere al Centro previo contatto telefonico, o invio della scheda di accesso, da parte del personale del SRRF che ha in carico l’utente. Seguiranno le valutazioni (funzionale, ambientale, dei bisogni, ecc.) per determinare l’obiettivo da perseguire. Mediante proposte e prove di ausili si arriverà alla definizione dell’ausilio necessario con una relazione finale sull’attività svolta. L’addestramento e il follow-up concluderanno il “percorso ausili”. Parallelamente il Centro vuole proporsi agli altri Servizi aziendali coinvolti nelle prescrizioni di ausili. L’intervento sarà di consulenza per la valutazione di specifiche tecniche degli ausili, ad esempio in caso di appalti aziendali, ma anche per la definizione dei parametri necessari per una migliore classificazione degli ausili presenti in Magazzino. Nell’ex Asl 9 Ivrea infatti esiste un Magazzino Ausili dove gli ausili vengono riciclati. La loro attuale classificazione non chiarisce le caratteristiche tecniche di ciascun ausilio impedendo un utilizzo appropriato.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Pezzini R
Computer Game Therapy: quando la tecnologia aiuta a crescere, divertendo
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
Uno dei fattori più importanti per la crescita di una persona è il gioco, elemento determinante per lo sviluppo delle abilità cognitive, emotive e relazionali. Il gioco è molto più di un semplice “divertimento”, è un percorso di conoscenza di sé e del mondo, è esplorazione e stimolo: giocando il bambino scopre come funziona la vita, sviluppa la propria "intelligenza emotiva" e conquista la sua autonomia. Pur essendo stato riconosciuto come un diritto di tutti i bambini (International Play Association – IPA), per chi ha difficoltà motorie, cognitive o verbali non è facile riuscire a giocare, soprattutto in un gruppo di pari. Con la Computer Game Therapy tutti possono giocare e allenarsi a crescere in una “palestra esperienziale” stimolante e con potenzialità progettuali virtualmente infinite. In uno spazio attrezzato con un computer, un grande schermo, un buon impianto audio e normali giochi per computer si può, giocando, far vivere a tutti, anche a persone disabili con gravissime compromissioni, esperienze emotive dirette altrimenti difficilmente sperimentabili.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Pieri M
Tecnologie per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
Le tecnologie informatiche possono rivestire un ruolo chiave per favorire il processo di inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Per promuovere una didattica inclusiva supportata dalle tecnologie informatiche è fondamentale la formazione di tutti i docenti, sia di sostegno che curricolari, dando loro le informazioni relative alle tecnologie e invitandoli a pensare a come utilizzare queste tecnologie nella loro didattica quotidiana. Le tecnologie sono strumenti e, in quanto tali, la loro efficacia dipende non solo dalla loro qualità ma anche, e soprattutto, da come vengono utilizzati. L’unità didattica proposta si articola in due incontri. Nel primo incontro, dopo una breve introduzione (30 minuti) all’uso delle tecnologie nel processo di inclusione scolastica, verrà condotta una panoramica sulle principali tecnologie che possono essere utilizzate con i discenti con disabilità visiva (2.5 h). Questo primo incontro sarà aperto anche ai genitori di tutti gli alunni (con e senza disabilità). Il secondo incontro si articola in due parti, nella prima (1,5 h) i docenti, divisi in gruppi di 3-4 persone, avranno il compito di elaborare delle proposte di uso delle tecnologie in ottica inclusiva quando nella classe è presente un ragazzo con disabilità visiva, nella seconda parte (1,5 h) si avrà la restituzione dei lavori di gruppo seguita dalla discussione sui lavori.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2012
Pietrobon A
Il percorso-ausili nella ristrutturazione della S.C.ARTD dell'Azienda ULSS 9 di Treviso
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
Il progetto nasce dal bisogno di offrire una risposta adeguata riguardo alla modalità di presa in carico e prescrizione di ausili per il paziente che afferisce alla Struttura Complessa di Attività Riabilitative Territoriali e Domiciliari (S.C.ARTD) del Dipartimento di Riabilitazione e Lungodegenza dell'Azienda ULSS 9 di Treviso (Regione del Veneto). Dopo un'analisi dei percorsi e delle procedure esistenti, questo elaborato si propone di formulare una proposta riorganizzativa e gestionale funzionale ad una migliore risposta ai bisogni riabilitativi dell'utenza. Vengono individuati e codificati i momenti che definiscono il "percorso ausili" che va dalla valutazione e presa in carico del paziente, alla verifica e monitoraggio dell'efficacia dell'ausilio nelle reali condizioni di utilizzo. Momenti importanti del processo di ristrutturazione del servizio sono: la valorizzazione delle diverse competenze professionali attraverso la valutazione multidisciplinare del paziente; lo scambio di conoscenze ed informazioni attraverso l'istituzione di riunioni di team; il coinvolgimento del paziente e dei familiari supportato da una corretta informazione grazie all'attivazione di uno Sportello Barriere Architettoniche e l'implementazione di un piccolo parco ausili per prova; il follow up per verificare le reali condizioni d'uso dell'ausilio.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Pirri F.
La prevenzione delle cadute degli anziani al domicilio
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2010-2011
L'OMS nel 2007 ha documentato che approssimativamente il 28-35% della intera popolazione ultrasessantacinquenne cade in ambiente domestico e che il rischio dell'evento caduta aumenta con l'aumentare dell'età. Secondo i dati Istat nel comune di Milano gli anziani con un'età maggiore di 65 anni erano al 1/1/10 312657 rappresentando circa il 24 % della popolazione. Le cadute a terra rappresentano un evento clinico rilevante per gli anziani perchè possono essere complicate da fratture, paura di cadere, perdita dell'autosufficienza. Dai dati della letteratura si evince che il 5% degli anziani che cade viene ospedalizzato e che il 40% delle istituzionalizzazioni presso le RSA è successivo a frattura, spesso di femore. Gli anziani sono a rischio di caduta in virtù di fattori intrinseci generalmente poco modificabili rappresentati dalle modificazioni fisiologicamente correlate all'invecchiamento, dalle malattie croniche, dagli effetti collaterali dei farmaci. L'anziano fragile è suscettibile di perdere l'autosufficienza una volta posto di fronte agli stress dell'ambiente di vita rappresentati ad esempio dalle barriere architettoniche e dall'isolamento sociale. Il rischio di caduta riconosce pertanto una patogenesi multifattoriale e può essere contenuto attraverso un approccio multidimensionale che si avvalga di interventi sulla persona e sull' ambiente di vita. L'unità didattica intende quindi esaminare i possibili interventi per ridurre il rischio di caduta dell'anziano come gli ausili per la locomozione, l'adeguamento dello spazio abitativo e i moderni ausili ad alta tecnologia come i sistemi indossabili per l'ambient assisted living o la suola elettronica.
Anno di pubblicazione: 2011
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2011
Pisco R
“Viver com Autonomia” Tecnologias de controlo de ambiente no contexto da intervenção terapêutica
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
Num Centro de Medicina de Reabilitação português, considerou-se pertinente idealizar um espaço de acessibilidade universal, que possibilite à pessoa com incapacidade, testar e treinar tecnologias de automação simples de controlo de ambiente, num meio hospitalar, simulando os cenários reais do ambiente doméstico, com o intuito de educar para a participação activa, autonomia e segurança na integração no domicílio. Para a implementação do projecto e consequente aplicação prática, delinearam-se os seguintes objectivos finais: a) adaptar o espaço de intervenção terapêutica utilizado na avaliação e no treino das actividades da vida diária e doméstica, integrando algumas das soluções tecnológicas de automação simples em equipamentos de uso diário e de âmbito doméstico; b) organizar um percurso para aconselhamento e treino dos utentes e familiares no enquadramento da gestão integrada dos produtos de apoio. A metodologia seguida, inclui a aplicação de instrumentos de medida por parte dos profissionais de saúde envolvidos, para recolha de informação relativa à capacidade de independência funcional da pessoa (FIM), ao desempenho e satisfação, perante as actividades significativas (COPM) e à satisfação perante a tecnologia de apoio utilizada (QUEST). Os questionários serão aplicados numa fase inicial, numa fase intermédia, logo após o ensino da tecnologia de apoio e na fase de follow-up, depois da experiência do utilizador no seu contexto ocupacional.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2012
Pivello P
Ausili per l’accesso al Personal Computer, a comunicatori e dispositivi di controllo ambientale per utenti con funzionalità motorie ridotte
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
L’unità didattica si propone di analizzare gli ausili presenti sul mercato italiano che possano in qualche modo migliorare la qualità di vita di persone con disabilità motorie di diversa natura: facendo riferimento a tre classi di dispositivi, il personal computer, i comunicatori ed i sistemi di controllo ambientale si illustreranno le diverse possibilità di utilizzo e accessibilità attraverso interfacce. L’idea è quella di utenza allargata o specularmente di funzionalità allargate, cioè cercare soluzioni che possano rendere fruibili alcuni dispositivi o ausili ad un maggior numero di persone oppure di creare maggiori autonomie ad utenti disabili.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Ponte S
Autonomia a due: il caso di Silvio
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
In questa tesi è stato descritto il percorso di autonomia di Silvio, colpito da ictus, ma gà precedentemente sofferente di grave artrosi agli arti inferiori, e Daniela, sua moglie che lo assiste. Da una situazione iniziale dove mancava qualsiasi ausilio (nel momento in cui è accaduto l’evento vascolare), fino alla capacità di utilizzare molteplici ausili, autonomamente da parte di Silvio alcuni, altri per forza di cose da parte di Daniela mentre lo assiste. Silvio può raggiungere la chiesa più vicina com’era suo desiderio in quanto fervente cattolico e frequentare la parrocchia, può muoversi in casa e raggiungere la stazione eretta. Si è progettato un eventuale abbattimento delle barriere architettoniche nella sua abitazione, ma la famiglia di Silvio progetta anche di cercare una nuova casa priva di barriere architettoniche e di trasferirvisi assieme alla famiglia del figlio di Silvio. Elemento importante di questo percorso è stato rendere questa coppia, inizialmente molto ansiosa sul da farsi ed impreparata a far fronte all’evento, sicura e decisa nella gestione autonoma delle attività quotidiane e degli ausili, fino a renderla edotta anche sulla manutenzione degli stessi.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Porcella B
In un batter d’occhio...quando per parlare basta una palpebra. Il caso di Gabriele
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
