Ausilio

Strumenti tecnologici che consentono di superare certe barriere all'accessibilità, o di compensare certe limitazioni funzionali ai fini di facilitare o rendere possibili determinate attività della vita quotidiana.

 

(Definizione tratta dal Piano di Lavoro del Programma TIDE: Commissione Europea 1995. Sinonimi ricorrenti nella letteratura internazionale: assistive technologies, assistive devices, technical aids

 

Cosa sono dunque gli ausili? Innanzitutto sono tecnologie.

 

Il termine tecnologia non sta solo ad indicare oggetti fisici, quali dispositivi o apparecchiature, ma si riferisce più in generale a prodotti, o a impianti organizzativi o a “modi di fare le cose” che si basano su principi o componenti tecnologici. Per esempio, una “tecnologia per l’accessibilità del trasporto pubblico” non è rappresentata solamente dal parco di automezzi accessibili (ad es. degli autobus con piattaforma elevatrice), ma dall’intero sistema di trasporto comprendente il sistema di controllo del traffico, il posizionamento delle fermate, le procedure di informazione e di biglietteria, il servizio clienti, l’addestramento del personale, ecc. In assenza di tale organizzazione alle spalle, il solo veicolo non sarebbe in grado di offrire alcun “trasporto pubblico”.

 

Chiameremo poi una tecnologia ausilio quando questa è specificamente utilizzata per compensare limitazioni funzionali, facilitare la vita indipendente, e far sì che le persone anziane e le persone disabili possano realizzare le loro piene potenzialità. Tale termine non si applica quindi solo a tecnologie progettate specificamente per le persone disabili: si estende anche a quelle tecnologie di uso comune che, organizzate in modo opportuno,  possono diventare quando necessario di ausilio a chi ha una disabilità.

 

La più diffusa Classificazione degli Ausili è la Classificazione Internazionale ISO 9999 / EN 29999. Ad essa  si rifanno oggi tutte le più importanti banche dati nel settore, i cataloghi delle maggiori aziende, i nomenclatori dei sistemi pubblici di fornitura di ausili di vari Paesi, ed anche il Nomenclatore Tariffario italiano (DM 332/1999), che è il documento del Ministero della Sanità che stabilisce l’elenco delle tipologie di protesi e ausili ammessi  alla fornitura su prescrizione medica a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

 

Nell’universo degli ausili definiti da questa classificazione troviamo raccolte assieme quattro grandi tipologie di ausili, ciascuna delle quali caratterizzata da differenti ruoli negli attori coinvolti, e a volte anche da circuiti diversi di mercato.

 

Ci sono ausili che servono a compensare una menomazione restituendo la funzione lesa: pensiamo ad esempio ad una protesi acustica, che restituisce l'udito; ad una protesi di arto, che sostituisce l’arto mancante; ad un’ortesi, che sostiene e integra la funzione presente ma compromessa.

 

 

Altri servono a compensare una disabilità consentendo lo svolgimento di attività altrimenti impossibili: pensiamo ad una carrozzina elettronica, ad una posata ad impugnatura facilitata, ad un telecomando per il controllo dell'ambiente.

 

       

 

Altri ancora a rimuovere barriere che creerebbero handicap, quali un montascale per superare una scalinata in carrozzina, o un software che consente ad un cieco di leggere le pagine del www Internet sullo schermo del proprio computer.

 

       

 

Altri infine a rendere più sicuro e meno gravoso il compito della persona che assiste, quali un sollevatore che facilita il trasferimento dalla carrozzina al letto.

 

 

Fonte: Consorzio Eustat: Tecnologie per l'Autonomia - Linee Guida per i formatori. Milano: Commissione Europea e Fondazione Don Gnocchi, 1999. Disponibile sulla Biblioteca di questo Portale

RA 20/05/2003