Lo sguardo rivolto verso l’alto per comunicare un assenso, le palpebre semi chiuse per esprimere un no, la mente lucida ed acuta imprigionata in un corpo che non risponde ai suoi comandi, una tabella di carta con 21 lettere gialle e verdi e Gabriele diventa “tiratore scelto dell’alfabeto”. Un ictus l’ha colpito relegandolo nell’immobilità ed in un silenzio ostinato dal quale vuole uscire per rimpossessarsi almeno della possibilità di soddisfare quel bisogno fondamentale per l’essere umano di comunicare, interagire con il mondo, esprimere sentimenti, idee, pensieri e rabbia. Può farlo solo con le palpebre, unica parte del corpo, sfuggita all’ammutinamento dopo la lesione. Alla fine l’ossimoro, paradossalmente creato da una sindrome che ha rubato il nome alla metrica classica ma che ha come effetto il silenzio, viene debellato dalla forza di volontà, dalla grande motivazione di Gabriele e dall’ingegno di chi crede nelle nuove tecnologie informatiche. L’elaborato presenta i risultati della sperimentazione – effettuata su Gabriele – di un nuovo sensore per personal computer da utilizzare con il movimento della palpebra.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2016
Pozzuoli G
Organizzazione di un Centro Consulenza Ausili nell’ASL 14 Piemonte, Distretto di Verbania
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia" (Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002)
Viene proposta l’ipotesi, realistica, di riorganizzazione del sistema di consulenza e fornitura ausili nel territorio del Verbano, attraverso la creazione di un Centro Consulenza Ausili, per meglio rispondere alle esigenze dell’utenza diretta ed indiretta. Finalità di questo progetto è quella di offrire alle persone disabili ed ai loro familiari, attraverso un approccio competente e professionale, un canale di accesso univoco, orientato alle soluzioni dei reali bisogni, che conduca a scelte che coinvolgano in maniera consapevole e determinante l’utente stesso, in tutti i passaggi di acquisizione dell’ausilio, prevenendone l’abbandono o un erroneo utilizzo, attraverso controlli di follow up e di un successivo rapporto continuativo nel tempo con l’ente pubblico. Nei principi ispiratori di tale progetto, il Centro Consulenza Ausili viene collocato in un contesto istituzionale-organizzativo già esistente nel Distretto, in azione sinergica ad altri interventi socio-sanitari. Le aspettative dell’utenza, il controllo della qualità percepita, l’analisi dei rapporti tra costi e risultati, compatibilmente con le risorse umane disponibili, costituiscono gli elementi fondamentali per una migliore razionalizzazione della spesa e di una maggiore efficienza dell’erogazione del Servizio Pubblico nel settore ausili. Mettere in relazione ed integrare tra loro i diversi soggetti del settore, attraverso l’elaborazione di piani operativi e protocolli d’intesa, può essere una cosa difficile ed ambiziosa, ma sicuramente auspicabile, anche in previsione di ispirare scelte politiche ed amministrative consapevoli, in un futuro ormai prossimo di “Quadrante Sanitario Regionale”.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: febbraio 2004
Prast A
Pomeriggi assistiti per bambini con disabilità in Ausilioteca
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
La cooperativa sociale independent Living di Merano si pone da 10 anni come punto di riferimento per tutte le persone con disabilità motorie della Provincia Autonoma di Bolzano, predisponendo una serie di interventi concreti come la consulenza sociale, la consulenza sugli ausili e la consulenza sull’abbattimento di barriere architettoniche. Con il progetto “Pomeriggi assistiti in Ausilioteca” si intende realizzare un nuovo concetto di attività pomeridiana per bambini con disabilità. Obiettivo fondamentale è creare una situazione educativa a lunga permanenza, nella quale un gruppo di bambini con disabilità motorie, sensoriali o cognitive può acquisire nuove competenze, avendo a disposizione strumenti tecnologici adeguati per favorire il processo verso una vita autonoma. I motivi per l’elaborazione del presente progetto sono numerosi: a livello territoriale mancano adeguate offerte di attività pomeridiana per bambini disabili, invece queste ultime vengono richieste in continuazione dai genitori dei piccoli utenti. La cooperativa si impegna da dieci anni per ampliare l’offerta dei servizi, anche per poter sfruttare il patrimonio prezioso della nostra Ausilioteca. L´idea di creare un gruppo educativo per bambini con disabilità nell’Ausilioteca è stata ulteriormente motivata dall’esperienza formativa goduta in questo Corso di Perfezionamento dell’autrice dell’elaborato e incentivata dalle sue passate esperienze lavorative, nel campo del lavoro educativo con bambini con disabilità.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: gennaio 2008
Prestifilippo E
La valutazione del dispendio energetico nell’utilizzo di ausili in ambienti interni ed esterni in diverse patologie neuromotorie
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
Il lavoro è consistito nello studio dei parametri di consumo energetico di una casistica di pazienti con disabilità di diverso livello che utilizzano quotidianamente diverse tipologie di ausili per la loro autonomia motoria; i dati ricavati costituiscono un utile riferimento sia per la corretta prescrizione dei suddetti ausili, sia per l’eventuale completamento dei programmi di addestramento/allenamento a tali ausili. La differenza di dispendio energetico tra i vari gruppi è risultata statisticamente significativa per quanto riguarda l’utilizzo della carrozzina superleggera rispetto alle altre ed alla progressione con l’uso di deambulatore. L’aumento del dispendio energetico è inoltre risultato correlato in modo direttamente proporzionale sia ai metri percorsi nelle prove, sia alla fatica percepita.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2012
Proverbio L
Le piaghe da decubito "vanno bene... dal loro punto di vista": il caso di Lando
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Lando è un paziente affetto da sclerosi multipla diagnosticata vent’anni fa. Ne faccio la conoscenza dopo un ricovero durante il quale è stato sottoposto ad un intervento di resezione intestinale. L’elaborato racconterà la storia del rapporto tra l’utente e l’equipe del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata che lo ha seguito e che ha formulato il progetto di cura ed il percorso di scelta degli ausili. Il progetto ha riguardato gli ambiti della mobilità, della postura e della cura personale avendo come angolo di riferimento la prevenzione e la cura dei decubiti, andando incontro alle esigenze di autonomia di Lando e alleggerendo il carico di lavoro dei care-givers.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Pusic C
Proposta di un centro territoriale di valutazione clinica degli ausili come progetto di qualità nell’ambito dell’assistenza protesica di una ASL
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2004-2005
Il progetto dell’istituzione di un Centro di Informazione e Valutazione degli Ausili (CIeVA) nasce nell’ambito del Dipartimento di Medicina Fisica e Riabilitazione della ASL Roma E . Si prevede, con l’investimento di minime risorse economiche aggiuntive, la riconversione di parte dei locali dell’attuale magazzino ausili in un Centro ove poter affidare ad un nucleo competente di valutazione la presa in carico globale della persona con disabilità complessa afferente all’Assistenza Protesica. La finalità è garantire la gestione secondo i LEA dell’Assistenza Protesica operando sulla base di procedure e metodologie di lavoro standardizzati.Ciò permetterà di fornire all’utenza la massima informazione sulle possibili scelte in materia di ausili, ortesi e protesi, prima dell’atto prescrittivo. Per le esigenze dell’autorizzatore della ASL il Centro effettuerà la verifica di tutti gli elementi necessari alla giustificazione della “spesa” o, per meglio dire, dell’investimento che il servizio pubblico realizza sulla persona a garanzia di una fornitura di dispositivi che sia appropriata e consona ai reali bisogni di autonomia dell’utente.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Ramigni G
Stabiliamo un contatto: alla scoperta del mondo. Il caso di Edoardo
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
Il caso di studio è incentrato su un bambino di 6 anni con tetraparesi spastica. Per lui si è costruito un progetto di autonomia con l'adozione di una carrozzina elettronica su cui si è svolta una verifica retrospettiva di follow-up a sei mesi di utilizzo e si è valutata la possibilità di un avvio all'uso del computer con l'eventuale necessità di periferiche speciali.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Ravagnan E
Organizzazione di un Centro di consulenza per gli ausili tecnici ed informatici all’interno del Servizio di Neuroriabilitazione per l’Età Evolutiva
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Attraverso questo elaborato si vuole proporre di definire, migliorare e potenziare quell’attività di consulenza per gli ausili tecnici ed informatici che da anni viene svolta all’interno del Servizio di Neuroriabilitazione per l’Età Evolutiva dell’ULSS 16 di Padova. Il Servizio è rivolto a pazienti in età evolutiva affetti da disabilità neuromotoria e cognitiva che effettuano il percorso riabilitativo presso la stessa struttura oppure presso altre strutture della zona o provenienti da altre ULSS; è inoltre rivolto a pazienti diventati adulti che hanno terminato l’iter riabilitativo nelle strutture per l’età evolutiva della zona padovana. Il progetto esposto nell’elaborato prevede l’investimento di maggiori risorse sia per quanto riguarda gli operatori, sia per quanto riguarda gli strumenti (spazi più adeguati, ulteriori strumenti informatici, ampliamento della mostra permanente di ausili tecnici, allestimento di un bagno accessibile con vari accorgimenti per agevolare l’igiene e la cura personale e per garantire uno spazio di prova agli utenti, creazione di una biblioteca e di una videoteca, collegamento alla Banca Dati SIVA, collegamento Internet).
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Rebucini B
Computer ed ausili per l’autonomia:per comunicare e per un’integrazione sociale. Il caso di Andrea
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Andrea, 20 anni, ha una disartria e una grave compromissione motoria. E’ iscritto al Centro di Formazione Professionale Regionale nel corso Formazione Lavoro Allievi Disabili. Il percorso educativo di Andrea è stato finora finalizzato all’ambito comunicativo e alla conoscenza delle potenzialità che la tecnologia informatica offre. L’uso del computer per la finalità comunicativa ha permesso ad Andrea di acquisire le capacità per governarlo e servirsene ai fini di un inserimento lavorativo, socio occupazionale. La competenza acquisita e lo stimolo ad una maggiore autonomia di Andrea e i progressi della tecnologia, fanno ora ipotizzare e prevedere anche un utilizzo possibile dell’ausilio informatico anche in un ambiente domestico domotizzato. All’interno del percorso formativo sono stati presi in considerazione altri ausili per l’autonomia per l’alleggerimento del carico assistenziale familiare e per una migliore integrazione sociale dell’allievo. Ora Andrea sa svolgere delle mansioni semplici al terminale ed attività di archiviazione e sa utilizzare Internet per la raccolta d’informazioni e per la messaggistica elettronica, oltre che utilizzare la lavagna trasparente per comunicare in situazioni prive di computer. E’ stato importante stimolare non solo Andrea all’utilizzo ed accettazione di ausili, ma anche la famiglia. Per la completa realizzazione di questa azione formativa è stato indispensabile ed è ancora necessaria una serie d’interventi e sinergie con ASL, politiche sociali di territorio, Comune, altri servizi, ma soprattutto con la stessa famiglia
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Rescigno L
La quiete dopo la tempesta: il caso di Elena
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
L’elaborato presenta la storia di una ragazzina di 15 anni che in un giorno, apparentemente simile ad un altro, all’uscita da scuola (vuoi per un errore accidentale della manovra di un furgone, vuoi per la distrazione di una ragazzina tra le risa dei suoi amici) si ritrova improvvisamente nel vortice di un mare in burrasca che mescola ai suoi sogni, alle aspirazioni ed ai desideri di ragazzina, angoscia, dolore, paura e disperazione. Il risveglio dai quattro lunghi e agonizzanti giorni di coma è per la famiglia la quiete dopo la tempesta, ma per Elena rappresenta solo l’inizio di un lungo percorso pieno di trasformazioni, di presa di coscienza e di situazioni nelle quali è dura riconoscersi, in una realtà ed un corpo che non riconosce come suo e in situazioni che vede insormontabili. L’intento della tesi è quello di descrivere passo dopo passo, attimo dopo attimo, soluzione dopo soluzione il ritorno di Elena ad una vita ancora tutta da vivere ed al sentirsi parte attiva di una realtà che lei vive, nonostante tutto. Nello specifico si descriveranno le soluzioni scelte per gli spostamenti, per il rientro al domicilio, per l’autonomia personale e per la comunicazione, nella fattispecie la carrozzina con il sistema di postura, le soluzioni per l’eliminazione delle barriere architettoniche al domicilio e gli ausili per la comunicazione: il comunicatore alfabetico, in un primo momento, ed il software in un seguito.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Restano Magazzini L
Scrivere con gli occhi: il caso di Nazzareno
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Nazzareno è un uomo di 52 anni al quale nel 2004 è stata fatta diagnosi di Sclerosi Laterale Amiotrofica. Portatore dal 2006 di gastrostomia percutanea endoscopica (PEG), dal 2007 è tracheostomizzato e sottoposto a ventilazione meccanica invasiva (VMI). Conosciuto dai servizi territoriali, che intervengono giornalmente per supportare il nucleo familiare nelle necessità socio sanitarie, è fortemente motivato a mantenere capacità comunicative con familiari, amici e operatori. Nel maggio 2005 è stato valutato presso il Laboratorio Aziendale Ausili per l’Apprendimento e la Comunicazione dell’Azienda USL di residenza, su richiesta del fisiatra della riabilitazione territoriale, per l’individuazione di ausili per la comunicazione. Il Laboratorio è divenuto punto di riferimento nei momenti critici (PEG,VMI) della malattia garantendo il coordinamento della presa in carico multidisciplinare e la gestione delle problematiche importanti che si sono via via presentate. Quando Nazzareno è arrivato al laboratorio comunicava usando ausili a bassa tecnologia e riferiva di disporre di Personal Computer (PC) che precedentemente utilizzava sia per la scrittura che per navigare in internet. Numerosissimi e costanti sono stati gli interventi prescrittivi di inserimento e di sostituzione di tecnologie software e hardware contestualmente al variare delle capacità motorie per la progressione della patologia. La tenacia di Nazzareno nel voler essere capito e “autonomo” e l’utilizzo delle tecnologie assistive hanno consentito di comunicare “scrivendo con gli occhi” prima tramite l’Eyeblink Toby Churchill (sensore ad infrarossi in grado di percepire il movimento oculare o l’abbassamento della palpebra e di “trasformarlo” in un segnale di attivazione) collegato al comunicatore alfabetico LightWriter (Toby Churchill) provvisto di sintesi vocale, o al PC portatile con il software Eurovocs (marchio Technology & Integration) e oggi grazie al puntatore oculare Eyegaze System (LC Technologies)
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Ricupero C R
Riorganizzazione del Servizio di Assistenza Protesi e Ausili dell’A.S.L. 11 / Santhià’
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Oggetto della Tesi è un progetto di riorganizzazione del sistema di fornitura degli ausili creando un Servizio di Assistenza Protesi e Ausili per la Degenza di Riabilitazione del Presidio Ospedaliero di Santhià (VC) e per il pubblico di quel Distretto sotto la giurisdizione dell’A.S.L. 11. A partire da risorse umane e materiali già esistenti si istituisce una codifica delle procedure di intervento con l’inserimento di strumenti di lavoro e di un laboratorio di prova dell’ausilio. Il risultato porta ad un minore spreco di risorse umane e materiali per l’A.S.L. 11 con una maggiore capacità di soddisfare i bisogni dell’utente nell’ottica di una integrazione tra percorso riabilitativo e percorso di autonomia della persona.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Riosa E
Ricomincio da qui: il caso di Dragan
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
L’elaborato presenta la storia di Dragan, un ragazzo di 27 anni, che quattro anni fa, in seguito ad un incidente in motocicletta, diventa paraplegico con una lesione a livello D1. Dopo un ricovero di circa un anno, nell’estate del 2009 ritorna a casa. Scopo del lavoro è quello di descrivere, a partire dal rientro a casa, il percorso di vita di Dragan. All’epoca Dragan viveva con i suoi genitori, in un appartamento con barriere architettoniche sia all’interno che all’esterno. A questo si sommava il rapporto conflittuale con i familiari, soprattutto con la madre, e la tendenza di quest’ultima a farsi carico di tutte le necessità del figlio. Inizia a questo punto per Dragan un progetto di vita indipendente che sarà un lungo e complesso cammino attraverso il quale avverrà la separazione dalla famiglia e la conquista di una vita indipendente sia dal punto di vista fisico che psicologico. Durante questo percorso è stato necessario dapprima trovare soluzioni e fornire ausili per rendere accessibile l’abitazione dei genitori e permettere l’autonomia nelle attività quotidiane di Dragan, successivamente costruire con lui un percorso che lo portasse all’emancipazione dalla famiglia, con la ricerca e la personalizzazione di una casa accessibile, la conquista dell’autonomia negli spostamenti e la possibilità di riprendere pieno possesso della sua vita.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Rivetti I
Gli ausili per la comunicazione
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
La vita di ogni essere vivente consiste in gran parte di comunicazione. Un deficit a carico della competenza comunicativa può essere causa, perciò, di grandi limitazioni nella vita quotidiana. Solo recentemente sono state avviate attività di ricerca e di studio per dare una risposta valida a queste problematiche, dando così vita ad una nuova disciplina denominata “Comunicazione Aumentativa e Alternativa”. Con l’utilizzo di strategie, tecniche, ausili tecnologici e non, essa cerca di ridare alla persona la possibilità di riconquistare e mantenere la propria identità e il proprio ruolo socio-familiare. Sostanzialmente, si può dire che esistono due modalità di Comunicazione Aumentativa e Alternativa: quella non assistita da ausili, in cui le informazioni vengono scambiate mediante il corpo (gesti, espressione del viso, LIS (Linguaggio Italiano dei Segni), cenni con la testa, vocalizzi, spelling con le dita, pantomima, indicazioni); e quella assistita da ausili, in cui le informazioni vengono scambiate mediante ausili a bassa tecnologia e ad alta tecnologia. Tra gli ausili a bassa tecnologia ricordiamo i pannelli per la comunicazione, che esistono in vari modelli. Tra gli ausili ad alta tecnologia ci sono i V.O.C.A. che possono essere a monomessaggio, a sequenza, a vari livelli, con il display; i comunicatori alfabetici, di cui esistono modelli con o senza l’uscita in voce; i software per la comunicazione, che permettono di creare sul computer delle tabelle; e i comunicatori dinamici, costituiti da software più moderni, che danno la possibilità di avere sullo schermo in modo dinamico le varie tabelle di comunicazione.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: gennaio 2008
Robbiani G
L’importanza di non stare con le mani in mano. Gaetano
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
L’elaborato propone il caso di Gaetano, giovane di anni 40, amputato bilaterale di mani e piedi per gangrena in anemia emolitica con crioglobulinemia primaria. Gaetano lavorava come giardiniere e imbianchino. Ciò che gli è capitato non gli ha tolto la voglia di vivere. L’ingresso nel nostro Centro l’ha aiutato ad elaborare un progetto di autonomia attraverso il posizionamento di protesi cinematiche arti superiori e protesi transtibiali agli arti inferiori. La sua forza di volontà gli ha permesso di non arrendersi e di raggiungere in poco tempo ottimi risultati. Un incontro quello con gli ausili, capace di permettergli di non stare “con le mani in mano”, come dice lui, ma di ottimizzarne l’uso. Nel lavoro che segue sono analizzati i vari aspetti e le varie fasi che hanno condotto Gaetano ad un soddisfacente livello di autonomia, nel vedere raggiunti i principali obiettivi prefissati e nel creare le basi per una vita autonoma in ambiente adattato. La difficile situazione familiare lo ha visto spesso solo ad affrontare la sua disabilità, ma il “sentirsi a casa” durante il ricovero presso il nostro centro lo ha portato a rifiutare un’istituzionalizzazione e a elaborare l’idea di trasferirsi presso la nuova residenza appena costruita presso la nostra Struttura.
Anno di pubblicazione: 2013
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: gennaio 2013
Robol E
Preferisco vivere, grazie: il caso di Paoletto
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
Paoletto ha oggi 14 anni e dalla nascita è affetto dalla Malattia di Menkes, una malattia genetica rara e rapidamente progressiva. L’alterazione genetica si traduce in un deficit di assorbimento intestinale e di trasporto intracellulare del rame (coenzima essenziale all’uomo, soprattutto durante la crescita e lo sviluppo neuromotorio) che si estrinseca in importanti danni a livello neurologico, muscolosheletrico e viscerale. La presentazione clinica è in genere precoce (2-3 mesi) e la prognosi infausta solitamente entro i primi anni di vita. La presa in carico da parte del nostro Servizio Riabilitativo è stata precoce (primi mesi di vita), con approccio integrato (neuromotorio e logopedico). Paoletto e familiari sono stati progressivamente accompagnati durante le diverse tappe di accrescimento e le fasi alternanti della malattia, affrontando insieme di volta in volta problemi, obiettivi, delusioni e traguardi. Gli ambiti di intervento hanno riguardato la mobilità, interna ed esterna all’abitazione (compresa l’accessibilità al giardino), l’accessibilità ai trasporti, la cura personale, la postura, l’accessibilità informatica e la scrittura, la comunicazione interpersonale e l’integrazione degli ausili in percorsi educativi. Gli obiettivi di tale intervento sono stati quelli di agevolare Paoletto nelle sue necessità della vita quotidiana (alleviando nello stesso tempo i compiti di chi lo assiste) e di consentirgli un inserimento ed una partecipazione più attiva possibile alla vita sociale a scuola, in famiglia e nella comunità. Attualmente Paoletto pesa 15 Kg, non è in grado di raggiungere la stazione eretta, necessita di assistenza completa per le attività della vita quotidiana, di un pesante busto ortopedico su misura durante la postura seduta (a causa di una gravissima scoliosi neuromotoria progressiva, complicata da crolli vertebrali multipli) e di ventilazione assistita nelle ore notturne (per sindrome delle apnee notturne con insufficienza respiratoria).
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Rocca T
Proposta di organizzazione di un Centro Informazione Ausili per l’AIAS Sezione di Cetraro (CS)
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
A partire dall’analisi delle caratteristiche territoriali e dell’utenza dell’Alto Tirreno Cosentino (Ex ASL 1 di Paola (CS), in particolare quella afferente al Centro Polivalente di Riabilitazione dell’A.I.A.S. Sezione di Cetraro (CS), con questo elaborato ci si pone l’obiettivo di ipotizzare l’organizzazione e l’integrazione all’interno del servizio stesso di un Centro Informazione Ausili, il più rispondente possibile alle esigenze territoriali ed al bacino di utenza che ad esso afferisce. All’interno di questo territorio, infatti, allo stato attuale, non ci sono Centri specifici ed organizzati ad eccezione dell’Azienda Sanitaria Provincia l’unico a cui rivolgersi, sia per informazioni che per le valutazioni L’organizzazione di questo tipo di Centro appare di fondamentale importanza al fine di permettere agli utenti e alle loro famiglie di avere un punto di riferimento al quale rivolgersi per informazioni e/o valutazioni di ausili, nonché di garantire una presa in carico globale e multidisciplinare e l’integrazione tra il percorso riabilitativo e il percorso verso l’autonomia.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2012
Roggiani N
Dalla ricerca di una corretta postura alla scoperta di una possibilità di autonomia: il caso di Emiliano
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
L’elaborato propone il caso di Emiliano, un ragazzo di 18 anni che l’anno scorso è rimasto vittima di un incidente stradale nel quale ha riportato un trauma cranico e una lesione midollare a livello dorsale, con conseguente coma e paraplegia. Quando, dopo un lungo periodo di ospedalizzazione in varie sedi, il ragazzo è giunto da noi, si pensava di dovere affrontare solo lo studio di una postura adeguata alle limitazioni muscolo-scheletriche conseguenti il trauma. In realtà, questo primo passo ha aperto la strada alla possibilità del conseguimento dell’autonomia negli spostamenti almeno in casa, mediante una carrozzina dotata di dispositivo monoguida. Si è reso, quindi, necessario il superamento delle barriere architettoniche all’interno della casa per renderla completamente accessibile ad Emiliano, e dalla casa verso l’esterno, per permettere il reinserimento sociale in un luogo protetto designato dalla A.S.L. di appartenenza e, se possibile, nel gruppo di amici. Gli obiettivi di questo progetto sono stati: il miglioramento della postura in carrozzina, la diminuzione del carico assistenziale da parte dei genitori, e il reinserimento sociale
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Rollini G
Istituzione di un servizio valutazione ausili all’interno di un Centro Diurno Integrato Comunale a Corsico (MI)
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Il candidato analizza la situazione relativa alla prescrizione e fornitura degli ausili presente nel comune in cui lavora e, partendo da un’analisi della normativa vigente e delle procedure in atto, individua alcuni punti passibili di miglioramento. Sulla base di quanto appreso durante il corso e in relazione alla specificità del servizio in cui opera ipotizza l’istituzione di un Centro Supporto Autonomia (C.S.A.) che ha come obiettivo di implementare l’autonomia e di migliorare la qualità di vita degli anziani che dimorano nel comune di Corsico e favorirne un ulteriore processo d’integrazione. Il C.S.A. sarà istituito all’interno del Centro Diurno Integrato Comunale “G.Perversi”, adattandosi alle attuali modalità di presa in carico dell’utenza. Si ipotizzano perciò vari scenari che riguardano rispettivamente gli utenti residenti presso il proprio domicilio, quelli che frequentano il Centro, e gli esterni. Vengono proposte nuove modalità operative che tengano conto della necessità della consulenza sull’adozione di ausili, dell’assistenza in campo legislativo e dell’istruzione dei care-givers. Infine si delinea un’ipotesi di collaborazione con la locale A.S.L., illustrando la metodologia di analisi su cui si basano le modalità operative del C.S.A. e proponendo momenti di lavoro comune.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Romanò M
Sistema Internet di divulgazione e informazione sugli ausili
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Molti dei problemi pratici della vita quotidiana possono essere risolti con semplici accorgimenti, piccoli ausili o interventi di prevenzione ed eliminazione di barriere architettoniche. Scopo di questo lavoro è quello di sviluppare un sito internet, che si svilupperà sull'ordito di DAILY, un Cd-Rom multimediale realizzato per persone anziane e che descrive il possibile utilizzo di ausili nel proprio domicilio. L'obbiettivo è di creare una fonte informativa utile alle persone che usano gli ausili nella vita quotidiana, o che non si sentono più sicuri nella loro realtà di vita, ai loro parenti ed alle persone che fanno parte del loro entourage. Il presente studio è costituito sostanzialmente da tre parti. La prima parte in cui ho cercato di individuare le fonti informative attualmente disponibili, il bacino d'utenza a cui il servizio è destinato, servendomi anche, a tale scopo, dell'osservazione delle consulenze effettuate presso il servizio SIVA di Milano negli anni 1999/2000/2001. La seconda parte è dedicata all'articolazione del progetto in cui ho analizzato il cd-rom DAILY. L'ultima parte è una relazione tecnica che descrive, viaggiando attraverso i vari ambienti che compongono l'abitazione, tutti gli accorgimenti e gli ausili che possono rendere fruibile e sicuro lo spazio domestico.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Roselli F
Nuove strade da percorrere: il caso di Mattew
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
Matthew è un ragazzo di 24 anni, tetraplegico da lesione mielica C5-C7 associata ad un trauma cranico. L'evento traumatico è avvenuto nell'estate 2005: un incidente della strada. Matthew è stato in coma per 7 mesi; si è risvegliato grazie alle assidue e amorevoli cure della madre che lo ha stimolato con racconti, gesti affettuosi, musica e soprattutto con la registrazione della voce incoraggiante di Valentino Rossi, suo idolo sportivo che lo ha spronato a riaffacciarsi alla vita. Oggi Matthew è autonomo nella respirazione, si alimenta per bocca, comunica verbalmente i suoi bisogni e si relaziona soddisfacentemente con il mondo che lo circonda, utilizzando il pc con mouse adattato e spostandosi con la carrozzina elettronica nel proprio ambiente domestico e all'esterno. Ha necessità di assistenza totale nell'igiene personale, nella gestione sfinterica, nel vestirsi, nei trasferimenti letto/carrozzina/letto. Lo scopo della tesi è di illustrare in senso retrospettivo il progetto di autonomia svolto con Matthew, dalla sua dimissione dall'Unità Spinale al ritorno al proprio domicilio, lanciando uno sguardo al futuro. In particolare, saranno illustrati l'uso e le caratteristiche della sua carrozzina elettronica che gli hanno permesso di allargare i propri orizzonti, considerando che questo ausilio, che è strumento per l'autonomia, è anche strumento di relazione.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Rossetti A
Il fiume e la sorgente: il caso di Massimiliano
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
Massimiliano è un ragazzo di 17 anni. Presenta un quadro clinico di tetraparesi e ritardo cognitivo esiti di meningite da streptococco contratta in sede perinatale. Di costituzione robusta è completamente dipendente dalla gestione dell'adulto per tutti i bisogni primari. Si presenta la necessità di agevolare i trasferimenti e la cura quotidiana. Inoltre l'acquisto di una nuova casa comporta per la famiglia lo studio di soluzioni che ne garantiscano l'accessibilità, la miglior fruibilità, così come nella scuola elementare che Massimiliano frequenta. Si presenta, in questa sede, una visione complessiva su gli interventi che si sono resi necessari per aiutare i familiari nei compiti di assistenza e perché l''integrazione e la relazione con gli altri siano aspetti quotidiani e fondamentali nella vita di Massimiliano.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Russolo F
Ausili e reinserimento domiciliare: il caso di Gabriella
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
Gabriella è una donna di 50 anni. Nell’ottobre del 2007 viene colpita da emorragia cerebrale da rottura di aneurisma carotido-oftalmnico destro.I danni motori e cognitivi che seguono all’evento appaiono da subito molto gravi: Gabriella rimane paretica ai 4 arti, con importante rallentamento psico-motorio, inizialmente portatrice di PEG. Questo progetto ha lo scopo di evidenziare il percorso di reinserimento domiciliare effettuato dalla nostra Struttura Ospedaliera in collaborazione con il Distretto Sanitario. Il rientro a domicilio rappresenta sempre, per il malato ed il suo nucleo famigliare, un momento di grande tensione; dall’ambiente protetto dell’ospedale si ritorna alla vita quotidiana nella quale si teme di incontrare molti ostacoli e poco aiuto dalle strutture di riferimento. Dopo la prescrizione degli ausili durante la degenza ospedaliera ed una attenta valutazione complessiva del caso, si è cercato di “accompagnare” la famiglia al momento del rientro a casa. Nell’ottica di cercare di garantire a Gabriella un’assistenza a lungo termine, si sono attivate risorse specifiche a livello territoriale al fine di personalizzare il supporto dato a lei ad alla sua famiglia, sia per quanto riguarda la richiesta di ulteriori ausili e l’assistenza, se saranno necessari, sia per quel che concerne il supporto psicologico del principale care- giver.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Rutigliano A
Ausili per la comunicazione aumentativa
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
L’essere umano ha bisogno della comunicazione per relazionarsi con il mondo esterno e concretizzare i propri bisogni sia elementari che complessi. La non accessibilità al canale verbale ha quindi come conseguenza diretta l’instaurarsi di una situazione di svantaggio sociale che limita fortemente la persona nell’adempimento del ruolo che le è proprio in funzione di età, sesso, fattori culturali e sociali (Basaglia, 2002). Il primo assioma della comunicazione sostiene che “è impossibile non comunicare” (Paul Watzlawick): ma com’è possibile questo se esistono persone alle quali il canale verbale è precluso?L’unità didattica affronta il tema della Comunicazione Aumentativa e Alternativa nei suoi vari aspetti e nelle sue varie forme e del vasto mondo degli ausili (tecnologici e non) che possono supportare l’utente nella comunicazione e rendere questa accessibile ai diversi interlocutori con cui avviene l’interazione.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Saibene L
Migliorare le procedure operative per la fornitura di ausili in una struttura riabilitativa
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
Si è tentato di individuare quali punti nel percorso di fornitura degli ausili, attualmente proposto ad un paziente ricoverato in struttura riabilitativa, potessero essere problematici o comunque migliorabili, al fine di ottimizzare le risorse ed elevare la qualità del servizio offerto all’utenza, tramite la strutturazione di una equipe competente in grado di svolgere, seguendo un protocollo di procedura più accurato, attività di informazione e di educazione (sia istruzione che training) del paziente disabile in funzione di un progetto globale di autonomia. Si sono individuati 3 percorsi tipo, uno per i pazienti provenienti da un reparto ospedaliero per acuti, uno per quelli segnalati dall’interno della stessa struttura riabilitativa, uno per quelli che affluiscono dal territorio. Così selezionati, i pazienti, affetti da disabilità grave-gravissima, accederebbero all’Istituto, in regime di degenza ordinaria in un posto letto dedicato, con uno specifico progetto riabilitativo che preveda, tra l’altro, un processo di fornitura di ausili per i quali sia richiesta, oltre alla valutazione, anche una fase di prova e/o addestramento all’uso. Questo progetto verrebbe gestito con la collaborazione di team costituente il nascente “Servizio Ausili”, che abbia a disposizione una dotazione essenziale di materiali da verificare direttamente sul paziente e di strumenti valutativi che consentano di obiettivare i risultati ottenuti
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Salghetti Drioli G
Un Centro Consulenza Ausili per l’Alto Adige
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
Si propone la creazione di un Centro di Consulenza sugli Ausili informatici, tiflotecnici ed a tecnologia avanzata, dotato di una Esposizione Permanente funzionale ad ogni simulazione d’uso degli ausili per la comunicazione, l’autonomia ed il controllo ambientale. L'obiettivo è quello di offrire, ad un’utenza diretta ed indiretta, servizi volti all’evidenziazione del bisogno soggettivo, al confronto tramite attività di peer counselling, alla ricerca qualificata della soluzione meglio rispondente, e ad un successivo supporto continuativo. Finalità del Centro inserito in un rapporto di Convenzione con l’Ente Pubblico territoriale è quella di progettare nuovi percorsi di autonomia per le persone disabili: incentivando lo sviluppo equo del mercato e l’innovazione industriale a livello locale; promuovendo la razionalizzazione mirata della spesa pubblica e privata; ispirando scelte politiche ed amministrative consapevoli; e mettendo in forte relazione i diversi soggetti del settore.
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Sanchez G A
Controllo di una casa domotica attraverso un sistema di interfaccia cervello-computer
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
(testo tradotto automaticamente dall'inglese) Questo articolo descrive i risultati preliminari di un progetto che è ancora in corso presso il Dipartimento di Tecnologia Biomedica della Fondazione Don Gnocchi di Milano. L'autore ha preso parte al progetto come visiting researcher presso il Dipartimento di Tecnologia Elettronica dell'Università di Siviglia. Questo progetto cerca di sviluppare una interfaccia wireless tra un (interfaccia cervello-computer) sistema BCI e una casa intelligente. In primo luogo, questo articolo presenta alcuni fondamenti teorici alla base delle EEG (elettro-encefalografiche) le tecniche, i sistemi BCI e dei protocolli KNX (Konnex). Poi l'hardware, il software e le infrastrutture tecniche utilizzate sono presentati. Successivamente, sono descritte le caratteristiche del sistema appositamente sviluppato. Questi includono le opzioni considerate e quindi selezionati per il controllo della casa; la struttura fisica del sistema e dei suoi componenti, il modo in cui i vari componenti comunicano tra loro; la matrice di selezione progettato per consentire all'utente di selezionare l'azione prevista; la casa intelligente dovrebbe eseguire , le opzioni di controllo che l'utente può scegliere, il paradigma utilizzato e le ragioni di usarlo. Infine, il documento suggerisce i risultati finali futuri del progetto. Nella sezione discussione sono discusse le possibilità future di sistemi BCI.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Sangiani L
Progetto per un Centro Informazione Ausili nell’AULSS 12 Veneziana, Distretto 1 Centro Storico
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
Il progetto di istituire un Centro Informazione Ausili nel Centro Storico di Venezia nasce dall’analisi della particolarità del suo territorio, che oppone agli abitanti con disabilità barriere aggiuntive, rispetto a quelle di qualsiasi città di terraferma. I problemi più frequenti per le persone con ridotte capacità motorie e/o sensoriali sono la mobilità, l’accessibilità alla abitazione e ai servizi e l’autonomia nelle attività della vita quotidiana. Nel territorio l’unico servizio informativo esistente è lo sportello Informahandicap del Comune che persegue l'obiettivo di favorire l'integrazione delle persone disabili attraverso l'informazione, l'orientamento e la consulenza per un migliore utilizzo dei servizi pubblici e del privato-sociale presenti nel Comune di Venezia, con particolare attenzione al superamento delle barriere architettoniche. Il Centro Informazione Ausili arricchirebbe tale attività relativamente alla consulenza sugli ausili tecnici ed informatici, in sintonia con l’auspicata integrazione dei servizi sociali e di quelli sanitari.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2004
Sanrocchi S
Ausili e reinserimento domiciliare: il caso di Francesco
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
Francesco ha 50 anni e nel 2005 è stato colpito da un’emorragia cerebrale. In seguito a questo evento ha riportato danni sia a livello motorio, con conseguente emiplegia, sia a livello cognitivo con afasia, disturbi di attenzione e di schema corporeo. Questo progetto ha lo scopo di portare all’attenzione il percorso che è stato fatto da Francesco, dalla famiglia e da tutte le figure professionali che lo hanno seguito. La parte più difficile di questo lavoro è stato il dover prendere atto, da parte della famiglia di Francesco, di una situazione “non voluta” ed improvvisa e in base a ciò riprogettare una vita ed un rientro a domicilio. Grazie ad una stretta collaborazione con la famiglia e soprattutto a una forte motivazione da parte di Francesco, si è riusciti a garantire a quest’ultimo, attraverso le soluzioni adottate, sicuramente un miglioramento della qualità di vita. Concretamente le soluzioni adottate relativamente alla problematiche analizzate sono state per la mobilità interna una carrozzina posturale ed uno stabilizzatore per la statica eretta; per i trasferimenti un sollevatore mobile manuale ed un sollevatore elettrico per vasca; per la prevenzione delle piaghe da decubito un letto ortopedico regolabile con materasso antidecubito e per la mobilità esterna una carrozzina per esterni. I punti fondamentali di questo progetto sono stati quindi la fornitura degli ausili e il reinserimento domiciliare di Francesco; da qui è iniziato il suo percorso di autodeterminazione dei propri diritti, un percorso che comunque è ancora in fase di evoluzione e che vede Francesco protagonista assoluto delle proprie scelte.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Savoretti F
Metodologia per la fornitura e l’inserimento dell’ausilio nelle strutture convenzionate per anziani all’interno del progetto riabilitativo dell’ASL 113 di Rimini
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Questo lavoro propone delle soluzioni per migliorare e riorganizzare le procedure operative per la fornitura e l’inserimento dell’ausilio nelle strutture convenzionate per anziani della Provincia di Rimini, all’interno del progetto riabilitativo di competenza del già esistente Servizio Protesi e Ausili dell’ ASL di riferimento.Questo progetto scaturisce da una reale necessità, sollecitata anche dalle strutture in oggetto, di riorganizzare le modalità di risposta, fino ad oggi utilizzate, ai bisogni di una utenza anziana istituzionalizzata; tale ridefinizione deve tenere presenti le risorse umane e strutturali/strumentali disponibili nel nucleo di competenza operativo su tale territorio. L’obiettivo è quello di ottimizzare, attraverso l’individuazione dei punti critici nel percorso ausili attuale, il Sistema di Assistenza Protesica adottando determinati standards quali l’accessibilità, la coordinazione, la competenza, la flessibilità, l’efficienza e l’influenza da parte dell’utente per migliorare il servizio offerto all’utenza ed elevare gli obiettivi di autonomia del singolo per la promozione di una cultura di superamento dell’handicap.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Scappazzoni P
Ampliamento del Servizio Ausili di Sarzana al territorio della Asl di La Spezia
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
Oggetto della tesi è l’ampliamento del Servizio Informazione e Valutazione Ausili (SIVA) per pazienti in carico presso servizio domiciliare ed i distretti territoriali di riabilitazione infantile della Asl 5 di La Spezia. Tale necessità nasce dal fatto che attualmente il Siva, presente presso la Fondazione Don Gnocchi di Sarzana, non è organizzato per garantire il servizio all’esterno della struttura ed è principalmente diretto a pazienti adulti. L’obiettivo è quello di garantire agli utenti un servizio competente nel fornire informazione, valutazioni e consulenze sugli ausili e sulla disabilità. L’ampliamento del servizio permetterebbe di creare contatti con l’esterno della struttura e raggiungere una maggiore cooperazione con gli operatori del territorio favorendo lo sviluppo di una uniformità e condivisione degli obiettivi. E’ prevista l’organizzazione di una iniziativa formativa col titolo “Gli ausili in ambito domiciliare” destinata a medici e fisioterapisti.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2004
Scarazzato M
Costituzione di un servizio di Terapia Occupazionale per il reinserimento domiciliare di pazienti neurologici e politraumatizzati
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
"Ogni persona disabile, di qualsiasi età sia, ha diritto ad un sistema d'aiuto che garantisca lo sviluppo massimo della sua personalità ed un inserimento sociale il più attivo e partecipativo possibile" (Programma d'azione del governo per le politiche dell’handicap, 2000). La riabilitazione, come ogni altro aspetto della sanità, deve confrontarsi sul controllo oggettivo e scientificamente ripetibile, su procedure e parametri valutativi, programmi terapeutici e risultati. Il paziente/utente disabile che afferisce ad un centro riabilitativo ci chiede l’ottimizzazione delle proprie risorse onde riprendere, degnamente, il suo posto nella società. Per raggiungere questo traguardo, non possiamo più basarci su una divisione dei compiti di tipo burocratico. E’ necessario acquisire una visione strategica degli obiettivi e dei mezzi attorno a cui richiamare il lavoro d’équipe nella ricerca del “meglio possibile” per il disabile che si affida alla nostra professionalità. Le cure riabilitative, difatti, debbono essere offerte e realizzate solo e soltanto se fondate su presupposti evidenti e mirate al raggiungimento di precisi e dichiarati scopi. Unicamente l’attuazione di un programma progressivo e proponibile permetterà la conclusione corretta dell’iter riabilitativo. Questa tesi presenta un progetto di fattibilità per un itinerario da proporre all’équipe multidimensionale ospedaliera di un centro riabilitativo onde ottenere, con il paziente ed il suo entourage, un reale recupero dell’autonomia possibile. In questo itinerario, l’interfacciamento e la presenza sul territorio tramite la disponibilità di alloggi/palestra e personale sanitario per supervisione domiciliare, rappresenta un momento imprescindibile per l’ottenimento del risultato. A questo, si deve associare l’imprescindibile apporto del servizio sociale e la facile accessibilità alle soluzioni tecnologiche.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Scuor E
Ampliamento della collaborazione di un servizio valutazione ausili con il territorio: il caso dell’Ufficio H di Udine
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2004-2005
Il progetto nasce dalla necessità di creare una rete di servizi coordinati e specializzati che offrano, alla persona disabile, la possibilità di essere accompagnata nella scelta degli ausili effettivamente necessari al raggiungimento degli obiettivi di partecipazione e integrazione sociale. Nasce quindi l’idea di strutturare una collaborazione tra gli operatori dell’ufficio H e i servizi socio-sanitari degli Ambiti di Udine, Codroipo, San Daniele, Tarcento, Cividale e l’Azienda n.4 “Medio Friuli”. Si definiscono quindi le buone prassi di presa in carico del caso, di elaborazione di un progetto riabilitativo integrato e di intervento specifico nella scelta degli ausili. Il progetto, inoltre, intende ottimizzare i costi sostenuti per l’acquisto e la fornitura degli ausili valutando, attraverso lo strumento SCAI, quale sia il vero impegno economico che i presidi comportano nel lungo termine e, mediante il questionario QUEST, verificare il grado di soddisfazione dell’utente
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Simeone S
Gli ausili per le patologie degenerative
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Ogni utensile che usiamo nella nostra quotidianità per risolvere un problema legato alla disabilità è un ausilio, in quanto permette di compiere o facilitare delle azioni che senza di esso non saremo così abili a fare. Ho scelto di impegnarmi nella scrittura di questo elaborato poiché ho sentito la necessità di una formazione di base nel campo degli ausili per le persone con sclerosi multipla (o con altre patologie degenerative) e per i loro caregiver, avendo lavorato per due anni come terapista occupazionale domiciliare presso il servizio di riabilitazione AISM Liguria. Ogni giorno mi sono trovata a dover rispondere a domande sugli ausili in generale, sul loro funzionamento, sulla loro erogazione da parte del sistema sanitario nazionale. Spesso le persone affette da patologie degenerative e le rispettive famiglie vedono nascere un bisogno, ma non sanno come rispondervi, né a chi potersi rivolgere. Per cui ho ipotizzato un corso atto a divulgare le principali informazioni necessarie a favorire una scelta consapevole degli ausili da parte degli utenti.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2010
Sponza R
Ricerca di normalità nonostante la malattia: un cammino di 5 anni. Il caso di Matteo
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2004-2005
Matteo è sposato, ha un figlio di 15 anni, è sportivo, ama la montagna, le lunghe camminate e le arrampicate. Nel 2000 gli viene diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Sin dal nostro primo incontro Matteo ha espresso la necessità di voler partecipare in prima persona su ogni cosa che lo riguardi, vuole sapere tutto nei minimi particolari anche sulla scelta degli ausili. Con Matteo e con la sua famiglia si è instaurato subito un dialogo molto aperto e sincero,e di piena collaborazione. I primi ausili di cui Matteo ha avuto bisogno sono stati bastoni e molle di Codivilla; in un secondo tempo si sono aggiunte delle minime modifiche ambientali (maniglioni alle pareti del bagno,scivolo per l'accesso al terrazzo) e la fornitura di una sedia vasca e di un rialzo wc. Con il passare dei mesi, i deficit motori di Matteo sono tali da costringerlo in carrozzina,e per le uscite viene fornito pure un montascale a cingoli. Nel 2004 Matteo ormai passa gran parte della giornata a letto: gli viene fornito così un letto elettrico con un materasso prima in fibra cava siliconata e poi ad aria, un sollevatore per i trasferimenti e una carrozzina personalizzata, e su sua richiesta esplicita una sedia comoda. Nel gennaio 2005, Matteo muore a casa sua assistito dalla moglie e dal figlio com’era sua volontà, avendo egli rifiutato l'accanimento terapuetico e il ricovero in ospedale.
Anno di pubblicazione: 2005
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2005
Summa A
Carrozzina elettronica: scelta di ausilio tecnologico in eta' geriatrica. Il caso di Maria
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
È stata presa in considerazione la possibilità di poter utilizzare una carrozzina elettronica, al proprio domicilio, da una signora ottantaduenne, affetta da oltre quarant'anni da Sclerosi Multipla e non più deambulante da cinque anni. La richiesta dell'ausilio è stata espressa in modo esplicito dalla stessa signora, al fine di poter essere il più autonoma possibile nelle Attività della Vita Quotidiana (A. V. Q.). La signora, che verrà indicata con il nome di Maria, convive con una figlia cinquantenne affetta dalla stessa patologia. L'ausilio le avrebbe permesso di rendersi parzialmente autonoma e di non dipendere assistenzialmente dalla figlia. La volontà, la determinazione di tornare a fare la "mamma" hanno fatto sì che una patologia, giunta ormai ad uno stadio molto severo, sia stata ben controllata. Il supporto dell'ausilio tecnologico ha contribuito a raggiungere quella "qualità di vita" a cui ogni individuo ha diritto.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Terranova A M
Progetto per la realizzazione di un Sportello Informazioni Disabili Anziani nell’ambito del Centro Diurno del Comune di Padova
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
L’autrice propone un progetto per la realizzazione di uno Sportello d’Informazione rivolte alle persone anziane non autosufficienti che desiderino intraprendere un cammino verso l’autonomia. Lo Sportello Informazione Disabili Anziani mira a divenire un servizio integrato che svolga la funzione di Centro Informazione Ausili, Centro Consulenza Abbattimento Barriere Architettoniche e Centro Informazioni Legislative, nell’ambito del territorio della città di Padova. Con il tempo lo Sportello potrà divenire un punto di riferimento per coloro che desiderano ricevere informazione o formazione sul mondo della disabilità.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2004
Tessari P
Gli ausili nei trasferimenti dei pazienti lungodegenti
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
In questa unità didattica si è dato risalto al problema dei trasferimenti dei pazienti ricoverati in lungodegenza. La domanda di movimentazione manuale di tale tipologia di pazienti è strettamente correlata al grado di autonomia dei pazienti stessi. Maggiore è il livello di autosufficienza dei pazienti e minore è la necessità di intervento da parte degli operatori. Dal punto di vista strettamente riabilitativo, la ricerca di una minore richiesta di movimentazione, che trova la sua ragione d’essere nel mantenere o nel non ostacolare l’eventuale miglioramento delle abilità residue, si può ottenere soltanto mediante interventi specifici di tipo rieducativo, con adattamenti ambientali adeguati, con l’adozione di misure organizzative che abbandonino la standardizzazione della movimentazione a favore dell’unicità degli interventi. In tal senso, la stesura di una scheda di movimentazione propria per ogni degente può facilitare molto le procedure. Gli interventi di movimentazione sono condizionati, oltrechè dal grado di autonomia dei pazienti, dal livello di conoscenze relative alla movimentazione da parte degli assistenti e dagli ausili disponibili nel luogo di lavoro e di cura. Il corretto impiego degli ausili utili alla movimentazione non consente solo di risolvere nell’immediato il problema “trasferimento” ma, in una visione riabilitativa più globale, migliora di fatto la qualità di vita del paziente, la sua relazione con il care-giver e con l’ambiente.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: febbraio 2008
Tibaldi E
I cuscini antidecubito nella prevenzione e trattamento delle lesioni da decubito
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Le lesioni da decubito (LdD) sono un fenomeno molto comune che è causa di disagio e sofferenza per chi ne è affetto ma rappresentano anche un grave problema sanitario che le Istituzioni si stanno impegnando ad arginare anche per limitare i notevoli costi sostenuti per la loro cura. Le azioni intraprese per fronteggiare questa problematica si avvalgono pertanto di un accurato programma di prevenzione, oltre che di cura, che deve includere, tra l’altro, l’utilizzo di ausili antidecubito. Essendo la mobilitazione del malato uno dei principi basilari della prevenzione delle LdD, questo elaborato concentra l’attenzione sui sistemi antidecubito per la posizione seduta che potenzialmente favorisce dinamiche di auto-determinazione e socializzazione della persona, identificando nella riduzione della condizione di allettamento un primo passo per limitare l’insorgenza delle LdD. I cuscini antidecubito costituiscono un sistema personalizzato di supporto che interviene, per ridurli, sui meccanismi di pressione prolungata, sugli sforzi di taglio/attrito, su igiene e macerazione. Inoltre i cuscini possono costituire uno strumento indispensabile per compensare, ove si renda necessario, i difetti posturali. L’utilizzo della scala Norton per il calcolo del rischio delle LdD viene rapportata alle diverse tipologie di cuscini per distinguere tra sistema di prevenzione in caso di rischio basso, medio o elevato.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2010
Tischer MC
Gioco e giocattoli: criteri per valutare l’idoneità del giocattolo per il bambino con disabilità
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
L’attività principale del bambino è giocare: attraverso il gioco il bambino sviluppa aspetti fisici e psichici. Il gioco può essere fine a sé stesso o avere una valenza educativa, cioè essere capace di sviluppare e/o recuperare determinate capacità motorie, sensoriali o cognitive. L’attività del giocare si realizza attraverso l’uso di oggetti comuni o specifici allo scopo, denominati giocattoli. L’elaborato individua alcuni oggetti e giocattoli con maggior valenza educativa per un gruppo di bambini disabili: per l’eterogeneità del gruppo dei bambini disabili, che comprende soggetti con vario grado di disabilità e con disabilità coinvolgenti in varia misura, e talvolta contemporaneamente, la capacità motoria, sensoriale e/o cognitiva, la valutazione è stata limitata esclusivamente ai bambini che nella prima infanzia (0-18 mesi) presentano disabilità motoria derivante dalla ridotta o mancante capacità di prensione delle mani. Come per il bambino normodotato il giocattolo dovrebbe essere un giocattolo “anticipatorio”, ovvero un giocattolo in grado di stimolare il processo evolutivo della motricità grossolana della mano. A differenza del bambino normodotato, nel bambino disabile la scelta del giocattolo dovrebbe avvenire in funzione dello sviluppo neuromotorio della mano raggiunto da quel bambino e non in riferimento alla sua età. L’elaborato fornisce ai genitori ed ai vari operatori coinvolti nell’assistenza del bambino con disabilità motoria grossolana della mano una serie di criteri per scegliere il giocattolo più idoneo e più in generale sottolinea l’importanza che il tipo di gioco e di giocattolo proposti al bambino con qualsiasi forma di disabilità risultino adeguati allo sviluppo psicomotorio raggiunto, per non indurre nel bambino un senso di frustrazione che alla lunga allontana dal giocattolo e dal giocare.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2008
Tisot M
E adesso vola, farfalla: il casi di Tato
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2007-2008
L’elaborato riguarda un caso con epidermolisi bollosa distrofica grave di 18 anni che richiede il rinnovo della prescrizione di una carrozzina elettronica. Il ragazzo frequenta le superiori, affiancato da un educatore per l’assistenza. Usufruisce di assistenza domiciliare (infermieristica). E' seguito da diversi specialisti per le conseguenze della sua malattia; non c’è però nessun momento di incontro tra queste varie figure sanitarie e sociali. Negli incontri di counselling con il ragazzo si è evidenziato quanto dietro tale singola richiesta vi fosse celato il bisogno di essere aiutato a gestire la sua malattia in modo da potersi permettere una vita sociale extra familiare maggiormente attiva e una maggiore autonomia dall’educatore in ambito scolastico. Il pomeriggio, oltre alle normali attività di studio, in una situazione di stanchezza fisica dovuta al continuo cambio di carico per limitare i danni alla pelle, deve subire il cambio delle fasciature che interessano tutto il corpo e che richiede anche 3 ore. Il progetto, in itinere, riguarderà oltre alla scelta della carrozzina e alla sua personalizzazione, anche l’aspetto della manipolazione (pseudo sindattilia), l’uso autonomo del computer e la verifica degli ausili già in dotazione sia a domicilio sia a scuola. Si cercherà di farci promotori assieme a Tato – presso le altre figure sanitarie e sociali che intervengono sul caso – della costituzione di un’équipe multidisciplinare che, nel rispetto delle reciproche competenze, lavorino in sinergia non solo per prolungare la vita del ragazzo, ma anche per rendergliela più vivibile.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Tomagra A
Percorsi di qualità nell’assistenza protesica
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
Partendo dall’analisi delle strutture esistenti per il bacino di utenza della città di Vercelli e dalle necessità espresse dall’utenza e dagli operatori, si propone un modello di lavoro in equipe tra medici prescrittori e Centro Informazione Ausili (CIA), che non comporta nuove risorse economiche bensì un miglior coordinamento tra figure professionali differenti. Dalle linee guida per il miglioramento della qualità nei servizi sanitari si ricavano spunti per guidare la riorganizzazione delle forniture protesiche, introducendo l’attività del laboratorio di prova dell’ausilio ed uno studio multidisciplinare delle prescrizioni ad alto costo al fine di ottimizzare il rapporto costi-risultati sul modello proposto dal SIVA. Si punterà ad un’evoluzione verso una miglior qualità delle attività di consulenza sugli ausili: gli operatori e l’utenza, secondo il modello in atto ispirato al SIVA e al lavoro del progetto A.L.I. potranno avere un centro di riferimento qualificato ed accessibile, che potrà essere anche una guida per la loro crescita professionale. Per il servizio di assistenza protesica si compie una riflessione rispetto al progetto di informatizzazione delle procedure di gestione e assegnazione degli ausili ed il loro riciclo, proponendo un follow up sulle forniture più costose attraverso il monitoraggio dell’attività dell’equipe dei prescrittori e di una raccolta dei dati a livello regionale.
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Tonussi E
Questo mio piede sinistro: il caso di Clemy
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
Clemy è una donna di 52 anni affetta da tetraparesi spastico-distonica in esiti di sofferenza perinatale. Per il quadro motorio che presenta, è completamente dipendente nelle attività di cura di sé, nei trasferimenti, negli spostamenti, nell’alimentarsi. Fin da piccola Clemy ha sempre ricercato autonomia: negli spostamenti, nelle scelte, ma soprattutto nella comunicazione con gli altri. Da circa due anni, in seguito ad un improvviso peggioramento del quadro motorio, Clemy non è più in grado di gestire la carrozzina elettronica, fa fatica ad utilizzare il PC (con il quale interagisce con un puntale in metallo applicato al piede sinistro, una normale tastiera con scudo, accesso facilitato di Windows), presenta difficoltà nel mantenimento della postura seduta con conseguente dolore diffuso. Clemy vorrebbe inoltre poter chiamare aiuto in ogni momento in caso di bisogno, e agevolare ulteriormente la mamma che l’assiste nei trasferimenti e nella gestione del bagno. La sua richiesta, chiara e mirata, arriva al Nostro Servizio tramite una lettera redatta da lei stessa, che, in seguito a valutazione del caso con ricovero presso la Nostra Struttura, ci orienta a considerare un intervento nei seguenti ambiti: postura e mobilità, cura della propria persona, accessibilità informatica e scrittura, sicurezza personale.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2004
Tovo B
Storia di "ordinaria" sclerosi multipla: il caso di Roberta
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
Il caso di studio riguarda Roberta, 61 anni, che ha presentato i primi disturbi motori e sensitivi a 31 anni e che dall'età di 43 anni si sposta esclusivamente in carrozzina. Ha conservato un discreto utilizzo funzionale dell'arto superiore sinistro. Ha uno spirito vivace e sensibile e ha affrontato la sua disabilità con coraggio e buon senso. Negli ultimi anni, anche in seguito ad una malattia del marito oltre che al proprio aggravamento motorio, ha perso entusiasmo e ha rinunciato poco per volta alle attività che comportano fatica per lei e per chi l'assiste. Il progetto si propone di migliorare la stazione seduta in carrozzina, migliorare i trasferimenti, migliorare l'accessibilità al bagno, migliorare l'accessibilità esterna. Allo scopo di ridurre il carico assistenziale e di utilizzare le energie risparmiate per attività più gratificanti
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Trioschi D
Una casa su misura: domande e risposte per migliorare l’accessibilità domestica
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2005-2006
La casa è il luogo dove passiamo la maggior parte del nostro tempo. E’ un luogo confortevole, che abbiamo arredato secondo le nostre esigenze e dove ci sentiamo a nostro agio, padroni della situazione e protetti. Ma cosa succede quando diminuisce la nostra autonomia? O quando all’improvviso la casa deve dare delle risposte anche a persone con disabilità? Da luogo “amico” può diventare un luogo “ostile”, pieno di barriere ed ostacoli. Questo elaborato, confluito in una pubblicazione edita dalla Regione Emilia Romagna, vuole porsi delle domande e cercare delle risposte tentando di colmare almeno in parte una lacuna culturale attraverso un’operazione di informazione-divulgazione di facile consultazione sulle principali tematiche relative all’incremento di autonomia e qualità di vita a domicilio. Per rendere più agile e scorrevole la lettura si è immaginato un ipotetico “INTERLOCUTORE”: le sue domande sono quelle che oggi molti si pongono sulle problematiche legate all’accessibilità e all’autonomia a domicilio. Le risposte degli “ESPERTI” sono il risultato di un’accurata ricerca e legate all’esperienza del Centro Regionale Ausili e del Centro per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico di Bologna.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Vacca S
In una nuova dimensione: il caso di Simone
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1998-1999
Simone, 48 anni, diagnosi di Sclerosi Multipla, ridotta capacità motoria, ex macchinista delle Ferrovie dello Stato, attualmente in pensione, ha esplicitato l’esigenza di voler ricorrere all’utilizzo di diversi ausili per poter ancora svolgere le attività della vita quotidiana siano esse primarie o hobbistiche. Usufruisce di carrozzina manuale per gli spostamenti in ambiente domestico data la sua limitata autonomia (circa 100 metri), di un deambulatore in alternativa al tripode, di uno scooter per gli spostamenti all’esterno che alterna con una autovettura appositamente modificata; vive in ambiente ristrutturato su misura (abolizione barriere architettoniche, rifacimento del bagno, punti di appoggio collocati strategicamente, piattaforma elevatrice per il trasferimento da un piano all’altro della sua casa). Le soluzioni adottate hanno avuto un riscontro positivo.
Anno di pubblicazione: 1999
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Valente V
Valutazione dell’accessibilità dell’ambiente domestico in persone con esiti di lesione completa midollare bassa
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia", Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a, a, 2009-2010
La casa è come un rifugio in cui ci sentiamo sicuri e liberi di esprimere noi stessi: in casa ci rilassiamo, ci dedichiamo ai nostri hobbies, ci occupiamo della cura di noi stessi e delle nostre relazioni affettive. Nella propria abitazione vogliamo sentirci a nostro agio e autonomi, vogliamo in prima persona scegliere e personalizzare le soluzioni d’arredo. Quando il soggetto si trova a dover affrontare una paraplegia e muoversi di conseguenza su carrozzina, la casa può perdere questo ruolo e diventare un insieme di barriere architettoniche da superare, un ambiente ostile che non permette di svolgere con facilità tutte le attività delle vita quotidiana. Avere un alloggio inadeguato può quindi diminuire anche la partecipazione sociale dell’individuo. È perciò fondamentale mantenere un sufficiente livello di autonomia e qualità di vita. Per questo nel momento del reinserimento domiciliare è necessario recuperare l’autonomia domestica attraverso un’attenta valutazione e proposta di modifiche ambientali appropriate e adatte a ogni singolo individuo.
Anno di pubblicazione: 2010
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2010
Vannini R
Una nuova vita a vent’anni: va tutto bene!!! Il caso di Nicoletta
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2002
Nicoletta ha 19 anni, da sei mesi fa l’assicuratrice, vive in famiglia, è fidanzata da tre anni e ha una vita attiva e piena di amici ed interessi. Il 03/10/01, in seguito a un incidente stradale, diviene tetraplegica e in seguito le vengono amputati entrambi gli arti inferiori. Giunge nel nostro centro di riabilitazione dopo cinque mesi di rianimazione. L’intervento riabilitativo ha come obiettivi la stabilizzazione delle condizioni cliniche, la ripresa della posizione seduta, la ricerca della maggior autonomia ed integrazione sociale possibili attraverso: 1) fornitura di una carrozzina manuale con sistema di postura e adattamenti necessari per consentire l’autospinta; 2) tutorizzazione per gli arti superiori per correggere la retrazione in flessione dei gomiti e l’atteggiamento in dorsiflessione dei polsi; 3) protesizzazione per gli arti inferiori; 4) ricerca di strategie per consentire le attività della vita quotidiana (a.d.l.); 5) ricerca di strategie per consentire l’uso del computer e la scrittura; 6) adattamento dell’abitazione; 7) ricerca di strategie per il controllo degli sfinteri.
Anno di pubblicazione: 2002
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Vercellino F
Metodologia della valutazione neuropsichiatrica per la scelta degli ausili in età evolutiva
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
Questo Elaborato riguarda l'organizzazione di un sistema di valutazione del disabile in età evolutiva al fine di fornire una prescrizione il più corretta possibile dell'ausilio, considerando la necessità di consentire all’utente, mediante l’utilizzo dell’ausilio, il raggiungimento della massima autonomia personale e sociale possibile. In particolare, è stato formulato un progetto per la standardizzazione di una procedura di valutazione complessiva attuabile all'interno di un Servizio di Neuropsichiatria Infantile. Essa si compone di approfondimenti settoriali da parte di differenti figure professionali che riguardano rispettivamente gli aspetti neurologico, psicologico, logopedico e dell’autonomia. Le indagini vengono attuate mediante osservazioni dirette del soggetto, questionari rivolti ai genitori e al soggetto stesso e somministrazione di test e scale standardizzate. Il risultato finale è la compilazione di alcune schede di sintesi da allegare alla cartella clinica. La rivalutazione, a distanza di tempo, della prescrizione effettuata mediante la compilazione della terza parte del protocollo consente di “testare” longitudinalmente l’efficacia della scelta proposta. Raccolto un numero congruo di valutazioni si renderà necessaria una pausa riflessiva sugli strumenti utilizzati, sulle difficoltà incontrate nella loro somministrazione e su eventuali considerazioni di carattere generale sul progetto stesso. Tale riflessione consentirà di attuare modifiche e di migliorare nel tempo la metodologia applicata.
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Vergaro A
Creazione di spazi di vita quotidiana e di un’ausilioteca all'interno di una struttura riabilitativa privata convenzionata
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
L'idea di partecipare al corso “Tecnologie per l'autonomia e l'integrazione sociale delle persone con disabilità” e di approfondire il tema oggetto dell'elaborato nasce dall’esigenza di voler creare all'interno della struttura in cui opero e per i pazienti ricoverati, un’ausilioteca e ambienti di vita quotidiana accessibili. Il progetto prevede il potenziamento del parco ausili già esistente e la creazione di spazi dedicati ad un utenza ampliata, attraverso l'adeguamento di locali da ristrutturare. Questo servizio dovrà essere in grado di garantire, grazie al lavoro di un’équipe interdisciplinare, la risposta a esigenze sia di ambito riabilitativo che socio-assistenziale, offrendo il raggiungimento di una reale autonomia delle persone con disabilità. S’intende dare la possibilità all'utente, ai caregiver e ai familiari, di compiere percorsi di prova e addestramento all'utilizzo dell'ausilio stesso, sperimentando alcune attività di vita quotidiana. L'elaborato analizza inoltre il tipo di utenza dell’ausilioteca e indica gli spazi dedicati al progetto. L’obiettivo da raggiungere è inoltre la creazione di un gruppo di lavoro che abbia competenza specifica per ciò che riguarda le tecnologie assistive e promuova l'informazione e la formazione del personale addetto alla cura del paziente che vive una situazione di disabilità.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Verza R
E che nessuno dica di no! Il percorso di Mattia verso una vita autonoma
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
Protagonista di questo studio è Mattia, un ragazzino di nove anni. La sua patologia, tetraparesi spastica, gli impone notevoli limiti dal punto di vista fisico; tuttavia il suo forte desiderio di esplorare la realtà e relazionarsi con le altre persone lo spinge a cercare sempre nuove soluzioni per raggiungere i suoi obiettivi. Il nostro intervento mira a valutare e fornire i supporti tecnologici adeguati per consentirgli di partecipare in maniera sempre più attiva alla vita sociale: a scuola, in famiglia e nella comunità. Vengono considerati gli ambiti della mobilità (proponendo una carrozzina elettronica verticalizzante, per permettergli di spostarsi in posizione eretta), della postura (realizzando un sistema per giocare a tappeto senza bisogno del continuo supporto dell’adulto) e della comunicazione (individuando una modalità di accesso al computer che lo faciliti nella scrittura, rendendolo veloce come i compagni).
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Vetrano C
Accessibilità attraverso predisposizioni ambientali e utilizzo di ausili
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2006-2007
L’unità didattica intende affrontare il tema dell’accessibilità ambientale fornendo un quadro generale in materia, non certo esaustivo visto la vastità dell’argomento. Inizialmente descriverà cosa si intende per accessibilità ambientale e come quest’ultima possa modificare in positivo la partecipazione dell’individuo ed in particolare delle persone con disabilità. Poi affronterà l’aspetto legislativo analizzando le normative in vigore in Italia ed alcune prescrizioni di Direttive Europee. Infine proporrà diverse soluzioni di accessibilità nei seguenti ambiti: ambienti pubblici considerando gli spazi esterni e gli spazi interni; ambienti domestici fornendo delle soluzioni di accessibilità attraverso l’utilizzo di ausili ed adattamenti; ambienti lavorativi inserendo il concetto di ergonomia e confrontandolo con quello di accessibilità; ambienti informatici cercando di spiegare cosa si intende per accessibilità informatica e quale legge in Italia prevede l’obbligo applicativo; mezzi di trasporto collettivo sottolineando la necessità di garantire il diritto agli spostamenti per tutti i passeggeri di autobus, treni, navi; guida di automobili spiegando l’iter per il conseguimento delle patenti speciali ed indicando alcuni degli adattamenti che permettono l’accessibilità alla guida; e infine ambienti scolastici descrivendo il raggiungimento dell’accessibilità nelle scuole non solo con interventi sulle infrastrutture ma anche con l’utilizzo di tecnologie assistive per l’inclusione di studenti con difficoltà di diversa natura. Target. I destinatari principali di questa unità didattica sono gli utenti, protagonisti in una società che non tiene conto del loro bisogno di partecipazione attiva alla vita sociale, e i professionisti che operano negli ambiti medico, riabilitativo, sociale che spesso si sentono impotenti di fronte a tanta burocrazia e contraddizione legislativa. Obiettivi didattici. Lo scopo di questo lavoro è fornire informazioni sulle normative che regolano l’accessibilità e dare indicazioni su possibili soluzioni di modifiche ambientali e utilizzo di ausili tecnologici e non, per il superamento delle barriere culturali, ambientali e soprattutto per il raggiungimento dell’autonomia dell’utente.
Anno di pubblicazione: 2008
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: gennaio 2008
Villabruna L
Follow up a un anno: indagine sulla soddisfazione dell’utente rispetto agli ausili forniti
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2003-2004
Spesso nel sistema di prescrizione e fornitura di ausili all'interno di un istituto di riabilitazione manca una fase di verifica del lavoro svolto all'interno del progetto riabilitativo. Con questo lavoro si intende indagare il grado di soddisfazione dell'utente in merito all'ausilio prescritto e ai servizi ad esso connesso, utilizzando il questionario QUEST (Quebec User Evaluation of Satisfaction with Assistive Technology), somministrato telefonicamente. Si vuole altresì conoscere le eventuali cause dell'abbandono dell'ausilio, integrando lo strumento d'indagine con domande più specifiche. Intenzionalmente si sono scelte le due tipologie di ausili che rientrano tra quelli che, dall'esperienza degli operatori sanitari che lavorano sul territorio, spesso non vengono usati al domicilio: tra gli ausili per la mobilità il deambulatore da interno e, tra gli ausili per il bagno, il sedile girevole per vasca e l'asse per il trasferimento in vasca. Si sono considerati gli utenti ricoverati all'Istituto Geriatrico Redaelli di Milano nel 2003 a cui è stato prescritto o consigliato uno di questi ausili all'interno del programma riabilitativo. La finalità del progetto è individuare i successi e i punti deboli del sistema di prescrizione e fornitura e in base a questo ipotizzarne un intervento migliorativo.
Anno di pubblicazione: 2004
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2004
Viotti M
Basta prenderci confidenza! Il caso di Marco
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2000-2001
Il progetto vede protagonista Marco, un ragazzino di 11 anni, che presenta una grave compromissione neuromotoria, caratterizzata dal punto di vista clinico da un quadro di tetraparesi spastica, con importanti limitazioni del movimento a tutti i distretti fatto salvo l'arto superiore sinistro, la cui funzionalità appare conservata. La proposta di intervento che è stata portata avanti con Marco e con la sua famiglia ha previsto una verifica dell'eventuale esigenza di ausili, a supporto delle aree di attività e di vita, sia nel contesto famigliare e domestico che in quello scolastico. Nel primo caso con due obiettivi da perseguire: agevolare per quanto possibile Marco nella sue richieste, e nascenti esigenze, di maggiore autonomia nelle operazioni più semplici e comuni della vita quotidiana; alleviare i compiti di assistenza nei suoi confronti da parte di tutta la famiglia, ma in particolare della mamma, in attesa di un terzo figlio e quindi impossibilitata a compiere un certo tipo di assistenza verso Marco. A scuola invece l’obiettivo è stato favorire il massimo grado possibile di inserimento e di partecipazione di Marco alle attività scolastiche, tenendo conto del momento particolarmente delicato per lui che quest'anno affronta l'ingresso nella realtà scolastica delle medie, lasciando una dimensione forse più protetta, quella delle elementari, certamente più nota.
Anno di pubblicazione: 2001
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2003
Viotti V
Accessibilità senza limiti: il caso di Ermio
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2011-2012
Ermio è un giovane di trentatré anni, sopravvissuto ad un grave incidente stradale accaduto nel 2001. Prima del trauma era un ragazzo attivo, dinamico, caparbio, iscritto al terzo anno di ingegneria, pieno di sogni e ambizioni. Si risveglia dal coma con un quadro clinico evidenziato da una grave tetraparesi spastica che lo costringerà a lavorare duramente per raggiungere un livello accettabile di autonomia, pur dipendendo dalla carrozzina. Il sostegno dei familiari e degli amici e la competenza del personale sanitario, lo hanno aiutato a recuperare quello che sembrava perduto, riuscendo anche a completare gli studi e a laurearsi brillantemente in ingegneria elettronica. Adesso chiede la possibilità di lavorare totalmente in autonomia interfacciandosi con gli strumenti tecnologici utili allo scopo. L'elaborato descrive le soluzioni adottate, in particolare verrà discusso il sistema “iPortal” e come questo strumento rappresenti un'innovazione in termini di accessibilità.
Anno di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Zanotti P
Non diventerò Pantani, ma autonomo e felice, si ! Il caso di Stefano
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica Milano e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 1999-2000
L’elaborato propone il caso di un giovane adulto di 31 anni affetto da tetraparesi spastico-distonica con lieve insufficienza mentale. Per lui si è costruito un progetto di consulenza e fornitura ausili articolato in due fasi: mobilità e cura della propria persona in ambiente domestico (stanza da bagno) con l’utilizzo di una poltroncina da doccia e autonomia extra-moenia con l’adozione di un triciclo che gli permetta di spostarsi autonomamente da casa al paese, soprattutto nella strutture di socializzazione offerte dalla comunità stessa quali parrocchia, palestra e casa dei giovani. La consulenza, per Stefano, non rientra in uno specifico piano riabilitativo "sui generis": cioè "aumentando la capacità di muovermi mi muovo di più". L’obiettivo principale di questo progetto è di far si che Stefano finalmente raggiunga un equilibrio di autonomia cioè diventi protagonista della sua giornata, del suo tempo, della sua vita e non rimanga forzatamente all’ombra dei suoi famigliari.
Anno di pubblicazione: 2000
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: maggio 2013
Zappa F
Un servizio di counselling per le tecnologie assistive in Università
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia", Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a, a, 2009-2010
L’elaborato si colloca nel contesto istituizionale-organizzativo del Servizio Studenti Disabili dell’Università degli Studi dell’Insubria. Il servizio, pur avendo un’organizzazione e gestione unitaria, è attivo in entrambe le sedi dell’Ateneo: Varese e Como. Il progetto proposto riguarda l’ipotesi di una nuova riorganizzazione del Servizio Studenti Disabili alla luce di quanto appreso durante il corso. In particolar modo l’elaborato si articola nelle seguenti fasi: Analisi del contesto fisico, umano, organizzativo nel quale si colloca il servizio; Censimento degli ausili tecnici già presenti in Ateneo a supporto e a sostegno del diritto allo studio e alla piena integrazione alla vita universitari; Ipotesi di organizzazione di un servizio di counselling per le tecnologie assistive; Allestimento di un’ausilioteca di Ateneo.
Anno di pubblicazione: 2010
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2010
Zuccotti M
Il percorso-ausili nel Centro Riabilitativo “Ettore Spalenza” della Fondazione Don Gnocchi
Tesi Corso di Perfezionamento "Tecnologie per l'Autonomia". Università Cattolica e Fondazione Don Gnocchi, a.a. 2008-2009
Il progetto nasce dall’esigenza di organizzare la gestione e la fornitura degli ausili al paziente degente presso il Centro Riabilitativo Ettore Spalenza (Rovato – BS) della Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus. Il Gruppo Lavoro Ausili, nato nel 2009, ha messo in luce le criticità inerenti il management e la scelta degli ausili già presenti in Struttura o forniti in prova da tecnici ortopedici convenzionati. L’elaborato presenta l’analisi della situazione iniziale e la nascita di un PERCORSO AUSILI che soddisfi le necessità dell’Utente ed ergonomizzi le risorse umane, economiche e strutturali. Momenti salienti del percorso sono: valutazione in team interprofessionale dei bisogni dell’utente; insieme all’utente, individuazione, scelta e consegna di ausili presenti in struttura o rapida fornitura di altri tramite le ortopedie; follow up durante la degenza dell’adeguatezza degli ausili in rapporto all’evoluzione del quadro clinico ed alle abilità residue dell’Utente alla dimissione; gestione e monitoraggio delle condizioni dell’ausilio tramite una check list compilata alla dismissione o alla sostituzione dello stesso; sanificazione e manutenzione sistematiche. La necessità di un efficiente sistema di coinvolgimento e integrazione di tutte le figure professionali presenti in struttura, Medici, Fisioterapisti, Terapisti Occupazionali, Operatori Socio Sanitari, Infermieri, addetti Ufficio Tecnico, fornitori ditte ausili, ha determinato la nascita di un Archivio Informatico degli ausili, aggiornato in tempo reale e consultabile in rete in tutta la Struttura, pilastro di comunicazione tra figure professionali con competenze diverse. L’informazione e la formazione del personale sul Percorso Ausili sono state studiate per ottimizzare le risorse umane, economiche e strutturali e per rendere il paziente e i suoi ausili al centro del progetto riabilitativo.
Anno di pubblicazione: 2009
Tipo di documento: Tesi
Data ultima modifica: dicembre 2009
Associazione nazionale subvedenti
Associazione Nazionale Subvedenti
Associazione nazionale subvedenti
Associazione di volontariato con lo scopo di studiare, sollecitare e promuovere la realizzazione di azioni per l’inclusione sociale e culturale delle persone con disabilità visiva, per l’assistenza socio-sanitaria, per l’integrazione scolastica e la formazione, per la conoscenza e utilizzo degli ausili, per la mobilità e l’accessibilità, per l’informazione sui diritti/doveri e la tutela delle pari opportunità.Tra i servizi offerti vi è il servizio Tommaso, ausilioteca con sede a Milano dove è possibile informarsi e provare ausili i cui destinatari prevalenti sono tutte le persone con disabilità visiva anche temporanea (ciechi e ipovedenti) e persone con ridotta acuità visiva legata all’età.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Siti Web
Data ultima modifica: giugno 2019
Carlo Giacobini
Handiylex - Persone con disabilità e diritti
Testata giornalistica edita da Agenzia E.Net scarl - Padova
Sistema informativo sulle complesse tematiche legislative connesse alla disabilità. Il servizio è curato dal Centro per la documentazione legislativa, struttura operativa della Direzione Nazionale della UILDM, l’Unione Lotta alla Distrofia Muscolare. L’obiettivo del servizio è mettere a disposizione in modo ragionato la normativa a favore delle persone con disabilità e alcuni cenni alla legislazione relativa al Terzo settore.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Siti Web
Data ultima modifica: maggio 2019
Carlo Giacobini
Superando.it
Agenzia E.Net scarl
Testata giornalistica sul tema della disabilità. Alcuni tra i temi trattati riguardano agevolazioni e diritti rispetto agli ausili.Nel complesso i temi trattati sono: autonomia, salute, lavoro, studio, sport e turismo.Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Padova.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Siti Web
Data ultima modifica: maggio 2019
CENTROAUSILI
Centro@usili-Elenco di ausili per l'accessibilità al computer, la comunicazione e l'apprendimento con relativa descrizione tecnica in periodico aggiornamento.
Associazione la nostra famiglia Eugenio Medea
Prodotti e servizi che possono svolgere la funzione di ausili. L'elenco delle risorse è in periodico aggiornamento; chiediamo ai visitatori di indicarci eventuali nuove segnalazioni o errori e mal funzionamenti. E' possibile inviare una e-mail all'indirizzo CENTROAUSILI@BP.LNF.IT
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Siti Web
Data ultima modifica: maggio 2019
INAIL - Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.
SuperAbile INAIL - Il contact center integrato per la disabilità
INAIL - Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.
Portale di informazione e di documentazione sulle tematiche della disabilità. Si tratta di normativa sugli ausili e di barriere architettoniche. Altri canali tematici trattati sono: Normativa sulla disabilità, barriere architettoniche, viaggi e tempo libero, Politiche, lavoro, Scuola e formazione, Sport, Associazioni, Salute e ricerca. Realizzato dall'INAIL - Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Siti Web
Data ultima modifica: maggio 2019
Istituto Tecnologie Didattiche
Essediquadro - Servizio per la documentazione e l'orientamento sul software didattico e altre risorse digitali per l'apprendimento.
Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con MIUR e INDIRE.
Servizio per la documentazione e l'orientamento sul software didattico e altre risorse digitali per l'apprendimento.Il sito è composto da una banca dati delle risorse didattiche digitali (software didattico, apps, vide-lezioni, selezioni di siti di particolare interesse) interrogabile a più livelli di ricerca; una sezione di approfondimenti metodologici relativi all'uso didattico delle risorse digitali (percorsi didattici, analisi di settore, esperienze e spunti di riflessione); una sezione di eventi di formazione dove è possibile visualizzare on line alcuni webinar tematici. Realizzato dall'Istituto Tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con MIUR e INDIRE.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Siti Web
Data ultima modifica: maggio 2019
New Editions Consulting
ABLEDATA
US Department of Health and Human Services (HHS), National Institute on Disability, Independent Living and Rehabilitation Research (NIDILRR)
Database online delle tecnologie assistive disponibili sul mercato nordamericano
Anno di pubblicazione: 2017
Tipo di documento: Siti Web
Data ultima modifica: agosto 2017
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Padova
Disabili.com
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Padova
Testata giornalistica on line sul tema della disabilità.Tra i temi specificamente trattati vi sono i "Prodotti e le tecnologie" di ausilio. Altri temi sono trattati sono: Famiglia, amici, sport , cultura , vacanze , tempo libero, barriere, mobilità e auto, scuola e istruzione, legge e fisco, lavoro, medicina e salute.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Siti Web
Data ultima modifica: maggio 2019
Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti
Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Per il raggiungimento dei suoi fini l'Unione ha anche creato strumenti operativi per sopperire alla mancanza di adeguati servizi sociali dello Stato e degli altri enti pubblici. Tra i principali: Progetto eValues, biblioteca elettronica, Libro Parlato online, Giornale Online, Osservatorio Siti Internet. Realizzato dall''Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, che ha per scopo l'integrazione dei non vedenti nella società, perseguendo l'unità della categoria.
Anno di pubblicazione: 2019
Tipo di documento: Siti Web
Data ultima modifica: maggio 2019
Informazioni aggiornate al 22/01/2020 | Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus - P.IVA 12520870150 | E-mail: portale@siva.it